Brigate Rosse e positivismo rivoluzionario

Ieri sera invece di guardarmi la solita "salsa melensa" del Festival di Sanremo ho preferito fare un salto nella storia recente e puntare su Rai3. In onda "Blu notte Misteri Italiani – la seconda puntata della storia delle Br". Mi è piaciuto il percorso cronologico nel quale sono stati intassellati gli episodi salienti della storie delle Brigate Rosse fino agli arresti del 12 febbraio 2007. Peccato perché mi sono persa la prima, in altre parole mi sono persa la parte iniziale che è sempre intrisa di un giustificato idealismo ed entusiasmo. Interessante notare l’evoluzione degli obiettivi del gruppo armato che partiva sempre da un’analisi attenta del potere, della società e dell’economia fino a teorizzare l’eliminazione dei cervelli. La scia di sangue, purtroppo, toglie impietosamente quell’alone di idealismo romantico che per tanto tempo ha avviluppato il terrorismo rosso italiano. Già Peci, ai tempi del suo pentimento che causò centinaia e centinaia di arresti, è stato abbastanza crudo e non ha esistato a descrivere lo squallore quotidiano della vita del brigatista in clandestinità. Nel suo libro "Io, l’infame" ha tentato di dissuadere le nuove generazioni dall’abbracciare la lotta armata. Quella lunga scia di sangue testimonia il fallimento della Lotta armata come soluzione rivoluzionaria. Va detto che con le tecniche investigative moderne è quasi impossibile delinquere senza essere scoperti. Per farlo sono necessarie competenze profonde in vari ambiti, non ultima l’informatica, infatti, i nuovi arresti delle Br sono stati possibili partendo dall’uso delle carte telefoniche prepagate, cosa impossibile fino all’utilizzo dell’antico gettone. La domanda che ci si pone è come sia possibile che ancora oggi qualcuno abbia preso il testimone delle Br e deciso di portarlo fino alle sue estreme conseguenze. Tempo fa, in un’intervista, persino i capi storici delle Br, Curcio, Balzerani e Moretti avevano dichiarato definitivamente chiusa la parentesi della Lotta armata almeno sotto il simbolo della Stella a Cinque Punte. Oggi Curcio non ha nulla da dichiarare. Eppure con notevole differenza, dalle originarie, le Br sono sopravvissute a se stesse, ed ancora oggi esercitano il loro misterioso fascino su gruppi di giovani politicamente sensibilizzati. Non più le fabbriche e il proletariato, oggi la lotta si svolge nel terziario avanzato e contro la precarietà. E non a caso, le organizzazioni sindacali sono quelle che maggiormente prendono le distanze dal movimento. Ma è ancora possibile pensare che uccidere una persona sia la soluzione al problema sociale?  Eliminare qualcuno fisicamente non comporta, forse, la sua immediata sostituzione? Allora a che cosa serve uccidere? A che cosa serve dannarsi l’anima. Ha ancora un senso rinunciare non solo alla propria vita, ma anche alla propria anima calpestando il più grande imperativo Etico di tutti i tempi? Non uccidere! Io credo che uccidere sia inutile. In alcuni contesti, come quello attuale, lo è ancora di più. La rivoluzione deve realizzarsi con altri sistemi. Colpire il potere, colpire le multinazionali, colpire l’assetto economico internazionale non significa uccidere e passare dalla parte del torto. Perché chi uccide ha sempre torto. Ci sono altri sistemi per combattere silenziosamente ed efficacemente il potere. Bisogna utilizzare le loro stesse armi. Diventare esperti di comunicazione, di psicologia del subliminale e fare breccia nella coscienza collettiva dell’umanità, affinché maturi una maggiore consapevolezza al consumo critico. Noi abbiamo in mano un potere illimitato. Siamo noi che possiamo decidere le sorti dell’economia mondiale. Con le nostre scelte di consumo possiamo incidere sul percorso storico. E’ vero, la storia si fa da sé (principio idealistico) ma è anche vero che la moltitudine ha il potere di interferire nel percorso facendolo cambiare direzione (materialismo storico). La vita in sé è cambiamento, è costante e continua rivoluzione. Niente è fermo (a parte il principio VITALE parmenideo – che va rispettato)! E’ necessario che si prenda atto di questa verità e che si intervenga nel flusso del divenire, mentre si compie. Per farlo è necessario conoscere bene la condizione di partenza (per questo la conoscenza storica è indispensabile), ed è necessario avere gli strumeti teorici per intervenire. Bisogna prendere spunto dalle due discipline che meglio di tutte sono in grado di incidere nel concreto: la giurisprudenza e l’ingegneria. Non conosco bene l’ingegneria, ma conosco i principi della giurisprudenza e suggerisco l’uso dell’applicatio. Cosa succederebbe, ad esempio, se ogni italiano smettesse di comprare automobili per 6 mesi di continuo? Noi, non vogliamo capirlo, ma abbiamo la possibilità di mettere in ginocchio il potere e di costringerlo a venire a patti con noi, se solo avessimo la capacità di essere uniti e di formare un’unità d’intenti, se solo fossimo capaci di essere una moltitudine… se solo ammettessimo che tanti bisogni non esistone realmente, ma sono solo indotti dal potere…

53 commenti su “Brigate Rosse e positivismo rivoluzionario

  1. utente anonimo

    "che è sempre intrisa di un giustificato idealismo ed entusiasmo"

    ANCHE LE HITLERJUGEND ERANO SPINTE DA UN "giustificato idealismo ed entusiasmo"…

    la cosa peggiore è che non te ne accorgi.

  2. Tisbe

    Caro EURETECNICA, se credi di potermi disarcionare con le innumerevoli caXXate che scrivi, puoi anche smettere… non serve a nulla
    Smettila di essere rabbioso: ti fa male – torna alle tue mansioni 😉

  3. utente anonimo

    @tisbe: se esistono delle persone che credono di portare avanti sta storia del terrorismo e chi li aiuta e fiancheggia sono, per esempio i CARC, allora è tutto chiaro: sono dei dementi con un livello culturale da 3^ elementare. E sono degli stalinisti.
    Ottimi soggetti da muovere come pedine.
    In cambio di un pò di notorietà, come ad esempio il loro portavoce Levoni qualche giorno fa intervistato su Rete4 a dire cazzate e a fare, in ultima analisi, un'ottima propaganda anti-comunista.
    Con un linguaggio non aggiornato, senza approfondire un concetto….
    Il leninismo ha sempre condannato il terrorismo e ne ha denunciato la natura classista ma queste cose ormai non le sa più nessuno.
    Anche grazie alle cosiddette BR.

