Razzismo alla napoletana

Ero a Napoli per ritirare la Mezzaluna d’Oro in qualità di madre fondatrice di Kilombo. Discesa in Piazza Garibaldi sono salita sull’R2 ancora vuoto. Così mi sono scelta una postazione che mi consentisse di tenere tutto sotto controllo: entrate, uscite e via di fuga a portata di piedi. Lo faccio sempre. In qualsiasi luogo in cui vada mi scelgo sempre un posto che mi permetta di dominare i movimenti degli altri e metto sempre al sicuro le mie spalle. Nessuno me lo ha insegnato, seguo solo il mio istinto primordiale, come fa un animale selvaggio che sa di poter essere attaccato. In contemporanea sono saliti, un senegalese con tutti i suoi attrezzi di "vu cumprà" e un ragazzo italiano con una valigia quasi più alta di lui. L’autista ha intimato allo straniero: "Tu no viaggi!", ma il ragazzo ha proseguito come se nulla fosse trovando una sistemazione. A quel punto l’omino dell’autobus è sceso dalla carlinga e in preda ad un attacco d’ira ha sbattuto fuori lo straniero ripetendo ossessivamente: "Tu no viaggi!". Il senegalese ha tentato una resistenza e ha accusato l’autista di razzismo, ma quest’ultimo ha minacciato di chiamare i carabinieri. Nel frattempo, una signora partenopea, seduta davanti a me, cercava di catturare la mia attenzione e di conoscere il mio pensiero in riferimento a quanto stava accadendo. In altri tempi sarei intervenuta a difesa del senegalese, ma l’età mi ha insegnato ad avere pazienza e ad osservare il comportamento umano più che giudicarlo e reindirizzarlo. La signora insisteva sull’ipotesi che il comportamento dell’autista fosse razzista, altrimenti avrebbe proibito la corsa anche al ragazzo italiano, il quale, chiamato in causa, non ha avuto problemi nel dichiarare che anche secondo lui l’autista aveva agito da razzista. Quando il bus si è riempito a sufficienza la signora ha preso coraggio ed ha urlato verso l’omino in carlinga accusandolo di razzismo. Rivolta a me ha detto di non essere intervenuta prima perché temeva di dare vita ad una rissa. Il senegalese supportato da altri avrebbe potuto trovare il coraggio di aggredire l’autista. I passeggeri a quel punto si sono divisi in due schieramenti: in difesa dell’omino e in difesa dell’immigrato. Ne è nata una discussione senza fine. La mia vicina ha cominciato con il ricordare che pure noi siamo stati un popolo di emigranti, poi ha insistito inveendo contro altre signore schierate con l’autista. Senza peli sulla lingua ha ricordato loro che la salsa di pomodoro che mangiano è frutto del lavoro da schiavi degli stranieri. Ovviamente la discussione ha preso pieghe imprevedibili. Si è parlato di multinazionali che sfruttano i paesi del terzo mondo favorendo l’esodo di masse di diseredati; si è parlato di mafia e camorra, di mercato equo e solidale; si è parlato di ingiustizia. Mio malgrado mi sono trovata coinvolta in una commedia napoletana alla De Crescenzo. A Napoli succede anche questo. Succede che anche il razzismo assume toni pittoreschi. Per una volta l’invadenza partenopea e l’atteggiamento chiassoso dei napoletani, che noi irpini poco tolleriamo, è servito a smorzare i toni e a sdrammatizzare un episodio che altrimenti mi avrebbe incupita per tutta la giornata. Sicuramente il senegalese avrà trovato un autista più comprensivo perché Napoli è ricca di tutto, anche di umanità.

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19 commenti su “Razzismo alla napoletana

  1. ermahico

    se il Senegalese era Palermitano gli schieramenti sarebbero stati:
    A)"chiamate l'ambulanza!"
    b)"No! chiamate direttamente le onoranze funebri!"
    C)"Chiudete il finestrino che entra fresco, ops, è sfondato, ma non c'era un autista pocanzi? i soliti assenteisti!."

  2. utente anonimo

    Non capisco: l'autista avrà agito confortato da disposizioni superiori in merito? Perchè in tal caso il discorso andrebbe approfondito.
    Oppure avrà agito di propria iniziativa? Perchè allora, abusando dell'autorità concessa per svolgere un servizio pubblico andrebbe licenziato in tronco con motivata causa.
    Che tristezz
    Alieno

  3. gpdc81

    Non sono i luoghi a determinare un l'idea, in ogni luogo c'è qualcuno a favore e qualcuno contro, qualcuno pro e qualcuno anti. A Napoli non è diverso.
    L'unica cosa è il teatrino, che è consuetudine e non occasionale, ma non in senso dispregiativo, anzi.

  4. WebLogin

    @Tisbe, gli istinti primordiali sono difficili da perdere! 😉

    Bella la tua descrizione di quello che, in modo sicuramente meno pittoresco, è purtroppo la normalità in un paese che non ricorda più il suo passato.

    Ciao mitica, un abbraccio (o una stretta di mano? 😉

    Giuseppe T.

  5. GipuntoE

    istinto primordiale da animale selvaggio? logico, da buona Irpina sei mezza lupacchiotta! ^_^
    Per il resto (autista vs senegalese) il discorso sarebbe da approfondire! con quale autorità l'autista ha potuto far scendere un passeggero? ha forse accertato che era sprovvisto di biglietto? oppure…era semplicemente un razzista…
    Ciao
    PS: buona domenica!

