D’Alema tra due fuochi

Resisti D’Alema! Resisti. Strano destino il tuo. Per la sinistra sei filoamericano. Avresti dovuto ritarare il contingente italiano dall’Afghanistan, e il tuo Governo avrebbe dovuto opporsi all’allargamento della base Nato di Vicenza. Il caso Calipari, poi, è la ciliegina sulla torta. Il marines non sarà mai estradato in Italia. L’omicidio politico rimarrà impunito. E c’è un bel precedente.

Resisti D’Alema. Per l’opposizione e per 6 ambasciatori sei antiamericano. Ti hanno scritto una lettera per sollecitare il tuo impegno. Ti chiedono di non cedere ai ricatti dalla sinistra massimalista italiana.

Allora, D’Alema, sei antiamericano o filoamericano? A me sembri solo tra due fuochi e non t’invidio.

30 commenti su “D’Alema tra due fuochi

  1. LiborioButera

    diciamo che per la sinistra radicale è anche un affarista e sponsorizzatore della cosiddetta "finanza democratica" ovvero quel comitato d'affari che si sta accaparrando tutte le aziende statali "liberalizzate". Adesso stanno mettendo le mani su Alitalia…

  2. utente anonimo

    Diciamo che i veri problemi di D'Alema sono attualmente quello di contenere l'espansionismo economico di Prodi e degli affari dei suoi amici. Mai come in questo periodo si è visto così forte asservimento della politica all'economia e ai sistemi forti che oggi non sono più partiti, ma gruppi azionisti, banche, assicurazioni.
    Oggi la politica la dettano i cda delle grandi società di investitori.
    Dietro le scelte di d'Alema ci sono sempre strategie personali economiche, invisibili a noi poveri plebei alla base della piramide.
    Luca

  3. writersblock

    come potrai vedere da un articolo che è ancora in home page sul mio blog, http://puntodicritica.splinder.com, sono sostanzialmente d'accordo con te, ma attenzione a non cadere nell'errore che fanno in tanti…
    la politica estera in Italia è diventata molto recente un argomento di discussione politica così diffuso e ricorrente. Fino a un decennio fa non lo era affatto.

  4. senal

    non vi accorgete che è una montatura? l'afganistan era un vicolo infuocato, ora questo sussurrio d'ambasciate restituisce una sorta di …..non voglio spiegare tutto, riflettete!!!

  5. Unpercento

    Avrà pure i suoi difetti, ma almeno in politica estera qualcosa sta cercando di fare. C'è grande movimento. Il nano si limitava ad andare in giro a farsi fotografare con questo e quella.
    PS Già che ci sei correggi anche "Capipari"

  6. Tisbe

    @KorvoRosso, potrebbe fare di più…
    @ LiborioButera, Alitalia? Perché conviene?
    @ Luca, beh, lui si occupa di politica estera… almeno così pare
    @writersblock, già discuterne è un passo in avanti
    @ filomenoviscido, ci sono "immigrati" e immigrati". Capisci a mme! 😉
    @ senal, ho capito perfettamente. Dal tuo punto di vista la messa in scena delle lettere fungerebbe da salvagente per D'Alema nei confronti del suo bacino elettorale?
    @Unpercento, Soprattutto "QUELLE" e Veronica ne sa qualcosa…

  7. Batsceba

    io credo che stia dove sta di solito, più che fra due fuochi, con un piede in due scarpe diverse. non mi fa pena, ma rabbia, soprattutto se penso alla bicamerale e a questa strana moda del bipartisan

  8. utente anonimo

    Ma ogni tanto, caro Massimo, anche solo per l'apparenza, come già ti ha detto Nanni, dilla una cosa di sinistra, una sola, fosse anche Bella Ciao cantata a bassa voce e denti stretti, giusto per dimostrare che qualcosa di sinistra ti è rimasto. boris

  9. utente anonimo

    Bella Ciao? Non trovi che sia cosa così terribilmente poco elegante quando si indossano camicie con gemelli e le tue iniziali o quando si è al comando di uno Yacht? Suvvia, scherziamo, una caduta di stile così…
    Pretendete troppo da quest'uomo che fa il duro mestiere di arricchirsi con la politica.
    Anzi, voglio spezzare una lancia a suo favore: ma fonti vicine sussurrano che dopo la vittoria dei democratici sui repubblicani al congresso americano, D'Alema abbia canticchiato non "Bella Ciao" ma comunque "Ciao ciao Condy, ciao bella.."
    :)))
    Gabriele
    P.S.: in ogni caso basta cattiverie veterocomuniste, sono i fatti che contano, non le parole. E nei fatti, la toilette nello yacht di D'Alema è rigorosamente in fondo a sinistra a sinistra! E sempre per citare Gaber, c'è la doccia che è notoriamente di sinistra e non la vasca…

    😀

  10. utente anonimo

    la nuova veste grafica del blog mi piace.

    se poi perfino tu diventi il dalemone, significa che ne ha proprio bisogno. ed in effetti non ha fatto tutti i disastri che mi aspettavo, anzi, tiene la barra dritta.

    x liborio e luca: a me sembra che il governo sia sotto attacco da una consistente alleanza di interessi che raduna l'industria grande (quella centrista di montezemolo) e piccola (berlusconiana), la cei (pure questa centrista… ma tendente a destra), gli americani (che preferivano il governo genuflesso del cdx).

    con prodi sono rimasti le grandi banche e i sindacati (ma questi ultimi nemmeno poi tanto).

    questo succede quando si tentano di muovere le cose in italia.

  11. utente anonimo

    Il fatto è che negli ultimi vent'anni la politica ha diminuito fortemente il suo peso decisionale, anzi, si potrebbe affermare che il crollo del muro di Berlino idealmente segni anche il crollo delle ideologie. Il potere si è trasferito invece a società, banche e assicurazioni che spesso, con i loro CdA riuniti assieme decidono le linee generali della politica di un Paese, a partire dal nostro. Perchè sono nelle banche, nelle grandi aziende, nei grandi fondi di investimento e di azionariato, nelle assicurazioni che questa classe economica e di potere, autoreferenziale (e Montezemolo ne è certamente esempio)i poteri forti oggi. Non ci sono grossissimi stravolgimenti, il denaro ha sempre dettato le linee, ha sempre comandato in modo più o meno esplicito, potrebbe sembrare storia vecchia. Ma prima le banche e molte assicurazioni erano in mano allo Stato e quindi c'era un controllo diretto dei partiti. E quindi, anche se in maniera un po' contorta, quei poteri dovevano almeno passare dai voti, dai seggi elettorali, al vaglio generico dei cittadini. Oggi invece quei poteri forti non passano più dalle urne. Hanno il potere. Punto. C'era prima un primato della politica sulla finanza ma oggi le cose sono un po' diverse. Il fatto che lo stesso Prodi che oggi guida il Paese non abbia un vero e proprio partito alle spalle come un Berlusca o un Fassino o un Bertinotti che comunque devono render conto al proprio elettorato la dice lunga. Oggi a lavorare con Prodi non c'è tanto Rovati (scandalo recente Telecom) ma Bazoli che facendo lavoro di squadra cercano di indebolire Mediobanca. Prodi intrallazza perchè non avendo un suo partito politico e non essendone nemmeno attratto dalla prospettiva di averne (magari facendosi strada all'interno del Partito Democratico) trova più comodo e agile costruirsi un'alleanza di poteri forti senza tante storie elettorali (anche perchè la sua incapacità comunicativa e la miserabile credibilità che ispira parlando non gli renderebbero un bel servizio rispetto ad alti ben più comunicativi personaggi), creandosi consenso e appoggio invece in gruppi di supporto formati da Consigli di Amministrazione in posti importanti. E a preoccuparsi non è solo il Berlusca che per fermare Prodi in squadra con Bazoli sta preparando, pare, Fininvest per entrare in Mediobanca (allo scopo di difendere Corriere e Generali dall'assalto di Intesa) e pronto a trovare appoggio contro l'espansionismo prodiano anche in Capitalia e la spagnola Santander, ad essere preoccupati seriamente sono proprio gli alleati Ds. D'altra parte tutta questa attività Prodi-Bazoli era naturale producesse reazioni del mondo finanziario (e dietro, politico). Perchè passi la presa del Sampaolo di Torino per creare la superbanca del Nord e passi anche il grande fondo di investimento in infrastrutture che è stato definito da molti il futuro Iri, ma quello che non va giù al mondo finanziario è il tentativo di mettere le mani sul Corriere e sulle Generali. E di questa situazione non gioisce certo Profumo che a capo di Unicredit e molto amico di Fassino e ancora di più di D'Alema non sopporta l'espansionismo finanziario della coppia Prodi-Bazoli. Finanziariamente c'è perfino l'ipotesi di una grande coalizione per difendere Mediobanca, Rcs e Generali oggi dagli assalti prodiani e in funzione anti-Prodi domani, coalizione tra Berlusconi e D'Alemiani.
    Non so se questo davvero accadrà, ma la semplice possibilità, la plausibilità dell'ipotesi nel mondo finanziario dimostra una cosa sola: i confini tra partiti e finanza sono sempre più sottili (e di conseguenza i conflitti di interessi e gli interessi nascosti).
    E credo che questo indebolimento della politica e anche questa sfiducia nella politica della gente comune sia in parte anche il frutto di queste dinamiche dove per capire la politica bisogna guardare la finanza e soprattutto alle Banche ancora più che al Parlamento.
    E pochi elettori che invece potrebbero facilmente recepire le linee suggerite da ideologie politiche non vogliono o non hanno le capacità per comprendere quello che si muove e si sposta nel mondo finanziario (molto più complesso e noioso di quello politico) e che oggi, forse, fa più politica della politica stessa.
    Insomma, forse il discorso era un po' confuso, ma la conclusione è che ormai affidarsi a semplici ideologie di partito non permette più di comprendere le dinamiche politiche dello Stato e finisce per lasciarci confusi, perplessi e, nel mio caso, sempre meno interessato e sempre più sfiduciato.
    Luca