    Sermau

  4. Chit

    Io ho perso la seconda, quella di ieri sera; spero di "recuperarla" stasera su RaiSat Extra. La prima puntata se ti interessa ce l'ho io.
    Riguardo al chiedersi

    …come sia possibile che ancora oggi qualcuno abbia preso il testimone delle Br e deciso di portarlo fino alle sue estreme conseguenze

    permettimi di dire che i "deficenti" non credo abbiano sesso, razza nè tantomeno bandiera politica. Io vivo a Trieste e ti posso garantire che c'è ancora chi di notte incendia gli asili sloveni, e non sono comunisti.
    Pertanto evito di entrare in sterili polemiche con i commenti precedenti e mi limito a lasciarti un saluto e l'augurio di un buon weekend 😉

  5. utente anonimo

    ma la domanda è abbiamo voglia di cambiare le cose? mi guardo in giro e vedo solo persone attente al vestiario capelli e automobili. voglio precisare anche io amo avere ciò che mi piace ma guardo anche oltre.io (che devo cambiare la macchina) sono disposta a non farlo anche per 1 anno. ma diciamoci la verità la massa è ignorante e completamente assoggettata al potere….
    sasa

  6. utente anonimo

    qualcuno mi può aiutare: voglio scaricare emule, vado nel sito e faccio come c'è scritto poi mi chiedono di chiamare al numero 899911901 per farmi dare un codice segreto per completare l'installazione al costo di 3€.chiamo??è questa la procedura giusta CIAO E GRAZIE IN ANTICIPO
    sasa

  7. utente anonimo

    il tuo post è un mix tra una lucida e razionale constatazione (uccidere non serve perchè quelle persone sono sostituibili) ed un idealismo molto bello sul concetto di uso del potere della conoscenza a favore di….
    Il punto è che nel nostro cervello sintetizziamo mille input con valori e pesi diversi. Siamo costretti ogni giorno a misurarci con il quotidiano ed il quotidiano ti offre solo una qualità di "vita" e di valori molto bassa.
    In questo può avvenire un corto circuito che, prima ancora che coscienza "rivoluzionaria", è rifiuto e disagio. A questo concorre l'idea di una vita spesa a rincorrere non si sa cosa e quando tu lo afferri (lavoro, carriera, famiglia)-e se lo afferri- ti accorgi che forse ti ha fatto buttare via del tempo.
    Forse in quel momento cerchi, nel grande ideale e nel sogno, un modo per dare un peso ed un senso al tuo vivere.
    Non credo che le pulsioni degli uomini ed i loro ideali siano "veicolabili" con delle semplici formule. Agiamo in funzione dei tempi e di quanto l'ambiente circostante ci consente. Alcune volte rinunciamo ad agire aspettando tempi migliori o, più semplicemente, agiamo dove le condizioni sono tali da poter fare.
    Quello che razionalmente possiamo fare è continuare ad elaborare un modello che sia altro rispetto a quanto ci offre il mondo oggi.E lottare per migliorare piccole condizioni e situazioni di vita. Se mai ci sarà un big-bang questo avverrà perchè le energie a quel punto sono tali e tante che tutti i controlli (anche i più sofisticati) nulla potranno contro.

  8. ermahico

    Analisi molto accurata.
    Effettivamente la storia insegna che con le armi è sempre più forte il Padrone.
    "chi non ricorda il proprio passato è destinato a ripeterlo."
    credo che dobbiamo solo essere compatti in azioni non violente, come boicottaggio e contestazione permanente.
    ovviamente se un dito reazionario e fascista tocca un mio compagno mi riserbo di descrivere ogni azione futura.
    poichè Non sarebbe onesto nei confronti di una richiesta di dialogo.
    le minacce le lascio fare ai fasci e alle multinazionali che anche senza Ak47 (non funzionante NDR) riescono a ricattare interi stati, troncando ogni possibilità di convivenza civile (vedi Nigeria).
    La storia delle Br è finita, ma non gli ideali di intervento che dovrebbero essere dentro ogni operaio, impiegato, proletario sfruttato.

  9. Tisbe

    @ermahico, Grazie caro 🙂
    @pensareinprofondo, dobbiamo tentare ogni strada soprattutto a non farci imprigionare dal quotidiano in senso deleterio. Sono le cose semplici che possono salvarci: Dobbiamo imparare a essere liberi
    @rflblasco, sì, ma fino ad un certo punto. Abbiamo il dovere morale di migliorare noi stessi e il mondo che ci circonda
    @sasa, Ti capisco. Anche io quando mi guardo intorno mi demoralizzo, ma poi mi rendo conto che conoscendo le persone ad una ad una nella loro individualità c'è del buono…
    @Chit, in che formato?
    @ Sermau, ottime osservazioni
    @Pov Buch, Prego 🙂

  10. VanderBlogger

    Qual'è il modello di società che l'idealismo e l'untusiasmo, auspicabilmente senza vittime, che si propone? Sarei felice se facessi una breve descrizione della società che ti auspichi. Come funzionerebbe?
    Senza polemiche, solo per instaurare un dialogo…
    Grazie… e comunque buon fine settimana

  11. ermahico

    economia globale, quella vera, che nn faccia morire di fame metà e passa del pianeta.
    "un uomo affamato non è libero, e chi non è libero fa di tutto per esserlo. compresa la guerra"

  12. moltitudini

    La prima parte del programma è sicuramente più interessante perchè è senz'altro più ricca e articolata la prima parte della storia della lotta armata che non quella degli epigoni, sopratutto se si pensa alle versioni più recenti.

    Ancora una volta….questo utilizzo del termine "idealismo" mi fa contorcere..ma pazienza.Mi abituerò.

  13. utente anonimo

    Il messaggio di Euretecnica aveva un filo logico e dovrebbe non essere liquidato così facilmente in caxxata, anche se capisco che l'associazione è scomoda e faccia storcere il naso nella visione dei blocchi monolitici contrapposti degna della 3° elementare (appoggio anche quel post).
    Io ho visto anche la prima parte e concordo sul maggior interesse espresso da Moltitudini.
    Aggiungo che a me non è sembrata, quella parte, avere un taglio giustificativo in alcun modo, anzi…
    Aldilà della non condivisibilità per quell'eversione però, va detto che è quasi ridicolo parlare di "prendere il testimone" per gli ultimi accadimenti.
    A parte la superficialità anche ideologica degli attuali rapportata con quelli di allora, si nota subito una grande differenza che crea una "discontinuità" (visto che è di moda il termine) abissale.
    Allora, nell'arco costituzionale c'erano le forze politiche di sinistra considerate "traditrici" e quindi la risposta armata avrebbe dovuto essere l'unica espressione possibile.
    Così i "nemici" erano anche la sinistra stessa, anche i "traditori" politici.
    Oggi invece l'arco costituzionale rappresenta la sinistra tutta, però poi gli obbiettivi sono di centrodestra… quindi la legittimità politica da dove salta fuori?
    Tra l'altro, quando sono stati presi gli eversivi "continuatori" br della seconda linea ancora c'era la possibilità o l'auspicio che anche la sinistra radicale potesse avere espressione, ancora non era stata silenziata, anzi era piuttosto viva ed arzilla manifestando e comiziando.
    Ritengo invece che l'inasprimento della lotta politica degli attuali eversivi sia il frutto dell'inasprimento del linguaggio politico. Insomma, se in un sindacato si dice da mane a sera che serve l'odio di classe, che ci sono schifosi e porci che andrebbero ammazzati, alla fine capita che qualcuno si dica: perchè limitarsi a dirlo tutti i giorni e non metterlo in pratica? Salvo poi scoprire di essere soli, che erano solo parole di persone che poi prendono le distanze e condannano e si accorgono del danno politico ecc. Insomma, mi pare come quando c'è l'ipotesi di una rissa, prima sono tutti d'accordo e solidali e bisogna fare qualcosa e diamo una lezione, poi uno si fa avanti e si trova da solo come un bischero a buscarne da una parte e, a parole, dall'altra.
    Non ci trovo nulla di glorioso nella lotta armata delle Br di allora, ma figuriamoci questi ora: nemmeno il confronto con i loro "padri" di cui dicono di aver raccolto il testimone.
    Ma quale testimone, ma quale continuità..
    Se il sogno "rivoluzionario" non era condiviso moltissimo prima, figuriamoci adesso che è relegato alla cultura del secolo scorso e ogni parte dice che è conclusa e costituisce un passato (senza futuro legittimo) e chiusa lì.
    Il fascino non è quello delle Br, il fascino è a monte, è il sogno rivoluzionario combattente che non ha più modelli e non permette al radicalismo di esprimersi.
    E per quanto mi riguarda, ovviamente, meglio così.
    Alieno

  14. Fantedicuori67

    Cara Tisbe.
    Giungo nel tuo blog attraverso una segnalazione di un link e ti ho lasciato questo commento come segno del mio passaggio e per poter magari un giorno stabilire un contatto e scambiarci opinioni e quant'altro attraverso i nostri blog.
    A presto.

