L’auto del futuro esiste e i governi ce lo nascondono

Benvenuti nel presente! L’automobile a idrogeno gi à esiste, agiamo affinché diventi una realtà nel più breve tempo possibile, non possiamo più aspettare! I governi di tutti il mondo devo darsi una mossa! Sito Automobile a idrogeno
Vogliamo essere i primi al mondo a creare una legge che obblighi i padroni del petrolio a installare distributori di idrogeno accanto ai convenzionali distributori di benzina?

Questa strategia aiuterà lo sviluppo immediato di questa tecnologia che cresce a rilento per mancanza di richiesta da parte dei consumatori che non avendo punti di distribuzione disponibili di idrogeno non compreranno mai macchine con tale tecnologia! Il risultato di questa mossa porterà all’aumento della richiesta e dell’interesse da parte della gente verso questo tipo di auto, incrementandosi la richiesta le case automobilistiche si faranno la guerra per accaparrarsi fette di mercato, riducendo così i costi di produzione e rendendole accessibili a tutti. Questa legge dovrà anche obbligare le multinazionali del petrolio a produrre idrogeno in maniera pulita utilizzando energie alternative al nucleare e ai combustibili fossili.
FIRMATE LA PETIZIONE E FATELA FIRMARE ANCHE AI VOSTRI AMICI E PARENTI, PIU’ SAREMO E PIU SARA’ FACILE FAR ABBASSARE LA TESTA AI PADRONI DEL PETROLIO! PER FIRMARE LA PETIZIONE CLICCA QUI

19 commenti su “L’auto del futuro esiste e i governi ce lo nascondono

  1. utente anonimo

    Questa notizie purtroppo è già molto diffusa… si dice che la Fiat anche abbia della auto a risparmio energetico, ma le compagnie petrolifere tenderebbero a dincentivare la loro commercializzazione.
    Lo diceva Beppe Grillo.
    Già, e il mondo continua ad andare a fuoco.
    Ciao, elcissidisole

