Madagascar, gli uragani che non fanno notizia

Non c’è niente da fare! Telekabul è sempre telekabul. Seguendo il programma Chetempochefa diretto da Fabio Fazio ho appreso una notizia di cui nessun media ha parlato. Ho cercato nelle news, ma è inesistente. A lanciare il sasso nello stagno è stato  il meteorologo Luca Lombroso quando ha parlato di uragani. La verità è che quando non si parla di uragani non è vero che non ci sono, semplicemente colpiscono luoghi del pianeta che non fanno notizia. Se ne parla tantissimo, invece, se colpiscono paesi ricchi. Ben 4 uragani, difatti, hanno devastato l’isola del Madagascar mettendo in ginocchio l’economia locale e distruggendo l’intera produzione di vaniglia. Ma voi, cari amici blogger, avete sentito la notizia da qualche parte? Io no! Ed ho cercato e cerco ancora nelle news. L’unico articolo l’ho trovato su meteogiornale, ma, com’è ovvio, non c’è approfondimento sui danni alle persone e all’economia. «Il potente ciclone tropicale Indlala ha colpito il nordest del Madagascar giovedì 15 marzo. Il ciclone ha fatto "landfall" giovedì mattina, con venti sostenuti fino a 120 miglia orarie e raffiche fino a 150 miglia orarie (240 km/h), nei pressi di Antalaha. Il ciclone ha avuto un impatto devastante sul territorio. Molte scuole dell’area sono state chiuse già da mercoledì. Luce, acqua e telefono mancano in molte località del Madagascar nordorientale. Le notizie sono per ora frammentarie, quindi il bilancio dei danni materiali è molto provvisorio e anche per gli eventuali danni a persone al momento si sa poco».

Altre info su EcPlanet

Che dire? Forse è il caso di dare ragione a Woody Allen quando dice: "Le differenze maggiori tra i vari canali televisivi sono tuttora le previsioni del tempo".

Amara consolazione!

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14 commenti su “Madagascar, gli uragani che non fanno notizia

  1. d4rkcloud

    Mi viene solo da sperare che non abbia avuto particolare rilievo solo perchè non ha fatto molti morti.
    Almeno spero…

    P.S.: funziona bene la moderazione o scompaiono commenti nel nulla?

    P.P.S.: complimentonissimi per il sottofondo musicale!!! 😉

  2. WebLogin

    @Tisbe, ci sarebbe da dire molto sullo stato attuale dell'informazione: blogger/giornalisti, ricordi? 😉

    Tra l'informazione che non c'è e l'inquinamento che invece c'è stiamo messi proprio male! 🙁

    Prima di lasciarvi vorrei proprio lasciarvi un messaggio positivo. Ma non ce l'ho. Fa lo stesso se vi lascio due messaggi negativi? (Woody Allen)

    Ciao mitica e buona serata

    Giuseppe T.

  3. utente anonimo

    ti invio la notizia seguente non per pubblicità ma per confermare che la grande informazione sottovaluta emergenze in aree deboli. Nella stessa zona (il Mozambico è prospiciente Madagascar) un ciclone ha distrutto tutto. Continuano ad occuparsi organizzazioni sociali e umanitarie. Ciao pasquale orlando

    Il ciclone Flavio si è abbattuto nei giorni scorsi sul Mozambico. Ingenti i danni al centro di formazione professionale Estrela do mar voluto dalle Acli all’interno della missione gestita da don Pio Bono e da Caterina Fassio.

    I venti che soffiavano a oltre 180 km orari hanno prodotto distruzioni enormi: nella sola Inhassoro sono rimaste senza casa 15 mila persone.

    «Noi stiamo bene – ha spiegato Caterina Fassio raggiunta per telefono – ma la situazione è difficile. Intorno alla missione le capanne del villaggio sono state spazzate via. Qui da noi il vento ha scoperchiato tre aule della scuola e dell’asilo e ha danneggiato il tetto della chiesa. La copertura dei laboratori del centro di formazione professionale delle Acli ha tenuto, ma l’acqua è entrata dalle finestre rotte dalla forza del ciclone e i locali si sono allagati. Dovremo valutare i danni soprattutto ai macchinari elettrici e informatici. Devo dire comunque che tutta la gente sta lavorando per ripristinare la normalità. Con grande impegno e dignità».

    L’Italia sta già organizzando gli interventi per superare l’emergenza. Tra i primi problemi da affrontare il possibile inquinamento della falda acquifera.

    Per contribuire sono attivi il Conto corrente postale n. 885020 e il Conto corrente bancario n. 511200 Abi 5018 Cab 12100 Cin D di Banca popolare etica. Entrambi i conti sono intestati ad Acli Mozambico Onlus. Nella causale bisognerà specificare “Emergenza ciclone Flavio”. Le offerte sono deducibili ai fini fiscali.

  4. Tisbe

    @bhikkhu, sicuramente no
    @pasquale orlando, grazie per le info… se non ci fossimo noi blogger
    @ WebLogin, sì in effetti si pubblica ciò che si vende…
    @ spartacusdue, è stato il classico errore di battitura dovuto alla fretta 😉
    @d4rkcloud, i morti ci sono stati anche se fortunatamente pochi. E' l'economia che è preoccupante, nonché i danni alle strutture e algi ospedali
    @TorinoScie, beh, continuiamo a riscaldare l'atmosfera…

  5. utente anonimo

    L'ho sentito anch'io e l'ho trovato importante. Basta ricordare la diversa copertura mediatica che hanno avuto la vicenda di New Orleans e quella del Guatemala l'anno scorso.
    Francesco

  6. Artemisia3000

    Nessuno in tv, etc, si è filato la notizia forse perchè in quelle zone non ci sono villaggi turistici? Peccato, qualche pedofilo in meno avrebbe fatto comodo a molti… (la povertà chiama sempre altra povertà, purtroppo)

  7. Tisbe

    @Artemisia3000, beh il turismo purtroppo è anche pedofilo, se non ci sono villaggi turistici forse si sono risparmiati una piaga ma non tutte

  8. lakanamamu

    ciao tisbe,

    con me sfondi una porta aperta..
    globalizzazione, mondo più piccolo grazie all'information technology.
    tutte chiacchiere, se hai tua moglie in madagascar e passi settimane senza che il telefono prenda e senza trovare nessuna informazione dettagliata su una catastrofe (questo sono, catastrofi, ne ho visto uno in diretta ed è terrificante..) simile.
    Viviamo in un mondo di cialtroni

  9. utente anonimo

    se la civiltà industriale finirà potremmo ritornare persone semplici,e,come,quei,poveracci laggiù capiremo quelle poche cose che contano

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