Kilombo a +Blog, misurarsi e commisurarsi

Kilombo a + Blog, misurarsi e commisurarsi

Le strane leggi della Blogosfera

Scrivo a caldo, visceralmente come è mia sana abitudine. Sono un animale da tastiera, poco avvezza a parlare ad un pubblico. Ad ogni modo l’incontro con i gestori delle altre piattaforme e degli altri aggregatori mi ha fatto sentire la distanza del progetto Kilombo da tutto il resto. Ultimo baluardo di un’utopia in via di estinzione, Kilombo è nato senza porsi finalità di guadagno o di gloria. Questo è il suo limite, questa la sua grandezza. Dipende da come noi, popolo di sinistra o sedicente tale intendiamo gestire il soggetto aggregatore. Oggi, troppe questioni sono state poste sul tavolo della discussione. Alcune francamente inutilmente foraggiate. I blogger vogliono diventare famosi; vogliono diventare la nuova avanguardia del giornalismo. Bene, ma sia chiaro che in questo modo si DIVENTA come i giornalisti. Cercare un editore, inseguire un guadagno, significa, rinunciare a quella libertà da… libertà di… che contraddistingue il blogger da chi fa informazione pilotata in un sistema mercificante e mercificatore. Piegarsi al mercato, accettare un editore, accettare una linea editoriale significa rinunciare allo status proprio del blogger. Una cosa esclude necessariamente l’altra. Certo, possono esserci contaminazioni tra i due mondi, e ben vengano, ma se fare il blogger diventasse un lavoro, bloggare non sarebbe più lo stesso. La differenza tra i due modi di agire, riesco a distinguerla bene nelle arti visive. Lo stesso artista si esprime meglio e fa "arte", quindi, in ultima analisi, qualità, solo quando insegue e segue il proprio genio, e non quando un’opera gli è commissionata. Il genio artistico costretto in un soggetto, ne esce impoverito e mortificato. Credo che la blogosfera debba sapere in che direzione marciare. Trovo legittimo che ognuno cerchi il proprio posto al sole, ma non posso apprezzare colui che per ottenerlo sia disposto a scendere a compromessi, oppure a svendere le proprie idee al mercatino dell’usato. Si può guadagnare con il blog, ma ad una sola condizione: che si rimanga se stessi, e che si continui a scrivere con la stessa libertà e la stessa passione. Lo dico da giornalista decisa a difendere un suo spazio privato dopo aver combattutto, battaglie perse in partenza, con direzioni editoriali e proprietarie.

Kilombo è piccolo di fronte agli altri, ne ho avuto coscienza stamattina, ma Kilombo è vero, è vivo, è libero. Kilombo si costruirà il suo spazio senza cedere mai all’idea di diventare proprietà di qualcuno. Kilombo appartiene agli iscritti. A tutti, anche all’ultimo arrivato. La peculiarità del soggetto Kilombo nel mondo della blogosfera e degli aggregatori, politici e non, è questa.

Ps: Appena mi sarà possibile posterò le foto e parlerò dell’esperienza in +Blog

15 commenti su “Kilombo a +Blog, misurarsi e commisurarsi

  1. utente anonimo

    hai tutto il mio appoggio nella battaglia per il dilettantismo. anche secondo me il blog e’, essenzialmente, e quindi necessariamente, dilettantistico. e questo sua aspetto e’, come dici tu, la sua forza riformatrice, democratizzatrice, ed infine, di liberta’. se si perde questo, restano i blog, ma perdiano il coinvolgimento democratico che li motiva.

    detto questo, mi sembra che il discorso del profitto sia indipendente. professionalizzare e’ sbagliato ancor prima del suo legame col profitto: e’ sbagliato perche’ ri-allontana quella fetta di societa’ che la blogosfera ha conquistato o vuole conquistare. fetta che non e’ stata rubata, o che non si vuole rubare, ai media. il coinvolgimento democratico e’ importante ed interessante esattamente perche’ riguarda la societa’ che viene alienata, o si aliena, da media tradizionali e politica.

    quindi, insomma, resistiamo alla professionalizzazione dei blog. per la societa’, e’ una battaglia di liberta’. e per il blog, di sopravvivenza.

    a proposito, se ne discuteva tempo fa qui:

    http://nullo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1177897

    ciao,

    nullo

  2. utente anonimo

    Vedo che continuano a succedersi medesime conferenze sui blog che continuano a trattare il "nulla" eh eh

    Ben venga Kilombo con la sua "diversità"… ammesso che riesca a ad attuare un processo di autofinanziamento prima che "qualcuno" non finisca in mutande. ;-P

  3. utente anonimo

    è proprio vero che scrivi di getto…
    neanche il tempo di scendere dal treno 🙂
    ciao

    p.s:
    mi accingo a scrivere quel maledetto post
    non bruciarmelo!!!

    Munch

  4. utente anonimo

    kilombo non deve render conto a nessuno! è democratico, non ha gerarchie, nasce e vive dal basso. questo è quel che abbiamo, ce lo abbiamo solo noi, e tutti rosicano… 😀

    ciò detto, sono curioso di aspettare ulteriori resoconti. ciao
    supra

  5. utente anonimo

    Sottoscrivo quanto dici dalla prima all'ultima parola. Come diceva Bruce Lee non bisogna rivolgere l'attenzione a come finirà il combattimento, ma mantenere l'attenzione sulla perfezione di ogni fase di esso. Quindi pubblicare è difficilissimo. E' difficile sentirsi libei senza ferire gli altri, essere democratici: parlare con l'altro senza avere fisso in testa che è una testa di cazzo. Condividere pensieri in libertà cercando di infrangere, prima ancora che i pregiudizi degli altri, i propri. Altrimenti non si ha condivisione, ma presentazione di cerebralità con scopi che vanno dal narcisismo all'ambizione. E che camminano su un sentiero solipsistico che, neppure casualmente, puo' trovare l'altro sul terreno della comunicazione.

