Vita di coppia: Boom di divorzi, crollo dei matrimoni

Boom di divorzi in Italia: un divorzio ogni 4 minuti. Soprattutto al Sud. Dati dal rapporto Eures 2006 Istituto di Ricerche Economiche e Sociali "Finché vita non ci separi"

I matrimoni in Italia sono diminuiti di un terzo negli ultimi 30 anni passando da 6,7 ogni mille abitanti del 1975 a 4,3 ogni 1.000 abitanti nel 2005. In compenso sono aumentati gli «addii» : dal 1995 al 2004 sono in crescita costante sia le separazioni (+59%) sia i divorzi (+66,8%). L’Unità

Consiglio d’amico: evitate di sposarvi. Darete meno soldi agli avvocati. Sì alle convinvenze, sì ai Pacs e soprattutto basta con i matrimoni in Chiesa: sono obsoleti.

Qualche motivo per non sposarsi in Chiesa (consigliato a cattolici veraci): Infinito, assoluto, eterno, sono categorie che non fanno parte dell’esperienza sensibile. E poichè i matrimoni non sono né infiniti, né assoluti, né eterni, ricordatevi, che se siete cattolici, nel momento in cui divorziate rischiate di essere scomunicati. In parole povere, non potrete più accedere al sangue e al corpo di Cristo, non vi saranno più assolti i peccatucci e non avrete il vostro bel funerale in Chiesa (questo accadrà se vi dovesse capitare di avere a che fare con un prete ligio ai dettami dell’Alta Istituzione religiosa). Tenete a mente che a voi sarà riservato questo trattamento, mentre assassini e pluriomicidi, stragisti e quant’altro potranno continuare, come se niente fosse, ad essere assolti, a prendere la comunione e all’occorrenza, avere un funerale di tutto riguardo. Spezzare una vita umana, per la Chiesa Cattolica, è meno grave di divorziare. I divorziati sono scomunicati, i pluriomicidi, no! Ma la Chiesa è magnanima ed offre ai suoi adepti di correre ai ripari. Se proprio ci tenete a salvarvi l’anima, potete rivolgervi alla Sacra Rota. Dove non può la fede arriva il dio denaro. 4mila euro a testa e il gioco è fatto. Et voilà il miracolo è compiuto: come per incanto 4mila euro vi fanno tornare illibati come i neonati e degni della comunione, dell’assoluzione e … del funerale… E’ una vera fortuna essere Cattolici. Per andare in Paradiso, basta comprarselo!

46 commenti su “Vita di coppia: Boom di divorzi, crollo dei matrimoni

  1. Todomodo

    E' che ci si sposa sempre più a casaccio, con la persona sbagliata, nei tempi sbagliati, con la predisposizione d'animo sbagliata. Si può e si deve, ma solo quando è davvero il tempo giusto (che poi sia difficile da individuar, fa parte della perigliosità del tutto, ahinoi)

  2. utente anonimo

    Sarà pure tutto vero quel che dici. Ma allora perchè i gay rompono le balle ogni giorno perchè vogliono il matrimonio?
    Quanto a chi si sposa in Chiesa, chiedo lo stesso trattamento riservato a chi si sposa nei modi più bizzarri. Liberissimi di farlo.
    Crescenzo

  3. hariseldom

    io penso che sia lo stesso di prima. Forse vado controcorrente, ma credo che sia cambiata solo la possibilità economica di lasciarsi quando le cose vanno male. Io mi sono sposato in chiesa quando uscii dalla chiesa avevo un libretto rosso in mano che era il vangelo, lo agitavo come quello di Mao. Meno male che leggi l'Unità lo distribuivo una volta si usava.

  4. Simonyou

    convivo ma un giorno (molto lontano) credo che mi sposerò…brutto però pensare agi avvocati…io sono contraria anche alla divisone dei beni…o lo fai per bene altrimenti perchè farlo con il paracadute?