  15. moltitudini

    Queste categorie..utilizzate in modo così superficiale, servono davvero a niente. Sono cose dette così, colorate…di una utilità pari a zero.

    E, se affermate inquesto modo così superficiale, è evidente che tale idealismo romantico può esser adatto anche a descriver l'animo del 18enne che si arruola a Salò.

    Oserei dire, visto che non dico certo queste cose da "destra", che si manca anche di..rispetto alla storia delle BR.

    per altro, se anche dovessi "sposare" questa terminologia inutile, tra tutti i gruppi della lotta armata, di sicuro di idealismo romantico i meno intrisi erano esattamente le BR (mi riferisco a Gallinari, Franceschini Curcio eccetera).

    poi.nell'ultima frase che scrivi, non capisco. Quando parli di "terrorismo" lo usi come sinonimo di "lotta armata"?
    Parrebbe di si.

    Se parli di "terrorismo", che ha una accezione solo negativa, parlare di idealismo romantico è ancora più assurdo, visto che definire qualcosa come "terroristico" e "romantico" al contempo…

    E' un argomento troppo serio e complesso per divertirsi a giocare con gli aggettivi caricaurali.

  16. Tisbe

    @moltitudini
    E' un argomento troppo serio e complesso per divertirsi a giocare con gli aggettivi caricaurali.
    Infatti!
    Ogni tanto di morde la tarantola.
    Tu non accetti che gli altri vedano le cose in maniera diversa da te.
    Ma la vuoi smettere con questa alterigia da professorino so tutto io?
    Riguardo la figura romantica e idealistica delle Br e del fascino della vita clandestina non ne ho Parlato io, ma Patrizio Peci nel suo libro.
    Riguardo il termine "terrorista" per me non ha quell'accezione negativa che vuoi dargli tu. Come vedi sei tu schiavo delle categorie. Sei tu che vuoi vederle. Sei tu che rinchiudi quello che io scrivo in un codice che io non gli attribuisco affatto.
    Se il ricorso all'idealismo ti sta tanto sulle scatole dovresti pur sapere che il marxismo nasce da una costola dell'idealismo hegeliano. Quella che va a sx.

  17. moltitudini

    Non accetto pareri diversi??
    Mah..siam qui per parlare, o per darti ragione?
    Specularmente potrei dirlo io a te: che senso avrebbe?

    Ho solo detto che 'sta figura del brigatista.."romantico" è una caricatura.
    Per altro, priva davvero di attinenza ala realtà.
    (immaginarmi Gallinari romantico…poveretto: si incazzerebbe assai)
    Non serve a niente. Sono….chiacchiere in libertà.

    E' roba da letteratura di scarso livello.

    E se legittimi questa definizione utilizzando Peci, beh…sono ancor più contento di prima, vista la caricatura del personaggio!
    in ogni caso, se vale per chi scelse la lotta armata, davvero.dal punto di vista della..provocazone letteraria od inellettuale, vale anche per Fioravanti, o per chi scelse la ioventù hitleriana.
    Vale per qualsiasi scelta "estrema".

    Beh, sull'accezione positiva o negativa di terrorismo…faccio fatica a esser d'accordo, vorrei capire come il concetto di "terrorista" possa non contenere una accezione valutativa solo negativa.

    Ma , facciamo che te la dia per buona, (che tanto se con te si prova ad esser analitici si perde tempo): nel post sembra che tu utilizzi terrorismo come sinonimo di lotta armata ("quell'alone di idealismo romantico che per tanto tempo ha avviluppato il terrorismo rosso italiano")
    (idealismo lì, grida vendetta..ma vabbè. Ma un documento BR lo hai mai letto? dove sta l'idealismo???).
    Confermi, o ti riferisci a qualcosa in particolare, a qualche pezzo di lotta armata?
    No, perchè per dirlo..un minimo sforzo della lettura teorica dei vari gruppi, va fatto. Che ne so.."prima linea", non sono le br, per esempio.

    Rispetto al tuo "neomarxismo"…ed al tuo "idealismo", ti chiedevo nell'altro post. Tuttavia.

    Il rapporto tra marxismo e sinistra hegeliana, non c'entra nulla con l'avvalorare l'uso improprio che fai del termine idealismo…visto che -diamine- il marxismo (ed il materialismo di marx) nasce come pensiero critico e contrapposto all'idealismo stesso e, per altro, se non ricordo male uno dei primi testi di Marx fu proprio una dura polemica filosofica rivolta a Bauer, che era appunto un….esponente della sinistra hegeliana.

    Poi..c'è quel tuo dirti….."neomarxista"…forse non sai quel che dici.

    O forse, per carità: tra 30 anni ti troverò sui manuali di filosofia come nuova interprete che ha dato luogo ad un nuovo filone , a nuove classificazioni e terminologie, avrai iscritto la filosofia contemporanea.

    Magari avrai dato luogo al neo-neo-maxismo, visto che per neomarxisti già si intendono una serie di autori.
    Non più tanto "neo", tra l'altro.

    ripeto: con le parole, non ci si può fare quel che cazzo ci pare.

  18. utente anonimo

    Ma li avete visti come parlavano bene, gli ex educatori del popolo? Lo avete visto, il compagno Fenzi con la sua bella polo Lacoste (a proposito di multinazionali…). Li avete visti i Curcio, le Blazerani, i Moretti, parlare di responsabilità, dopo aver fatto strage di gente che si guadagnava onestamente il proprio stipendi? Me lo spieghi, Tisbe, cosa c'è di ideale in questi buffoni? Sono solo piccoli uomini di merda che ora vendono le proprie memorie o che brigano per un posto "in" al ministero o addirittura in parlamento (a lavorare no, perchè è roba per scemi e si rischia pure di essere sparati in faccia da qualche idealista)…. Mio Dio, che pena. Se almeno avessero avuto le palle per affrontare faccia a faccia l'avversario: vita o morte, tutto in un secondo, senza pistola: questo è l'idealismo. Ma invece, e purtroppo per tanti poveri cristi, erano solo dei piccoli pezzi di merda che aspiravano ad una Lacoste o al potere che conta (Bertinotti del resto c'è riuscito – su entrambi i fronti – sparando solo cazzate).
    Crescenzo

  19. Tisbe

    @Moltitudini, io francamente mi rompo le scatole a parlare di nulla. La tua mi sembra una polemica sterile. Tu dai un senso rigido alle parole, io no! E Chomsky sarebbe d'accordo con me.
    Riguardo il neomarxismo, secondo te Erich Fromm è un neomarxista si o no?
    Dovresti ripassarti un po' i lemmi 😉
    Ma non ho voglia di litigare e soprattutto per cose inutili, proprio inutile.
    Non ti piace il mio post, non lo condividi? Per me va bene, ma la tua non è affatto una critica costruttiva e non è nemmeno un'offerta di dialogo. Tu semplicemente dici che io non capisco un ficco secco. Che non so cosa sia l'idealismo, che non so cosa sia il neomarxismo, che non so cosa sia il terrorismo ecc. Ok, cosa devo dirti: sai tutto tu.