  2. utente anonimo

    L'argomento è interessante e per molti già conosciuto. Però il problema resta lì, da anni e anni, quindi non è conosciuto abbastanza ed è necessaria evidentemente una maggiore pressione!
    Bisogna reagire con una domanda (perchè il mercato si muove così e soprattutto in questo tema il mercato è tutto), forte se non univoca. Ho dubbi che la "massa" abbia una sua intelligenza, che di solito non corrisponde mai alla somma dell'intelligenza dei singoli che la compongono e perciò è strumento facile e pilotabile (e ben studiato) da chi fa leggi di mercato e crea bisogni. Il problema è che chi conta nel mercato non si limita a creare offerta, ma anche domanda e molti si lasciano abbindolare senza nemmeno rendersene conto.
    Quello del petrolio ne è sicuramente un esempio importantissimo tenendo presente bene però chi sono realmente i "padroni" del mercato del petrolio, oltre alle solite multinazionali che critichiamo. I padroni del petrolio da "punire" oggi, almeno per motivi ambientali e sociali sono: Arabia Saudita, Iran, Nigeria… e tra coloro che detengono il maggior rapporto di riserve di petrolio vediamo gli Usa agli ultimi posti, molto dietro il Canada per dire.. Inoltre, per quel principio detto sopra, cioè che il mercato è imposto dalla domanda, vediamo la fortissima responsabilità dei paesi asiatici emergenti (India e Cina per primi), responsabili al pari degli altri di tutto ciò che gira intorno al petrolio.
    Sulla mia idea di stupidità della "massa" rispetto ai singoli individui riporto una battaglia intrapresa anni fa, molto frustrante: si parlava del futuro dell'industria italiana prevedendo già una difficoltà nella lotta di sopravvivenza nel mercato mondiale. E pensando all'industria si pensa subito alla Fiat.
    Avevo proposto di creare una controtendenza per rilanciare il marchio italiano, a partire dalla Fiat con i presupposti che:
    aumentando le vendite nazionali, non si perdono posti di lavoro.
    Aumentando le vendite interne, è più credibile il prodotto (un cuoco che non mangia ciò che cucina non è molto affidabile) e avrebbe avuto un impatto più solido anche nelle vendite all'estero.
    Aumentando le vendite nazionali, il processo di dislocazione per cercare di tirar fuori i soldi sarebbe stato meno urgente e complementare al massimo, ma non essenziale (con una ricaduta sempre sull'occupazione interna quindi).
    Aumentando le vendite interne, la produttività cresce, crescono gli utili aziendali ed i sindacati hanno più possibilità di non farsi infinocchiare da Confindustria per non aumentare i salari e si potrebbe finalmente introdurre il concetto che un operaio più motivato è più produttivo (ed è proprio così).
    Soddisfazione nazionale (ecchè, solo il calcio deve dare soddisfazione) nel sentirci rappresentati con il frutto del lavoro.
    Migliorando la produttività e gli utili, è possibile reinvestire nel prodotto migliorandolo rispetto alla concorrenza (cosa contraria avvenne negli anni 70 dove Fiat era sinonimo di bruttezza estetica, inaffidabilità, mediocrità dei materiali e ruggine)
    E via tutta una serie di punti.
    Fu un vero fallimento. Trasversalmente, compagni e non miravano alle golf come oggi mirano alle smart o alle mini cooper.
    Avevo proposto anche lo slogan (che localmente girò): "adotta una Fiat".
    Non c'è verso di smuovere la massa e probabilmente perchè mangano individui capaci di trascinarla, però ogni tanto è giusto riprovarci.
    La petizione mi sembra interessante.
    Giusto perchè, tra 10 o 30 anni non ci si trovi come adesso: indietro.
    Anche se finchè gli interessi del petrolio non saranno stati sfruttati a fondo e non diventerà economicamente interessante rivolgersi all'idrogeno, sarà dura vedere cambiare qualcosa.
    E' successo così anche con l'ecologia e l'ambiente: finchè non si è visto che poteva essere un business eravamo alla preistoria delle tematiche ambientali.
    Oggi, invece, è così redditizio che se ne occupa anche la mafia (e non a caso le Coop..): c'è un bel ritorno di soldi.
    Sempre questi dannati soldi.
    Alieno

  3. utente anonimo

    Tristemente, il rilancio del marchio italiano è invece ben accetto se lo fa uno come Lapo Elkann… e ho detto tutto su come sia "pensante" la massa di persone!
    Se lui è il modello e la guida allora siamo a posto!
    Mah
    Alieno

