Le radici biologiche della gelosia

Da dove nasce la gelosia? E quella maschile è simile a quella femminile? La gelosia ha un ruolo nella vita individuale, sociale o nella sopravvivenza della specie umana? Sono queste alcune delle domande che sorgono appena si cerca di comprendere i meccanismi inconsci, che inducono il partner a ritenere di intrattenere con l’altro un rapporto esclusivo. L’esclusività del rapporto di coppia induce i due attori principali ad autoescludersi dal sociale, in una forma di chiusura paraindividualista che, per secoli, ha rappresentato la punta di diamante del predominio umano sulla terra. Ma procediamo per gradi. Di certo, c’è una differenza sostanziale tra la gelosia di genere. Entrambi, maschi e femmine, provano gelosia nel presente, però, prendendo in considerazione l’aspetto temporale, si manifestano delle differenze notevoli. Gli uomini tendono a provare una gelosia di natura retrospettiva, mentre, le donne proiettano la propria nel futuro. Perché accade questo? In realtà la risposta c’è data dalla biologia, dall’osservazione attenta del  mondo animale e dalla necessità di autogarantirsi una discendenza genetica. Nella gelosia c’è ben poco di nobile e nulla di altruistico. I maschi sono terrorizzati dall’idea di allevare figli non propri, cioè di dare spazio e vigore a caratteristiche genetiche che appartengono ad altri uomini. I leoni, ad esempio, quando spodestano un rivale, compiono un’azione criminale: uccidono la cucciolata del maschio che li ha preceduti. Allo stesso modo il maschio umano è geloso dei rapporti precedenti (quindi ha mistificato, servendosi della religione, la verginità della sposa) perché inconsciamente teme che la donna sia capace di fargli allevare un figlio non proprio. La femmina umana, d’altro canto, teme che, il padre biologico dei propri figli, la abbandoni per seguire "forme" più allettanti e  "fresche" perdendo, così, la possibilità che i propri caratteri genetici possano sopravvivere. Anche la donna ha mistificato la realtà e per questo motivo ha accettato unioni con uomini molto più grandi di età. Nella società attuale, considerando l’esistenza di un boom demografico senza precedenti nella storia umana, questi meccanismi stanno perdendo la loro forza, ma sopravvivono nelle persone "meno evolute". Essere gelosi, quindi, significa essere primitivi. Sposare una donna più giovane o un uomo troppo anziano significa essere primitivi. E non è una colpa, né un giudizio, né un’accusa. In alcuni uomini, la paura del passato della propria moglie, diventa ossessiva al punto che preferiscono non esserne a conoscenza. Questo accade in chi decide di sposare una donna che non è conosciuta negli ambienti frequentati dalla propria famiglia e/o dai propri amici. L’idea perseguita è quella di sbarazzarsi della possibilità di incontrare persone che abbiano intrattenuto rapporti intimi con la propria sposa. Eppure, solo poche persone sono consapevoli di questi meccanismi inconsci che ci rendono molto "animali" e poco liberi. Anche la chiusura a riccio della famiglia rispetto all’ambiente sociale esterno non ha più la sua funzione originaria. Le cronache recenti dimostrano che l’isolamento familiare ha creato delle fratture capaci di produrre mostruosità inimmaginabili. Se ci fosse un’idea della famiglia aperta al sociale e capace di esaltare anche la portata indivuidualistica dei suoi elementi, probabilmente, tante violenze, tra le quattro mura domestiche, non ci sarebbero più. Se la società fosse in grado di garantire la sopravvivenza della prole anche in assenza delle figure genitoriali, la gelosia, sia maschile, sia femminile, smetterebbe di esistere. Quando saremo in grado di considerare qualsiasi figlio dell’uomo, figlio nostro, solo allora avremmo raggiunto una maturità tale da permetterci di considerare l’umanità, la nostra unica ed insostituibile famiglia "allargata".  

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54 commenti su “Le radici biologiche della gelosia

  1. moltitudini

    mah..gli esempi naturali fatti c'entrano poco, secondo me.

    La gelosia, quella che porta ai tragici fatti che conosciamo, è prettamente culturale.

    Non credo nemmeno che stare con qualcuno di molto più anziano o giovane sia primitivo.

    Talvolta, può esser riprorevole, ma è altra faccenda.
    d'accordissimo sulla chiosa del post, invece.

  2. WebLogin

    Per me la gelosia è la paura di essere tradito perchè non credo che un tradimento possa essere perdonato, ma non potrei mai essere geloso di in un passato che non mi appartiene. Amare una persona vuol dire amarla per quello che è, e quindi accettare anche il suo passato. Io credo che essere gelosi è umano mentre non lo è quando diventa ossessione.

    Nell'allevare figli non propri non è l'idea "di dare spazio e vigore a caratteristiche genetiche che appartengono ad altri uomini" di cui avrei il terrore, ma credo che sarei solo terrorizzato all'idea di non essere considerato più il loro padre. Il discorso della famiglia allargata non è purtroppo applicato neanche nei divorzi, dove l'affidamento ad uno dei genitori spesso tende ad escludere l'altro genitore…

    Giuseppe T.

  3. LoopyDeLoop

    La tua analisi è ampiamente condivisibile; il giorno che queste considerazioni saranno considerate elementari forse saremo più liberi. C'è ancora gente che non ammette che gli esseri umani siano animali…

  4. ermahico

    chi sceglie il partener in base in base a verginità, pedigree, lasciapassare familiari ed eredità ottenibile è ovviamente geloso.
    poichè dell'individuo che ha vicino non gliene frega niente, quindi la personalità cade in terz'ultimo piano.
    contano i titoli e le terre, come ai tempi dei matrimoni conbinati.
    forse l'amore un giorno avrà il suo riscatto. ma non in questa società.