  20. Tisbe

    @Crescenzo, hai ragione! Meglio cercare di comprarsi la Lacoste con il segno della croce in mano da bravo democristiano. Ci vuole coraggio a pensare di prendere per c*lo Dio

  21. utente anonimo

    Ancora una volta la tua risposta dimostra la pochezza dei tuoi argomenti. Abbi almeno un po' di rispetto per chi è stato ucciso da quegli idioti che tu idealizzi.
    Crescenzo

  22. utente anonimo

    A proposito delle tue idelità: "Cosa succederebbe, ad esempio, se ogni italiano smettesse di comprare automobili per 6 mesi di continuo?".
    Te lo dico io: qualche milione in più di disoccupati.
    Crescenzo

  23. Tisbe

    @Crescenzo, ecco, sono le persone che ragionano come te a non offrire nessuna via di scampo all'umanità.
    Lavoriamo per il superfluo e lasciamo che siano in atnti a morire di fame di stenti e di sete: è questo il prezzo dei falsi bisogni?

  24. utente anonimo

    C'è di che rimanere allibiti… Cosa c'è di poco netto tra l'innocenza di uomo che fa il proprio mestiere (sia esso un operaio come Rossa, un poliziotto, un magistrato o un professore universitario) e l'evidente colpevolezza di un bastardo che ha deciso di ucciderli? Come fai a non capire l'enormità delle tue parole?
    Quanto alle dinamiche internazionali della produzione, credo davvero superfluo sottolineare l'ingenuità delle tue affermazioni. E scommetto che c'è molto più superfluo nel tuo quotidiano che nel mio…
    Crescenzo

  25. Tisbe

    Certo Crescenzo ho il gatto di superfluo
    Riguardo le uccisioni credo che il mio post non dà adito a fraintendimenti: sono contro la pena di morte qualsiasi
    Spero che tu abbia compreso, altrimenti non saprei come dirlo

  26. ermahico

    io non accuserò mai un compagno , anche quando sbaglia.

    Crescenzo, poniamo che domani si scopre il motore a "flusso neutrinico" (è teorizzabile) funziona sempre, basta avere un'universo attorno a sè.
    che facciamo? lo buttiamo in un cassetto e continuiamo a bruciare petrolio e dannarci la vita con guerre di espansione? sennò , come fai capire tu, cambiare la società porta a morti,disoccupati,miseria… ehi… ma parli come il berlusca!!!
    comunque i cambiamenti nella nostra società vanno fatti. le BR (o presunte tali) sono le scintille d'attrito fra sistema capitalistico affammatore e società.
    i brigatisti sono essere umani, su questo converrai con me, quindi le loro azionidevono per forza di cose essere dipendenti dalla società dove vivono.
    per questo dò piena solidarietà ai compagni, anche quando sbagliano.
    sono come pittori che perdendo la vista (paradossalmente proprio per quello che altri non volevano vedere) cominciano a dare colpi di colore in disordine.
    i brigatisti di una volta non pensavano alle magliette firmate , te lo posso assicurare.
    i presunti tali di oggi, ahimè, semplificano tutto con la legge primaria di una guerra: Sterminare il Nemico. l'ideale è messo momentanemente da parte. tornerà quando la minaccia sarà debellata (questo nei disegni presunti di un BR di oggi).
    analiticamente: si torna alle armi con troppa foga, con bersagli di media entità.
    Fallimentare come strategia.
    scrivo un pensiero di Shen Tzun.
    "Se conosci il tuo nemico e conosci te stesso, vincerai sicuramente,
    se non conosci il tuo nemico e conosci bene te stesso, forse vincerai,
    se nonn conosci nè l'uno nè l'altro, perderai sicuramente."

  27. utente anonimo

    Mi pare, l'ultimo post, un tantino delirante.
    Il parallelo con la cecità però va bene in qualche modo: mi sembra quantomeno insolito che sia un cieco ad indicare la via migliore da percorrere.. 🙂
    Mi pare possibile anche fare un parallelo con un auto impazzita, che perde il controllo: va fermata prima possibile con ogni mezzo. E poi va fatta un'analisi seria per capire come è potuto succedere affinchè si possa impedirne la ripetizione.
    Ovviamente un auto impazzita non può essere la base teorica per eliminare tutte le auto in circolazione, ma il minimo che si ha l'obbligo di fare, prima di mettere un auto in circolazione è controllare che sia ben costruita, sicura e non limitarsi a questo ma controllare periodicamente in modo serio auto, freni e quant'altro.
    Il riferimento è nei brodi di coltura culturale dove questi umani impazziti e fuori controllo hanno una preferenza stanziale, per esempio i sindacati: non è fondamento teorico per eliminare tutti i sindacati perchè vengono da lì (e questo è stato detto ampiamente), però bisognerebbe assumersi la responsabilità di chiedersi perchè è successo e perchè non è stato fatto qualcosa di utile perchè non avvenisse. E soprattutto, è fondamentale impedire la reiterazione (che in effetti è già):
    perchè sbagliare è umano ma perseverare nell'errore rende difficile la compensione e la giustificazione poi…
    "Io non accuserò mai un compagno, anche quando sbaglia" si commenta benissimo da sè, però due parole le spendo.
    Peccato che tu non stia dalla parte dell'operaio Rossa, che era pur sempre un vero compagno, ma con le palle e che non è stato certo premiato da gente come te….
    Tu sei la spiegazione vivente di come il comunismo abbia prodotto ingiustificabili orrori ed errori senza prenderne atto con questa frase. E' la gente come te che ha rovinato il comunismo e che poi, qualche volta, in vecchiaia e con lo spettro della morte che da una visione diversa da quella intemperante (e spesso non pensante) giovanile, si pente e fa ammissioni e parziali ritrattazioni tardive, altre volte, anche peggio, muore come è sempre stato, complice degli assassini di Rossa e complice dell'orrore dei regimi comunisti più spietati. Perchè se può essere una giustificazione umanamente comprensibile quella di non sapere o di non aver ben capito, il tuo "non accuserò mai un compagno.." è la negazione di questa giustificazione.
    Alieno

  28. ermahico

    Luca Alieno
    sei un idiota ora ne ho amcora una volta la conferma..
    perchè estrapoli frasi del cacchio dalle mie parole? ho forse detto le BR sono indicatori di via per la giustizia e per la politica?????
    e poi che cacchio significa che il sindacato persevera nell'errore? forse i BR si formavano a spese dei circoli cigl? gli pagavano lemunizioni magari????? che significa che il sindacato non controlla? ma vuoi mettere un chip di controllo in testa alle persone?
    come al solito i tuoi commenti alla fine citano nomi che nn sei manco degno di nominare.
    Idiota

  29. Tisbe

    @ermahico, permettimi un consiglio spassionato: non leggerlo. Scrive solo per provocare ma qui ha sbagliato indirizo. Non mi meraviglierei se lo stesso scrivesse cose di sx per far incacchiare i tocquevilliani.
    Lo fa per diletto: è nato per dare fastidio

  30. raccontatore

    Purtroppo ci sono troppi se e troppi ma ed è difficile che nella nostra società, presa dalla brama del consumerismo, si creino davvero gruppi così vasti e per così tanto tempo da portare danno alle imprese, rappresentanza del potere che conta. E poi, l'unica conseguenza che si avrebbe sarebbe quella dei licenziamenti e della localizzazione gli impianti in paesi più morbidi, lo abbiamno già visto, con conseguente rivolta di tutto il mondo del lavoro.
    Certo che l'uso più spregiudicato delle conoscenze informatiche potrebbe essere la via per far sentire la voce .. gli hacker insegnano.