  5. Comicomix

    in un mondo che ha perso le coordinate del tempo, senza memoria e senza speranza, passato, presente e futuro come melma semi-indistinta, scommettere sul futuro è "fuori moda"…figuriamoci sull'eterno, concetto astratto (senza offesa per nessuno) di per sé. Ne risentono i legami affettivi di qualsiasi tipo, così come il fare figli, ecc…Non so dire se sia bene o male, ma così é.
    Ciao! 🙂

  6. Tisbe

    @Todomodo, Condivido quello che hai scritto
    @Fatascalza, Anche questo è vero, ma non sempre
    @RagazzaDelCuore, Già 🙂
    @cretaefaci, mmm mi sa che non ero poi tanto matura 17 anni fa 😉
    @ capemaster, Eh, sì … ma già ci siamo spiegati
    @carloxdaniele, E mo' speri che sia eterno 😉
    @Fiodor, i regali? l'amante? cominciamo bene…
    @ cassandra666, I sentimenti (qualora ci fossero) non si possono mettere sotto contratto
    @ Crescenzo, Semplicemente perché è discriminatorio concederlo a chi sì e a chi no. E' una questione di equità, poi ognuno agisce di conseguenza. Ma la soluzione è solo nei Pacs
    @hariseldom, Nemmeno io ne faccio una questione di epoca. Il rapporto a due è difficile e paradossalmente funziona di più quando ci sono interessi economici da slavaguardare. E' triste, ma è così
    @ Simonyou, Sono d'accordo. La divisione dei beni è una cosa squallida. A questo punto non sarebbe meglio non spossarsi affatto, se non ci si fida della'ltro? L'intimità ha minor valore dei beni? Boh
    @ Comicomix, In effetti nessuno sa se sia un bene o un male. Ci arrendiamo subito oppure siamo meno ipocriti che nel passato, non saprei

  7. utente anonimo

    Un altro passo verso la modernizzazione della società italiana, verso il pragmatismo di matrice anglo-sassone ed americana in particolare.
    Giudicare nello specifico sarebbe troppo. Molti degli argomenti del tuo post sono ragionevoli.

    Sermau

  8. smemorato

    l'ipocrisia è necessaria sopratutto se si hanno figli, a patto che questa non danneggi quelli; per quanto riguarda la Chiesa si tratta di un problema di coscienza e scelta

  9. ruminantepensiero

    La tua è un'analisi quasi … spietata! Il problema da single, conviventi o coniugati, è la "relazione". Qualunque tipo di relazione, da quella amicale a quella sentimentale, ha il suo rovescio … Occorre esserne consapevoli e responsabili, a volte non pensiamo che spesso siamo noi ad essere il "rovescio" …

  10. austine

    Forse non tutti sanno che il matrimonio è la principale causa di divorzio. 😉

    @carloxdaniele: poi in separata sede io e te facciamo un discorsetto…

  11. berja

    Beh, sarà che grazie al mio essere orso non corro il rischio di sposarmi, ma credo che trovare “l’altra metà della mela” sia piuttosto complicato,quindi consiglio a tutti una lunga convivenza prima di fare il grande passo(per evitare casini e soprattutto avvocati!).Ciao tisbe:)

  12. Tisbe

    @Sermau, Ragionevoli? Meno male ! 😉
    @smemorato, l'ipocrisia danneggia tutti. I figli, poi, li distrugge…
    @ruminantepensiero, Ogni tanto sento la necessità di essere spietata ^_^
    @austine, Ah sì, Non me ne ero accorta 😡
    @berja, Sei troppo giovane per fare affermazioni del genere. Ciao concittadino
    @Bragiu, Proprio su questo post dovevi darmi la bella notizia? Diciamo che fa scaramantico. Auguri per Elisa 🙂

  13. utente anonimo

    Amica mia
    siamo sfortunati
    ho inviato i miei dati a Splinder l'altro ieri
    ma sulla mia posta non c'era niente del messaggio che loro mandano per avere conferma.
    Nle frattempo il mio indirizzo (è l'unico che ho) è impegnato in quel primo invio di dati. E non mi è possibile al momento iscrivermi con un altro nick
    Nel frattempo se ti va ho un altro articolo, stavolta contro quello scemo di Bernard Henri Lèvy

