Era tedesca e mi ha fatto sentire amata

Capitava spesso che i tedeschi non fossero molto contenti di dare le loro case in affitto a famiglie italiane, per motivi di igiene (pare) e di quiete pubblica. Mio padre si sforzava di dire che all’estero c’era andata la feccia dell’Italia, per tentare di salvare il suo senso di appartenenza, ma riusciva a trovare conforto solo quando la Nazionale di calcio degli Azzurri vinceva sui tedeschi. Era la vittoria di Pirro, un riscatto che durava l’attimo di un tripudio. Mia madre era stanca di dividere le sue cose, i suoi affetti con altre famiglie italiane (tutti in qualche modo imparentati con mio padre o suoi paesani): voleva staccarsi. Così si fermò a chiedere informazioni. Una signora tedesca provò tenerezza per lei e le fittò la casa. In seguito disse che quella signora italiana le era parsa buona e perbene e nacque un sodalizio durato per sempre. Quella signora tedesca è stata tra le prime a trattarmi come se fossi un essere umano. Ogni tanto faceva dei dolci appositamente per me, e mi li donava con tanto amore. Mi riempiva anche di marchi, di coccole, di affetto, e aveva sempre parole gentili e affettuose per me.  Se l’aiutavo in qualche lavoretto  o se portavo a passeggio la sua nipotina mi dava ancora più marchi. Io li usavo per comprarmi le cartoline degli animali: mi piaceva tanto collezionarle. Era tedesca e mi ha fatto sentire amata. Era tedesca e non la dimenticherò mai. Avevo quattordici anni quando l’ho vista per l’ultima volta. Lei piangeva, io piangevo… Non l’ho vista più. Anche adesso, che lei non è più in questo mondo, io la ricordo con struggente nostalgia e penso che a volte gli angeli esistono. E lei è un angelo speciale.

23 commenti su “Era tedesca e mi ha fatto sentire amata

  1. utente anonimo

    1) Bene e male sono geograficamente distribuiti in modo omogeneo.
    2)Hai riesumato una vecchia canzone dei Duran Duran: era quella che mi piaceva di più.
    3) Stai bene (mi riferisco al post di sotto) ? Anch'io non è che me la passi d'incanto, ma non rinuncerò alla tua compagnia (almeno virtuale) tanto facilmente.

    Italuccio

  2. brugue

    Ciao. Come vedi ogni tanto riesco anche a scrivere sul tuo blog.
    Se non è un angelo (nutri qualche dubbio sugli angeli?), è sicuramente una stella…

  3. Comicomix

    Molto bello…ci sono esperienze indimenticabili, che la memoria collettiva purtroppo tende a dimenticare. Come diciamo sempre, buoni e cattivi si distrbuiscono senza ndistinzioni di sesso, età e nazionalità. Ce lo insegna il passato, collettivo e dei singoli, e ce lo dovrebbe ricordare il presente.
    Brava.
    Un sorriso sorriso sorriso che più sorriso non si può. Sursum corda!
    Mister X

  4. IdiotaGlobale

    "Quella signora tedesca è stata tra le prime a trattarmi come se fossi un essere umano"

    me la spieghi per favore?

    ..a me strugge il ricordo di ogni cosa persa a 14 anni…no a ripensarci a me strugge il ricordo dei 14 anni…

  5. Tisbe

    @IdiotaGlobale, Perché quando stavo con gli italiani (sia in italia sia in germania) mi trattavano come se fossi un "animale"? No! Peggio! Cme se non avessi diritti. Come se non fossi un essere umano…
    @Italo, Hai riesumato una vecchia canzone dei Duran Duran: era quella che mi piaceva di più. anche io la preferisco;-)
    @brugue, preferisco che sia un angelo 🙂
    @Comicomix, E' un ricordo che mi sembra calzare con gli eventi di questi gg Grazie di tutto

  6. DaLontano

    Per quanto concerne i tedeschi in genere ci lasciamo condizionare, nel giudicarli, dal trascorso hitleriano…ma anche allora, pur nel terrore dilagante, molti di loro hanno aiutato i più deboli, rischiando la vita.
    Si dovrebbe sempre operare un distinguo, ma quel che successe allora è stata una tragedia immane…che non si deve dimenticare.
    Un bacio.

  7. utente anonimo

    che bel ricordo…le dolcezze successe in gioventù si portano dietro negli anni con molto amore…succede anche a me.
    Forza, eh!
    Laura

  8. utente anonimo

    E tu vorresti chiudere? …e poi dove la troviamo un'altra Tisbe 😉

    Grazie per avere condiviso questo tuo bel ricordo.

    PS: Per me che sono più giovane potresti dirmi il nome della canzone dei Duran Duran 🙂

    Ciao!!!

    Giuseppe T.