  31. utente anonimo

    Si, non hai detto che è la via giusta, questo l'ho visto, però il proclama "non accuserei un compagno nemmeno se sbaglia" è un concorso di colpa, è da lì che parte il mio post: da come hai cominciato il tuo.
    Tisbe, se nel sito di Toqueville trovassi un tema che non condivido certamente sarei polemico, ci mancherebbe. Si chiama ONESTA INTELLETTUALE quella di riconoscere quello che è giusto o che si pensa lo sia, aldilà delle passioni politiche di parte.
    La politica, la società, l'uomo sono campi troppo importanti perchè non si debba fare analisi onesta e critica quando serve.
    Non è mica come fare il tifo di una squadra di calcio se permetti, la politica!
    Di adesivi e lecchini politici, sia tra gli elettori che nella classe politica ce ne sono già fin troppi mi pare, da ambo le parti.
    Se per te questo è fastidio pazienza, non diventerò l'adesivo al megafono di una parte come fosse una partita a calcio, mi spiace ma non ho tessere nè debiti da saldare.
    Non voglio essere un cervello all'ammasso o bloccato dall'arteriosclerosi alla mia età, per cui non possa cambiare idea quando mi rendo conto di avere sbagliato o incapace di fare almeno un tentativo di oggettività nel guardarmi intorno.
    Questo lavoro di adesivismo lo lascio volentieri a te e al tuo fido cortigiano che non accusa i compagni a prescindere…
    Alieno

  32. Tisbe

    @raccontatore, il tuo commento mi piace TROPPO soprattutto la chiusa. Hai compreso profondamente il senso del mio post
    Complimenti

  33. moltitudini

    @tisbe
    si, Fromm fa parte della scuola neomarxista.embè?

    Dal mio punto di vista, la mia critica è costruttiva, perchè il fine è analizzare.

    Sennò direi "scrivi solo cazzate".
    Così, non sarei costruttivo.
    Sei tu che sei poco costruttiva a non essere dialettica durante il confronto.

    agli altri
    se si ragiona in termini ideologici (si fa per dire) e…"moralisti", ovvio che parlare di quegli anni non ha alcun senso.

    Siccome la lotta armata, ed il percorso che la ha preceduta, fa parte drammaticamente della storia di questo paese, bisognerebbe ragionare in termini assai più laici ed analitici.

    Sopratutto in un'era nella quale la guerra umanitaria, e quindi la vilenza normatrice, viene vista come giusta pur con l'inevitabile ed accettato effetto collaterale di morti civili ignari ed innocenti.

    Basti solo ricordare che la scelta della lotta armata, nelle sue varianti anche assai diverse tra loro, arriva dopo le prime "stragi di stato", non il contrario.

    Per altro…della violenza politica "rossa", i colpevoli lo stato li ha trovati tutti, anche perchè questi la responsabilità di quanto fatto se la sono assunta e rivendicata.

    Le bombe nelle piazze, nelle stazioni, sugli aerei, i morti colpiti da proiettili accidentali durante i cortei, i morti uccisi dal carcere che poi anni dopo son stati diciarati magari innocenti..beh, sono tutti senza colpevoli.

    Non uno che si sia alzato a dire "si, io ho messo la bomba in piazza Fontana perchè…."
    Chissà come mai.

  34. ermahico

    Dò ragione a moltitudini.
    prima ho scirtto che con le armi vince sempre il padrone lo stato servo che lo appoggia.
    quindi ne deduco, che il mio nemico fa di tutto per trascinarmi nel campo di battaglia a lui più agevole.

    @Tisbe.
    non sarebbe bello se solo gli utenti registrati potessero commentare il blog? magari qualche anonimo la smette di sprecare pixel.

  35. moltitudini

    Per precisare meglio, se da un lato il ragionamento che si limita alla condanna "morale" sull'uso delle armi è legittimo quanto…inutile (ed anche un po' in malafede) in termini di analisi storica, allo stesso modo è specularmente inutile il tratteggiare questo ritratto dell'"idealista romantico" che spara.

    Sono due modi opposti di sprecare parole sull'rgomento.

  36. utente anonimo

    L'inquadramento dell'eversione contro lo Stato, sotto una lente storica, si riesce a fare solo contestualizzando la fase politica in cui quel radicalismo ideologico non aveva più portavoci nè espressione o rappresentazione politica, per cui quella della lotta armata per condizionare le scelte di Governo, in assenza di politiche per farlo appariva quasi l'unica via percorribile da chi era deluso dai "tradimenti" della classe politica e partitica della sinistra.
    Però, moltitudini, è difficile farne un'analisi puramente storica essendo quel periodo molto fresco, recente e soprattutto in un certo modo compatibile e ripresentabile (farsa o meno non conta) perchè in fondo la situazione politica di allora non era così dissimile da quella attuale per cui si possa farne una fredda analisi come se parlassimo del medioevo o della stessa 2 guerra mondiale. Il coinvolgimento ideologico e emotivo c'è e resta, così, per fare un esempio, si può analizzare il periodo antecedente all'ingresso in guerra della Germania prenazista e sviscerarne le cause e le conseguenze senza difficoltà ad ammettere la situazione drammatica in cui versava la Germania allora ma è complicato farlo per le br di allora.
    Troppo recente, troppo compatibile ancora con la realtà attuale per fare una pura e asettica radiografia storica. Almeno secondo me, finchè la presa di distanza da quell'eversione e forma di lotta non sarà completa e totale da ogni espressione partitica o sindacale, in modo chiarissimo e indiscutibile, si continuerà a parlarne con schieramenti ideologichi, magari contrapposti o ambigui e non come
    uno studio storico puro e semplice.
    O sbaglio?
    Alieno

  37. Tisbe

    @ermahico, a volte ci ho pensato, ma ci sono tante persone che mi leggono e non sono degli esperti blogger, Limitare la loro possibilità di intervenire mi sembrerebbe una sorta di vittoria dei Troll
    @moltitudini, sul tuo commento "per gli altri" mi trovi perfettamente d'accordo. Per il resto nutro un'avversione sistematica per i dualismi e la mia indole è di tentare il loro superamento. Per questo e solo per questo cerco una strada teorica che superi l'antitesi ideale/materiale
    Può non piacerti, puoi non essere d'accordo, ma in questo non faccio un torto a nessuno e di sicuro non faccio "riduzionismo"

  38. moltitudini

    @alieno
    30 anni passati non mi paiono pochi.
    Poi, ovvio che pretendere un confronto totalmente…scevro da una influenza tanto idoeolgica quanto emotiva, è impensabile.
    Si tratta di renderla il più lieve possibile.
    A mio avviso, la realtà e la fase di oggi sono assai diverse dal decennio che stra tra il '68 ed il '77.

    Rispetto alle espressioni partitico sindacali, lo dico senza polemica,…non so bene a chi ti riferisca e non comprendo che dovrebbero fare per prender le "distanze": esiste qualche dubbio al riguardo? E poi…distanze da cosa?
    Davvero – non sto provocando – non mi è chiaro il problema.

    Le distanze erano chiare anche allora: PCI e CGIL, ad esempio, (se volete cito i documenti) – dando luogo anche ad una curiosa travalicazione di ruoli – collaboravano quotidianamente con servizi segreti, magistratura e digos.
    Il PCI forniva -e diventavano immediatamente "attenzionati" – gli elenchi di chi non rinnovava la tessera del partito.
    Già questo bastava per diventare sospetti.
    (anche qua, se volete ho fonti bibliografiche).
    Addirittura, il PCI collaborava con Dalla Chiesa ad una operazione che si chiamava "olocausto", che vedeva militanti del PCi infiltrarsi in settori del movimento , ed anche dei gruppi lottarmatisti, al fine di spiare, denunciare, eccetera.

    La stampa comunista di allora condannava ferocemente non solo le BR od i gruppi che scelsero la lotta armata, ma il movimento nel suo complesso: bastava criticare il PCI e la CGIL, spostarsi dall'"ortodossia"(gli stessi ortodossi poi magari eran gli stessi che ancora celebravano l'urss staliniana delle torture e dei gulag) per esser considerati letteralmente "fascisti" o "servi della reazione".

    Un po' come alcuni "unionisti" oggi,che se critichi Prodi…automaticamente sei al soldo di berlusconi.