  6. utente anonimo

    Il tuo scritto è nella sostanza condivisibile. Ci sono alcuni passaggi di cui non ho ben capito il significato (vero) e sembrano più dei messaggi in codice. Mi chiedo se la questione ha a che fare con l'esigenza di finanziare Kilombo.
    Oggi ci sono diversi "aggregatori" e diverse opzioni per fare del giornalismo "professionale".Se uno ha voglia prende armi e bagagli e si misura con quel contesto e quel mondo.Nudo di fronte al "mercato".E vediamo se è così bravo da reggere una selezione fatta da "professionisti".
    Ci sono però un paio di questioni che in ogni caso devono essere affrontate:la 1a è di sotenibilità economica del progetto. ha dei costi mantenere questo spazio di libertà.Mi sembra che ci sia un forum che dibatte su questo aspetto e per quanto mi riguarda credo che a questo non si può sfuggire.
    L'altra questione è di onestà intellettuale.Quando si è avviato questo progetto chi lo ha fatto, spero, avrà avuto chiaro che la variabile economica era un elemento del progetto. Mi chiedo se la questione è stata posta ai nastri di partenza, rendendo esplicito il problema ed i limiti che questa questione poneva al progetto.Oppure, sapendolo, si è preferito partire facendo massa critica e conquistato lo spazio si ha in testa altri orizzonti per il contenitore. Questo secondo scenario sarebbe una gran brutta cosa (anche se sono certo che non è così) perchè un pò vigliacca.

  7. spartacusdue

    Cara Tisbe, sono pienamente d'accordo con te. Ieri sono dovutoandar via ma mi era bastato l'inizio del dibattito, con la presentazione dei vari personaggi. Non è una questione di spocchia, ma siamo realmente diversi!
    Dobbiamo restare autonomi, anche se questo comporterà dei piccoli sacrifici. Libero chi vuole percorrere altre strade, nessuno può obbligare nessun'altro. Noi restiamo da questa parte, coerentemente, perché è la parte che abbiamo scelto, iotanti anni fa, tu molti di meno, ma solo perché sei più giovane!
    Ciao T.G.

  8. Comicomix

    Mi è piaciuto tantissimo questo tuo post. Lo condivido. Volevo semplicemente dirti questo.
    Non da giornalista, ma anch'io scrivo "per conto terzi", ed è solo negli scarabocchi che posso esprimere compiutamente me stesso.
    Ciao!
    🙂
    Mister X

  9. notnot

    Avvertitemi se anche kilombo dovesse vendersi.
    Quando si esprime la propria opinione è bene non stare agli ordini di nessuno.

    Meglio chiudere che vendersi, ma sono sicuro che ognuno di noi saprà mettere del suo per questo progetto.

    Ciao Tisbe, sono con te
    dAni

  10. Tisbe

    @nullo, Ci tengo a tenere le due cose separate. Persaìonalmente so che do' il meglio di me quando mi esprimo sul blog anche se con i miei scritti sono più feroce e selettiva che con quelli degli altri. I miei post non commentati li TERMINO li UCCIDO
    @Galdo, Bene!sono contenta
    @Blogliedrico, Io credo che l'incontro di blogger, almeno per me, sia stato fruttuoso. Riguardo il finanziamento di Kilombo, credo che sia una questione da affrontare perché non è giusto che un solo iscritto si accolli tutta la spesa. Poi rimane in piedi il problema proprietà. Per la nostra formazione e ideologia politica non possiamo permettere che Kilombo appartenga a qualcuno anche in termini economici. E' l'unica garanzia di libertà
    @pov. buch., Grazie a tutti voi. Soprattutto a te che sei tra i validissimi padri fondatori
    @Munch, Infatti ho fatto 3 errori mostruosi tra stanchezza e tastiera senza simboli 😉
    Non ti preoccupare Barone, non mi permetterei mai di anticiparti e di bruciarti il post e grazie della chiacchierata e del caffé 😉
    @supra, Non ti conoscevo sotto questo aspetto esaltatore
    @cloroalclero, Condividere pensieri in libertà cercando di infrangere, prima ancora che i pregiudizi degli altri, i propri Bel commento. Grazie anche per aver citato Bruce Lee, tra i miei oroi preferiti (sono stata sul tuo blog 😉
    @

  11. Tisbe

    @notnot, Kilombo non è in vendita: ci abbiamo messo troppa passione perché possa essere quantificato in moneta
    @ Comicomix, Questo mi rende felice e mi fa sentire meno sola…
    @ spartacusdue, E' stato un piacere incontrarti anche se per poco. Sì, sono capitata nel simposio sbagliato 😉
    @lavelle, GrazieMassimo, Buona domenica anche a te
    @pensareinprofondo, Sull'ultima questione che poni, metto la mano sul fuoco circa l'onestà intellettuale di Jaco. Lui ha solo dato, non ha mai preso niente e Kilombo ha visto la luce e continua ad esistere perché Jaco è una autentica persona di sinistra Io lo stimo e lo ammiro TANTO
    La sostenibilità economica è il problema che ci stiamo accingendo a superare ma sia chiaro che non sarò mai disposta ad accettare che Kilombo abbia un proprietario. No, non passa lo straniero. Kilombo ha l'anima rossa, l'anima comunista e deve essere libero da ogni vincolo editoriale o proprietario. Viva la libertà (quella vera, non quella dei liberali che è solo una farsa)
    Come si fa ad essere liberi se esiste un padrone o un editore? L'esistenza di una cosa esclude necessariamente l'altra

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