Pacs, questi sconosciuti

Poiché, parlando con la gente, ho potuto apprendere che c’è una totale disinformazione riguardo i Pacs (molti li confondono con la possibilità di adozione di bambini da parte di coppie gay), posto una guida esaustiva che chiarirà un po’ le idee. (Fonte oBlog)

Pacs sta per Pacte civil de solidarieté. Si tratta di un istituto giuridico introdotto in Francia il 13 ottobre 1999 con la legge n. 944/1999. Il 9 novembre 1999 il Conseil Constitutionel ha dato via libera, ravvisandone la conformità costituzionale.

Cos’è il Pacs
E’ un contratto concluso da due persone maggiorenni, omosessuali o eterosessuali, al fine di organizzare la loro vita in comune. Da un punto di vista più tecnico, il Pacs viene qualificato come contratto bilaterale, a titolo oneroso, a prestazioni corrispettive, commutativo e ad esecuzione continuata. Il Pacs permette di lasciare eredità al partner, di subentrargli nell’affitto dell’abitazione e di ottenere la pensione di reversibilità. I medici possono interpellare uno dei partner in caso di malattia dell’altro

Differenze dal matrimonio
Il Pacs ha natura esclusivamente contrattuale e non modifica lo stato civile delle parti. Per sottoscrivere un Pacs i due partner devono avere una vita in comune e prestarsi reciprocamente sostegno materiale. Per vita in comune non si intende soltanto la comunione di interessi e la coabitazione, ma soprattutto la residenza in comune e la vita di coppia. I partenaires non hanno alcun obbligo di fedeltà, di soccorso o di assistenza, ma soltanto quello della contribuzione reciproca. È perciò un vincolo patrimoniale. Il sostegno reciproco e materiale è un dovere, senza il quale il Pacs viene meno. In caso di disaccordo sulle modalità di attuazione di questo dovere, è il giudice a decidere in relazione alle capacità proprie di ogni partenaire.

Chi può sottoscrivere un Pacs?
Non possono concludere un patto civile di solidarietà a pena di nullità: discendenti e ascendenti in linea retta, affini in linea retta, collaterali sino al terzo grado incluso, persone già unite a qualcun altro in un Pacs o in matrimonio. Il divieto vale anche per le persone maggiorenni sottoposte a tutela. Tutti coloro che non rientrano nelle categorie elencate, siano essi omosessuali o eterosessuali, possono concludere un patto civile di solidarietà compiendo una dichiarazione congiunta al cancelliere del Tribunal d’instance della giurisdizione in cui stabiliscono la loro residenza comune.

Modalità di sottoscrizione del Pacs
Non c’è nessuna cerimonia, né firma pubblica. Il cancelliere del tribunale iscrive semplicemente in un registro il testo del Pacs in duplice copia e allegare gli atti dello stato civile che dimostrano l’inesistenza degli impedimenti previsti dalla legge. In seguito, il cancelliere, dopo aver vistato e datato gli originali, li restituisce ai partenaires.

Fine del Pacs
I partenaires possono porre termine al patto di comune accordo, presentando una dichiarazione scritta al cancelliere del Tribunal d’instance del luogo di residenza di almeno uno dei due. Il cancelliere annota questa dichiarazione sul registro e da questo momento il patto civile di solidarietà cessa di produrre effetti. Il Pacs può anche essere sciolto a seguito del recesso unilaterale di uno dei due soggetti, che deve notificare la sua decisione all’altro  partenaire e alla cancelleria del tribunale che ha ricevuto la dichiarazione costitutiva del Pacs. Dopo tre mesi il patto cessa di produrre effetti.

La legge spagnola: tutta un’altra storia
Il 30 giugno 2005 il Parlamento spagnolo ha approvato una legge che legalizza l’unione civile tra omosessuali, equiparandola a quella tradizionale. Il provvedimento stabilisce che le unioni gay hanno lo stesso status di quelle eterossessuali, con tutti i diritti che ne conseguono. Le coppie gay possono quindi adottare bambini.

 

6 commenti su “Pacs, questi sconosciuti

  1. utente anonimo

    Sappiamo come si fanno le leggi in italia, basta una virgola, un punto o un avverbio e si cambia il significato di un verso, sempre per utilizzarlo ai propri fini.
    Non è il Pacs il problema ma il passo successivo.