    In questo senso, si..alcune cose non sono cambiate.

  39. utente anonimo

    Moltitudini: 30 anni non sono pochi… ma io non ne facevo una questione temporale, anche se mi esprimo malissimo.

    Lo scenario è indubbiamente diverso da quel decennio che dici, però non così radicalmente diverso al punto di poter usare quegli strumensti asettici e scientifici necessari per una valutazione perfettamente oggettiva e storica. Guarda, lo stesso “fascismo”, ancora più lontano temporalmente, pare non essere così lontano, no? Eppure c’è una diversità di scenari ancora più accentuata. Lontana è, per dire, l’esperienza coloniale europea, ma anche lì, alla fin fine ci sono, a torto o a ragione, presupposti per vedere una sorta di continuità, pur con le innegabili trasformazioni.

    Sul fatto che le distanze di Pci e sindacati fossero, anche in modo ufficiale, forti non c’è dubbio, ho sempre avuto l’impressione che lo Stato sia sempre molto deciso e determinato per difendere se stesso più di quanto faccia per difendere la collettività in genere. Probabilmente, è la mia opinione personale e opinabile, se fosse stata profusa la stessa trasversale bipartisan determinazione per combattere la mafia senza compromessi, forse oggi avremmo eradiato il problema o quasi…

    però non è tutto ufficiale e documentabile, ma restano i fatti: l’operaio Rossa restò solo alla fine, a morire o no? E anche se non fosse stato lasciato solo a morire, sarebbe stato comunque isolato, diciamolo. Un domani si dirà, per esempio (e forse), che la condanna contro il terrorismo era unanime e di tutta la politica, però oggi sappiamo che ci sono giochi di ambiguità, doppi giochi, contraddizioni fortissime e chi potrà farlo lo ricorderà così come chi si ricorda ieri che c’era dirà che la condanna del terrorismo non era così unanime, completa, con una base di consensi più o meno esplicita e strizzatine d’occhio anche dala classe politica e sindacale, se non ai vertici, agli scalini più bassi. In quest’ambiguità non voglio negare l’adesione del Pci o del sindacato nella lotta al terrorismo, alla difesa di sè, ma evidenziare che, come oggi accade per esempio nel tema del terrorismo internazionale, le visioni sono anche diverse e che si avverte una legittimità che viene dall’alto.

    Sono quelle contraddizioni che un domani spariranno dalla nostra memoria (domani non si metterà in discussione che anche le forze più a sinistra siano grate alle forze dell’ordine che servono lo Stato e però oggi abbiamo un’aula dedicata a Giuliani, che pure è reso famoso in quella foto dove alza un estintore per attaccare quel fuoristrada dei Cc non certo per urlare il proprio dissenso o per esprimersi politicamente e, per dire, a Livorno è stata fortemente osteggiata la proposta di dedicare una via a Raciti proprio dalla sinistra nell’amministrazione di rossa tradizione..).

    Insomma, la politica lo sai, è fatta anche di persone che sono abili a tenere il piede in due scarpe, a cercare di legittimare la difesa dello Stato e allo stesso tempo di cavalcare quanto possibile anche le frange che contro lo Stato combattono, a rappresentare tutto ed il contrario alla ricerca di consenso…

    Non metto quindi affatto in dubbio la documentazione che citi nè dubitavo prima che la citassi. Ritengo che però il quadro è un po’ più complesso e che liquidare facilmente il discorso sia difficile com’è difficile farlo oggi per altri o gli stessi temi. Le nuove Br, per quanto diverse e da molti considerate farsesche rappresentazioni di quelle di ieri, maturano grosso modo negli stessi ambienti di prima: sindacati, università, area di sinistra radicale…

    alidilà delle responsabilità personali e dei ragionevoli discorsi (come dire che i sindacati rappresentano milioni di individui..) faccio fatica a dire che la responsabilità è puramente individuale e non degli ambienti in cui sono fermentati questi soggetti. E se sono sempre stato certo dall’inizio che non si possa criminalizzare subito tutto il contesto o strumentalizzare, sono anche abbastanza certo che è un argomento scomodo che si cerca di liquidare alla svelta per non assumersi alcuna responsabilità e soprattutto per non cambiare affatto. Ma quelli in qualche modo sono il frutto di quell’ambiente, di quel contesto, di un linguaggio politico aspro, magari che non pensa alle conseguenze che prima o poi possono esserci. Non è un caso nemmeno che quei soggetti erano tutte persone molto attive e che rappresentavano generazioni freschissime ma anche mature…

    Trovo invece meno incoerenza e contraddizione quando dici “bastava criticare il PCI e la CGIL, spostarsi dall'”ortodossia”(gli stessi ortodossi poi magari eran gli stessi che ancora celebravano l’urss staliniana delle torture e dei gulag)” perchè riconduce a quel discorso dello Stato che fa quadrato per difendersi e che prende a modello uno Stato com’era e com’è in fondo quello russo che sovrasta le individualità e che nel nome di fini collettivi non esita a spezzare duramente ogni velleità individuale che non rientri nell’egida dello Stato forte, assoluto, indiscutibile.

    Infatti il Pci tra cui Napolitano oggi tardivo e blando pentito, non esitò a schierarsi con il grande Stato assoluto e forte dell’Urss e non con i resistenti, i partigiani magiari invasi dai tank sovietici, ai quali i compagni di allora, auspicavano di spezzare con violenza ed in modo esemplare quella contro rivoluzione del popolo (forse già avvertendo il pericolo di quella dissoluzione dell’impero sovietico che avremmo avuto poi?).

    Capito? Il Pci era schierato non con la resistenza, non con il popolo e nemmeno con i sindacati se si parla di Polonia, ma con lo Stato assoluto sovietico comunista.

    Ecco che le contraddizioni forse sono quelle di avere la pretesa di rappresentare OGGI la resistenza, il popolo, la libertà dall’imperialismo, non ieri o oggi che combattono sempre duramente le Br, per difendere lo stato e quindi la propria rappresentazione politica.

    Beh, è il mio punto di vista, opinabil quindi…che ne pensi?

    Alieno

    Tisbe: il danno sarebbe per il tuo blog, non per i Troll che alla fine sono itineranti. Sarebbe un danno perchè non tiene conto che molti sono utenti che amano svolazzare da un blog all’altro come api di fiore in fiore eppure, capaci di lasciare un contributo o degli stimoli che arricchisce alla fine il Blog o che crea nuovi possibili registrati in futuro, ma solo se troveranno la porta aperta all’inizio.

    Inoltre il tuo blog non è un blog monotematico, è molto vario, ricco, che spazia continuamente in temi diversi ed invece credo che la registrazione sia più utile in quei blog monotematici per creare una comunità virtuale tipo circolo (vedi Kilombo o quello deigli eredi del popolo di Star Treek o dei fans di un qualche cantante).

    Allora sarebbe più sensato, se mi permetti un umile consiglio, proporre un discorso come lasciare libero accesso per un periodo limitato di tempo (tipo un mese o due) per permettere di “provarlo” il blog e poi scegliere se iscriversi o lasciare, no?

    Io ovviamente non mi iscriverò mai, sia perchè sono avverso all’essere etichettato (perfino come iscritto ad un blog qualsiasi, lo so, è patologico..), sia perchè tengo troppo alla mia privacy, sia perchè ho già abbastanza impegni per prenderne uno, sia perchè io sono per la libertà assoluta del web, sia perchè… insomma, la mia proposta mi escluderebbe, ma mi sembra più carina e sensata perchè poter provare e vedere la porta aperta ha tutt’altra immagine e aumenta la portata di contributi e di stimoli nuovi. Come tutti i principi liberali e democratici ci sono delle controindicazioni o possibili effetti collaterali, ma secondo me vale la pena di averne, no? Dipende solo da te, se preferisci avere un blog-circolo o un blog-figlio libero per i figli liberi del web.