    Italo

  14. utente anonimo

    Parli, ovviamente, senza cognizione di causa. La stragrande maggioranza delle richieste di dichiarazione di nullità del matrimonio vengono rigettate dai tribunali ecclesiastici e dalla sacra rota, nonostante i 4000 euro. Se vuoi scrivere qualcosa di serio, informati, se vuoi fare del qualunquismo anticlericale a buon mercato è un altro discorso. E ci possiamo pure fare quattro risate

  15. Tisbe

    @Caro Sandro Feola, potenziale integralista islamico in Arabia ed integralista cattolico in Italia, le bustarelle sono ben accette in certi ambienti. Se qualcuno mi fa delle confidenze, io le prendo per buone, perché non ha nulla da perdere. Perciç io parlo con cognizione di causa! Basta conoscere l'avvocato giusto, il prelato giusto e il gioco è fatto. Eh, quando sarai davanti a San Pietro, non dimeticare la bustarella. Non si sa mai, potrebbe lasciarti passare 😉
    Ps. Io non ce l'ho con la Chiesa, ce l'ho con la gente che infanga il CRISTIANESIMO

  16. utente anonimo

    Però nel dire agli altri perchè non sposarsi in chiesa sei come i cattolici che dicono a me con chi devo scopare e come.
    A me non interessa…chi si vuole sposare in chiesa perchè ci crede cazzi suoi.
    Moltitudini.splinder.com

  17. utente anonimo

    Fai, perdonami, una banale generalizzazione. Ieri hanno arrestato una magistrata, quindi io dovrei dedurne che tutti i magistrati sono dei corrotti. Siccome c'è stato un presunto caso di corruzione allora tutti i tribunali ecclesiastici prendono mazzette? Banale generalizzazione. La Chiesa è fatta di uomini e qualcuno che sbaglia sicuramente c'è. Ma la Chiesa è ben altro e proprio perchè sorretta da una dimensione trascendentale, non passerà, rassegnati. Tu ed io un giorno, ti auguro e mi auguro il più lontano possibile, saremo concime per le piante e la Chiesa sarà ancora lì, viva e vegeta. Il fatto che sia sopravissuta ai terribili errori del medioevo ne dimostra la soprannaturalità. "Passeranno i cieli…". Eppure, vedi, ribadisco che la stragrande maggioranza delle richieste di annullamento viene rigettata dai tribunali ecclesiastici. Questi sono i fatti, tu racconti cose non fondate e non parli con cognizione di causa.
    ps. quando non hai argomenti non passare agli insulti (integralista,ecc.) Io sono per la democrazia, lo stato laico e combatto gli integralismi, cominciando da quello comunista a Cuba, dove si fucilano gli intellettuali, in Korea del nord e in Cina dove i vescovi, in nome della falce e martello, vengono arrestati, deportati e spesso uccisi.

  18. Tisbe

    @luigi, Solo 1? 😉
    @Sermau, Beh, meglio il divorzio all'americana che quello all'italiana, no? 😉
    @Moltitudini, E chi glielo proibisce? Il punto è che sono i cattolici che con la loro forza numerica tendono a condannare chi è "diverso" da loro isolandolo e calunniandolo. Almeno da me accade così, ed è impossibile vivere da soli, o convivere o fare qualsiasi cosa senza che gli altri "bravi cattolici – perfetti – apparentemente " ti lascino vivere serenamente, senza trattarti che se fossi il mostro di Lockness. Quando la smetterenno di rendere la vita difficile a chi è diverso da loro, allora, e solo allora io smetterò di scrivere!
    @sandrofeola, Mi dispiace ma io non ero al corrente che "integralista" fosse un'offesa! Dovremo avvisare i magistrati di questa novità 😉
    Generalizzazione dici? Potrebbe essere, ma c'è una bella differenza. Gli altri non credono e non pretendono di essere infallibili. La Chiesa, invece, si muove nel mondo vantandosi (perdendo l'originaria umiltà) della propria infallibilità. Chi crede di portare la verità assoluta e crede di essere l'unico a farlo, non ha nessun diritto a sbagliare. Se si sbaglia, bisogna rinunciare ad autoproclamarsi INFALLIBBILI

  19. Tisbe

    @sandrofeola, Che cosa sono 2mila miseri anni in confronto all’eternità? Fossi in te starei attento a fare affermazioni così pericolose…

  20. utente anonimo

    Ma si questo matrimonio è da annullare.
    Ricorrete alla sacra rota.
    A quale rota
    Quella di Roma.
    E allora io ricorrero a tutte le ruote!!!!
    ah la vita che cos'è la vita.
    Viva l'amore
    Ciao 😉
    pasquale

  21. utente anonimo

    L'aggiunta al post è semplicemente allucinante e sconfortante. Non si oppone a un (presunto) integralismo un altro integralismo. Ah, fammi conoscere i divorziati che la Chiesa avrebbe scomunicato, così gli facciamo il test del palloncino (o lo facciamo a te).
    Crescenzo

  22. Tisbe

    Comunque, Crescenzo sai meglio di me che i divorziati sono scomunicati, che poi, di fatto i preti locali (non tutti) chiudano un occhio, è un altro discorso. Avrai letto di quel prete che attenendosi scrupolosamente alle leggi ecclesiastiche si è rifiutato di celebrare il funerale ad un povero operaio reo di essere divorziato?

  23. utente anonimo

    Perdonami Tisbe, parli ancora senza cognizione di causa. L’infallibilità riguarda le questioni di fede, non le questioni umane. Informati bene prima di scrivere. Certo che 2000 anni sono tantissimi, considerati gli errori che la Chiesa ha commesso si sarebbe dovuta estinguere certamente. Gli stessi storici non si spiegano il perchè una “organizzazione” comunque umana sia sopravvissuta a tanto. La ragione è proprio quella dimensione trascendentale che le dà sempre nuovo slancio e che chiama tanti uomini ad esserne pietre vive. “Passeranno i cieli e passerà la terra…”, rassegnati Tisbe, lo ha detto Lui. E ha detto anche “Tu sei Pietro….”. Lo so che è dura per una laicista dura e pura accettare tutto ciò. Chissà perchè, poi, questi laicisti, alcuni atei e mangiapreti, muiono sempre tra le braccia di un sacerdote… chissà perchè..

  24. Tisbe

    @sandrofeola, Già, l’infallibilità solo quando torna comoda. Riguardo gli annullamenti, è stata la Chiesa stessa a dare l’allarme a causa di un improvviso e discutibile incremento tanto da definirlo divorzio ecclesiastico. Solo ad Avellino i casi sono in continua crescita. A me sembra un’ipocrisia. Una vergognosa ipocrisia. O si concede a tutti o a nessuno. Perché la discriminante deve essere sempre il denaro? Non è vergognoso?

  25. Tisbe

    Per quanto mi riguarda io voglio essere cremata e non voglio gente al mio funerale e non m'importa se ci sia un prete oppure no… Mi è indifferente. Sono nata cattolica e per pigrizia non ne esco. Solo per pigrizia. Ma non sono una mangiapreti, anzi con alcuni ho un ottimo dialogo e io avrei voluto fare il prete, ma sono donna e avrei voluto comunque un amore. Non dico marito o compagno, ma un amore grande… Quella che combatto è l'intollerabile gerarchia della chiesa che è contro i principi cristiani Cristo non sarebbe contento di questa Chiesa, corrotta e stracolma di mercanti. Tutto qui

  26. utente anonimo

    Il mondo al dilà di tutto è migliore di 2000 anni fa e credo che gesù sia il fautore di questo miracolo.
    Poi c'è l'uomo con tutti i suoi peccati e peggio le sue cattiverie.Tanti uomini amano Dio e fregano il prossimo.Gente che ascolta la messa e poi uscendo ne combina di tutti i colori.
    Ma ci sono persone straordinarie che ho avuto il picere di conoscere che hanno gesù nel loro cuore e credimi sono da esempio a chi pur credendo non pratica la fede come impegno per gli ultimi.
    Io sono un peccatore e credo al dilà di tutto anche se a volte ci sono dei cedimenti difronte ad esempi che vanno contro ogni rispetto delle persone, della vita che gesù mi perdonerà.
    Ma ripeto 2000 anni fa era peggio.
    Gesù perdonerà anche te anche se sei comunista ;-).
    E poi non pensà a cremazione, fatti verè che ti cremo io 😉

  27. utente anonimo

    Cara Tisbe, non al funerale. I sedicenti laici o atei, chiedono la figura del sacerdote prima di morire, non al funerale. Perchè l'uomo, figlio di Dio, da Lui non può prescindere. Perchè se tu apri gli occhi, ma se li apri seriamente, ti accorgerai che è a dir poco sciocco non credere. Forse Gesù potrebbe, se venisse oggi su questo mondo, non essere contento di ALCUNI ben circoscritti aspetti della SUA chiesa. E forse qualche mercante dal tempio lo caccerebbe, forse. Ma è la SUA Chiesa e Lui prima di farsi crocifiggere ha detto a Pietro "Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli". Se Gesù venisse tratterebbe la sua Chiesa come un padre tratta la sua famiglia: correggerebbe gli errori, darebbe fiducia ai suoi figli. Perchè Lui ama la Sua Chiesa, Tisbe, come un padre ama la sua famiglia anche quando sbaglia. Ecco perchè "passeranno i cieli…..", passeremo io e te, ma Lui e la SUA Chiesa no.

  28. Tisbe

    Ma questo blog è diventato un'attrazione per i cattolici?
    @crefab, Se mi spieghi in termini pratici la differenza te ne sarei grata. Sono sempre disponibile ad imparare.
    Nonostante i miei studi sulla nascita e lo sviluppo del pensiero religioso, nonostante la passione per l'antropologia religiosa e il pensiero magico, nonostante le letture sulla Storia della Chiesa dei primi secoli, ho ancora qualche lacuna 😉

  29. utente anonimo

    Forse potresti dare un’occhiata ai documenti ufficiali della Chiesa. Come questo, ad esempio.

    Crescenzo

    PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA, Raccomandazioni Teniamo ad esprimere circa la pastorale dei divorziati risposati, 25 gennaio 1997: L’Osservatore Romano, 26 febbraio 1997, p. 4.

    25 gennaio 1997

    Teniamo ad esprimere la nostra fede nel sacramento del matrimonio: unione definitiva di un uomo e di una donna battezzati nel Cristo; unione ordinata all’accoglienza e all’educazione dei figli (cf. Gaudium et spes, n. 48).

    Costatiamo che il sacramento del matrimonio e una ricchezza per la stessa coppia, per la società e per la chiesa. Esso comporta una maturazione sotto il segno della speranza per coloro che desiderano rafforzare il loro amore nella stabilità e fedeltà, con l’aiuto di Dio che benedice la loro unione. Tale realtà ridonda a beneficio anche di tutte le altre coppie.

    In molti paesi, i divorzi sono diventati una vera “piaga” sociale (cf. Gaudium et spes, n. 47). La statistica sta a indicare una continua crescita dei fallimenti anche tra coloro che sono uniti nel sacramento del matrimonio. Questo preoccupante fenomeno porta a considerare le sue numerose cause, fra le quali: il disinteresse dello stato circa la stabilità del matrimonio e della famiglia, una legislazione permissiva sul divorzio, l’influenza negativa dei mass-media e delle organizzazioni internazionali, l’insufficiente formazione cristiana dei fedeli.

    Questi “scacchi” sono una fonte di sofferenza sia per gli uomini di oggi, sia soprattutto per coloro che vedono svanire il progetto del loro amore coniugale.

    La chiesa è quanto mai sensibile al dolore dei suoi membri: essa, come si rallegra con quelli che sono nella gioia, così piange con quelli che sono nel pianto (cf. Rm 12,15).

    Come ha ben sottolineato il santo padre nel discorso che ci ha rivolto durante i lavori dell’Assemblea plenaria: “questi uomini e queste donne sappiano che la chiesa li ama, non è lontana da loro e soffre della loro situazione. I divorziati risposati sono e rimangono suoi membri, perché hanno ricevuto il battesimo e conservano la fede cristiana” (n. 2).

    I pastori, pertanto, si prendano cura di coloro che subiscono le conseguenze del divorzio, soprattutto dei figli; si preoccupino di tutti, e, sempre in armonia con la verità del matrimonio e della famiglia, cerchino di lenire la ferita inflitta al segno dell’alleanza di Cristo con la chiesa.

