Le aporie del bipolarismo e la morte della sinistra

Qualcuno ne sarà contento. Molti saluteranno con calore il nuovo quadro politico che si va delineando all’indomani della prima fase elettorale francese. Gli estremismi sono cancellati, definitivamente vinti, e gli elettori manifestano un forte bisogno di centro, di certezze e di moderazione. Alla fine è arrivata la sfida che tutti i sondaggi avevano ampiamente pronosticato. Al ballottaggio del 6 maggio per le presidenziali francesi approdano, infatti, i due favoriti della vigilia, l’ex ministro dell’Interno, Nicolas Sarkozy (conservatore), che ha ottenuto il 31,11%, e la candidata socialista Segolen Royal, con il 25,84%. A differenza delle previsioni c’è stato, invece, il crollo del leader dell’estrema destra Jean-Marie Le Pen che ha raccolto il 10,51% dei voti e l’affermazione del candidato centrista Francois Bayrou, attestato attorno al 18% dei voti. Anche la sinistra radicale ne esce ridimensionata e a giocare il ruolo dell’ago della bilancia sarà proprio Bayrou. Quindi è caccia aperta ai voti moderati. Il bipolarismo imprime al sistema politico una forza centripeta e a farne le spese, oltre all’estremismo di destra, c’è la vera sinistra, quella che dovrà fare i conti con la propria estinzione, e dovrà cercare le radici della propria identità, da consegnare alle nuove generazioni.

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4 commenti su “Le aporie del bipolarismo e la morte della sinistra

  1. utente anonimo

    Sai, sono un po' perplesso quando leggo di questioni di identità, di sinistra o di destra. Di tutte le cose in cui potrei vagheggiare identificarmi, dovermi identificare in una ispirazione politica mi pare la meno significativa. Ovvero: la politica è lo strumento per poter fare quello che ci rende uomini, non è il fine. Sicché dire io sono di sinistra o di destra mi può star bene come forma riassuntiva: ma la mia "identità" il mio essere "io" non è determinato dallo strumento che ritengo più adatto per essere "me stesso" (oddio ho detto me stesso… vabbé è mattina presto chiedo venia). Ma forse è solo una pippa "filosofica".

  2. Tisbe

    @Etienne, io non ho mai avuto problemi con la mia identità politica, ma non perché esista un partito o un'ideologia che mi rappresenti in toto. Il mio esercizio è di pensare ad essere di destra. Pensare ai principi della destra, a quelli di uno stato liberale o liberista (checché se ne dica la differenza è davvero minima) e scopro che non posso farlo. Non posso stabilire per principio che un uomo abbia il diritto di essere SUPERIORE in qualsiasi campo ad un altro uomo. E' questa radicale consapevolezza che fuga ogni mio dubbio e fa di me una donna di sinistra a tutti gli effetti. Non politicamente, perché la politica e i politici, anche di centrosx, mi fanno venire l'orticaria, ma moralmente, io sono di sx.
    L'Etica di sinistra si fonda sull'equità e dal mio punto di vista è radicalmente superiore ad ogni forma di etica sviluppata dal pensiero umano fino ad oggi. Un uomo saggio, un uomo giusto non può che essere INTERIORMENTE di sx.

  3. spartacusdue

    E forse pensi che quest'etica di sinistra abbia abbandonato chi invece ritiene di dover sperimentare il P.D., o meglio il futuro, perché per ora c'è solo l'avvio di un processo a mio giudizio ineluttabile. Comunque, in Francia, da noi e dovunque sarà sempre meglio un governo di centro sinistra che non uno di destra. Io vorrei che non fossero solo le idee ma anche, e soprattutto, i bisogni delle persone ad essere al centro del dibattito… poi ciascuno si autodefinisca socialista, comunista, moderato di sinistra, o di centro… non sono le denominazioni, ma la azioni. Concentriamoci su queste e spingiamo perché siano realizzate quante più aspirazioni sarà possibile.

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