    Secondo me, se limiti l’ingresso a cortigiani che ti danno pacche sulle spalle, il blog lo ammazzi proprio!

    Io sono un rompipalle forse, ma di certo non un Troll e puoi notarlo perchè semmai animo (forse un po’ troppo aspramente) i tag, non li spengo. Anzi, mi pare che i tag, dopo 15 commenti-pacche sulle spalle, si estinguano prima di quanto meritino se devo dirla tutta.

    A me dispiacerà se lo chiudi al pubblico con il tesseramento… pardon, alla registrazione.

    Un troll non te lo direbbe di certo, il troll cerca di avere il dominio ed il controllo di tutto il blog o sbaglio?

    In questo senso è (non è la prima volta) chi propone la registrazione a parlare e ragionare più similmente ad un Troll, con un vestito diverso naturalmente…

    Alieno

  40. utente anonimo

    "eradiato" voleva essere eradicato…
    Il fascismo non è così lontano infatti l'approccio ideologico è scontato quando se ne parla, pur essendo più lontano temporalmente delle Br del 68.. se ne cerchi una qualche contestualizzazione storica sei fortemente criticato dalla retorica antifascista come un nostalgico o un folle traditore (tipo Pansa …) oppure la presa di distanza deve essere ancora chiara come necessità per avere legittimità (Fini che parla o va al muro del pianto e parla di Shoa..) e perfino un Diliberto che ad Aprile tappezzò l'Italia di questo semplice slogan-poster elettorale: "Antifascista" con la sua faccia.. si può quindi dire che lo scenario è profondamente diverso dal 68 e non dal ventennio? Mah..
    Lo stesso operaio Rossa è stato tirato fuori dal cilindro solo in questi mesi, prima era scomparso nel cassetto dei silenzi imbarazzanti… perchè celebrarlo adesso come vessillo e bandiera sindacato-operaio e non per tutto il periodo da allora fino a ieri? Perchè si è ricreato il linguaggio politico duro della contrapposizione durissima e classista, anche restituendo legittimità alla violenza ricostruendone i presupposti di romanticismo e quasi dovere contro il sistema in tanti comizi o sedute interne? Parlare di Rossa avrebbe spento gli ardori probabilmente o rovinato l'aura avventurosa e rivoluzionaria affascinante…

    "quelle persone erano tutte molto attive.." intendevo politicamente all'interno dei sindacati o università..

    Beh, scusate per tutti gli altri errori e imprecisioni, ma scrivo di getto e non riesco proprio ad evitarle…
    rinuncio alla correzione perchè superei il post da correggere ehehe.
    Alieno

  41. moltitudini

    Cmq…non capisco sta cosa del "troll".

    Alieno è sicuramente grafomane, collocato in un'area culturale avversa alla mia, su alcune cose secondo me- aldilà della differente ed…inopinabile posizione – paga l'utilizzo di lenti sbagliate eccetera…però non è un troll.

    Tenta di ragionare, per altro argomentando.

    Può dire cose non condivisibili..può anche dire cazzate…(e qualcuna la dice) ma tenta di ragionare…lo sforzo di ragionare utilizzando fonti e argomenti è evidente.

    Altrimenti, è troll chiunque non dica "clap clap" e/o non abbia un account su splinder.

  42. moltitudini

    Ora rispondo ad alieno..

    Cazzo..scrivi troppo.

    Nodo mai sciolto (e secondo me esemplificativo..) quello che tocchi: come mai è stata sconfitta la lotta armata "rossa" e non, ad esempio, la mafia?

    Su Rossa..invece..non capisco che intendi dire per "è stato lasciato solo a morire".

    Tento di risponderti (se ho capito ciò che vuoi dire).
    Se parliamo degli anni '70, da parte dei lavoratori sindacalizzati (CGIL) o iscritti al partito (PCI), anche ai livelli più bassi..ma comunque militanti, ti garantisco che la lotta a tutto ciò che si muoveva a sinistra da cgil e pci era netta e senza quartiere.La cisl, tanto per dire, era meno impegnata in tal senso.
    Se invece parliamo della "ggente" (uso apposta le due g) dei..lavoratori, sino ad un certo punto è sen'altro vero che con diversi gradi di intensità, c'era una certa area di consenso, da una parte, o di non condanna…dall'altro.

    Molti lavoratori, non sindacalizzati, a Rossa risposero "io non deuncio un operaio".
    Molti lavoratori anche anziani…"io non scendo in piazza contro il terrorismo..ero un terrorista anche io, ero partigiano".

    D'altra parte, prima della lotta armata e degli omicidi politici, i gruppi della sinistra estrema che poi scelse la lotta armata, si caratterizzava per azioni dimostrativo/vendicative contro gli.."sgherri" dell'azienda, contro i capi del personale, eccetera.
    Azioni com e queste, è inutile negarlo, non suscitavano certo antipatia, alla catena.

    tutto ciò è venuto meno con l'assassinio di Guido Rossa, sicuramente.

    Se però parli di cgil e pci come soggetti politici, a tutti i livelli, sbagli: le distanze furono prese con chiarezza e con la massima durezza.
    Magari, alcune andavano male: è il caso del famoso questionario..delatorio diffuso a torino, fatto dal PCI, che venne compilato solo nella misura del 10% delle copie diffuse.Come ti ho detto..bastava non rinnovare la tessera del PCI, e si finiva negli elenchi di Dalla Chiesa.

    Se sposti il piano sul discorso attuale sul terrorismo internazionale….se capisco, non sono d'accordo.
    Non ti rispondo solo perchè stiamo rubando troppo tempo e spazio.

    Sono un po' stanco…e faccio fatica a capire il tuo intervento @46.

    Su Rossa.. sbagli davvero di brutto, se ti riferisci sopratutto a CGIL/DS: a Genova è da quando son bambino che , alla presenza di alte cariche istituzionali, Rossa viene ricordato e celebrato. Era uno dei loro, poi..ci mancherebbe.
    Qui davvero..secondo me hai una visione un po' deformata.

    E' invece interessante il discorso che fai sul fascismo…che aprirebbe un discorso lunghissimo.

    Mi ci allaccio solo per dire che rispetto alla nascita del fenomeno armato (che cmq non è uno, è non sono solo le BR) , sicuramente il PCI con notevole ipocrisia negò che quelle storie nascevano dalla sua pancia, sia dal punto di vista organizzativo (ex PCi cresciuti a pane, pravda e stalin. tra l'altro, è interessante notare molte analogie che vi sono dal punto di vista dell'approccio teorica, tra PCIe BR) che dal punto di vista dei riferimenti, in primo luogo il mito della "resistenza" armata al fascismo, e il mito della rivoluzione che-almeno da un punto di vista..onirico- nelle sezioni del PCI è girato per un po'.

    Sicuramente (e non lo dico certo da destra) il PCI ed i marxisti ortodossi di questo paese hanno ipocritamente sempre negato che quelle storie venissero…dalla stessa "famiglia".

  43. moltitudini

    Ancora due cose, alieno.

    Come ho già detto, se il piano è "quelli ammazzavano, e volevano pure sovvertire le istituzioni, quindi..tutta merda" è posizione che capisco ma con la quale è evidente non c'è modo di interloquire, e visto che mica ho da dimostrare che facessero bene.
    Assassini o..romantici…boh, sciocchezze inutili e letterarie.

