Come produrSi energia elettrica

Nei miei ricordi affiorano i discorsi sull’energia con mio fratello che vive in Germania. Allora sembrava un’utopia che anche in Italia fosse approntata una legge che liberalizzasse la produzione di energia. A distanza di anni il bel paese ha offerto una possibilità ai suoi cittadini, tuttavia la faccenda non è stata affatto pubblicizzata, come avviene altrove, e buona parte dei cittadini è all’oscuro dell’esistenza di leggi che permettono la produzione di energia elettrica anche a privati. Vi posto alcune notizie utili.

 Ti piace questo post? Votalo su OkNotizie

 

18 commenti su “Come produrSi energia elettrica

  1. utente anonimo

    il governo dovrebbe maggiormente incentivare e finanziare i pannelli dei privati: mi pare che questa sia l'intenzione.
    E' strano che i paesi del nord Europa siano i maggiori fruitori di questo tipo di energia e noi, soprattutto dell'Italia del sud (con tutto il sole che abbiamo) non ne approfittiamo.
    E' importante, Per0 vedo in giro sempre più impianti per l'energia eolica.
    Sempre troppo pochi.
    laura

  2. WebLogin

    Anch'io sono per i pannelli fotovoltaici, però credo che dovrebbero fare di più, magari anche imponendo alle nuove case la costruzione dei pannelli e dando gli incentivi per la loro installazione.

    Giuseppe T.

  3. desiderio947

    Il tu post mi offre il destro x riproporti un mio post del 29 gennaio 2006.
    Una proposta anticrisi energetica.
    Vorrei provare ad uscire dalla logica di inseguimento delle comparse mediatiche della campagna elettorale in corso, avanzando una proposta di ristrutturazione bioenergetica di tutti gli edifici pubblci.
    Ho seguito nel pomeriggio del 28 u.s. un servizio su Rai Tre di un progetto di ristrutturazione di un edificio scolastico, messo a punto dai ragazzi di una scuola di Napoli, assistiti da tecnici esperti, che prevede un ammortamento decennale di un impianto di risparmio energetico a fronte di un risparmio di almeno €10000 annui. Pertanto credo utile suggerire il varo di un programma esteso a tutto il territorio nazionale, che preveda l’installazione in tutti gli edifici pubblici di sistemi integrati di produzione di energia da fonti rinnovabili: fotovoltaico e geotermico. Ci aggiungerei l’obbligo di dotare tutti i nuovi edifici di sistemi di produzione energetica biorinnovabili.
    È chiaro che un programma del genere richiede di essere assunto come una delle priorità, all’interno di un progetto di politica energetica di vasto respiro che punti all’integrazione delle varie fonti energetiche oggi sul mercato.
    Come dimostrato dal progetto elaborato a Napoli, un programma del genere, per il fatto di richiedere un tempo di ammortamento di soli dieci anni, oltre a risultare un ottimo investimento economico, – il tanto decantato e mitico mattone, richiede un tempo di ammortamento di vent’anni-, ci permetterebbe di avviare da subito e a costi economicamente vantaggiosi, un programma di diversificazione delle fonti energetiche, ma ancor più ci permetterebbe di avviare un nuovo corso di politica di collaborazione internazionale basata sul riconoscimento della parità dei diritti fra tutti i popoli.

  4. Alessi

    ai ragione,di questa cosa non sapevo assolutamente nulla.avevo sentito di una nuova azienda di energia perchè mio padre ha un'azienda e c'erano degli incentivi,ma nulla di più.
    brrraaaaava.ti voto!

  5. Tisbe

    @ermahico, ti riferisci all'altro post? 😉
    @Alessi, pensateci!
    @desiderio947, grazie per le preziose info 🙂
    @riformista, bene
    @ Giuseppe T., adesso costano solo un decimo di prima… si può fare!
    @laura, incentivare ed informare 😉
    @smemorato, 🙂

  6. mammamatta

    Ciao, Tisbe. Ti ho risposto, commentando la foto di Stella, ma, dal momento che non lo vedo negli ultimi commenti, ti avviso così lo cerchi…in qualsiasi posto del tuo blog sia finito :-)))

  7. Tisbe

    @mammamatta, il commento è alla foto di Stella 😉
    @orematt, bisogna aspettare un po' perché ci sono delle grosse novità, leggi il primo link 😉

  8. ggraceffa

    A differenza delle famiglie tedesche, qui in italia possiamo solo compensare la produzione ottenuta con quella che consumiamo, il di più prodotto se lo intasca lo stato gratis. E visto l'alto costo dell'impianto non so se conviene. Io credo che lo stato dovrebbe incentivarci pagandoci ciò che andremmo a produrre in più.
    Invece di pagarlo ai fornitori esteri riconoscere qualcosa alle famiglie italiane non guasterebbe di certo, sopratutto oggi che è così difficile arrivare a fine mese.

  9. utente anonimo

    In merito a questo problema i miei colleghi nel sud Sudan hanno costruito una scuola apponendo sui tetti tanti pannelli fotovoltaici. Risultato non solo mille bambini hanno una scuola ma tutta la città (o almeno diversi quartieri) hanno l'energia elettrica pulita e completamente gratuita. Se questo sistema venisse applicato anche da noi ci sarebbe una produzione di energia decisamente superiore alla richiesta o comunque sufficente all'uso domestico. Il problema sono i costi dei pannelli (intorno ai 7.000 euro a Kw) e al fatto che non ci siano adeguati incentivi oltre che naturalmente un programma serio di sensibilizzazione.
    Elisa

  10. Tisbe

    @Elisa, con le nuove celle in polimeri il prezzo iniziale si ridurrebbe a un decimo e quindio tutto sarebbe più fattibile 😉

  11. utente anonimo

    beh questa è una cosa della quale mi intendo poco. Conosco i costi perchè ho visto le fatture dei pannelli e perchè i ragazzi si scervellano per trovare una alternativa più economica. Loro ci mandano anche i pozzi con dei motorini a energia fotovoltaica. In quel caso sono riusciti (non so come) a trovarli a Kampala (in Uganda) e a pagarli di meno ma i pannelli grossi quelli che servono per produrre parecchia energia li devono comprare in Europa e tra costo effetivo e trasporto vengono a costare un sacco. Ci stanno diventando matti per trovare una fonte alternativa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *