La differenza tra “mamma” e “madre”.

La differenza tra "mamma" e "madre". Secondo Osho (che io condivido)

Una mamma è colei che crede di essere una madre, ma non lo è; pensa di esserlo, ma non lo è perché essere una madre è molto, molto difficile, mentre essere una mamma è molto facile. Il solo procreare è sufficiente per essere una mamma: non è necessaria alcuna comprensione. Il mondo intero è pieno di mamme, ma trovare una madre è molto difficile. Una madre è colei che ti aiuta ad essere te stesso. La mamma è colei che pensa, che crede di amarti, ma in realtà ama se stessa e desidera solo che tu diventi una proiezione delle sue ambizioni. E questo vale anche per i papà. Potrai trovare delle mamme e dei papà ovunque: hanno corrotto il mondo intero. Freud dice che, se esaminiamo le nevrosi in profondità, si troverà sempre una mamma alla base. Tutta la psicoanalisi converge, alla fine, su problemi che la mamma ha creato. Quindi la mamma è la simulazione di una madre, la controparte fisica della madre spirituale. Essere una madre è molto difficile. Solo colei che è arrivata a casa può essere una madre. Procreare è molto facile, è naturale, biologico, ma essere una madre è qualcosa di spirituale. La mamma vorrebbe che la seguissi, vorrebbe possederti, farti diventare una parte di sé, un suo possedimento prezioso. Ti sarà attaccata. La madre, invece, ti aiuterà a diventare indipendente. Ti aiuterà a diventare individuo. Ti amerà ma non cercherà di importi nulla. Ti darà il suo amore ma non ti passerà il suo sapere. Ti manderà nel mondo affiché tu scopra la tua verità e trovi la tua vita. Non ti darà né un modelloné una forma. Non ti strutturerà, si limiterà ad aiutarti qualsiasi cosa tu possa essere. La madre è l’ideale, accade raramente! Le mamme le trovate ovunque. La madreè l’ideale utopistico, colei che può far nascere la tua anima.

Il rapporto tra segno e significato studiato dalla scienza semantica è sicuramente tra i più affascinanti ma anche tra i più difficili. Osho ha tentato di dare la sua versione delle cose. Non conta tanto "madre" o "mamma" ciò che conta è la spiegazione della differenza. Potrebbe anche essere x1 è diverso da x2 (dove x sta per la radice), e non ci sarebbe nulla da dire ma ridurremo la questione ad un fatto puramente sintattico. Invece dobbiamo rimanere nel significato, ed è esattamente quello che la comunità umana attribuisce ad un simbolo. Le nuove generazioni stanno cambiando il linguaggio, di questo ne aveva parlato il più grande linguista di tutti i tempi, Chomsky. Ciò che sostiene è che la regola è sempre a posteriori alla lingua viva!. Il linguaggio dapprima si costituisce liberamente in se stesso come se avesse una forza intrinseca e poi gli uomini traggono le regole, ma solo a posteriori. Quindi a posteriori Osho ha analizzato i due termini e ne ha segnato il confine semantico. Tuttavia se sono riuscita a comprendere a fondo il pensiero oshano è necessario introdurre la terza disciplina della semiotica: la pragmatica, cioè la scienza che studia il rapporto tra interprete segno e significato. Alla domanda cosa è reale, il segno o il significato? Osho risponderebbe: ciò che è reale è unicamente l’interprete. E papa Ratzinger si arrabbierebbe perché questa filosofia di vita assomiglia troppo al relativismo nostrano. E poiché io sono una grande individualista, pur essendo nata cattolica, condivido in pieno il pensiero di Osho.

20 commenti su “La differenza tra “mamma” e “madre”.

  1. etienne64

    La mamma è quella donnina con la III media che ogni mattina prende un treno del cazzo per andare in fabbrica a riempirsi i polmoni di schifezze così da comprare al figlio le merendine piene di grassi idrogenati di cui ha visto la pubblicità in TV. Quando la mamma crepa di cancro il figlio può anche farsi venire le nevrosi perché è vivo (grazie alla mamma poco spirituale) e perché la predetta mamma poco spirituale si è ammazzata perché il figlio riuscisse a trovare un posto di lavoro dove coltivare, da vivo, le sue nevrosi del profondo.
    O se ti piace di più, la mamma ed il papà sono due rumeni che lavorano clandestini qui in Italia e che il loro massimo sogno è comprare il Game Boy al figlio rimasto a casa dalla nonna (analfabeta).
    W le mamme ed i papà: le madri sono gente con la pancia così piena da potersi permettere di non strutturarti. La mamma che prende il treno deve insegnare ben presto al figlio come arrangiarsi cperché lei, prima delle 7 non è a casa e nemmeno papà, perché lavora anche lui.