  5. Tisbe

    @ermahico, io non sarei così pessimista, eppure vivo in una città così provinciale, ma così provinciale che per trovare un essere umano autonomamente pensante devi andare in giro con il metal/detector (se suona vuol dire che ha un cuore al posto delle pietre 😉
    @LoopyDeLoop, se fossimo rimasti tali steremmo meglio. Il nostro dramma è che non siamo né carne né pesce. Non riusciamo ad essere istintivi e per imbrogliare la ragione mistifichiamo la realtà e ci affidiamo ai 10 comandamenti incapaci di scegliere e di essere liberi

  6. Tisbe

    @Giuseppe T., sì, potrebbe essere la paura di perdere le attenzioni dell'amato, ma anche in questo caso la radice è da ricercare nella nostra origine animale. L'ossessione poi, è orribile…
    @moltitudini, certo che è culturale, ma nasce sempre dal tentativo di mistificare istinti animali di cui si è perso la coscienza. Ad esempio il divieto di mangiare carne di maiale per i musulmani ha un origine dettata dalla sopravvivenza in luoghi ostili ma mistificata attraverso un comandamento religioso che poi diventa difatto un comportamento automatico. La gelosia è automatica perché la posta in gioco è sparire dalla faccia della terra. Riguardo la chiosa: è esattamente quello che penso e non ritratto 😉
    @ zigotecomics, grazie, ci pensavo da tempo a postarlo 🙂

  7. utente anonimo

    Un post molto interessante. Ad ogni passaggio meriterebbe un mio commento, a volte concorde a volte no.
    Mi ha divertito leggere "meccanismi inconsci che ci rendono molto "animali" e poco liberi." quando nell'immaginario comune l'essere animali è sinonimo di libertà proprio per i motivi da te ribaditi, cioè l'assenza di mistificazione e cultura ambientale che ne stabiliscono poi i comportamenti.
    In un certo senso è quasi una contraddizione..
    Complessivamente però, a parte tutto, mi sento d'accordo con quanto da te scritto, se mi permetti però di relegare la gelosia di cui parli ad una portata patologica e non fisiologica… perchè, insomma, c'è qualcosa di naturale anche, nel comportamento di attaccamento che include anche la gelosia quando si traduce in timore di perdita, perdita di qualcosa che ci è caro e a cui siamo legati, naturalmente.
    Non a caso la gelosia sopravvive anche in coppie non feconde per età o che non lo sono mai state e subentra in ogni altra relazione (come quella parentale o dell'amicizia) in cui è un po' complicato farci entrare forzatamente il discorso primordiale riproduttivo e della conservazione genetica.
    Come la mettiamo quando si ha un padre o un fratello o una madre o una sorella gelosa? E pure questi producono rotture e gesti sconsiderati volendo..
    Comunque è proprio un bel post e c'è indubbiamente anche molto di vero e molto su cui riflettere.
    Un passaggio non mi è chiaro, quando accenni ai rapporti con donne più giovani o uomini molto più vecchi… prima di tutto è assente l'esempio donne molto più vecchie e uomini molto più giovani che risulta essere quindi, non comportamento primitivo. E poi la misura mi sfugge: quanto più giovane, quanto più vecchio? Forse intendevi che è sintomo e manifestazione dell'essere primitivi o è proprio il fatto in sè che rende primitivi? E poi volevo proporti una questione: non è che si parte già da una pregiudiziale? Non è già esclusivo il concepimento di un bambino, esclusivo rapporto intimissimo tra madre e figlio nel ventre? In natura si hanno comportamenti diversi che prolungano tale esclusività o che si basano su una collettività solidale nel considerare cuccioli come cuccioli di tutto il gruppo sociale. Quindi rapportarsi all'esempio naturale produce sia la dimostazione esemplificativa che la sua negazione e resta di ben poco aiuto per capire se l'esclusività verso i cuccioli-bambini sia utile o dannosa. Però voglio spendere una parola per la cultura umana che non sempre è deficitaria rispetto a quella in qualche modo espressa nel mondo animale: la cultura dell'adozione ha nella cultura dell'uomo da sempre una maggiore rappresentazione che nel resto del mondo animale. Magari, non sempre per ottimi motivi, ma..
    Alieno

  8. IdiotaGlobale

    il discorso etologico è valido ma ricordiamoci che è comunque culturale…ovvero è un'etologia occidentale nel momento in cui nelle culture collettive caraibiche, africane, o dovunque si sia costituita una civiltà su basi demografiche sproporzionate (con maggioranza maschile versus femminile) il concetto di gelosia non si declina in tal senso in quanto c'è ua cultura diversa alla genesi ed alla soldarietà generativa. più figli da più uomini per garantire protezione e legare a se risorse da parte della donna, più figli da più donne per gli uomini come vessillo di mascolinità.

    l'etologia non è però bilogia (o solo biologia) nè soprattutto socilogia o politica (azzardato il riferimento alle pareti domestiche)
    in sè ogni cosa che dici Tisbe è giusto però forse sono un pò azzardati o finalizzati i nessi logici e comunicativi /ovvero che mettono insieme)

    besos

  9. Tisbe

    @alieno,
    1) l'animale è libero dai vincoli della civiltà ma è soggetto alle leggi naturali – la mistificazione umana serve a rendere accettabili quelle leggi "naturali" alle quali, per indole "razionale" l'uomo tende a sfuggire e che non serve all'animale proprio perché non ha una ragione che lo TURBA.
    2) la radice bioligica sta all'origine, ma è chiaro che l'obiettivo può essere diverso. Il mio esempio serve soprattutto a spiegare la diversità tra una gelosia maschile sicuramente retrospettiva ed una femminile certamente proiettata nel futuro
    3) faccio riferimento alle donne che scelgono partner più anziani al fine di garantire il sostentamento alla propria prole. E' chiaro che questo fa riferimento ad una società patriarcale dove i mezzi di produzione ed il potere economico sono in mano maschile. E' altrettanto chiaro che la donna pur essendosi emancipata conserva questa tendenza a garantire un successo alla propria prole. Pensa a Filomena Marturano (mi pare si chiami così). Il fatto di essere più giovane del compagno le fa credere di avere delle chance in più e di non rischiare l'abbanono suo e delal prole. In altri tempi, l'abbandono equivaleva a morte certa.
    Mah l'istinto materno degli animali è fortissimo e a volte l'imprimting si manifesta anche in specie fra di loro assai diverse. Ho assistito a degli esperimenti in cui una gatta si credeva madre di pulcini e voleva allattarli a tutti i costi… Nel mondo degli uomini entra in gioco la ragione e quindi la ricerca della giustizia, della morale ecc…

  10. Tisbe

    @IdiotaGlobale, d'accordo sulle differenze culturali, ma il fine è lo stesso: garantire la sopravvivenza di umani con proprie caratteristiche genetiche. La biologia è il fondamento di ogni comportamento animale e per certi versi anche umano ad eccezione della ragione.
    La costituzione della famiglia è stata la risposta umana alle esigenze biologiche. La famiglia non è solo sociologia o politica, è anche l'esperimento vincente di sopravvivenza della specie. Quando smetterà di esserlo, perirà come tutte le cose inutile. Questi sono processi che si possono rallentare, ma non fermare

  11. utente anonimo

    Si è vero, c'è un istinto materno fortissimo che spesso e volentieri va oltre ed è puramente protettivo nei confronti dei cuccioli anche di altre specie (del resto si creano anche solidalizi e amicizie in natura tra specie diverse). Va oltre all'istinto materno dicevo perchè volevo riportare un ricordo tenerissimo di un bel po' di tempo fa:
    un cane che in famiglia avevamo adottato (naturalmente trovatello) che si era messo in testa di allattare dei mici (anch'essi trovatelli e trovati nel cassonetto..) ancora da svezzare: beh, la cosa particolare, buffa e tenera è che lui era un cane, un maschio ed era uno spettacolo vederlo disporsi con grande pazienza sul fianco con tutti quei mici a succhiare il pelo, sicuramente insoddisfatti per quanto riguarda l'aspetto alimentare (a cui si provvedeva con i contagocce caricati a latte) ma felicissimi perchè si sentivano protetti da quel calore peloso di questo stranissimo (e intelligentissimo per tanti altri motivi) animale di altra specie.
    Segno che anche nel mondo animale è possibile non assoggettarsi a leggi naturali anche se raramente e se comunque la lettura che faccio dell'episodio è soggetto alla mia cultura ed alla mia morale (che naturalmente auspica un mondo di bene, possibilmente diffusivo di sè).
    Alieno

  12. desiderio947

    Sono d'accordo in toto col tuo post.
    Se permetti metterei il tuo auspicio di ritorno alle leggi naturali nelle relazioni umane, in diretta relazione col ripristno del matriarcato, di cui si fa cenno implicitamente nel commento di IdiotaGlobale e che mettevi al centro del tuo post dell'otto marzo.
    Lo so è un discorso difficile e complicato da sviluppare. Nella storia umana, si può individuare il netto passaggio dalla società matriarcale al patriarcato con l'abbandono del nomadismo a favore di società stanziali e il prevalere de una economia agricola su quella pastorale.
    Certo che l'inconscio collettivo della società moderna risente dei condizionamenti culturali e delle innumerevoli stratificazioni di carattere religioso che ad opera dei rispettivi leviti, hanno trasformato il naturale bisogno di trascendenza, e in ultima analisi in bisogno di affrancamento dalla paura dell'ignoto, in pericolosi strumenti di contrapposizione fra diversi gruppi sociali e li hanno elevati a principali mezzi di potere di controllo sociale. La qual cosa non fa che ingigantire una seppur minima gelosia naturale x la propria prole e i propri affetti.
    Chiudo riportando un mio commento lasciato da Tuutominuscolo nel post di domenica scorsa, http://tuttominuscolo.splinder.com/post/11406150#… in cui parlava di un modo tutto particolare del modo di intendere la preghiera come sforzo di rendersi disponibili ad atti di disinteressata solidarietà verso gli ultimi.
    Credo riportare quel commento qui serva a chiarire il mio pensiero sulla necessità di superare le mistificazioni religiose di cui siamo vittime.
    "Condivido il tuo modo di concepire la preghiera. Daltronde lo stesso Gesù mette in evidenza come l'unico modo per fare la volontà di Dio, sta nel saperlo riconoscere negli ultimi…e fare qualcosa x alleviare le loro sofferenze.
    "Ebbi fame e mi deste da mangiare,ero ignudo e mi deste da vestire…"
    E' un dato di fondo che connota tutte le grandi religioni.
    Purtroppo la loro evoluzione storica le ha trasformate in strumenti di potere e divisione tra gli uomini, fino a diventare causa di contrapposizione violenta e inestricabili fondamentalismi.
    Le attuali contrapposizioni militari in nome della difesa di presunti valori religiosi e di civiltà ne sono il tragico epilogo…"Quantum potest religio!" -Tacito –
    Il giorno che si smetterà di cercare Dio nell'empireo e si inizierà a riconoscere il prorprio simile…forse comincerà la vera rivoluzione".
    Ciao, un abbraccio. beppe

  13. fraba

    Personalmente ritengo la gelosia una pura estenzione del "sentimento": qualunque esso sia.
    La violenza è un'altra cosa. E frncamente ho qualche difficoltà a giudicare la gelosia come attenuante a ciò.
    UN caro saluto.
    fraba

  14. Raqqash

    Post molto interessante, ma la risposta è un po' articolata, facciamo che ti rispondo da me e rimando con un link qui, se no i commenti totalizzati diventano lunghi come la divina commedia 😉
    E grazie per la visita a Salinas. Conto di mettere presto qualcun'altro della Generazione del 27.
    Saluti

  15. antares666

    Le cause della gelosia sono esclusivamente biologiche, genetiche. L'orrore che è l'essere umano ha la sua radice nel genoma, nella prigione materiale plasmata dal Demiurgo. La sola via per sottrarsi a tutto questo è smettere di procreare.

  16. utente anonimo

    L'esagerazione, la gelosia patologica è senz'altro un problema e richiede, a mio avviso, delle cure specifiche perchè, oltre a tutto il resto, è proprio il soggetto che ne è schiavo a vivere malissimo. Ma…
    sarò primitivo, però una storia d'amore dove la gelosia sia completamente assente a me fa un po' tristezza…
    So che non è filosofico il concetto, ma a me fa proprio cagare, diciamola tutta.
    E di solito presuppone un comportamento di attenzione, cura, affetto.
    Altra cosa è invece la possessività, pura e semplice, che non richiede un rapporto bidirezionale e non c'è alcuno scambio.
    Alieno

  17. Comicomix

    Cara Tisbe, il tuo post di oggi è interessante e stimolante ed un commento breve rischia di essere riduttivo. Ci provo, molto sinteticamente.
    Mi trovo in larghissima parte d'accordo con la tua analisi. Come gran parte dei comportamenti umani, la spinta culturale si origina da una ragione "biologica", genetica quasi. Molto significativo che la gelosia maschile si concentri sul "prima" o al limite sul "durante" mentre la femminile sia proiettata più al futuro.
    Dove la "cultura" dovrebbe soccorrerci è in quello che tratti nella parte finale, e che personalmento condivido moltissimo, cioè il superamento del confine famigliare "privato" e nell'idea di una famiglia "sociale", che renderebbe questo mondo molto ma molto migliore. Purtroppo, specie nel nostro paese dove trionfa il "familismo amorale", e dove spesso trionfano logiche dell'appartenenza anche nei soggetti che si ritengono (o spesso semplicemente si autoconsiderano) più avanzati, la strada da fare è davvero tanta e in salita.
    Un sorriso affettuoso…e una rosa (rossa, la preferisco), se ti va 🙂
    Mister X di Comicomix

  18. utente anonimo

    Gelosia
    Quanno che lo Scorpione s'innamora
    chiama la Scorpioncina, je s'accosta
    e lì je fa la solita proposta
    come se fosse propio una signora.
    Pija un pretesto pe' portalla a spasso
    de dietro a quarche sasso,
    je zompa addosso eppoi
    credo che, su per giù, fa come noi.
    Ma er divario sta in questo: la compagna,
    appena ch'è finito er pangrattato,
    s'avventa su l'amico disgrazziato,
    l'ammazza, lo fa a pezzi e se lo magna.
    Una vorta, in campagna,
    viddi 'sta scena e dissi in mente mia:
    Sarà quarche delitto passionale,
    soliti drammi de la gelosia…-
    Ma la Scorpiona indovinò er pensiero
    e disse: – Nun è vero!
    Pe' nojantre è un istinto naturale
    ch'è la legge più bella che ce sia.
    Noi sapemo ch'er maschio è traditore:
    finché j'annamo a ciccio è così bono
    che ce spalanca tutto: anima e core
    e ce mette su un trono.
    Ma, appena trova quello che cercava
    e s'è levato li capricci sui,
    monta sur trono lui
    e la povera femmina è la schiava.
    Io, però, che so' furba e previdente,
    pe' nun vedé la fine de l'amore
    ammazzo er maschio anticipatamente…
    E con un'aria da soddisfazzione
    la Scorpioncina agnede fra le piante
    pe' rosicà la coda de l'amante:
    l'urtimo avanzo de la relazzione.
    trilussa
    ciao ;o)

  19. WebLogin

    @Tisbe, mi diventa difficile comprendere.

    Da quello che mi sembra di capire tu usi la gelosia per argomentare il fallimento della famiglia. Nel commento #16 dici: "La costituzione della famiglia è stata la risposta umana alle esigenze biologiche. La famiglia non è solo sociologia o politica, è anche l'esperimento vincente di sopravvivenza della specie. Quando smetterà di esserlo, perirà come tutte le cose inutile."

    Scusa la banalità della domanda, ma a questo punto qual è la tua alternativa (perchè di questo si tratta) alla famiglia?