  4. utente anonimo

    Di certo non c'è alcuna intenzione seria di sfruttare il mondo dell'idrogeno, il mercato del petrolio tira troppo ancora e lo farà per molti anni, anche a nostro danno.
    Non però di altre Nazioni anche a noi vicine.
    La situazione attuale vede, per esempio, l'Iraq la (quasi) nuova frontiera per l'estrazione petrolifera (in questi anni costosa e dimezzata per i sabotaggi e per i costi di sicurezza).
    Già pronti per acquistare petrolio tante nazioni impegnate o anche non impegnate e con un profilo "pacifista" agli occhi di molti (solo apparenza).
    Intanto la Norvegia è stata incaricata le ricerche preliminari nella zona nord dell'Iraq e qusto produrrà contratti favorevoli per gruppi Norvegesi. Ai primi posti ci saranno le multinzionali Exxon e Chevron e gruppi multinaz. anglo-Olandesi (la Shell) che hanno già preso praticamente possesso dei diritti per i gacimenti a est di Bahdad e al confine est (Giordania). Ma perfino la sud-Corea (che ha più di 2000 soldati lì) probabilmente si aggiudicherà concessioni e anche i contratti e gòio appalti per rifare gli impianti di estrazioni. Nel sud dell'Iraq saranno gli Inglesi a farla da padrone (British Petroleum). Mentre al confine iraniano è in corsa la francese Total, che in effetti erano già proficuamente sfruttava i pozzi iracheni collaborando felicemente con Saddam fino all'inizio dell'ultimo conflitto Usa-Iraq (motivo per cui la Francia era contraria, altro che pacifismo: i soliti affaracci e petrolio). Tokyo invece si è piazzata per le concessioni di nuovi giacimenti tra Arabia Saudita e Kuwait, sia per la presenza di suoi soldati fino all'anno passato (600 militari) ma soprattutto per importanti aiuti economici (dimezzamento del debito e nuovi presti per 5 miliardi di dollari per sviluppare il settore petrolifero). Loro probabilmente si accaparreranno anche il bacino petrolifero di Nassirya, essendosi offerta di finanziare la costruzione di una raffineria (l'Iraq incredibilmente importava carburante dai paesi vicini per mancanza di raffinerie).
    Ma probabilmente il successo delle concessioni andrà alla multinazionale del petrolio SPAGNOLA (w zapatero…), cioè la Repsol.
    E noi? L'Italia? L'Eni?
    Noi bischeri, come sempre l'abbiamo in saccoccia.
    3000 e passa soldati, un contributo di sacrificio in termini di vite umane e nulla: i nostri solerti della finanza non hanno mandatonessuno, per esempio, nella zona di Nassirya. Abbiamo speso ben 1,5 miliardi di Euro, perso 32 vite, ma gli affari li fanno Usa, Inghilterra, Olanda, Giappone, Sud-Corea, FRANCIA, SPAGNA…
    La cosa deprimente è che il petrolio irakeno è di ottima qualità e con costi estrattivi molto più leggeri che altrove (è in superficie). Il Ministro del Petrolio Irakeno (il 90% della ricchezza dell'Iraq è il petrolio) sfrutterà la collaborazione proficua degli altri Stati, mentre noi facciamo i "buoni" e gestiamo male politiche interne e ci occupiamo di scuole e beni culturali (solo costi passivi per noi poveri scemi, mica affaristi senza scrupoli come gli spagnoli o i francesi). Il ministro del Petrolio irakeno porterà la produzione attuale a quasi il doppio entro il 2015, per soddisfare la domanda e i contratti di appalto e le concessioni. In Iraq vi sarebbero, pare circa 500 giacimenti di petrolio (e metano), dei quali per ora solo 80 sono sfruttati.
    Che c'entra tutto questo?
    Presto detto:
    2015. Aumento considerevole di produzione petrolifera. A vantaggio degli Stati suddetti.
    Significa che non c'è, internazionalmente alcuna concreta e seria intenzione di rivolgersi al mercato dell'idrogeno per l'auto, figuriamoci. Nel 2015 si arriverà al massimo della produzione del petrolio. Le multinazionali (e le nazioni a cui appartengono) hanno ancora da sfruttare il mercato e l'immenso giro di dollari o di euro che c'è intorno. E finchè questi stati e le multi non troveranno conveniente sfruttare alternative o non più conveniente sfruttare il petrolio, la puzza del petrolio continueremo a sentirla senza scampo.
    Solo che a noi, con un Eni incapace di fronte agli squali delle multinazionali europee, asiatiche e Usa, quel petrolio costerà mooooolto di più.
    Sarebbe bello che ci fosse una pressione popolare sul governo perchè prenda una strada veloce verso l'idrogeno, organizzando una rete di distribuzione efficente (tra tanti modi di buttare via soldi, missioni all'estero incluse, non sarebbe poi un progetto sgradevole mi pare..) ma in questo sono pessimista: la coesione del popolo italiano, eternamente diviso su tutto, c'è solo quando si vince i mondiali e si parla di calcio.
    Il vero oppio del nostro popolo è il calcio, il fumo resterà quello del residuo dei combustibili derivati dal petrolio nel frattempo.
    Che tristezz
    Alieno

  5. raccontatore

    No, l'auto del futuro ancora non esiste. RadioScarpa disse che ancora ci sono da superare diversi problemi: ad esempio esplode in caso di incidente.
    Prima di firmare una petizione da pecoroni per un'auto incerta, si completi l'informazione e si risolvano i problemi di sicurezza oltre che di costo.