  2. Tisbe

    @pasquale, Non credo sia così
    @etienne64, Non sono d'accordo nemmeno con te. Essere madri non ha nulla a che vedere con la povertà. Anche una mamma poverissima può aspirare ad essere madre, perché quello che fa la differenza non si trova in nessun supermercato, ma è solo nell'anima. Anche una mamma poverissima e analfabeta ha qualcosa da dare: l'affetto incondizionato, senza aspettarsi niente e senza creare mostri nevrotici
    @Seonee, Ogni volta che lo rileggo riscopro delle grandi verità 😉

  3. utente anonimo

    Madre terra, Madre Natura, madre Teresa di Calcutta, Madre di Gesu, l'universalità, se vogliamo o meno raccogliere un senso religioso.
    Il sorriso che si dà a un bambino appena nato è quello di una mamma, per l'affettività.
    Poi le storie sono diverse l'una dall'altra, ma la prima parola che un bambino pronuncia è mamma per la sua semplicità non madre che è un espressione più intensa e per questo universale.
    Comunque ogni tua analisi, condivisibile o meno ci fa misurare con la nostra coscienza.
    Ciao pasquale

  4. spartaus

    Mia mamma era una madre. Anche quando la chiamavo mamma il senso che davo alla parola era quello di madre. Ma questo è accaduto da un certo punto in poi delle mia vita, cioè da quando ho acquisito coscienza di chi Lei fosse e di chi io fossi. Nella madre è insito il concetto di mamma: ma madre è un concetto accresciuto da un processo -individuale e collettivo- di crescita e di presa di coscienza di sè, che ne dilata il senso e lo riveste di maggiore significato.
    Se ci pensate è lo stesso per ciascuno di noi: biologicamente nasciamo maschi o femmine, ma per essere uomini e donne è necessario quel quid in più, quel qualcosa che colma di senso ciò che biologicamente siamo.
    Inoltre ha ragione Tisbe: c'entrano molto poco le condizioni economiche e di censo. Quel che invece conta è il processo del divenire, che a maggior ragione per chi nasce povero, si affianca a due altre questioni di valore:la dignità e il riscatto. E tanto per essere chiari, mia madre veniva da una famiglia di poveracci e non è mai stata ricca in seguito.
    Non so se sono riuscito ad essere chiaro. Comunque mi ha fatto bene discutere dell'argomento
    Un abbraccio Vladimir

  5. spartaus

    ah, dimenticavo: l'arrabbiatura più grande per gli apparati vaticani, fu quando Papa Luciani definì Dio Madre.
    Riciao e mi scuso per lo schematismo del commento.
    Vladimir

  6. utente anonimo

    Credo che tutto si sviluppi nei dedali semantici contenuti nella testa di ognuno, si dice che quando un bambino apprende una laingua, attribuisca ad ogni parola un'immagine mentale.
    Questa immagine non è detto che sia visuale, generalmente è riferita ad una serie di legami che partono da tutto ciò che è relazionato alla parola stessa e che la definiscono univocamente.
    "Mamma" è ciò che abbiamo legato al concetto di chi ci ha generato, nella fanciullezza, quando ancora i nostri valori non erano così definiti. Mentre "Madre", generalmente viene con la presa di coscienza, quindi può portare valori più forti.
    Ma, credo che se si è arrivati al concetto di relatività nella fisica, a maggior ragione in una scienza molto umana come la semantica, non si possano dare dei postulati credo che non si possa dare una netta distinzione tra Madre e mamma, ma tra Marisa e Cinzia, Carla e Tina…
    La vedo così!

    Saluti, Luca

    Ah… stupenda "Dream of the return"!

  7. etienne64

    No, Tisbe, quello che cercavo di signifcarte è che la mamma di cui parlavo non solo è povera di soldi, ma è pure povera di spirito. E' una cretinetta, con la testa imbottita di talk show.
    Ma fa crescere un figlio.
    Manda avanti la baracca. Dà amore, nella forma che conosce e che sa dare.
    E' facile mostrare i suoi limiti, che sono tantissimi. Ed è facile dall'alto di una maggire ricchezza materiale e spirituale (che spesso vanno insieme: quando hai la panza piena puoi anche fare il filosofo) guardare con sufficenza la mamma (o il papà).
    Ma è un approccio banale che non coglie la complessità del mondo, né radicale inadeguatezza della nostra zucca a capire quello che ci sta intorno.
    Chi ha studiato un po' si eccita per le utopie, riesce a vedere splendidi orizzonti e asindoti. Che però sono tutte semplificazione, con perdite di dati e di informazione spaventosa.
    E allora, sarebbe bene ricordarsi di S. Anselmo che ammoniva i suoi discepoli che la vecchietta analfabeta che pregava fuori dall'aula dove lui teneva lezione ne sapeva moolto di più di Dio di tutti loro messi insieme.
    Credo il senso dell'aneddoto vada ben al di là della mera sfera religiosa.
    E allora, un po' più di carità per i poveri di spirito: non faranno grandi discorsi, ma sono forse più "autentici" (orribile espressione, ma non mi viene in testa nient'altro) di tante sublimi parole.