  12. Tisbe

    @Batsceba, non lo escludo. Tuttavia devo riconoscere la sua abilità: non è da tutti!
    @boris, bastasse dire :bella ciao. Che nostalgia… ogni volta che la sento mi commuovo!
    @Gabriele, vorrei sapere perché chi ha idee di sinistra dovrebbe sentirsi colpevole se ha successo (sia pur esso economico)
    @Kamau, grazie! Poichè adesso usciremo dalla redazione è arrivato il momento di linkarti, altriemnti non saprei come ritrovarti 😉
    (Già mi intristisco al pensiero)
    @Luca, non mi affido alle ideologie, sto soltanto cercando di ripensare il comunismo, in chiave attuale e umana…

  13. utente anonimo

    Tisbe, non saprei ed è quello che si domanda Briatore: "perchè a sinistra mi dipingono come un feticcio del capitalismo, quando in fondo io ho idee di sinistra?" si chiede Briatore.
    Però c'è anche quello che appartiene al ceto basso economicamente che si dice:
    "ecco, prima eravamo sfruttati, ci toglievano tutto ma almeno potevamo sentirci di sinistra e sognare una rivalsa, almeno morale: ora ci han fottuto anche gli ideali. Sono comunisti e di sinistra anche gli straricchi, i capitalisti!!
    E prenderlo di dietro da sinistra o destra poca differenza fa…
    Ecco, più o meno è la risposta è questa.
    D'altra parte la condanna morale della grande ricchezza ha una sua forte tradizione a sinistra, che pretendi, che adesso non si resti un po' confusi e critici quando vediamo la sinistra cercare quella legittimità che per anni e anni ha condannato fieramente?
    Che la ricchezza non è peccato nè torto sociale, anzi è perfino utile e necessaria al progresso di una società migliore, fino a qualche annetto fa era un discorso di centrodestra, tu capisci…non è che puoi avere troppe pretese e stizzirti dell'atteggiamento che rilevi.
    Gabriele

