L’Amore è più forte della Morte

Hans Castorp – L’amore più forte della morte – da La Montagna Incantata [Der Zauberberg]

«Ci voglio pensare. Voglio essere buono. Non voglio concedere alla morte il dominio sui miei pensieri! In questo infatti consistono, in nient’altro, la bontà e l’amore del prossimo. La morte è una grande potenza. Alla sua presenza ci si leva il cappello e si cammina oscillando in punta di piedi. Essa porta la solenne gorgiera del passato, e in suo onore l’uomo si veste solennemente di nero. La ragione le sta dinanzi da sciocca, perché non è che virtù, la morte invece è libertà, leggerezza, assenza di forma e piacere. Piacere, dice il mio sogno, non amore. AMORE E MORTE; ecco una rima mal riuscita, insulsa, sbagliata. L’amore è opposto alla morte, esso solo, non la ragione, è più forte di essa». (Thomas Mann)

8 commenti su “L’Amore è più forte della Morte

  1. Galdo

    Forse è vero, solo che l'Amore non si può insegnare. Si può dare il buon esempio, lo si può rappresentare, se ne può parlare per ore ma non si può insegnare, o ce l'hai o non ce l'hai. Secondo la mia esperienza ovvio. Non sono uso a fare proclami, si discute.
    Per la mia esperienza vi sono persone talmente aride dentro a cui l'Amore non potrai mai insegnarlo, per queste persone conta solo la Ragione. E' il mondo che ha vinto purtroppo (per ora). Ciao Tisbe, è sempre bello leggerti.

  2. lacqua

    "La montagna incantata" venne pubblicato nel 1924.
    Se solo i concittadini di Thomas Mann fossero stati capaci di interpretare e realizzare queste righe…

  3. Tisbe

    @Galdo, Se non si è pronti a riconoscere la Forza dell'Amore, allora si è morti dentro 😉
    @lacqua, Non solo i suoi concittadini: la follia è spesso contagiosa…
    @Italo, Grazie filosofo

  4. utente anonimo

    lacqua: non solo i concittadini ma se tutti fossero stati capace di capire cosa è la guerra…

    E lui ne sapeva qualcosa perchè la prima guerra mondiale costò un sacrificio umano di milioni di morti: circa 8,5 MILIONI di soldati, circa 6,5 MILIONI di CIVILI ed i feriti militari e civili superarono i 21 MILIONI di morti. Noi ci sentiamo lontani da quella guerra essendoci stata la 2° dopo a sovrapporsi, ma l’immensità, la portata della 1° tremenda e basta fare qualche somma per rendercene conto: più di 30 MILIONI di vite umane morte o ferite! E spesso morte nella completa stupidità dei pezzi grossi al comando. Un film che secondo me resta uno dei migliori mai girati in ogni tempo per descrivere l’assurdità della guerra e la scarsa considerazione di vite umane che si hanno agli alti livelli e alle postazioni di comando è “Uomini Contro” di Francesco Rosi dove la logica della guerra dimostra tutta la sua disumanità sprezzante per l’Uomo (il simbolo è il generale Leone interpretato da Alain Cluny) e un tenente (splendida prestazione di Gian Maria Volontè, per anni icona cinematografica della sinistra italiana) di dichiarate simpatie socialiste che registrando quello che oggi chiameremmo odio di classe, vorrebbe eliminare tutta la classe alta e dirigente dell’esercito.

    E c’è da capirlo perchè a raddoppiare la tristezza c’è che la guerra è orrenda e infame tanto per il nostro fronte che per quello degli austriaci, non meno sfruttati dei nostri. Di assurdo c’è un “popolo” italioano costretto a combattere una guerra che non capisce, per terre che non gli appartengono (e nella realtà perfino per lingue diverse e non facilmente comprensibili), costretti a lasciare terre e famiglie perchè i “potenti” facessero le loro battaglie anche di orgoglio! E spesso alla tristezza di essere obbligati a uccidere e farsi uccidere si aggiunge anche quella di dover uccidere altri italiani..

