Ci sono cose peggiori della morte

Almeno non l’hanno uccisa!

Ci sono cose peggiori della morte.

Il figlio più grande aveva capito cosa stava accadendo, e quale era stata la scelta della madre. Vide i miliziani portarla via, in una cella. Tuo figlio ti raggiungerà presto, li sentì dire.

Il figlio che la raggiunse fu quello più grande, quello che lei aveva condannato. Il figlio che fu ucciso fu quello più piccolo, il bambino che se l’era fatta addosso per la paura e che lei aveva pensato di salvare. Quando entrò nella cella il figlio più grande aveva un’espressione divisa fra l’odio e lo strazio. Guardò sua madre, a lungo, senza dire una parola. Lei rimase sconvolta, atterrita dalla vergogna, dal dolore. Mormorò il nome del bambino più piccolo che aveva perduto. Si sentì mancare, poi s’inginocchiò davanti al figlio più grande, che era lì impietrito. Ripetè il suo nome. Gli cinse le gambe chiedendogli perdono. Lui non disse niente. Quando lei sia rialzò in lacrime, cercando di parlargli, la guardò ancora una volta. E fu l’ultima. Rimasero una decina di giorni insieme, in quella cella. Lei uscì solo quando venivano a prenderla i miliziani. Lui per fare qualche lavoro di fatica. A sua madre non disse più una parola né la guardò più in faccia. (Gianfranco Bettin -Odio)

Questa descritta dallo scrittore è una situazione estrema. Ed io mi chiedo come reagisce un’anima quando qualcun altro sceglie di salvare un’altra anima? Come si reagisce quando una persona che credevamo amica, e di cui ci fidavamo ciecamente sceglie di salvaguardare dalla sofferenza un altro, escludendo noi? Cosa succede nel nostro mondo interiore quando si avverte di essere rifiutati? Soprattutto, cosa si prova, quando a rifiutarci è una persona alla quale si è legati da un legame di sangue oppure affettivo? Si può superare questa devastazione?

12 commenti su “Ci sono cose peggiori della morte

  1. utente anonimo

    La scelta in quelle occasioni e' dolorosissima, comunque venga fatta. Quel poco di raziocinio che guida la scelta, sara' sempre offuscato dall'abisso che apre. Ciao Tisbe.
    ventodamare

  2. utente anonimo

    Bisognerebbe
    chiedersi chi sono questi che spesso costringono gli altri a fare certe scelte
    Uno dei comandamenti etici più importanti dovrebbe essere:
    agisci in maniera da aumentare le tue e le altrui possibilità

    viva Fjodor !

    Italo Pensatoio

  3. utente anonimo

    penso che il peso della ferita sia direttamente proporzionale alle aspettative che si hanno nei riguardi di questa persona che ci "tradisce": è molto doloroso non essere protetti dalla persona a cui noi attribuiamo questo compito d'amore.
    Il dolore non so se può svanire, magari può essere metabolizzato e capito, se si riesce a comprendere le incapacità dell'altro e non si attribuisce tutto a non amore, ma ad incapacità (magari anche di amare o di esprire i propri sentimenti o di prendersi cura finanche di se stessi, etc.).

  4. Tisbe

    @Italo Pensatoio, Parole molto sensate le tue…
    @Laura, saranno anche aspettative mal riposte, ma il rifiuto di un essere umano è qualcosa che va oltre le aspettative ed ha a che fare con il rispetto e la dignità dell'altro che non dovrebbe mai venire meno nemmeno in casi estremi…

  5. utente anonimo

    L'argomento mi ricorda un tuo precedente post. Il rifiuto in questo caso è davvero estremo e non credo che si possa superare una tale devastazione, però credo anche che il dramma si consumi su più livelli: la morte di un figlio e di un fratello, la scelta assurda a cui la madre è sottoposta, il rifiuto che subisce un figlio ma (forse) anche un fratello che spera di sopravvivere all'altro fratello. Davvero una storia triste.

    Giuseppe T.

  6. Tisbe

    @Giuseppe, ogni rifiuto è estremo… dovrebbe essere il Valore Ontologico dell'essere umano a porlo al di là di ogni possibile rifiuto. Forse messa così, tale devastazione, potrebbe essere superata

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