Saturno Contro, l’omosessualità come superamento delle diversità culturali

Del film di Ozpetek mi hanno colpito, l’attenzione per i dettagli, la ricchezza dei dialoghi, l’indugio impietoso sui primi piani dei protagonisti. Un gruppo di amici sperimenta l’esperienza della separazione nelle sue varie manifestazioni. Di sicuro le atmosfere ricordano quelle del classico capolavoro "Il grande freddo", ma la società è mutata, e anche gli individui vivono un senso di smarrimento non solo esistenziale, ma anche sociale. Qualsiasi cosa appare precaria. In un mare di incertezza il regista azzarda nuove possibilità. L’amicizia è proposta come una possibile soluzione agli smarrimenti sociali. In un scenario di disgregazioni familiari, a reggere il peso del tempo e dello spazio è una piccola comunità legata da sentimenti di amicizia profonda. Non che manchi l’amore, ma in almeno due casi si manifesta con estrema caducità. Fondamentale appare il ricorso all’omosessualità. Paradossalmente Ozpetek  la eleva a ruolo di superamento della distanza culturale. E’ proprio nella dimensione della "diversità" sessuale che è possibile l’incontro tra due culture che si fronteggiano in modo bellicoso. L’integrazione è possibile e il regista ci mostra la strada. Questo, secondo il mio punto di vista, è l’elemento più importante di tutto il film. Questo è l’elemento innovatore. Per il resto si può rimproverare a Ozpetek di aver pescato a larghe mani negli architipi del classicismo greco. Ne cito uno caso: la morte salvifica e pacificatoria. Nel dolore si riescono a superare pregiudizi che altrimenti sarebbero invalicabili. «Saturno Contro» non è un capolavoro, ma è un film ben fatto, che testimonia il cambiamento della società contemporanea, e la ricerca di un equilibrio che renda l’integrazione di culture diverse un obiettivo possibile.

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9 commenti su “Saturno Contro, l’omosessualità come superamento delle diversità culturali

  1. pescevetro

    A me Ozpetek piace ma saturno contro è una replica non bella degli stessi temi affrontati in passato; soltanto quello dei diritti negati (organizzare un funerale e "staccare la spina" ad un malato terminale) agli omossessuali è un nuovo tema, per il resto "calma piatta"…
    baciociao

  2. Tisbe

    @Giuseppe T., è un film piacevole, ne vale la pena 😉
    @pescevetro, beh, di questi tempi non è poco parlare di laicismo
    @Italo, 🙂

  3. moltitudini

    Questo non lo ho visto.
    Però..devo dire che i dialoghi dei film di Ozpetek li trovo stucchevolmente e tronfiamente scontati, didascalici, "banalmente ricercati".
    Poi…come si possa considerare Accorsi un attore, è un mistero.

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