    Insomma, un film che credo si capisca, resta in cima alla lista dei miei preferiti e che lascia un messaggio tremendo come e quanto un libro. E lascia anche molta rabbia..

    Insomma è un film che consiglio a tutti tranne che a coloro che credono che la guerra sia strumento ideale e portentoso per risolvere i problemi dell’umanità.

    E poi è recitato strabene, elemento piuttosto raro da trovare nei film di oggi…

    Lo consiglio perchè i personaggi sono universali e umani al contempo, soffrono, ridono, obbediscono e crepano e chi guarda il film finisce dentro lo schermo molto molto di più di quanto accada in molti documentari e approfondimenti a cui la tv ci ha abituato.

    Insomma, un film contro la guerra e contro la retorica della guerra che rende ancora più comprensibili le idee di T. Mann, poichè l’ottimismo del 900 fu disintegrato dalla tragedia e coloro che vissero quella guerra divennero “la generazione Perduta” perchè non si ripresero mai più da quell’esperienza. E le conseguenze di quella guerra dettarono le condizioni per la successiva e per problemi che ancora oggi abbiamo. Per esempio, l’Impero Ottomano che si schierò a fianco degli imperi centrali (germania Austroungarico ecc) venne diviso tra le potenze vittorisioe e da lì, agli inglesi venne dato il Mandato di Palestina grazie alle convenzioni della Lega delle Nazioni (l’Onu di allora?). E lo Stato indipendente dell’Armenia venne INVASO dall’Armata Rossa nel 1920 e inglobato nell’Urss (e da allora non ha più perso il vizio di usare i carrarmatini e la guerra come metodo risolutivo per i suoi scopi).

    I curdi videro sempre in quegli anni distrutto ogni tentativo di indipendenza. Insomma, le superpotenze fecero del loro peggio allora come oggi.

    Oggi per esempio si insegna che ad un certo punto la Germania diventò un popolo di mostri regalando chissà perchè il consenso ad un pazzo crimninale come Hitler. Dimenticandosi di spiegare che dopo la guerra i vincitori dell’alleanza mantennero un embargo che causo la morte PER FAME di 800.000 civili tedeschi per denutrizione negli ultimi 2 anni di guerra. E’ evidente che fu la molla della seconda guerra mondiale, ma tutt’oggi c’è chi tenta di dire che, al contrario, non si fu abbastanza severi….

    Chirchill che conoscendolo meglio era un gran figlio di putt…gran pezz di mer..dichiarò orgogliosamente, nel ’19: “I nostri mezzi di coercizione sono tutti operativi al massimo… e stiamo rafforzando il blocco con vigore.. la Germania è prossima alla morte per fame! Le prove che abbiamo dimostrano che c’è un pericolo di collasso della struttura sociale tedesca e della vita nazionale, sotto pressione della fame e della denutrizione”.

    Questo per dire che era perfettamente consapevole di quello che stavano facendo!

    E se fossi stato tedesco in quel periodo, un po’ inc… sarei stato di certo, magari avendo visto morire di fame un caro parente…

    Tutto questo per dire che il messaggio di T. Mann avrebbero dovuto coglierlo in molti ma come al solito, non è successo e temo mai accadrà davvero.

    Luca

  5. utente anonimo

    Eros ha bisogno di Thanatos per poter dare un senso ed un valore alla sua esistenza in quanto amare, in qualche modo è morire.
    Questo vale già nell’esperienza fisica dell’amore: “Amore e Morte, congiunti insieme, formano un ponderoso brachilogismo per esprimere quella paradossale amorosa mescolanza di mortale perdersi e di vitale realizzarsi, che si raggiunge nell’acme dell’atto sessuale ”
    Entrambi sono i poli di un meccanismo che regola l'intera esistenza, quello che Freud chiamerà il "principio di morte" e il "principio del piacere", ed entrambi sono qualcosa che ci conducono oltre quelli che sono i nostri limiti umani, che ci spingono oltre noi stessi.
    Il bianco non è più bianco senza la morte.

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