  6. ermahico

    è normale che ci siano problemi per una tecnologia 'giovane', confido nella ricerca.
    effettivamente non ho firmato, poichè prima dei distributori ad H2 vorrei qualche pompa di GPL in più!
    ps il gpl espelle nell'atmosfera solo h2o e co2. sempre meglio dei CH liberi (idrocarburi) e del benzene ! (cancerogeno)
    io passerei al metano o gpl per tutte le auto.

  7. utente anonimo

    Raccontatore, anche il metano in caso di incidenti è discretamente pericoloso se è per questo.
    Ma la cosa peggiore è che mi tocca dare pienamente ragione a Er mAhico a 'sto giro: la rete di distribuzione del Gpl fa cagare se si esce fuori dalla città!!!
    Perchè non si vuole incentivarne l'uso, visto che anche la Fiat si degnò di tirar fuori il modello bifuel non si capisce: non c'è domanda ed è colpa "nostra"? Non c'è molta offerta perchè commercialmente è più interessante vendere le altre? La responsabilità governativa (di qualunque governo) è evidente nel non aver sponsorizzato questa scelta anche imponendo una rete efficiente di gpl. Forse questo governo, se le Coop avranno il loro tornaconto, lo farà, per ora gli ha dato la possibilità di aumentare gli utili vendendo benzina.
    Va anche detto che la ricerca auto è molto orientata sulle motorizzazioni a benzina che però hanno una resa migliore in termini di consumi e fanno molti km/l in più di tanti anni fa ma poi sono le motorizzazioni che hanno altre prestazioni ad attirare il pubblico in effetti (velocità o fuoristrada anche quando si compra l'auto per uso urbano) e il mercato soddisfa la domanda o la suggerisce e "noi" giù dietro a comprare auto straniere, veloci o fuoristrada ecc.
    Una scelta secondo me interessante ma che resterà utopia sarebbe quella di un governo che impone la commercializzazione e la circolazione di mezzi che non superino certe velocità o che abbiano l'obbligo di dispositivi limitatori di velocità (come si fece all'inizio con le marmitte catalitiche), costringendo così consumatori e case automobilistiche a riversare la loro attenzione tutta sul piano della sicurezza e dei consumi ridotti o del confort anzichè sulle prestazioni "sportive" da circuito (che alcuni poi sono tentati di provare sulle strade urbane ed extraurbane come mine vaganti).
    Beh, la mia buona azione quotidiana l'ho fatta (dando ragione a Er Mahico ho fatto un terribile sacrificio ehehe) e ho rispettato la mia promessa di lupetto ehehe.
    D'altra parte quando uno ha ragione ha ragione.
    Se c'è una petizione per rendere veramente efficiente e funzionale la distribuzione del Gpl firmo subito.
    Si tolga anche quella vessazione che è l'insieme di tasse, imposte assurde che gravano sulla benzina e che colpiscono indiscriminatamente tutti indipendentemente dal reddito e quindi dalle reali possibilità (alcune sono inaccettabili anche esteticamente essendo del periodo coloniale o della guerra..). E si faccia una battaglia seria contro i cartelli delle multinazionali.
    La ricarica del telefonino può far piacere solo agli adolescenti che hanno la paghetta, non a chi lavora davvero (anche perchè le compagnie telefoniche riassorbiranno senz'altro in altro modo).