  2. utente anonimo

    Pippo Baudo attacca il Papa: pensa ai Pacs e non a Raciti. Così diventa l'eroe del momento dei progressisti.
    Replica aspramente L'Osservatore Romano, stizzito da questa lezione.
    Insomma, se il Papa e la Chiesa intervengono su temi sociali, sulle possibili decisioni dello Stato, spiegando e criticando tutto è naturale e legittimo perchè è espressione libera e non ingerenza.
    Se poi un Pippo Baudo si "permette" di dire al Papa come fare il Papa (così come il Papa dice allo Stato come fare o non fare leggi), allora la Chiesa si impunta, si irrita e si sdegna offesa.
    Addirittura L'Osservatore Romano scrive:
    "La boria e la sicumera che derivano da una notorietà sempre più ostentata non garantiscono da cadute di stile e fanno prendere colossali cantonate" e ancora di Baudo che si è "arrogato il diritto di insegnargli come si dovrebbe fare il Papa, quali temi trattare, cosa dire..".
    Trovo che invece la situazione sia molto divertente ed il discorso sulla notorietà che non è paracadute per brutte cadute lo lascerei perdere perchè è a doppio taglio, fatto questo che la Chiesa dovrebbe aver appreso recentemente in occasione, per esempio, di un certo discorso a Ratisbona..
    E poi a me fa sorridere e dovrebbe non prendersela il Papa o L'Osservatore Romano se per una volta è libero presentatore in libera Chiesa.
    Tra l'altro, Baudo ha un passato di cattolico di ferro.
    Forse meno dedito al lecchinaggio margheritiano, però la fede non si discute.
    Gabriele
    :)))

  3. utente anonimo

    Credo che su questo tema (e non solo) la disinformazione sia creata ad arte non solo dalla chiesa ma anche dalla politica, infatti basta vedere le dichiarazioni contraddittorie in stile berlusconi degli esponenti del cdx: e poi dicono che in Italia non c'è il problema dell'informazione.

    Ciao!!!

    Giuseppe T.

  4. Tisbe

    @Gabriele, oramai la chiesa ha perso la bussola: si scaglia contro tutto e contro tutti. Vorrei tanto che si battesse per cose più serie!
    @Giuseppe T., Sicuramente è una disinformazione studiata ad Hoc, cioè voluta da chi PUOTE CIò CHE SI VUOLE

  5. utente anonimo

    Mah! Ho dubbi sul fatto che abbia perso la bussola veramente.
    Perchè presupporrebbe che ne abbia avuta una prima.
    Credo piuttosto che la Chiesa abbia sempre sentito la responsabilità di un compito sociale: quello di fare da freno. Compito che sarebbe certamente utile se non ci si dimenticasse che una buona macchina (la società per esempio) ha bisogno si di buoni freni, ma anche di un buon motore. E che il compito della macchina (sempre la società ad esempio) è comunque quello di andare avanti, anche se prudentemente (tanto per non scassarla quella macchina, per dire).
    Quella invece di esagerare e cristallizzare invece mi pare attitudine di un qualsiasi sistema non democratico. E lo Stato Vaticano è tutto tranne che democratico.
    E siamo fortunati perchè domani, proseguendo la crescita della religione islamica e tenendo conto che questi islamici per nascita (e sono prolifici) o per diritto (grazie Amato…) voteranno e sapendo che la coscienza laica, se difficile nel mondo cattolico è quasi impossibile nel mondo islamico, le cose saranno molto peggiori. Quindi non avremo più un freno o delle discussioni, semplicemente ci sarà un blocco e poi una regressione sociale.
    Sicchè vedremo (per non offendere Allah o fedeli) femminili che nuotano e giocano alle olimpiadi in Burkini.
    Che bandiranno non solo ogni possibilità alle coppie omosessuali ma la stessa esistenza di individualità omosessuale sarà moooolto difficile vederla riconosciuta. Ed ovviamente si inaspriranno tutti quei concetti di maschilismo sociale e prevaricazione che Il Corano impone senza condizioni e che nella Chiesa Cattolica invece trovano un po' di moderazione nel Nuovo Testamento.
    Insomma, il peggio ha da venì….
    Ovviamente i primi a "sparire" socialmente (e fisicamente) saranno i cosiddetti islamici moderati, definizione per noi comodissima per distinguere certi da altri estremisti e fondamentalisti con i quali non è possibile (nè da loro desiderabile) integrarsi quanto piuttosto integrarci. La stessa definizione "moderati" è aspramente contestata perchè, come si dice, o sei (islamico) o non lo sei. Che è un discorso che ha una certa logica e che sento applicare anche quando si parla di Cattolici o Comunisti.
    Facciamoli alla svelta questi Pacs.
    Perchè un domani la battaglia potrebbe essere per conservare parità sessuale e più lontani saremo andati e più terreno avremo per retrocedere sotto la pressione imponente che le religioni fondamentaliste sanno imporre (anche con la forza).
    Luca
    P.S.: disinformazione o no, la responsabilità è soprattutto di chi aveva un debito e non l'ha saldato, ovvero è il centrosinistra che ha fatto campagna anche "usando" i Pacs, mica Fini o Berlusconi (figuriamoci Casini..). E non è che dalla Chiesa si possa pretendere un processo di rinnovamento veloce, è un sistema piramidale e lentissimo ai cambiamenti.
    La responsabilità resta di chi non ci butta l'anima e non sacrifica la poltrona pur avendo promesso battaglia. Cosa ci fanno ancora al governo Rifondazione e Comunisti Italiani? Loro sono i primi a dover dimostrare (a chi ha creduto in loro) che alla fine non importa a nessuno di questa battaglia e che la logica dello "spirito di servizio" come disse Di Pietro tante volte serve a coprire l'interesse primo: conservazione di potere e denaro.

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