L’oltraggio al lavoro del pacchetto Treu

Raccolgo la segnalazione di un mio amico blogger. Copincollo un suo post in quanto da lui autorizzata e poiché condivido la sua indignazione. Soprattutto non accetto che si parli di un governo ostaggio della sinistra radicale, perché non è affatto così. Magari lo fosse! Tra Krapfen e boiate

«Ho ricevuto e deciso di pubblicare la lettera che segue poco più in basso, da parte di una lavoratrice di Wind. Emblema di una porcata, l’ennesima porcata italiana che si commenta da sé, la legge 30 del 2003. Si commenta da sé come quell’oltraggio al comune senso del pudore al quale risulta legata, il cosiddetto pacchetto Treu. Per fare chiarezza: in teoria dovrebbero aumentare la flessibilità nel mercato del lavoro; effetti reali: favoriscono il precariato, l’instabilità e l’insicurezza sociale; contribuiscono allo sfaldamento e alla distruzione del sistema previdenziale. […] Parte dell’attuale maggioranza di Governo (Udeur, Radicali/Socialisti, Margherita/DL, maggioranza DS, Italia dei Valori) che non prendeva posizione o la criticava durante la precedente legislatura, è ora contraria a una sua cancellazione. C’è ancora chi non prova imbarazzo o vergogna nel definirlo Governo di centro-sinistra; l’inverecondia è oltrepassata descrivendo la maggioranza ostaggio della sinistra radicale o antagonista»

Ciao,
ti volevo solo raccontare quello che sta succedendo al call center Wind di Sesto visto che tu […] puoi aiutarmi a diffondere un po’ le informazioni.
In sostanza, venerdì scorso dalla mattina alla sera il caro Sawiris
(magnate egiziano delle telecomunicazioni, proprietario di Wind – ndr)
in riunione a Roma con le rappresentanze sindacali ha deciso (in seguito all’uscita del 20% di Enel) di cedere il sito di Sesto S.Giovanni facendo riferimento alla legge 30 del 2003.
La cosa anomala è la totale assenza di comunicazione con i sindacati.
La società che dovrebbe acquistarci è Omnia service che nel 2006 ha acquisito a sua volta Acroservizi, la quale già prestava lavoratori precari a Wind.
Il problema per noi è la totale assenza di garanzie circa il mantenimento delle condizioni contrattuali.
Il paradosso sta nel fatto che non si puo’ trattare di vera e propria cessione di ramo in quanto la nostra stessa attività la svolgono a Roma e Napoli e che l’azienda dichiara comunque un bilancio più che positivo.
Ora siamo in fase di agitazione in attesa che l’azienda comunichi per iscritto le decisioni prese a sindacato e istituzioni.
E’ stato aperto un blog
http://noesternalizzazionewind.blogspot.com/
Per il momento ti mando un caloroso abbraccio in attesa di nuove comunicazioni.
A presto

23 commenti su “L’oltraggio al lavoro del pacchetto Treu

  1. utente anonimo

    io il "wind" glielo farei in faccia con una bella scoreggia di quelle corpose, a queste merde umane che, per 4 soldi, giocano con la vita delle gente.
    ASTRONZII DOVETE CREPARE PURE VOI! e non ve li portate dall'altra parte…
    Cloro

  2. desiderio947

    Il governo è tanto ostaggio della sinistra radicale che x approvare l'allargamento della base USA di Vicenza, è bastato un comunicato stampa del Prof. senza passa x un dibattito parlamentare.
    Ciao, buona domenica. beppe

  3. viga

    i lavoratori sono merce da scambio,senza i diritti che avevamo guadagnato con lotte,occupazioni,manifestazioni.Ora la precarietà che serve a dividere il lavoratore e il fatto che spesso i grandi sindacati siano uniti a partiti del csx moderati e riformisti non migliora di sicuro la nostra situazione.
    Come precario che lavora in nero e riceve la paga dopo due mesi mi sento solidale con i compagni e le compagne di sesto.Aggiungerò questa lettera nel prox post,per ora sul mio blog cerco di dar un contributo alla causa del tfr..Non si sa mai!