  6. Tisbe

    @bhikkhu, il nordEst solitamente è razzista, senza dirlo
    @zigotecomics, per reindirizzare il comportamento di 2 poliziotti in borghese che importunavano 2 punk spagnoli ho rischiato l'arresto … sai, io sono una che impare e capisco quando è il momento di agire e quando è meglio usare la penna!
    @GipuntoE, ce l'aveva il biglietto, eccome se ce l'aveva
    @ Giuseppe T., va bene anche l'abbraccio, se vuoi anche un becetto (casto però eh!)
    @gpdc81, è stato un bel teatrino, io mi sono quasi divertita, a parte l'increscioso episodio di razzismo
    @Alieno, ha abusato del suo ruolo, di certo!
    @ermahico, paese che vai, usanze che trovi
    @FEOWYN, già
    @ spartacusdue, infatti è stata una coglioneria bella e buona…

  7. utente anonimo

    Abbiamo la memoria corta e la reazione della signora napoletana, seguita da uno sparuto gruppetto forse avrà fatto capire all'autista che 60 anni fa, il comportamento che lui ha riservato allo "straniero", l'avrebbero riservato a lui, negli USA,( dove nelle vignete satiriche eravamo raffigurati come i topi, visto che venivamo dal mare,su navi piene zeppe di italiani dalle valigie chiuse con nastro isolante) in Svizzera ( a cui non si affittavano case ad italiani, specie se con figli, troppo "rumorosi" per cultura), in Germania,( in cui eravamo conosciuti per gran tifosi, in canottiera, facili alle mani), in Olanda ( dove, quando traslettevano le notizie riguardo l'Italia, ponevano in sovraimpressione, sullo schermo, una pistola, perché "eravamo tutti teste calde").Bello il tuo resoconto. Ciao carissima.
    draculia

  8. fraba

    Sono nato e vivo a Napoli. Non per questo mi sento pittoresco, invadente e chiassoso. Scusa tisbe, ma questa volto oso dissentire sulla tua descrizione della gente della mia città. Certo, i fatti che possono in qualche modo giustificare questo tuo ritratto, sono spesso sotto gli occhi di tutti e quindi innegabili. Tuttavia però, mi sento di affermare che quella tipologia di persone, rappresenta una minoranza, chiassosa, molto appariscente ma pure sempre una minoranza.
    Non ritengo giusto quindi accomunare in un unico fascio tutto ciò che di negativo, e forse anche oleograficamente utile un pò a tutti, caratterizza questa città.

    Con immutata stima.
    fraba

  9. Tisbe

    @fraba, ma dai! Se non perdo occasione per parlare male degli irpini!
    Non faccio altro che evidenziare la topografia cognitiva del mio popolo… non c'è espressione di giudizio nel mio post. Ho fatto come Verga: da buona verista ho descritto i fatti 😉
    @ draculia, quello che hai scritto nel commento è tutto vero
    buona domenica 🙂

  10. marzia

    Ma sai che mi son stupita leggendo questa manifestazione razzista?
    Forse perchè credevo Napoli immune, o forse perchè la mia città ancora non vive atteggiamenti così.
    Almeno che io sappia.

  11. utente anonimo

    @Tisbe – In qualche caso può essere saggio osservare anziché intervenire immediatamente e con decisione.

    Considera però che le vittime degli abusi soffriranno del mancato aiuto di chi avrebbe potuto e saputo darlo più di quanto non debbano già soffrire la violenza da parte di certi soggetti irrecuperabili.

    Einstein considerava i tedeschi che accettarono il nazismo senza esser nazisti più colpevoli di chi aveva stupidamente creduto nelle follie del III° Reich.

    C'è molto ottimismo nel tuo "sicuramente". Io avrei più prudentemente scritto "forse" il senegalese avrà trovato un autista più comprensivo. "Sicuramente" quell'autobus che voleva prendere lui non l'ha preso. E per me che sono cattolico lui era Gesù e la signora che temeva la rissa era il codardo Simon Pietro nell'ora in cui i galli cominciano a cantare.

    Tommaso

  12. marissamora

    Tutto normale. anzi no:
    stanno preparando la guerra tra poveri partendo dal sud.
    qua nel profondo nord una scena del genere sarebbe finita in questura e l'autista del bus rimosso per qualche giorno dal suo incarico…salvo reintegrarlo a furor di popolo.

  13. utente anonimo

    A Tisbe, hai visto che cos'hanno combinato i milanesi al povero Abdoul per un paio di biscotti, hai visto i tuoi pittoreschi quanto bravi napoletani, quelli di Castelvolturno agli africani, 7 morti ammazati?
    Io voglio vedere ancora uno che mi venga a dire che gli italiani non sono sostanzialmente razzisti perchè anche loro hanno vissuto pare le stesse rogne.
    Alcuni neo italiani pero ci hanno creduto ai Maroni ai Bossi e a tutti quei bastardi della Lega, di Berlusconi, di AN, credendo che in fondo erano gente di buon senso. Invece non, loro sono la vera natura del popolo italiano, il resto è tutto finto, falsa civiltà da pizzaiolo. Ho sempre ricordato che gli italiani dovevano essere tenuti d'occhio perchè spesso la natura, repressa dalle base americane sul territorio nazionale, torna a fior di pelle. Speriamo che Obama, se vince, ci mandi un qualche ambasciatore nero al Quirinale. Tie!

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