    La chiesa cattolica, in pari tempo, non può restare indifferente al moltiplicarsi di tali situazioni, ne arrendersi di fronte a un costume, frutto di una mentalità che svaluta il matrimonio in quanto impegno unico e indissolubile, come pure non può approvare tutto ciò che attenta alla natura propria del matrimonio stesso.

    La chiesa inoltre non si limita a denunciare gli errori, ma, secondo la costante dottrina del suo magistero – riaffermata specialmente nella Familiaris consortio (nn. 83 e 84) -, vuole mettere in opera ogni mezzo affinché le comunità locali possano sostenere le persone che vivono in condizioni del genere.

    È per questo che noi, nella Plenaria del Pontificio Consiglio per la famiglia, presentiamo le seguenti raccomandazioni ai vescovi – quali moderatori della pastorale matrimoniale – e con loro alle rispettive comunità. Esse potranno essere utili per concretizzare gli orientamenti pastorali e per adeguarli alle situazioni particolari.

    Invitiamo, inoltre, tutti i responsabili nella chiesa a un particolare sforzo nei riguardi di coloro che vivono le conseguenze delle ferite a causa del divorzio, tenendo presente:

    – la solidarietà di tutta la comunità;

    – l’importanza della virtù della misericordia, che rispetta la verità del matrimonio;

    – la fiducia nella legge di Dio e nelle disposizioni della chiesa, che proteggono amorevolmente il matrimonio e la famiglia;

    – uno spirito animato dalla speranza.

    Tale sforzo particolare suppone un’adeguata formazione dei sacerdoti e dei laici impegnati nella pastorale familiare. Il primo segno dell’amore della chiesa è di non lasciar cadere il silenzio su una situazione così preoccupante (cf. Familiaris consortio, n. 84).

    Per aiutare a riscoprire il significato del matrimonio cristiano e della vita coniugale, proponiamo tre obiettivi e i relativi mezzi pastorali.

    Primo obiettivo: la fedeltàSi sviluppino, da parte di tutta la comunità cristiana, i mezzi per sostenere la fedeltà al sacramento del matrimonio, con un costante impegno inteso a:

    – curare la preparazione e la celebrazione del sacramento del matrimonio;

    – dare tutta la sua importanza alla catechesi sul valore ed il significato dell’amore coniugale e familiare;

    – accompagnare i focolari nella vita quotidiana (pastorale familiare, ricorso alla vita sacramentale, educazione cristiana dei bambini, movimenti familiari, ecc.);

    – incoraggiare e aiutare i coniugi separati o divorziati, che sono soli, a rimanere fedeli ai doveri del loro matrimonio;

    – preparare un direttorio dei vescovi sulla pastorale familiare (cf. Familiaris consortio, n. 66), là dove ancora non sia stato realizzato;

    – curare la preparazione del clero e in particolare dei confessori, affinché formino le coscienze secondo le leggi di Dio e della chiesa sulla vita coniugale e familiare;

    – promuovere la formazione dottrinale degli operatori pastorali;

    – incoraggiare la preghiera liturgica per coloro che sono in difficoltà nel loro matrimonio;

    – diffondere queste indicazioni pastorali anche mediante delle “brochures” sulla situazione dei divorziati e risposati.

    Secondo obiettivo: sostegno alle famiglie in difficoltàI pastori devono esortare particolarmente i genitori, in virtù del sacramento del matrimonio da essi ricevuto, affinché sostengano i figli sposati; i fratelli e le sorelle, perché circondino le coppie con la loro fraternità; gli amici perché aiutino i loro amici.

    Inoltre, i figli dei separati e dei divorziati hanno bisogno di una attenzione specifica, soprattutto nel contesto della catechesi.

    Si deve pure provvedere a una assistenza pastorale per coloro che si rivolgono o potrebbero rivolgersi al giudizio dei tribunali ecclesiastici. Conviene aiutarli a prendere in considerazione la possibile nullità del loro matrimonio.

    Non bisogna dimenticare che spesso le difficoltà matrimoniali possono degenerare in dramma, se gli sposi non hanno la volontà o la possibilità di confidarsi quanto prima, con una persona (sacerdote o laico competente), per lasciarsi aiutare a superarle.