    Di queste cose, ha senso discutere se interessa capirle e conoscerle.
    Io poi penso che -di Br stiam parlando – aldilà dell'aspetto "morale" sull'assassinio politico, la lettura della società , la strategia e l'impostazione organizzativa delle BR fossero inservibili e sbagliate.
    Oltre che riproduttrici-stalinianamente- di molti dei meccanismi contro i quali i movimenti lottavano.

    Però mi interessa inserire il fenomeno in un percorso, anche forte di alcuni dati, a cui ho già accennato (ad altri dico solo che "terrorista" è una definzione politica, non oggettiva), un percorso che ci fa capire come l'idea di insurrezione armata (presente da sempre nella mitologia PCI) e la violenza dimostrativa e resistente, potessero avere non solo adepti ma anche avere simpatie e sembrare a molti tutto sommato necessarie o non del tutto condannabili.

    La lotta armata "rossa" non è stata solo BR. Mi limito alle BR: quando hanno ucciso per la prima volta?
    Il 17 giugno del 1974, in modo, per altro, accidentale.
    Tra il 1969 ed il 1975, l'83% degli atti di violenza politica sono addebitati alla destra neofascista.
    Le Br ne avevano due (due missini per erroree nel 1974).
    Due bombe, messe da…ignoti, già 24 (milano e brescia).
    Noti sono i più o meno seri tentativi di golpe.
    Le BR, in tutta la loro storia, hanno ucciso-dal 74 ad oggi – 74. 128, in tutti, le vittime di attentati di organizzazioni comuniste (23, mi pare, da parte di Prima Linea).
    Solo a Bologna, nel 1980, ne son morti più di quanti ne hanno uccisi le BR in tutta la loro.."carriera".
    8 stragi, hanno ucciso 150 persone.
    inziando ben prima della lotta armata.
    Dal 69 al 75 compreso, sono state ferite o uccise 442 persone in seguito ad attentati o violenza politica. Ben 413, a causa di stragi o attentati "neri". 29, i morti ed i feriti, per mano di sinistra.
    Attenzione…mica dico "quindi facevano bene", dico che un contesto oscuro e tutt'ora senza colpevoli ha costruito un clima tale da rendere, per alcuni, plausibile pensare di passare alla lotta armata avendo, per altro, sino ad un certo punto degli anni '70, un relativo consenso.

    Tale consenso, sarebe stato impensabile, senza quela cornice.
    E poi..i morti sul lavoro.
    3/4 al giorno.
    Oggi come allora. Il lavoro, ne ammazza in sei mesi più di tutte le stragi nere o rosse.

  44. utente anonimo

    Moltitudini:

    ho ancora qualche dubbio sull’atteggiamento che circondò Rossa allora e dopo . Sicuramente a Genova sarà celebrato, ma non c’è l’eco mediatica nazionale corrispondente a organizzazioni e classi che nazionali sono (come operai, sindacati e partiti).

    Mi risulta che non solo alla base, ma anche a livelli più alti del sindacato l’atteggiamento fosse di non denunciare, della serie “i panni sporchi ce li laviamo in casa” ma non trovo più dove ho reperito l’informazione..

    Fai bene ad inserire nel discorso dell’eversione il punto che non c’erano solo le Br. Dal mio punto di vista in fondo le cause sono le stesse identiche: l’impossibilità reale o la convinzione che fosse negata questa possibilità, di essere incanalati o rappresentati dalla classe politica, per vie istituzionali che anzi, erano ora l’ostacolo per quella politica che si auspicava. L’insoddisfazione e la rabbia era trasversale nella sinistra più come nella destra più estrema e anche, meno rabbiosamente magari, nei grandi partiti Pci e Dc (parlo di elettori) sulle aperture e non sulla contrapposizione netta che però rendeva più semplice l’identificazione chiara da una parte o dall’altra.

    Insomma, Moro era visto come traditore da molti elettori tradizionali e più conservatori della stessa Dc, figuriamoci nelle ali più radicali a sinistra o destra che fastidio…

    Sulle stragi, sì, mi pare che la questione sia ancora aperta e oscura (o forse è oscura perchè resta chiusa..).

    Sulle morti sul lavoro mi dai un parallelo triste confrontando ieri con oggi.

    In ogni caso faccio fatica a credere che oggi si abbiano le stesse (poche) tutele di ieri… forse includi nel conto il lavoro nero? In quel caso il dato mi sembra più plausibile.

    Resta il fatto che i sindacati hanno fatto molto e sempre dovranno fare, non è che ci sia un punto di arrivo, il trend dovrebbe essere sempre migliorare, migliorare e occuparsi dei lavoratori del lavoro e non di altro, volendo, se non nella misura in cui (andava molto “nella misura in cui” negli anni 70 ehehe) altri temi sono strettamente strumentali alla politica del lavoro.

    Onestamente la politica dei sindacati degli ultimi 10 anni mi sfugge un po’, mi domando se non sia sfuggita di mano anche a loro stessi. Che significa un sindacato che manifesta per la pace? Che significa farne una base di lancio, un banco di prova o un trampolino per passare a personalismi politici di altra portata? Forse, invece di avere delle vere e proprie carriere dirigenziali separate e distanti dal mondo del lavoro, bisognerebbe ristabilire una collegialità originaria con alternanza più marcata per impedirli certi personalismi e certe ambizioni carrieristiche.

    Sul concetto di “terrorismo” noto che esiti ed eviti tacendo qualcosa, ma non capisco bene cosa…

    forse identifichi il termine come strumentale dello Stato per legittimare la lotta contro l’eversione come necessità collettiva? Boh.

    Certo che colpire a sopresa dove e quando non ti aspetti e dovunque è la logica del terrorismo in effetti o no? Non essere indentificabili, o meglio, riconoscibili e sommersi pure…

    Poi sul fatto che il terrorismo è il termine con il quale si chiama la guerra a Istituzioni oggi si potrebbe anche aprire un discorso a parte, ma tanto è solo estetica alla fin fine credo (che ha un suo peso politico, d’accordo).

    D’altra parte c’è pure la necessità di distinguere i piani diversi di una guerra tra Nazioni, altra cosa, un termine si deve pure dare..

    Dici che molti operai dissero: “io un operaio non lo denuncio” riferendoti ad allora. Il fatto è che questo accade anche oggi però.

    Non molto tempo fa, in seguito alle nuove eversioni o Br o seconda linea o farsesca rappresentazione o come diavolo si devono chiamare, seguirono diversi interventi e approfondimenti anche televisivi. Ne ho visto uno con un giornalista che andava intervistando gli operai a chiedere come si sarebbero comportati sapendo quello che stavano facendo questi nuovi o se avessero saputo che avevano armi ecc. Ecco, molti hanno detto che non li avrebbero denunciati affatto, molti di più che preferivano non rispondere. Magari il taglio giornalistico voleva esasperare quest’aspetto e ha tagliato molti di quelli che li avrebbero denunciati alle forze dell’ordine, facciamo pure la tara, ma il fatto resta: quelle dichiarazioni c’erano, non erano inventate nè isolate. Oggi.

    Quindi Rossa oggi? Qualche domanda uno se la deve fare, anche se il tema è già sparito dalle cronache e dall’attenzione, liquidato appunto, come semplice farsa o mine vaganti inevitabili nei grandi numeri.

    Questa gente che non denuncia, che preferisce non parlare (presumibile che sia il tacito consenso, no?) e quella gente che andava ad allenarsi a sparare con l’idea di essere la continuità di un’eversione passata nuovamente necessaria, dove pescano la loro legittimità? Sicuro che davvero nei comizi, negli incontri e nelle discussioni nulla centri il linguaggio usato dai partiti e dai sindacati?

    Perchè liquidarli come semplici idioti e pazzi, schegge impazzite venute dallo spazio, mi riesce difficile per le Br di ieri come per i tentativi di clonarli oggi.

    Alieno

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