    Anche se credo che la famiglia tradizionale non sia l'unica forma di famiglia non trovo assolutamente giusto affermare che quella tradizionale sia l'origine di ogni male. Il tuo post potrà avere descritto anche il comportamento di molte persone, ma non puoi estrapolarne una regola! Più che animali mi sembra che questo modo di fare porta a considerare l'uomo un automa che secondo me è tipico della psicologia.

    Nel commento #10 dici: "La gelosia è automatica perché la posta in gioco è sparire dalla faccia della terra".

    E allora ti chiedo: due persone che si amano e non possono avere figli sono immuni dalla gelosia?
    Vedere l'esclusività del rapporto come un male posso capirlo solo se si intende l'impossibilità di fare o avere amicizie.

    Infine quando dici nella tua risposta al mio commento, che la gelosia "sì, potrebbe essere la paura di perdere le attenzioni dell'amato", mi diventa difficile comprendere come questo aspetto per te sia quasi una remota possibilità. La fine di un amore è una batosta tremenda che innesca automaticamente dei meccanismi di difesa anche nella persona meno gelosa di questo mondo: il primo amore è diverso anche per questo.

    Scusa la lunghezza del commento e se ti ho riproposto anche i tuoi commenti ma è solo perchè mi diventa difficile comprendere.

    Ciao mitica.

    Giuseppe T.

  20. utente anonimo

    L'esclusività del rapporto è anche una necessità, umanamente comprensibile. Nel sogno di un bambino o un ragazzo che vorrebbe essere adottato c'è anche questo, un bisogno d'essere distinguibile, speciale e non uguale agli altri, anche perchè non si sente così e non lo è in effetti.
    E credo che in piccola parte la diversità ci porta a desiderare un'esclusività di rapporti.
    Oltretutto è anche inevitabile che ci siano fratture e rotture nella famiglia perchè è lì che i rapporti sono più intensi, più frequenti, dove altro deve succedere? E nonostante questo le rotture e le fratture ci sono anche estenramente alla famiglia e frequenti esempi di violenza sono lì a testimoniarlo.
    Per esempio, i casi di bullismo:
    emerge una frattura anche lì, tra i valori che si tenta di impostare all'interno della famiglia, ma anche nella scuola e nell'ambiente. E spesso non c'è alcuna frattura perchè sono proprio valori sbagliati o assenti il motivo di episodi bullismo.
    Si potrebbe migliorare la valenza di valori sociali e ambientali, scolastici ecc. così come si può migliorare l'insieme di valori portati dalla famiglia. Allora forse, più che la necessità di abbandonare la forma famiglia, bisognerebbe dire che il lavoro da fare è di sostanza. Senza per altro tentare sostituire la famiglia perchè altri esperimenti si sono dimostrati poco accetti e controproducenti, probabilmente per l'innaturalità di proporre alternative, aldilà dei contesti culturali.
    Esperimenti di comunità volontari o forzose dove i figli sono figli di tutti indistintamente si sono rivelati ben poco graditi, a volte deplorevoli, in ogni caso non in grado di rappresentare un modello migliore.
    Però non c'è, nel sistema famiglia, l'indicazione di non applicare concetti di solidarietà e di amore più estesi e le adozioni ne sono un valido esempio.
    Per quanto riguarda il discorso degli istinti primordiali e necessità evolutive legate alla conservazione genetica, beh, permangono ma subentrano cambiamenti portati dal fatto che l'unirsi non è più sentito necessariamente come finalizzato alla riproduzione, possibile tecnicamente anche senza costruire un sistema famiglia e senza volendo, una partecipazione relazionale dell'altro sesso.
    Tanto è vero che non sono più così rari gli esempi di donne più mature rispetto agli uomini e anche che l'esigenza relazionale non è spinta a svilupparsi nel periodo più fecondo femminile, ma anche molto dopo.
    Le forme "fresche" quindi sono ricercate per altre dinamiche sociali e per altre motivazioni personali, non per assolvere nel modo migliore allo scopo riproduttivo.
    L'indebolimento della distinzione dei ruoli sociali poi influisce anche sui comportamenti che non sono più "stereotipabili" e quindi anche la distinzione tra gelosia femminile e maschile si indebolisce notevolmente.
    E' curioso che si parli di chiusura a riccio della famiglia quando in realtà, dagli strenui difensori della famiglia si imputano responsabilità di danno proprio all'eccessiva apertura della famiglia, al suo allargamento che finirebbe per dilatarlo fino alla rarefazione della forza, del punto di riferimento.
    Se c'è un isolamento (e c'è) non riguarda solo la famiglia, ma anche i singoli ed è relativa al modo di intendere la vita sociale in modo molto diverso da quello che era naturale una volta.
    Esempi? Prima in famiglia si stava spesso tutti insieme, ora invece si tende a denuclearizzare (i nonni da soli o in casa di riposo, i figli per i cavoli loro, tra scuola, cameretta, tv e pc, amici senza partecipazione alle faccende familiari o al lavoro familiare) e dicevo anche i singoli, che insieme agli altri socializzano tramite web o non hanno proprio vita sociale (se si esclude quella nell'ambiente familiare o di lavoro) ecc.
    Credo che questo sia il motivo per cui alcuni soggetti sono maggiormente attratti da attività che danno il pretesto e l'occasione per socializzare, come il volontariato ma anche la partecipazione a sette e via discorrendo. Tutti sostituti di famiglia e consuetudini di vita sociali perse (soprattutto nelle grandi città) che in qualche modo devono essere sostituite per non emarginarsi (e rischiare di non realizzarsi anche).
    Ciao.
    Alieno

  21. Tisbe

    @Raqqash, ho visto il tuo post. Grazie per la citazione 😉
    @ antares666, quoto Antares,anche se non sono nichilista come lui 😉 Ciao Ant
    @ Alieno, l'attenzione, la cura, l'affetto non hanno nulla da spartire con al gelosia
    @Comicomix, Hai colto in modo perfetto il senso del mio post. Ho voluto rimarcare la differente gelosia tra uomo e donna ricercando nelle radici biologiche, inoltre, non sono contraria alla famiglia in sé, ma alla chiusura della famiglia verso il sociale che, a mio avviso, crea distorsioni pericolose
    @hirpus, grazie per la poesia 🙂

  22. Tisbe

    @GipuntoE, un pizzico di sana> gelosia!
    @gaetano, questa versione del blog è molto alleggerita: ho tolto tutto quello che potevo togliere, inoltre, io lo carico facilmente. Non so che dirti…
    @Munchh, sei arrivato prima di me… Grazie 🙂
    @WebLogin, io non ho alternative alla famiglia e, poi, anche se volessi, non sarei in grado di demolirla. So di certo che la famiglia umana è nata per motivi di sopravvivenza e so che può cambiare. Quello che non so è in che modo cambierà.
    2 persone che si amano e non possono avere figli sono esseri umani, e potenzialmente possono essere gelosi quanto gli altri perché portano nel proprio patrimonio genetico l'ordine di imporre i propri geni, per non parlare proprio sulla memoria collettiva dell'umanità che condiziona l'agire e il pensare individuale, riducendo drasticamente la responsabilità del singolo riaguardo gli errori e le mostruosità che può compiere

  23. Tisbe

    @WebLogin, non capisco cosa abbia da fare la gelosia con la perdita. In quest'ultimo caso si tratta della rielaborazione di un lutto, almeno nelle persone più mature. Se muore una persona a te cara, che cosa fai? Non accetti? Vai da Dio gli punti la pistola alla tempia e gli ordini di rimetterla in vita? Oppure, se è qualcosa di ineluttabile a separare, bisogna accettarlo, ma se dipende dalla volontà di qualcuno allora è inaccettabile?
    Il miglior modo per punire una persona che ci lascia è lasciarlo andare…
    E se non c'è bene, e se non c'è amore, che senso ha, pretendere che una persona rimanga al nostro fianco?
    La gelosia è inutile e dannosa!

  24. Tisbe

    @desiderio947, liberarsi di tutti gli strati di pelli accumulati nei secoli è difficile ma non impossibile 🙂
    @ fraba, la gelosia più che estensione di un sentimento è l'umanizzazione e razionalizzazione dell'istinto primordiale alla sopravvivenza…
    Sono un po' testarda su questo

  25. WebLogin

    @Tisbe, io non ho parlato della fine di un amore inteso come lutto! Io parlo del fatto che un amore può finire anche perchè la persona amata può innamorarsi di un'altra persona e quando capita non puoi farci nulla (altrimenti sarebbe ossessione). Però ci sono anche persone che tradiscono e dopo se ne pentono chiedendo al partner di perdonare e continuare a stare insieme: secondo me è questo che c'è dietro alla gelosia. Come ho detto non credo che un tradimento posso essere perdonato, credo che a quel punto tutto sia compromesso e non abbia più senso poichè non ci sarà più fiducia. Io credo che la gelosia sia normale non è normale l'ossessione.

    Per quanto riguarda la tua analisi sulla famiglia tradizionale non la condivido. Io credo che esistano anche altre forme di famiglia, ma questo non è dovuto al fallimento di quella tradizionale che poi per me non è fallita.

    Sono d'accordo sulle origini primitive della gelosia, sul fatto che la famiglia sia nata per istinto di sopravvivenza, ma in tutto questo non ci vedo alcun male. Infine credo che anche una famiglia alternativa nasca dalla sopravvivenza: dalla sopravvivenza dell'uomo alla solitudine.

    PS: Ora mi chiami WebLogin?! …mi sa che ti devo essere diventato davvero antipatico 🙁

    Ciao!!!

    Giuseppe T.

  26. Tisbe

    @Giuseppe T., ma sei permaloso di brutto?
    Io non ce l'ho con la famiglia. Possibile che ogni volta che azzardo un'analisi spietata di un fenomeno umano sembra che io sia l'artefice della sua distruzione?
    E' un'analisi… e niente di più. Puoi condividerla o meno, ma dovresti confutarla con argomentazioni serie non con opinioni personali 😉
    Noi umani abbiamo il difetto di antropomorfizzare tutto. A questo meccanismo non sfuggono i sentimenti. Vogliamo fare uno sforzo? demistificarli e ricercare a ritroso la loro origine? A volte capire i meccanismi della propria psiche aiuta a stare meglio. Sicuramente aumenta l'autostima, e un'autostima alta è la medicina migliore nei confronti della gelosia…
    Certe persone è meglio perderle che trovarle… quando finisce una storia bisognerebbe dirsi queste PAROLE

  27. WebLogin

    @Tisbe, io ho detto che non condivido la tua analisi, posso dirlo? E poi sarei io il permaloso?! Tisbe, sinceramente sei tu che esprimi un giudizio sulla mia opinione, aggiungendo anche quello che non ho detto e soprattutto che non penso.

    Dici che non ce l'hai con la famiglia, allora devo avere confuso il significato di alcuni tuoi commenti (ad es #16) e anche di alcuni tuoi post.

