Avellino, il caso degli Addetti Stampa

Gli antefatti li potete trovare nel blog di Gaetano Amato in due post distinti. E mi dispiace che ci sia stata verso di lui la solita levata di scudi e il solito dargli addosso all’invidioso. Un’opinione diversa dei fatti potete, invece, trovarla nel post di Boris Ambrosone, che pone una questione tutt’altro che trascurabile ma decisamente irrilevante nella nostra provincia. In sostanza il sindaco di Avellino ha nominato tre addetti stampa e tutti lavorano già per alcuni quotidiani locali. Premetto che non ho nulla nei confronti dei colleghi anche perché tra di loro ce n’è una che mi è istintivamente e particolarmente simpatica. La premessa è necessaria perché non sono mossa dall’invidia, né da altri motivi, se non dal rigore che ha sempre caratterizzato il mio vivere ed il mio rapportarmi agli altri. La nomina solleva gravi problemi. Il primo è sicuramente rintracciabile nella mancanza di un concorso pubblico in grado di garantire la possibilità a chiunque, in possesso dei requisiti, di candidarsi e proporsi. Molti sostengono che il sindaco avrebbe il diritto di scegliere una persona di fiducia che curi i propri rapporti con la stampa, ma questo è vero fino ad un certo punto. Questo sistema si adotta solo ed esclusivamente con il "portavoce personale" che verrebbe pagato con i soldi provenienti dalle casse private del primo cittadino. Un addetto stampa, invece, è pagato con il denaro dei contribuenti e non dovrebbe essere scelto con un metodo non democratico. La seconda questione è molto più grave e si tratta di una vera e propria violazione delle regole deontologiche dell’Ordine dei Giornalisti che recita così «Il Consiglio dell’Ordine ha stabilito questo importante principio: dopo l’entrata in vigore della legge 150/2000, i giornalisti della carta stampata, della Tv, della radio e di Internet non possono tenere collaborazioni con le pubbliche amministrazioni. Le commistioni tra attività giornalistica e attività di ufficio stampa non sono tollerabili. E’ un principio questo invalicabile che va osservato e fatto rispettare. I giornalisti, non solo devono essere, ma devono anche apparire corretti. I giornalisti non possono piegare gli interessi dei lettori dei loro giornali agli interessi delle aziende ospedaliere». C’è un evidente conflitto tra il lavoro di giornalista e quello di addetto stampa di un Ente Pubblico. Un conflitto che tradisce la volontà di chi ha operato tale scelta a voler imbavagliare la libertà di Stampa scegliendo i suoi addetti tra i lavoratori delle 2 testate giornalistiche locali più influenti. Boris ha sollevato una questione interessante, ma che non giustifica tale comportamento. In sostanza il blogger sostiene che se un giornalista fosse pagato adeguatamente per il lavoro che svolge non avrebbe la necessità di fare un secondo o un terzo lavoro. Questo è vero, ma è anche vero che ad Avellino ci sono giornalisti di grande fama e prestigio, che certo non hanno problemi di soldi, ed eppure, sono addetti stampa di Enti Pubblici. Io credo che l’avidità e l’ingordigia umana non si ferma davanti a nulla, purtroppo. Come si dice della mie parti: a chi troppo e a chi niente…

Ps: Ovviamente questo non è il caso dei 3 ragazzi nominati dal sindaco, ai quali va tutta la mia stima e le mie congratulazioni.

15 commenti su “Avellino, il caso degli Addetti Stampa

  1. Tisbe

    @filomenoviscido, Certo che puoi, al limite ci becchiamo una denuncia, ma c'è sempre l'esilio. Sarà la volta buona che abbandono questa città riservata ai cittadini di serie A
    Scherzo! La notizia è autentica e di dominio pubblico… ma sui quotidiani non la troverai mai, né la sentirai per Tv 😉

  2. angelica74

    ..è il modo di insabbiare certe notizie, di non lasciar trapelare questi impropri, che piu mi fa incavolare..
    Ad esempio, se tu non l'avessi postato, io mai lo avrei saputo: eppure è vergognoso..
    ciao

  3. Gianin

    LO HO RICEVUTO, MI SEMBRA CARINO E TE LO INOLTRO. SALUTI E BACI. GIO

    Un giorno un’insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei

    nomi degli altri studenti nella stanza su dei fogli di carta, lasciando un

    po’ di spazio sotto ogni nome.

    Poi disse loro di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno

    dei loro compagni di classe e scriverla.

    Ci volle tutto il resto dell’ora per finire il lavoro, ma all’uscita

    ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio.

    Quel sabato l’insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio

    separato, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei.

    Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista. Poco dopo, l’intera classe stava sorridendo.

