Bobby, l’America che vorrei

Bobby è un film da non perdere. Il regista Estevez ci offre uno straordinario spaccato del passato  in grado di farci ripensare il presente. La figura di Bobby appare come un sogno infranto, intersecandosi nella quotidianità di 11 vite, casualmente incrociate nell’Hotel Ambassador. Il film, difatti, ricostruisce in maniera romanzata le quattro ore precedenti all’assassinio di Bob Kennedy. C’è l’America di quegli anni, con i suoi drammi piccoli e grandi, con i suoi sogni, con le sue atmosfere irripetibili: la contestazione giovanile, le cariche della polizia, i viaggi con l’acido, la paura di essere spediti al fronte della sporca guerra, i tradimenti, la frivolezza, la voglia di fare carriera, e su tutto scorrono le immagini di repertorio di Bobby che parla alla sua gente, in lingua originale, con sottotitoli in italiano. Un montaggio di rara eccellenza rende tutto omogeneo ed è difficile non lasciarsi trascinare nel vortice delle emozioni. Difficile non pensare ad oggi, alla politica estera degli States quando Bobby riferendosi al Vietnam si scopre a dire: "Hanno creato un deserto e lo chiamano pace". Difficile non pensare che ci sia la mano di un regista occulto, dietro gli omicidi di quegli anni, quando un protagonista di colore afferma senza dubbio e con un velo di amarezza: “Ora che non c’è più Martin Luther King ci rimane solo Bobby”.  Bob Kennedy dopo l’assassinio del fratello si avvicinò molto al movimento per i diritti civili di King e si schierò, senza se e senza ma, per il ritiro immediato dei marines dal Vietnam. Riguardo alla guerra, il regista ha scelto la forza immediata delle immagini, proponendo un intercalare sapiente, con scene di marines rientrati in patria, avvolti in lugubri teli di plastica nera. Con l’omicidio di Bobby cala definitivamente il sipario sulla speranza di quell’America che desiderava un mondo più giusto e pacifico. Il film si chiude con il discorso di Bobby in cui esalta la compassione e l’amore, e una serie di foto di repertorio che lo immortalano nei momenti salienti della sua vita. E’ un addio disincantato e rassegnato verso un mondo che avrebbe potuto essere e non è stato. Un addio per quell’America che la mia generazione non ha mai conosciuto, e che sembra così lontana da quella di oggi, impegnata in una guerra snervante verso nemici di varia natura e spesso inesistenti, e dimentica di quei diritti civili messi definitivamente al bando con i Patriot Act. Un addio alle parole di buoni propositi pronunciate da Bob prima che gli sparassero alla testa:  «Nonostante quello che succede negli Stati Uniti da tre anni a questa parte – e mi riferisco alle divisioni, alle violenze, e al disincanto per la nostra società in generale, che si tratti di bianchi contro neri, di poveri contro ricchi – sono convinto che possiamo lavorare tutti insieme. Siamo un grande paese, un paese altruista e compassionevole».

8 commenti su “Bobby, l’America che vorrei

  1. airone74

    Non l'ho visto, ma ho visto la trasmissione "la storia siamo noi" che aveva per oggetto sia il film che l'intero messaggio kennediano. Credo che sia un film da non perdere. Davvero bello il tuo post, e condivisibili le tue riflessioni. Ciao!!

  2. utente anonimo

    attendo di vederlo, sicuramente è uno di quei personaggi che hanno sancito un momento storico. Oggi che gli Usa sono rappresentati da esponenti così meschini si perde l'obiettività nell'osservare che ci sono stati anche grandi uomini. Chissà.. un abbraccio!! Tiziana

  3. utente anonimo

    Sarebbe interessante recuperare qualche copia dell'Unità degli anni '50 fino al 1962, che parlava dell'ascesa dei Kennedy. Forse il concetto di pace e libertà caro ai comunisti è quello espresso da Sanguineti sul massacro di Tienanmen. Non ci sarebbe da stupirsi. Se un politico non di sinistra avesse espresso lo stesso concetto sulla resistenza cilena a Pinochet o sulla causa palestinese, oggi avremmo i blog pieni di bei post moraleggianti. Che schifo. Sanguineti è un uomo di merda. Per questo le sue poesie fanno cagare.
    Crescenzo

  4. Tisbe

    @airone74, è un film che mi ha commosso ed emozionato. Ti consiglio di vederlo 🙂
    @Tiziana, Credo che la distanza tra kennedy e i politici di oggi sia stridente soprattutto nei contenuti dei discorsi
    @Crescenzo, Invece di leggere le poesie di Sanguineti potresti leggere le mie, forse scopriresti un comunismo dal volto umano. Inoltre dovresti riicordare che anche Bobby ha uno scheletro bello grosso nell'armadio. Tra il '50 e il '54 fece parte della famigerata commissione maccartista che si macchiò di numerosi crimini.
    Io qui ho descritto un film e le emozioni che ha provocato in me… Bob ebbe l'intelligenza di capire in tempo che il NEMICO è solo una creazione e cambiò indirizzo. Non tutti sono capaci di fare autocritica…
    @Galdo, prego, non te ne pentirai…

  5. Comicomix

    Bellissimo post, andrò a vedere il film. Per quelle curiose coincidenze o affinità?…) de web abbiamo trattato in contemporanea un tema simile. bello, no?
    Un sorriso dall'Umbria
    Mister X

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