  9. IdiotaGlobale

    la canzone è "save a prayer" (till the morning after)…

    Tisbe mi fai un esempio? un aneddoto? ho bisogno di ancorare le colcusioni e le metafore, ciò che resta ad un parametro esperenziale per misurare la mia comprensione…c"come se non avessi diritti"? "non umana"? sono parole che vorrei mettere a nudo…ùper favore non ce l'avere con me se rompo…ma non mi piace passare senza illudermi di "esserci", di aver compreso

    grazie, poi ti lascio in pace per un pò, dai…

  10. Tisbe

    @Galdo, Esistono, esistono…
    @DaLontano, Ci lasciamo condizionare anche dalla filmografia…
    @ Laura, 🙂
    @GianGiorno, Grazie a tutti voi
    @ Lorenews, sì, un bel ricordo
    @ Giuseppe T., Vedi? Sono ancora qua! Per la canzone ti ha risposto idiotaglobale 😉
    @figlioccio, figurati… l'ho fatto con piacere
    @IdiotaGlobale, Beh, è difficile parlarne. Stiamo parlando di contadini irpini trasformati in forza lavoro per le industrie del nord europa. Loro consideravano l'infanzia o come inesistente o come qualcosa da sfruttare a proprio vantaggio. Poi io ho rimosso molti episodi, ma non sono riuscita a dimenticare le sensazioni. Probabilmente io avevo un grado di sensibilità più elevata rispetto a quella marea di figli di proletari con i quali condividevo il mio tempo e il mio spazio vitale. Credo di avere sofferto molto. Non era il mondo adatto per me. Avevo bisogno di stimoli culturali e non del grezzume. Le riviste che trovavo a portata di mano tradivano il voyerismo di stampo scandalistico ed io, nonostante la mia giovane età, non condividevo, e da queste scelte mi sentivo ESTRANEA. Sì, credo di essermi sentita sempre un'estranea in quel mondo. La miseria dell'emigrazione italiana si annida da qualche parte nel mio essere… purtroppo

  11. utente anonimo

    I tedeschi non amano la nostra superficialità, ma quando trovano persone caparbie e lavoratrici come loro le considerano di famiglia.
    La casa che avevamo in affitto era di un signore che aveva un piccolo negozio di animali tra cui una scimmia.
    Mi ha sempre trattato bene e con il figlio c'era un ottimo rapporto e non voglo divulgarmi, ma c'è un episodio che fa ridere e che fece preoccupare i miei genitori che poi ti racconterò.
    Approposito vedi che è spuntata un altra data, questa è l'ultima, martedì 23 gennaio, che ne dici?

  12. smemorato

    io sono un emigrante, a quattordici anni (combinazione) ho lasciato la Puglia per venire a Torino (ora abito a Collegno nella Torino allargata), in questo post mi riconosco totalmente non scrivo altro, non serve altro

  13. Loreanne

    Tis, non sapevamo che avessi alle spalle una storia di emigrazione…
    Beh, hai scritto qualcosa di molto toccante e istruttivo per chi leggerà e la pensa diversamente da tutti noi, quanto a diritti e integrazione a dispetto dei pregiudizi nei confronti di chi arriva da lontano…

    "Capitava spesso che i tedeschi non fossero molto contenti di dare le loro case in affitto a famiglie italiane, per motivi di igiene (pare) e di quiete pubblica…"

    Del resto, anche gli italiani onesti che si spostavano semplicemente per migliorare la propria condizione economica, sono stati vittime dello stigma e dell'emarginazione sociale…
    Dovremmo ricordarlo più spesso anche noi, nei confronti degli immigrati…

    u signur che spavento!!!
    solitamente tengo le casse basse…e mi sono partiti i duran duran a palla senza preavviso!!!

  14. lacqua

    Non posso dire di aver fatto la tua difficile esperienza, ma quando la mia famiglia s'è trasferita a Brescia (a Brescia, non in Germania) al principio degli anni '70, in molte occasioni ho avuto anch'io la sensazione d'essere trattato come un essere inferiore. Beninteso le cose cambiarono in fretta.
    In ogni caso da bambino, di solito, non davo peso alla cosa, come non davo peso al fatto d'esser normalmente chiamato terrone. Anche se capivo benissimo che fin troppo spesso era detto con cattiveria. Fra l'altro mi accorgevo che spesso si trattava di persone prive di cultura, e io invece andavo fiero di appartenere a una famiglia di laureati.
    Oggi ripensandoci da adulto, scopro d'esser pieno di riprovazione verso quelle persone. E se da bambino prevaleva in me la volontà d'essere accettato, anche a costo di un "terrone!", oggi prevale il rifiuto di ogni tipo da razzismo, anche quello apparentemente innocuo contenuto appunto nella parola terrone.

  15. utente anonimo

    Ma la vogliamo finire con questi Duran Duran?! …ora ci mancano solo i Take That…non vi azzardate!!! 🙂

    @IdiotaGlobale: Grazie, non sono un fan dei Duran Duran però ero curioso di sapere il nome della canzone.

    Ciao!!!

    Giuseppe T.

  16. IdiotaGlobale

    che bello questo scambio

    sa di vita, bellissimo.
    bella la solidarietà. amigrazione ed alienazine stanno qui generando movimento verso l'interno invece che verso l'estrno: riconoscimento.

    splendio il passaggio di prospettive di lacqua.

    Tisbe ho capito quello che dici, grazie.
    dentro di noi portaimo retaggi di genrazioni ben più lontane che quella immediatamente precedente.
    influssi cattolici, miraggi epici, una concezione economica ancora basata su concezioni marginaliste di stampo costo/beneficio, con relativa tendenza al risparmio ed alla conservazione…anche in funizone del fatto che abbiamo dentro i noi ancora i postumi degli scmpi delle guerre (perse)! di un'unità avvenuta senza rivoluzione, senza ideologia…ma come accordo formale con tanto di teatro intorno.
    ecc ecc

    secondo me Tisbe vale la pena riconciliarsi con il propio patrimonio culturale, con il proprio portato, seppur entrarvici in contatto genera atriti nel cuore, nella pancia e nella testa

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