    “Davvero?” sentì sussurrare. “Non sapevo di contare così tanto per

    qualcuno!” e “Non pensavo di piacere tanto agli altri” erano le frasi più pronunciate.

    Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l’avessero discussa dopo le lezioni o con i genitori, ma non aveva importanza:

    l’esercizio era servito al suo scopo.

    Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti.

    Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale. Non aveva mai visto un soldato nella bara prima di quel momento: sembrava così bello e così maturo…

    La chiesa era riempita dai suoi amici. Uno ad uno quelli che lo

    amavano si avvicinarono alla bara, e l’insegnante fu l’ultima a salutare la salma.

    Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò “Lei era l’insegnante di matematica di Mark?”. Lei annuì, dopodiché lui le disse “Mark parlava di

    lei spessissimo”

    Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di Mark andarono insieme al rinfresco. I genitori di Mark stavano lì, ovviamente in attesa

    di parlare con la sua insegnante.

    “Vogliamo mostrarle una cosa”, disse il padre, estraendo un portafoglio dalla sua tasca. “Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso.

    Pensiamo che possa riconoscerlo”

    Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che

    erano stati ovviamente piegati, aperti e ripiegati molte volte.

    L’insegnante seppe ancora prima di guardare che quei fogli erano

    quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di

    Mark avevano scritto su di lui.

    “Grazie mille per averlo fatto”, disse la madre di Mark. “Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro”

    Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi.

    Charli sorrise timidamente e disse “Io ho ancora la mia lista. E’ nel primo cassetto della mia scrivania a casa”.

    La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla

    nell’album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario.

    Poi Vicki, un’altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista

    un po’ consumata, mostrandola al gruppo. “La porto sempre con me,

    penso che tutti l’abbiamo conservata”

    In quel momento l’insegnante si sedette e pianse. Pianse per Mark e per tutti i suoi amici che non l’avrebbero più rivisto.

    Ci sono così tante persone al mondo che spesso dimentichiamo che la vita finirà un giorno o l’altro. E non sappiamo quando accadrà.

    Perciò dite alle persone che le amate e che vi importa di loro, che

    sono speciali e importanti. Diteglielo prima che sia troppo tardi.

    E un modo di farlo è: continuare ad inoltrare questo messaggio. Se

    non lo invii, avrai perso un’altra bellissima occasione per fare qualcosa di gentile e carino verso gli altri.

    Se lo hai ricevuto, è perché per qualcuno sei importante e c’è almeno una persona di cui ti importa.

    Se sei “troppo occupato” per prenderti questi pochi minuti

    sufficienti ad inoltrare il messaggio, è perché è la PRIMA volta che non fai quelle piccole cose che farebbero la differenza in una relazione.

    A più persone invii questo messaggio, migliore sarà la tua relazione con gli altri.

    Ricorda, “chi semina raccoglie”. Quelli che metti nella vita degli altri

    tornerà a riempire la tua.

    Possa il tuo giorno essere fantastico e speciale quanto te!

  4. smemorato

    grazie Tisbe, devi sapere che ogni giorno dalle 18,00 in poi (radio due), nelle mie funzioni di pendolare, ascolto i simpatici Cirri e Solibello con le loro scorribande di caterpillar,allora…

  5. lavalanga

    Sto seguendo il "dibattito" in corso da Mario e si rafforza l'impressione che la parte femminile della redazione abbia, come dire, un "quid rosso" in più… 🙂

  6. Tisbe

    @lavalanga, Claudia, mi sa che tra un po' sarai da sola 😉 Spero che le nuove elezioni diano un connotato più rosso alla redazione, altrimenti dovrò convenire che la democrazia non mi piace:) neanche un po' (è un sistema pessimo)
    @smemorato, e fai bene…
    @Gianin, E' bellissima Grazie!
    @ angelica74, è la classica notizia che non fa notizia… 🙁

  7. utente anonimo

    Ha dello scandaloso! Possibile che l'Ordine non indaghi su queste anomalie così grossolane?
    E' proprio un'indecenza
    Paolo

  8. utente anonimo

    Purtroppo queste cose sono all'ordine del giorno. Un pubblicista anonimo prossimo migrante, con tanto di laurea in Scienze delle Comunicazioni

  9. Tisbe

    @hirpus, Cioè
    @Paolo, no, questo stato di cose va avanti da anni… e in tutti i settori…
    @pubblicista anonimo, In bocca al lupo. Lontano da qua troverai di sicuro più fortuna. Anche se rimane l'amarezza

  10. Tisbe

    @irpus, meno male che per una volta tanto ho detto le cose giuste. Forse è per questo che nessuno osa contraddirmi nei commenti 😉

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