    In ogni caso occorre fare del tutto per giungere ad una riconciliazione.

    Terzo obiettivo: accompagnamento spiritualeQuando i cristiani divorziati passano a una unione civile, la chiesa, fedele all’insegnamento di nostro Signore (Mc 10,2-9) non può esprimere alcun segno, pubblico o privato, che potrebbe apparire come una legittimazione della nuova unione.

    Spesso si constata che l’esperienza del precedente fallimento può provare il bisogno della richiesta della misericordia di Dio e della sua salvezza. È necessario che i risposati diano la priorità alla regolarizzazione della loro situazione nella comunità ecclesiale visibile e, spinti dal desiderio di rispondere all’amore di Dio, si dispongano a un cammino destinato a far superare ogni disordine. La conversione, però, può e deve cominciare senza indugio già nello stato esistenziale in cui ciascuno si trova.

    Suggerimenti pastoraliTestimone e custode del segno matrimoniale, il vescovo – insieme ai sacerdoti suoi collaboratori -, desideroso di condurre il suo popolo verso la salvezza e la vera felicità, non mancherà di:

    a) esprimere la fede della chiesa nel sacramento del matrimonio e richiamare le direttive per una preparazione e una celebrazione fruttuosa;

    b) mostrare la sofferenza della chiesa davanti ai fallimenti dei matrimoni e soprattutto davanti alle conseguenze per i figli;

    c) esortare e aiutare i divorziati, rimasti soli, ad essere fedeli al sacramento del loro matrimonio (cf. Familiaris consortio, 83);

    d) invitare i divorziati coinvolti in una nuova unione a:

    – riconoscere la loro situazione irregolare che comporta uno stato di peccato e a chiedere a Dio la grazia di una vera conversione;

    – osservare le esigenze elementari della giustizia verso il loro coniugo nel sacramento e i loro figli;

    – prendere coscienza delle proprie responsabilità in queste unioni;

    – iniziare subito un cammino verso il Cristo – che solo potrà mettere fine a tale situazione – : mediante un dialogo di fede con il nuovo partner per un progresso comune verso la conversione, richiesta dal battesimo, e soprattutto mediante la preghiera e la partecipazione alle celebrazioni liturgiche, non dimenticando però che essi, in quanto divorziati risposati, non possono ricevere i sacramenti della penitenza e dell’eucaristia.

    e) condurre la comunità cristiana a una comprensione più approfondita dell’importanza della pietà eucaristica, come per esempio: la visita al ss. sacramento, la comunione spirituale, l’adorazione del santissimo;

    f) far meditare sul senso del peccato, portando i fedeli a comprendere meglio il sacramento della riconciliazione;

    g) stimolare a una comprensione adeguata della contrizione e del risanamento spirituale, che presuppone pure il perdono degli altri, la riparazione e l’impegno effettivo al servizio del prossimo.

  30. Tisbe

    c) esortare e aiutare i divorziati, rimasti soli, ad essere fedeli al sacramento del loro matrimonio (cf. Familiaris consortio, 83);
    d) invitare i divorziati coinvolti in una nuova unione a:
    – riconoscere la loro situazione irregolare che comporta uno stato di peccato e a chiedere a Dio la grazia di una vera conversione;

    Che significa?
    Non vorrei aver capito male, ma se uno è sfigato si deve pure sentire peccatore? Eh no, io non ci sto. Non ho capito, dovrei sacrificare la vita intera perché le sofferenze precedenti non sono soddisfacenti per questo dio assetato di dolore umano? Ma io voglio vivere. Ho il diritto di vivere ed ho il diritto di sentirmi in pace e di non essere additata come peccatrice da un'intera comunità. Non si può accettare questo passaggio. E' inumano!

  31. utente anonimo

    Non è un'imposizione. Ma la Chiesa ha le sue regole, non si può pretendere che ognuno faccia le proprie. Io volevo solo sottolineare che la Chiesa non scaccia i divorziati, ma anzi cerca di offrire loro un sostegno. Quindi, nessuna scomunica.
    Crescenzo

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