    Alieno

  8. FrankL

    Il fatto è che l'idrogeno non ce lo regalano, bisogna produrlo, per produrlo serve elettricità, e per produrre l'elettricità abbiamo le centrali a carbone e olio combustibile…

    Nel frattempo sono diventato un aficionado del GPL, mi ci trovo molto bene. E' il miglior compromesso disponibile tra praticità, costi ed inquinamento, e ricordate che ci sono gli incentivi statali per l'adeguamento delle auto benzina a gpl !

    justfrank

  9. Tisbe

    Rispondo a tutti in generale. So bene che non è facile imporre l’idrogeno e che ci sono dei problemi di natura pratica, ma sarebbe anche giusto che si cercasse di da dare un imput positivo a questa tecnologia che ha delle difficoltà in quanto nuova

  10. utente anonimo

    JustFrank, ok, serve elettricità.
    Però serve elettricità per produrre qualsiasi cosa, anche per estrarre e raffinare il petrolio per ottenere benzina. Ma per l'idrogeno la materia prima è inesauribile ed economica almeno. E soprattutto non inquina affatto, non poco: per niente. Se ti sembra poco…
    Alieno

  11. utente anonimo

    No, Alieno, l'idrogeno NON è una materia prima, non ci sono miniere di idrogeno. L'idrogeno è un modo di immagazzinare energia: tu spendi un tot di energia e una parte di questa la stocchi in idrogeno. In se e per sé, anche il petrolio è energia solare stoccata: ma in tempi diciamo un po' lunghetti. Per cui oggi il petrolio e il carbone sono all'atto pratico vere e proprie fonti di energia (finché durano…).
    Mi permetto di osservare che ci sono due piani del problema un po' diversi: uno è quello propriamente energetico e cioé di quanti miliardi di joules abbiamo bisogno e questo problema l'idrogeno non te lo risolve affatto perché l'energia te la devi andare a cercare da qualche parte prima di immagazzinarla n ell'idrogeno. Poi c'é il problema delle emissioni nocive: su questo piano l'idrogeno potrebbe dare effettivamente una mano. Ultima osservazione: i problemi pratici dell'idrogeno sono piuttosto grossi. A parte il vizietto di esplodere, fare una semplice guarnizione che tenga l'idrogeno è maledettamente difficile (è la molecola più piccola che esista, si infila dappertutto). E quando scappa fuori è così simpatico che se piglia fuoco (e non ci vuole molto…) fa una fiamma perfettamente trasparente. Cioé rischi di trovarti dentro la fiamma e te ne accorgi solo quando si spande un gradevole odorino di arrosto…

  12. utente anonimo

    Ho usato il termine "materia prima" per semplificare, mi dispiace che non si sia capito che ho usato il termine solo per fare un parallelo con la risorsa petrolio che è una materia esauribile (mentre l'idrogeno "usato" immagino che poi si ricombini chimicamente per formare acqua, no?).
    Tu dici che ci sono dei pericoli notevoli di cui tener conto e di questo non si discute, anzi, è un motivo in più per sviluppare una ricerca in questo senso, per risolvere o eliminare del tutto questa risorsa tra le papabili per l'auto, no?
    Per quanto riguarda il fabbisogno energetico, ti do ragione pienamente, non è certo l'idrogeno la soluzione. Anzi, pensa che io sono tra quei tanti ssimi cittadini che pensano che il nucleare è una delle soluzioni migliori, un'energia pulita e che rinunciare a quel progetto anni fa è stato errore gravissimo, sia perchè nel frattempo i paesi intorno a noi ne hanno invece usufruito tantissimo e con grande profitto e SENZA COMPLESSI DI INFERIORITA' AMBIENTALE O ECOLOGICA (infatti pur essendo in prima linea sui temi ambientali si tace delle loro efficienti centrali nucleari), sia perchè avere una costellazione di centrali intorno al nostro territorio rende un po' superflua la nostra scelta di sicurezza.
    E' vero che Chernobil ci ha sconvolti, ma non dimentichiamoci che Chernobil è il frutto di una disgraziata conduzione Statalista-Comunista che da noi, per fortuna, non avrebbe piede (la disgrazia è stata anche quella di tutta la successiva e disumana azione dell'Unione Sovietica dopo il fattaccio, non solo la grave incuria prima..).
    Il fatto è che, grazie alla scelta di anni fa (secondo me frutto anche di ampia strumentale informazione o disinformazione), è un po' tardino per rimediare, se non in una visione a lungo termine. Ma i progetti a lungo termine, da noi non è che siano facili (basta una Tav ad inchiodarci…).
    Purtroppo la nostra è anche la terra dei cachi e delle contraddizioni forti.
    Da noi c'è molta gente che si oppone al nucleare in favore dell'energia solare e però, si batte contro l'imperialismo e pro Iran perchè abbia diritto al suo nucleare, facendo finta spesso che l'intento è genuinamente civile e non militare…mancasse il sole in Iran? Mah.
    Alieno

  13. etienne64

    @Alieno
    Boh, non credo che risolveremmo noi i problemi.
    Una cosa però continuo a pensarla: che il nucleare non è una energia pulita (non esistono solo i benzeni che fanno male, la radiazioni sono fetenti pure quelle), non è rinnovabile, ci fa dipendere dai produttori di uranio come oggi da quelli di petrolio, dal punto di vista militare è un rischio fenomenale (mi metto un obbiettivo superpagante in casa:figata!), costa parecchio (le centrali dopo circa 20/25 anni sono calde e le devi sigillare… e costano un po': ammortamento breve), Chernobyl non è colpa dei balordi comunisti (Three Mile Island è stato forse anche peggio) e credo nella legge di Murphy (se qualcosa può andar male, lo farà: con un reattore nucleare, la cosa non è particolarmente accattivante).
    Quanto all'idrogeno, è vero che si ricombina con l'ossigeno e riforma H2O. Il punto è che quel legame è piuttosto robusto e per spezzarlo devi spendere un sacco di energia. Una parte (non tutta) la riutilizzi.
    Temo che il futuro sia proprio delle vituperate energie alternative rispetto a cui l'idrogeno potrebbe essere una bel sistema tampone (p.es. centrale solare – produzione di elettricità per fare idrogeno – stocchi H- bruci l'idrogeno per fare elettricità anche di notte).
    Parebbe che al momento le centrali solari a specchi ustori siano le più efficenti e le più economiche. Purtroppo non si adattanono molto a essere messe sul tetto di casa come gli inefficentissimi e costosissimi fotovoltaici.

  14. utente anonimo

    Etienne, sono d’accordo, non li risolveremo noi i problemi..

    Mi sembra che tu abbia una preparazione più tecnica della mia che è solo di lettore curioso o sbaglio? Comunque, leggendo ho reperito delle informazioni che, se mi fanno certamente condividere che un giorno la risorsa sia completamente “pulita” qual’è per esempio l’energia che ci da il Sole (che coprirebbe circa 8000 mila volte il consumo attuale dell’uomo – fonte il mensile francese “Science & Vie”) non possono però vedermi nella posizione di auspicare la semplice attesa che si trovi il modo di sfruttare quest’energia in modo sufficiente anche solo a coprire il fabbisogno mondiale, obbiettivo che, al momento, pare assai lontano. Nel frattempo che si fa?

    Il punto è questo.

    Intanto bisogna premettere che il nucleare ha i suoi pregi e i suoi difetti, proprio come il carbone.

    Si tratta quindi di soppesare meriti e pericoli per trarne un’idea sommaria di vantaggio o svantaggio, aldilà di scelte etiche o politiche.

    Nella grande sfida del mondo a sostituire al petrolio e gas naturale con le risorse energetiche, vincono il carbone e il nucleare. E tra questi ultimi due, la scelta mondiale è orientata in modo chiaro verso il nucleare.

    Il carbone oggi ci da circa il 40% dell’energia elettrica consumata nel mondo.

    Però inquina molto, moltissimo. Certo, costa poco, è disponibile in grande quantità e un po’ ovunque nel mondo, però l’inquinamento pesante, l’impatto ambientale notevole ha il suo peso.

    Il nucleare, anche se l’Italia ha perso il momento giusto tagliandosi fuori (facendo pagare la scelta sul Paese alle generazioni precedenti e su quelle future per moooolto tempo) pare essere destinato a crescere nei prossimi anni in modo rilevante. E non è un caso.

    I difetti ci sono e sono quelli che hai segnalato, cioè l’inquinamento delle scorie radioattive che vanno pur stoccate da qualche parte e perfino quello di sicurezza premesso che potrebbe diventare un obbiettivo sensibile del terrorismo per esempio con danni immensi.

    Ma evidentemente per il mondo, aldilà delle scelte nostrane, ha deciso che i pregi superano i difetti.

    Oh, saranno mica tutti coglioni e noi i furbi, no?

    Se tutti vanno contromano, uno qualche dubbio deve farselo venire sulle proprie convizioni di andare per il verso giusto, o no?

    Oggi il nucleare assicura più del 15% dell’energia elettrica nel mondo, non è uno scherzo…

    E oltretutto recentemente l’AEN (Agenzia Energia Nucleare) ha stabilito che la riserva mondiale di uranio è sufficiente a durare circa 500 anni e non qualche decennio o lustro come si calcola per petrolio e gas.

    Insieme a questa considerazione importante sulla disponibilità nel lungo termine di questa risorsa si deve anche tener conto che stanno diventando concrete le nuove centrali nucleari di 4° generazione, che introducono profondi migliorie rispetto alle precedenti versioni.

    Anzitutto, riciclano meglio le scorie radioative, ma l’aspetto veramente positivo e stravolgente è che ricaveranno dallo stesso quantitativo di uranio una quantità di energia elettrica 50 volte superiore rispetto a quelle attuali. E’ un’enormità se fai il calcolo (per semplificare, una centrale di questo tipo fa il lavoro di circa 50 centrali di adesso..).

    Poi c’è anche il discorso geo-politico (e militare).

    I Paesi produttori sono ben diversi da quelli produttori di petrolio che usano la risorsa anche per destabilizzare le politiche medio orientali o per sostenere il terrorismo o per impedire che la democrazia prenda il posto degli attuali regimi pseudo teocratici.

    Il primo produttore è per esempio il libero e democratico (e per problemi etici e sociali considerato all’avanguardia) Canada, che da solo ha circa 1/3 dell’uranio mondiale. Non so a te che effetto faccia, ma a me che il mercato delle risorse dipenda dal Canada e non dall’Iran o dall’Arabia Saudita fa solo un gran piacere e mi illude che le cose siano un tantino più pulite e più serene.

    Seguono il Niger, l’Australia (penso si possa fare un discorso simile al Canada), la Russia, la Namibia, l’Uzbekistan…

    Gli Stati uniti sono solo all’ottavo posto nel mondo (notizia che rassicurerà certamente gli anti-imperialisti più convinti no?).

    Per quanto riguarda il numero di centrali nucleari attive al primo posto ci sono gli Usa (eppure sono soggetti ad attentati mi pare..), ma subito seguiti dalla Francia… capito? LA FRANCIA! Mica un’impero che odia la natura, l’ambiente, la salute, il mondo ed il suo futuro mi pare (almeno quando fa comodo tirarla in ballo come esempio..). E poi la Finlandia, il Giappone, la Russia che dopo Chernobyl oggi ha un nuovo trend e costruirà 2 nuovi reattori entro il 2010.

    LA stessa Germania (altro modello quando fa comodo) che nel 2000 pareva aver rinunciato all’energia atomica, ci ha ripensato, ha rimesso i piedi per terra e progetta nuove centrali.

    Cina e India ovviamente rappresentano la maggior espansione di consumo e quindi, efficientemente e risolutamente hanno in cantiere circa 30 centrali la Cina entro il 2020 e circa una decina l’India nello stesso periodo.

    Quindi si evince facilmente che, aldilà delle utopie, il nucleare sta esplodendo (in senso metaforico speriamo :))) ) in tutto il mondo.

    Perchè secondo te?

    Per me perchè l’Uranio per cominciare non è costoso (relativamente alla produzione di energia, ovvero un solo grammo produce l’energia di 16 TONNELLATE di carbone). E poi perchè, nel confronto di emissioni inquinanti, l’Uranio è all’ultimo posto: ogni kw prodotto l’atomo inquina 50 volte meno del carbone in termini di emissione di CO2.

    Le fonti energetiche rinnovabili come il Sole, il Vento, le biomasse (però su quest’ultime si aggiungono altre problematiche) oggi forniscono solo lo 0,4 (0 virgola, non so se rendo..) della richiesta mondiale!

    La commissione Europea ha stabilito di raggiungere il 2020 il 20%, ma è un traguardo che è difficilmente realizzabile e comunque oltre non si potrà andare nemmeno tra 50 anni.

    Così, se nel sogno e nell’utopia posso essere d’accordissimo con te, credo si debba vivere anche il presente pensando che, se i temi ambientali e di sicurezza hanno il loro giusto peso nella nostra cultura, dovrebbero averne anche le ricadute di costi e di reddito sociale o no?

    Sono certo che il cittadino italiano saprebbe apprezzare una ricaduta benefica sui costi (per esempio di consumo domestico) in modo esplicito se è in grado di apprezzare per dire, l’eliminazione di pochi Euro o iniziative sulle ricariche telefoniche, scelte demagogiche, ma non veramente funzionali (posso scegliere di non avere un telefono, mica di non avere luce o riscaldamento per la miseria).

    beh, aspetto i tuoi commenti, sono curioso di capire se veramente sei convinto di poter restare nel mondo utopistico dell’energia pulita o, come me, auspicarne l’arrivo, continuarne la ricerca e nel frattempo non dormirci sopra sulle altre possibilità per superare un periodo sempre più nero e contingente.

    Alieno

  15. utente anonimo

    Non è da sottovalutare l'aspetto delle geo-politiche pseudomilitari o militari proprio che con l'uranio cambierebbero probabilmente in modo migliorativo gli scenari odierni.
    A parte i chiari segnali che vengono dai rapimenti dei nostri tecnici al soldo della nostra multinazionale del petrolio, il discorso riguarderebbe anche la Francia e gli altri.
    L'iraq, per dire, invece di attrezzarsi per vendere il petrolio con alleanze strategico-politico-militari di convenienza del momento, potrebbe attrezzarsi per produrre energia per soddisfare il proprio fabbisogno. Quando c'era Saddam, per dire, vendeva petrolio e importava la benzina in mancanza di raffinerie. Tanto poi il soldo restava a Saddam ed ai suoi accoliti, non c'era una ricaduta benefica invece sul popolo irakeno, non interessava, il popolo la benza la pagava. E altrove si va a rubare il gas forando i gasdotti (esplodendo spesso) e la ricchezza resta in mano a pochi (le multinazionali sono complici della cattiva ripartizione della ricchezza, non le uniche artefici…).
    Insomma, sono tutti aspetti che andrebbero considerati.
    Però se si preferisce alimentare l'ingiustizia e spesso la guerra per sentirci belli e denuclearizzati (anche se non lo siamo comunque per i vicini) allora questo discorso non ha più alcun senso.
    Alieno

  16. utente anonimo

    Grazie per il link che trasmetto a tutti i miei contatti.
    Per quanto riguardsa la fattibilità ritengo non sia la cosa primaria, bisogna però dare un segnale ai politici che la gente è stanca di subire le manovre dei governi incapaci. Premi per rottamazioni auto e poi centri cittadini chiusi al traffico.

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