  4. utente anonimo

    Ormai siamo ridotti a merce, uno schifo…
    ci vorrebbero più tutele: sussidi di disoccupazione per chi sta a spasso tra un lavoro interinale e un altro, norme affinchè i lavoratori a termine siano una parte minoritaria dell'organico di un'azienda…insomma mettere mano alle leggi per tutelare i più deboli, con intelligenza, senza ingessare troppo l'economia ma mettendo fine allo svilimento del lavoratore a cui assistiamo da anni…cose che dovrebbe fare un governo di sinistra…ad avercelo.
    Red

  5. utente anonimo

    Scusa Tisbe, ma non è così.
    1. La l. Treu non si è occupata di cessioni di aziende.
    2. Il D.lgs. 276/03 (che di difetti ne ha un bel po') e non la legge 30/03 ha apportato alcune modifiche all'art.2112 c.c. ma non ha cambiato il principio fondamentale, vigente dal 1990 per cui i regimi contrattuali dei lavoratori non possono essere modificati da una cessione d'azienda.
    3. L l.428/90 art.47 ha previsto una serie di consultazioni con il sindacato, non un accordo. Non è mai stato attribuito al sindacato il potere di "bloccare" un trasferimento d'azienda.
    Infine, le cessioni le puoi fare anche se gli affari ti vanno benissimo (le cessioni di salvataggio sono un caso patologico, non fisiologico).
    In tutto ciò la compressione delle garanzie dei lavoratori semplicemente non si pone e la "precarizzazione" semplicemente non c'é.
    Non è che 'sta storia della precarizzazione sta diventando il termine con cui si ricopre oigni cosa che non ci sta bene nell'ambito del lavoro rendendo tutto indistinto e quindi nemmeno correttamente criticabile?

  6. Tisbe

    @Etienne64, quindi i lavoratori della Wind hanno quanche possibilità di spuntarla? Cioè la cessione non comporta un eventuale licenziamento?

  7. utente anonimo

    Cara Tisbe, ma perché la tua domanda, invece che ad Etienne, non l'hai fatta a chi ti ha mandato la lettera, e cmq non hai provato a verificare il punto (che non mi pare marginale, no) PRIMA di scrivere il tuo post, anziché dopo?
    E' lo stesso impulso che ti spinge (e spinge i tuoi lettori) a sottoscrivere manifesti anti-Novartis e pro-acqua "pubblica" senza minimamente chiedersi di che minchia si parla?
    KK

  8. Tisbe

    @KK, è un atto di compassione verso chi rischia di perdere il lavoro. E' un'attenzione verso chi HA PAURA, verso chi teme di perdere i propri diritti. In questo modo si mette in rete, anche, per ricevere delle rassicurazioni. Non mi pare una cosa così sbagliata aiutare qualcuno che sta soffrendo. Magari dopo il commento di Etienne, la ragazza che ha scritto la lettera si sentirà sollevata. Non credi?

  9. utente anonimo

    No, non credo. Ma quel che credo io è abbastanza irrilevante. A me interessa quel che pensi tu e quel che pensano i tuoi lettori. Davvero TU credi che parlare per ore o giorni di A credendo significhi B possa "aiutare" qualcuno?
    Davvero credi che la rappresentanza sindacale aziendale che ha dichiarato l'agitazione non sappia che la legge (contro cui il tuo post si scaglia) non c'entra nulla con le garanzie occupazionali in caso di cessione di azienda, e che abbia bisogno di venirlo a sapere leggendo un casuale commento nel tuo blog? Non pensi che la preoccupazione della tua amica possa essere motivata da ragioni più serie di quelle che hanno mosso la tua "solidarietà"?
    KK

  10. Tisbe

    @KK, Beh, allora non facciamo più nulla e non crediamo più in nulla e nessuno. Inauguriamo un'epoca di nichilismo senza ritorno 😉

  11. utente anonimo

    🙂
    No, davvero, non intendevo nulla del genere.
    mettiamola così: se io vado da un amico e gli racconto che mi è stato appena diagnosticato un tumore al cervello, e quello scoppia a piangere, mi abbraccia, si offre di aiutarmi, e si mette a farmi una filippica su quanto è brutto ammalarsi di distrofia muscolare…Ecco, io penso che NON mi sentirei gratificato o sollevato. Penso che mi sentirei piuttosto seccato.
    Non so se mi spiego.
    KK

  12. etienne64

    Se licenziano qualcuno in ragione di un trasferimento di azienda qualche collega si fa una bella parcella e la fama di gran vincitore (a mani basse… ).
    E, se i colleggamenti societari descritti sono abbastanza forti, anche il classico licenziamento collettivo a valle (cioé quello intimato dal cessionario) è duretto visti gli orientamenti della cassazione degli ultimi 5 anni.

  13. Tisbe

    @etienne64, Questa è una bella notizia. Io non sono avvocato soprattutto non conosco la giurisprudenza del lavoro.
    Ma nasce il dubbio che la disinformazione sia uno strumento per terrorizzare le persone e renderle fragili e ricattabili

  14. Neo75

    Ciao, ho letto il commento sul mio blog.
    Il problema principale è quello delle condizioni contrattuali, non quello del licenziamento.
    Detto altrimenti, la perdita delle garanzie e dei diritti acquisiti.

    Ciao bella 🙂

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