  14. utente anonimo

    x luca: sembra che l'unico potere forte sia bazoli! la politica è sempre stata uno scontro tra interessi divergenti. se fossimo tutti d'accordo non ci sarebbe nemmeno bisogno di votare.

    la stessa identità della sinistra che è se non la difesa degli interessi dei più deboli? interessi che poi hanno forme di rappresentanza anche non politica (le lobby: sindacati, confindustria, cei). altri interessi non hanno bisogno di fare gruppo: sono già abbastanza grandi da soli (tipo le banche).

    certo, l'arte del politico è saper forgiare alleanze con questi interessi capaci di dare sbocco ad una precisa visione di società.

    La mia impressione è che prodi questa visione della società l'abbia ben chiara. il problema è che non è in grado di forgiare un'alleanza vincente, perchè sono proprio questi interessi costituiti la vittima della politica di prodi.

    con l'unione sono rimaste, come detto, le grandi banche e i sindacati. e tu stesso hai ben descritto come sia traballante questa alleanza.

    confuso anch'io, eh?

    kamau

  15. Tisbe

    Io personalmente ADORO i sindacati. Buona parte dei diritti acquisiti dai cittadini fin'ora sono per merito loro. E guarda caso i sindacati più influenti gravitano a sx.
    E' un caso, oppure la coscienza del benessere sociale collettivo è prerogativa di una visione della vita di sinistra?

  16. utente anonimo

    Era così Tisbe, era così. La contrapposizione di ieri era "lavoratori" di particolari categorie da una parte, "padroni" dall'altra. Quindi in un certo modo la sinistra era identificabile, ma oggi non è più possibile farlo e, in un certo senso, è proprio per questo che hanno un piccolo seguito le voci di gente come Sanguineti, che in questa sinistra dissoluzione della sinistra che oggi è rappresentata e rappresenta i padroni di ieri vede ogni male e auspica un ritorno all'odio di classe. Un segno che riporti l'identità, che ne marchi l'appartenenza fondamentalista: se sei veramente di sinistra odi il ricco, il padrone per forza di cose. Segni e prove "d'amore" per rafforzare l'indebolimento dell'identità ideologica e politica della sinistra. Un po' come fanno gli islamici che, anche nelle comunità dove il velo non è mai stata sentita come una necessità per essere bravi fedeli oggi lo impone, come segno, come prova d'amore e identificativa dello schieramento contro la sua dissoluzione in qualcos'altro (per esempio l'integrazione concreta o quell'Islam illuminato o moderato che detestano anche nella definizione). L'odio di classe e il velo sono solo simboli di una necessità reale di ritrovare l'identità quasi perduta o sconfitta, di rafforzarla. Ed in fondo qualche ragione bisogna dargliela perchè un islamico o segue il Corano davvero o non è un vero islamico e il comunista o quello di sinistra straricco non è poi così di sinistra, mettila come vuoi, ma quell'abbondanza di ricchezza è la prova provata che non si mette in pratica quel che si dice di combattere, come la più equa distribuzione della ricchezza per esempio, anzi, si diventa fautori ed esempio personale di un divario di quella forbice fino a ieri condannata moralmente che separa i poveri dai richhi. Se poi ci si impegna per politiche sociali per farsi "perdonare" questo "tradimento" morale, ad alcuni basta, ad altri invece no e ne rilevano comunque l'ambiguità e le contraddizioni.
    I sindacati oggi lavorano di concerto con i partiti. Ma i partiti sono più deboli della Finanza. E la Finanza può permettersi di fare i propri interessi e nel contempo di fare quelli dei lavoratori. Così oggi si può creare pure il paradosso dei lavoratori che si schierano con Confindustria e non contro Sindacati che sono strumentali a logiche di partito anche estranee alle problematiche dei lavoratori (sindacati che manifestano per la pace non hanno alcun senso) e che dimostrano sempre più spesso, passando dai sindacati alla classe politica e ai partiti o alle amministrazioni che ormai, il compito del sindacato è quello di costituire il trampolino di lancio per una carriera politica.
    Detto ciò però non si può riconoscere che senza sindacati oggi i lavoratori sarebbero ancora sfruttati, senza sicurezza nè garanzie e che quindi il compito dei Sindacati è stato non utile ma indispensabile.
    Purtroppo oggi i padroni sono anche comunisti e le cose sono un po' meno chiare e gli strumenti per raggirare i lavoratori sono per ciò bipartisan.
    Luca