    Quanto alle prove, non mi sembra che quelle che hai fornito siano diverse da un opinione, e non credo che si possano fornire prove, perchè secondo me l'uomo non è un automa e il suo comportamento non può essere racchiuso in statistiche.

    Per me il discorso finisce qua, visto che quello che dico ti sembra poco serio. Puoi dire che sono permaloso, però il mio era solo un tentativo di comprendere una posizione diversa dalla mia, non ho detto che hai torto ma che non comprendo, non condivido, e se ti ho dato un impressione diversa ti chiedo scusa perchè non era mia intenzione, però non mi sembra che hai avuto lo stesso rispetto.

    Giuseppe T.

  28. Tisbe

    @Giuseppe, lo vedi? sei permaloso 😉
    Certo che l'uomo non è un automa, io sono lontana anni luce dalle teorie comportamentiste degli anni '20, ma negli uomini ci sono dei risidui istintuali, che mistifichiamo continuamente pur di nasconderli…
    Riguardo la famiglia, io la tengo sotto osservazione perché credo che l'individuo fragile, all'interno di essa, vada protetto, e solo una società evoluta, che non tratta la "famiglia" come un principio intoccabile e non criticabile, può fare.
    Credo che la famiglia possa essere CRITICATA, credo che non ha nessuna sacralità e credo che come qualsiasi altro prodotto umano sia FALLIBILE
    E non mi sento un mostro nel pensare queste cose…

  29. utente anonimo

    Non sono d’accordo sul fatto che antropomorfizzare tutto sia un difetto davvero. Forse assomiglia più ad un pregio. Antropomorfizzare un animale significa, in fondo, riconoscergli le nostre sensibilità e volendo, molti nostri diritti e garanzie, oltre l’affetto.

    Il contrario invece produce il distacco dall’obbligo morale del riconoscimento di quei diritti e di quelle garanzie e la disaffezione (esemplari l’associazione non ad uomini ma a ratti e scarafaggi di ebrei introdotta dal nazismo o l’associazione a cani e porci per gli infedeli fatta da Corano e fanatici (nella lettura) del testo ecc).

    Allo stesso modo l’uomo o la donna oggetto, fossero intesi in senso più antropomorfo anzichè come pene, vagina o oggetto da esibire..

    Allo stesso modo il tradimento, altro non è che non riconoscere e negare all’altra parte il rispetto e lo stesso diritto che ci si auspica riconosciuto per noi (per esempio alla sincerità, alla correttezza del lasciare prima di tradire ecc).

    La gelosia poi non è solo (o non è più solo) umanizzazione e razionalizzazione dell’istinto originario di sopravvivenza genetica, ma è anche la conseguenza naturale di una progettualità e di un riversamento di aspettative, dove si è “investito” affettività anche ma non solo e per la quale si imposta la propria stessa vita, magari facendo dei sacrifici che, credo sia umanamente comprensibile, scocci vanificare.

    Infine conosco molte persone che, non potendo puntare la pistola contro Dio per far ritornare un caro defunto, hanno interrotto il rapporto intimo che avevano, proprio perchè partiti dall’assunto che è per la volontà divina che uno viva o muoia (quindi è un tradimento e, per coerenza e abbinamento con certo modo dipensare, il tradimento non si perdona..).

    Resta valida invece, per me, la grande differenza tra gelosia e possessività (nel secondo non c’è scambio ed è egoismo avido puro e semplice) e tra gelosia fisiologica e patologica (e da curare da uno bravo che destrutturi, per cominciare, valori culturali errati e nocivi preesistenti).

    Avendo un atteggiamento empirico, devo dire che rapporti e relazioni dove la gelosia è completamente assente non ne conosco molti, ma quei pochi erano caratterizzati da un forte egocentrismo, da una grande autostima ed in fondo all’indifferenza perchè associata all’idea di una non esclusività, all’idea che il rapporto o la relazione non fosse speciale e talvolta, nemmeno importante.

    A me pare anche che, prendendo in esame il comportamento che in genere si ha nelle prime cotte, nel primo amore sia presente in modo fortissimo il concetto di esclusività e anche, sbagliando, di insostituibilità e unicità e che poi, solo poi, grazie all’influenza ambientale e culturale, si arrivi all’idea di una non esclusività e di un ridimensionamento della gelosia conseguente.

    Credo che la soluzione sia un po’ nel mezzo, come spesso accade e nel non estremizzare sentimenti e tutto il resto, gelosia inclusa perchè nociva sia per il “portatore” che della vittima senza alcun dubbio, ma neppure di estremizzare ad ogni costo il culto dell’autostima e “dell’importante è stare bene con se stessi” che spesso e volentieri fanno perdere di vista gli altri a favore di un mascherato (mistificato?) egoismo tipico di una cultura sempre più consumistica (anche nelle relazioni e nei sentimenti), inaridendo o svilendo una delle cose che possono essere belle della vita, come un rapporto d’amore, affettivo che per molti, ma davvero molti, sono naturalmente una via anche per la realizzazione di sè. Quando non è possibile si sopravvive, esattamente come quando si è costretti a fare un lavoro che non ci piace: si continua, sperando e cercando altro o realizzazioni alternative.

    E poi la famiglia cambierà, come ha sempre fatto e sempre farà.

    La famiglia di oggi non è la stessa di quello di una o due generazioni fa(per molti versi per fortuna), dove i sentimenti esclusivi di amore non erano spesso una componente essenziale, ma un di più, che se c’era meglio, se non c’era pazienza, ma dove era presente, più che la gelosia, la possessività (maschile).

    A parte tutto, chi ti tradisce è meglio perderlo che trovarlo perchè inaffidabile ed incapace di assumersi la responsabilità delle sue azioni correttamente (per esempio lasciandoti prima o manifestando prima una sua tendenza già conosciuta e di cui è consapevole).

    Mi rifiuto di pensare che tutto quello che ho scritto abbia valore scientifico essendo un tema così intimo, quindi è soggettivo e opinabile. E lo è anche il mio pensiero che un rapporto di amore completamente assente di gelosia abbia qualcosa di sospetto o non sia sincero, così come un rapporto dove la gelosia non venga razionalizzata e moderata dall’egoismo e dall’irragionevolezza sia un rapporto malato e pericoloso.

    Ma l’amore è un sentimento pericoloso e assomiglia alla follia, altrimenti che diamine di amore è?

    Le cazzate che si scrivono e si dicono e si fanno per amore (non quelle violente intendo) possono esserci solo grazie alla vena folle di quel sentimento.

    Talmente folle che ci si commuoveper una canzone associata al sentimento e alla persona amata, una canzone che altrimenti valuteremmo così: “ma che mer@@ di canzone! Ma chi sente una schifezza simile?”

    In questa irrazionalità, la gelosia trova un senso anche dove, a tavolino, discettando di filosofia e scienza facendo speculazioni astratte e teoriche, parrebbe non averne.

    Per fortuna.

    Alieno

  30. Tisbe

    purtroppo alla tendenza di antropomorfizzare tutto, persino dio, si contrappone un ricorso sempre più evidente alla disumanizzazione degli "esseri umani"
    Io mi preoccuperei di questo!

  31. ermahico

    gelosia? sintomo di sfiducia nel partner e in sè stessi.
    se uno non è geloso può anche darsi che sente la fedeltà del partner come indiscussa e scontata.
    ma forse fa bene, poichè si fida e conosce i sentimenti della coppia.
    zero dubbi in pratica.

  32. utente anonimo

    Giusto Tisbe, preoccupiamoci della disumanizzazione degli esseri umani e il percorso consumistico usa e getta anche di sentimenti ne rappresenta la tendenza insieme a manifestazioni ben più gravi ed esplicite, dalle foto con morto o prigionieri fatte da militari Usa o tedeschi, al taglio di testa del cane-bestia infedele di gusto talebano alla donna lapidata per adulterio (che nel compierlo ha perso in quel modo di vedere la sua umanità) a mille altri. La lista sarebbe lunga.
    Perfettamente d'accordo quindi.
    Sull'antropomorfizzare perfino Dio mi permetto in fondo una qualche riserva: ne permette la comprensione umana ed anche il legame intimo.
    Alieno

  33. Tisbe

    Antropomorfizzare significa attribuire ad animali o cose caratteristiche umane che non hanno. I bisogni di un gatto o di un cane (tanto per rimanere nel noto) sono differenti da quelli degli esseri umani, ed attribuire loro dei bisogni o delle esigenze tipicamente umane con il meccanismo della proiezione significa snaturarli e addirittura danneggerla nel loro vivere "secondo natura"
    dare dignità "ontologica" non significa antropomorfizzare…
    @ermahico, bisogna fidarsi di se stessi. Bisogna autostimarsi "Chi mi lascia, non mi merita" e così sia 😉

  34. Loreanne

    letto tutto e dal punto di vista antropologico è interessantissimo…
    Poi, ognuno di noi, può essere geloso o meno e non sapersene dare una spiegazione razionale…!!!
    Io, l'ometto, lo sono e anche tanto….!!!!!
    🙂
    Sarà il dna sardo????

  35. WebLogin

    Non c'è di che! 🙂 …anche se hai rischiato di perdere un tuo ammiratore …vabbè cmq nei hai tanti! 😉

    Ciao mitica, e una stretta di mano visto che mi dai del Lei 🙂

    PS: E non dire che sono permaloso! 🙂

    Giuseppe T.

  36. WebLogin

    Te ne approfitti?! ;-)) …vabbè riattacco il tuo poster alla parete 🙂

    In questo post non ci siamo proprio capiti, però ribadisco che non c'era intenzione di giudicarti (non mi permetterei mai) o di farti cambiare idea, ma volevo solo comprendere l'opinione della mia maestra preferita 😉

    Ciao mitica e un abbraccio 😉

    Giuseppe T.

  37. Tisbe

    @Giuseppe T., non voglio distruggere la famiglia se è questo che temi e cmq anche se volessi non potrei farlo. Inoltre sono molto legata alla "mia" famiglia ma ciò non m'impedisce di riflettere …

  38. WebLogin

    @Tisbe, inizialmente non capivo la tua opinione a causa di alcuni tuoi commenti (#16) e inoltre mi ero reso conto che eravamo entrambi a non capirci. Poi con il commento #38 (dopo il commento #36 con il quale per poco rischiavi di perdere un tuo grande ammiratore 🙂 sono riuscito a comprendere cosa intendi e sono abbastanza d'accordo almeno per quanto riguarda il discorso sulla famiglia e la società evoluta, un po' meno sulla questione della gelosia. Ti ringrazio per la tua pazienza (almeno dal commento #38 in poi 😉 e ovviamente posso solo immaginare cosa voglia dire rispondere a tante persone, quindi grazie 😉

    Ciao mitica e buona giornata.

    Giuseppe T.

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