  8. Tisbe

    @etienne64, No, mi dispiace ma la mia esperienza empirica, per quanto parziale mi ha insegnato che la ricchezza non c'entra nulla con l'intelligenza, la curiosità di apprendere e la volontà di sollevarsi. A casa mia mancava il pane ma non è mai mancata la cultura. Ci pioveva dentro, c'erano i topi che saltellavano sulle povere travi, ma non sono mai mancati i libri e i quaderni e la radio… Credo che spesso il non avere soldi apra orizzonti che per gli altri rimangono irraggiungibili… Non c'è bisogno di essere ricchi per imparare
    @moltitudini, C'è una grossa e sostanziale differenza. Osho non ha mai voluto discepoli, non ha mai voluto fondare una religione. Osho ha predicato la libertà e la consapevolezza
    @ Luca, E' vero, però tra l'estremo"mamma" e l'estremo"madre" potrebbero esserci tantissimi ed infiniti gradi di consapevolezza da poter differenziare senza problema le varie Marise, Cinzie, Carle e Tine…

  9. utente anonimo

    Certo, ma per me la sfumatura "AaabbB" puo' avere il senso che per te lo ha quella "AAAbbb"..Comunque le diversità si comprendono nel contesto..ad es. era chiaro il messaggio del tuo post:
    Partorire figli è (relativamente) semplice, ma essere capaci di farli crescere, un po' meno. (all'incirca!)

    Ciau!

  10. utente anonimo

    Se proprio vogliamo dare un significato alle parole, madre è clei che genera (quindi anche gli animali hanno una "madre"), e mamma è colei che alleva, che segue, che protegge, che soffre… Se a Osho non piacciono le mamme, significa che è un po' disturbato…
    Crescenzo

  11. Tisbe

    @Crescenzo, Caro Crescenzo, ma che fine hai fatto? Ricompari solo quando senti parlare di "mamma" 😉 Anche volendo scambiare i termini, l'osservazione di Osho rimane valida.
    @Luca, avevo capito… la tua identità. Sì è esattamente questo il messaggio di Osho. Forse scuote i nostri schemi, ma a volte serve per crescere.

  12. 1sognoxdomani

    bellissimo questo post. Mi fai pensare a tanti libri… uno tra tutti che non ho letto mai ma che ha venduto una marea di copie è credo IL MANUALE DELLA CATTIVA MADRE. Madre…esatto, bingo! In cui con allegria e con dolore si racconta la vita familiare moderna e contemporanea di nonna, mamma e figlia e delle "nevrosi" tipicamente femminili. Oddio…quanto a riguardo avrei da dire… ma lo direi col sorriso. Peccato che ogni mamma non sa che può far del male col suo INSANO amore al proprio figlio. Ti invito in questo lunedì sul mio post a un ballo di bossa e a un ambientino simpatico e pieno di calore sulle note di agua de marco. Me lo fai postare sul forum di Tiziano Terzani questo post? Posso? Parliamo spesso di madri, padri….di come crescere i figli, ora abbiamo aperto un'altro argomento in merito e credo questa tua riflessione meriterebbe: posso copincollarlo? Puoi rispondemi da me quando mi vieni a trovare? Grazie, ciao, sei sempre grande. Laura.

  13. Tisbe

    @1sognoxdomani, Ti ho risposto sul tuo blog, venendo meno ai principi della netiquette, ma siamo liberi, vero? 😉
    @Moltitudini, 🙂

  14. utente anonimo

    Parlare di buona madre e non può eludere dal concetto di famiglia, ovvero anche del padre. In questo mondo dove gli individualismi e gli egoismi sono imperanti, dove per giustificare delle proprie scelte egoistiche di divisione del nucleo della società, della cellula madre, ossia la famiglia, si scrivono trattati su trattati pieni di sofismi per legittimare, molto spesso, una personale situazione che ci induca a pensare che si possa allevare ed educare i propri figli in maniera perfetta anche senza il proprio compagno/gna. Questo sa di menzogna!!. Non dobbiamo illuderci che i figli che si sviluppano in questo contesto non soffrano per una situazione imposta senza il loro consenso. Se le guerre fanno piangere i bambini anche noi nel nostro piccolo siamo causa di un loro dolore e questo è imperdonabile. Il fatto che si mettano al mondo figli ci deve far essere padri e madri nel senso più alto e profondo del significato. Per non farla troppo lunga concludo con una frase evangelica “chi non ha peccato scagli la prima pietra”.
    Guccini

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