  17. utente anonimo

    In sintesi, prima la politica dettava le regole anche della Finanza e dell'economina del paese. Oggi è la Finanza a dettare le regole ai partiti e a creare le regole politiche. La funzione dei Sindacati in questo contesto è sempre più irrilevante, diventa praticamente il braccio "armato" (di sciopero e contestazioni di Piazza) dei partiti, oltre a trampolini per carriere. E dove i Sindacati sono strumentali perciò ai Partiti, i Partiti sono strumentali alla Finanza per fare i propri affaracci ed ecco perchè il ruolo dei Sindacati oggi è più discutibile di ieri.
    Almeno è questa la mia visione.
    Luca

  18. moltitudini

    mmmh..in concreto…d'alema , resistendo, che dovrebbe fare??

    Cioè..materialmente, questo "resistere" dovrebbe tradursi in..che cosa?

    Sull'uso, ancora una volta, di queste categorie come "filoamericano" o "antiamericano"..stavolta taccio.

    @korvorosso..sulla buona strada….per fare che???

  19. Tisbe

    @moltitudini, ti puoi esprimere liberamente. Io non sono d'alemiana, però riconosco quando una persona si accorcia le maniche e cerca di fare qualcosa…

  20. utente anonimo

    D'Alema dì qualcosa di sinistra!!! 🙂
    Io penso che la situazione di D'Alema rappresenta bene quanto è pericolosa la politica estera dell'America, più andremo avanti e più sarà pesante la loro presenza nella nostra politica (non basta la chiesa!!!): sondaggi, riconoscimenti, ambasciatori, ecc. ecc.

    Ciao!!!

    Giuseppe T.

  21. utente anonimo

    Non solo D'Alema non ha ascoltato il popolo di Vicenza e di Piazza, ma si è talmente rotto le scatole che lo ha esautorato da ogni possibile futura iniziativa, umiliandolo con lo sprezzo di chi ha sopportato per troppo tempo. Nonostante i giornali e le aree della sinistra radicale si sforzino di minimizzare o far finta di non aver sentito il discorso di d'Alema perchè la base offesa non si incazzi con i leader della sinistra radicale che invece vogliono ad ogni costo restare sulla poltrona perdendo ogni dignità per i prossimi 50 anni, accentando di essere offesi e umiliati e ridotti al silenzio, il discorso di d'Alema non ha ambiguità o interpretazioni su cui giocare.
    D'Alema dice chiaro e tondo che non c'è più spazio per la sinistra massimalista e radicale. Che ha rotto le scatole. Ma non soddisfatto (deve essere stato davvero esasperato dalle manifestazioni per parlare così apertamente e con tanto disprezzo evidentemente) ha aggiunto perfino "…non da adesso quella sinistra è dannosa per il Paese… lo sappiamo dai tempi del PCI!!"

    Ai Verdi, Comunisti Italiani, ai Rifondaroli non resta che la scelta sofferta tra le due possibilità:
    accettare il servilismo di chi crede che essere umiliato dal Capo e dai superiori sia fisiologico e normale prezzo politico da pagare, senza alcuna reazione d'orgoglio quindi, ma addirittura auto-accusandosi e facendo mea-culpa o defilarsi perdendo poltrone ma salvando decenza proprio e dei propri elettori, che fino a ieri erano galvanizzati e vantati come un "tesoro", un "patrimonio" di tutta la sinistra.
    Così d'Alema esce dall'ambiguità dei due fuochi: trasformando quel "patrimonio" che manifestava in piazza come la vergogna della sinistra.
    Una fine davvero ingloriosa.

    Alieno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *