L’uomo buono

E’ l’uomo che rispetta l’altro come se stesso. E se nasce un bambino nella vostra famiglia non gli imporrete la vostra ideologia. Forse siete musulmani o indu; se vi nasce un bambino, non gli imporrete di diventare musulmano o hindu, perché se glielo imporrete, non sarete rispettosi nei confronti del bambino. State sfruttando l’occasione solo perché il bambino è indifeso e dipende da voi. Deve seguirvi. Se andate al tempio o in chiesa e lo portate con voi, dovrà dirvi di sì, perché è importante per la sua sopravvivenza, qualsiasi cosa diciate dovrà confermarla. Se sfruttate questa situazione state manipolando un bambino indifeso. Forse è vostro figlio, ma lo state manipolando. Se il mondo consistesse solo di uomini buoni, i bambini sarebbero completamente liberi, senza imposizione di alcuna religione. Non ci sarebbero cristiani, hindu e musulmani al mondo: ci sarebbero solo brave persone che crescono e scelgono solo ciò che detta il loro cuore. (Osho)

21 commenti su “L’uomo buono

  1. utente anonimo

    E' importante dare delle indicazioni ai figli, altrimenti si verrebbe meno al dovere di essere genitore; accompagnare un figlio in Chiesa (nel caso dei cristiani) non significa necessariamente manipolarlo, ma semplicemente indicargli una strada, e sarà poi lui a decidere se continuare a percorrerla. Credo che la bontà derivi da altre abitudini, da altri insegnamenti, da altri condizionamenti. Se si è un buon cristinano o buon indù o un buon musulmano, si è di norma anche brave persone.
    Crescenzo

  2. Loreanne

    "…E se nasce un bambino nella vostra famiglia non gli imporrete la vostra ideologia…."
    Assolutamente d'accordo, perche' siamo per la tolleranza assoluta, il rispetto e il confronto. Qua, poi, si parla di religioni, e non ci sogneremmo mai di imporre qualcosa. Compreso il nostro ateismo…
    Sarebbe drammatico, pero', scoprire un qualsiasi bimbo nato nella famiglia che, crescendo, coltiva idee destrose(difficile da pensare, dato che i valori delle persone piu' vicine tendono verso una continuità..)!!!!!!!
    In quel caso, sono ammesse alcune lezioni pedagogiche, tolleranti, pacifiste di persuasione!!!!
    E' fatto a fin di bene!!!!

  3. cretaefaci

    credo che il dovere di un buon genitore sia quello di imprimere insegnamenti educativi. E' chiaro che poi sta alla personalità del discepolo discernere l'educazione dall'ideologia. Questo in un contesto democratico, ovviamente. Ma la dove cio non può avvenire per motivi appunto religiosi, di cultura, di chiusura, di grettezza… beh, prima bisognerebbe effettuare un lavaggio del cervello agli educatori… lo vedo duro e improbabile. Giusto per chiarire, il contesto democratico non è necessariamente prerogativa occidentale, io lo intendevo tra le mura domestiche. Così come le molte motivazioni sul contrario… conosco moltissimi "talebani" occidentali…
    buongiorno e buona settimana a tutti.

  4. moltitudini

    difficile stabilire cosa , da parte di un genitore verso il figlio, sia legittimo atteggiamento educativo e cosa invece illegittima imposizione…non vi pare?
    ANche perchè quasi "nulla" di ciò che viene trasmesso attraverso "l'educazione" è naturale, si tratta di cultura, e quindi di prodotto umano.

  5. Tisbe

    Difficile non condizionare. E' difficile pensare che ciò che è auspicato da Osho possa realizzarsi. Persino l'esperimento de "L'Emilio" si è rivelato inattuabile.
    @Crescenzo, io condivido la scelta della mia amica: non battezzare la figlia e non avviarla a nessun credo religioso, nemmeno all'ateismo, so anche che io nn avrei altrettanto cotaggio.
    @pazyryk, convengo…i veri spirituali erano gli indiani d'America
    @Loreanne, mi ripeto è davvero difficile riuscire a non condizionare, anche mettendoci buona volontà
    @cretaefaci, un genitore, secondo me ha il primo dovere di lasciare libera di esprimersi la personalità di un altro soggetto anche perché non è detto che l'abitus morale del genitore sia sempre giusto. Ci sono famiglie che non meriterebbero nemmeno di avere figli…

  6. elektraNatchios

    ogni genitore insegna ai figli ciò che ritiene più giusgo. se un genitore è religioso, (un fedele che ha ragiunto la sua attuale posizione dopo aver meditato e scelto ciò che più riteneva giusto e vero), allora cercherà di infondere nei suoi figli quella stessa fede perchè lui la considera la salvezza. sarebbe un pò come chiedere ad un genitore di nn dire ad un figlio che il fuoco brucia perchè lo deve scoprire da solo e perchè secondo una certa interpretazione filosofica le ferite da ustione possono essere purificatrici.
    poi è ovvio che se il figlio vuol cambiare strada, un genitore nn deve impedirglielo con la forza o col ricatto, ma spero che qui si stesse parlando di genitori ragionevoli, altrimenti qualsiasi discorso è inutile se ci riferiamo a dei dittatori!

  7. cretaefaci

    scusate… e io che ho detto? il genitore deve dare sani principi educativi intesi come rispetto del prossimo e della corretta convivenza sociale, e non si prescinde. Poi la personalità è propria dell'essere e non deve essere affossata anche se veleggia in direzione opposta. Forse non so esprimermi, o scrivere…

  8. Tisbe

    @Molti, mi hai preceduto di un nanosecondo…
    @elektraNatchios, il problema grosso è che spesso i genitori non sono giusti, ma è anche difficile stabilire a priori cosa sia giusto e cosa no, in un campo delicato come quello educativo. La verità è che anche a nascere ci vuole fortuna. Cmq io sono per un'educazione libera. Poche leggi pochi limiti ma imprescindibili
    @cretaefaci, come si vede che sei irpino, direi altoirpino: sei permaloso da afre paura…ma chi ti ha dato torto? Ho solo ricalcato favorevolmente quello che hai scritto. E tranquillizzati un attimo…

  9. elektraNatchios

    Tisbe bisogna comunque stabilire una linea educativa, soprattutto per i bambini piccoli. il tempo delle discussioni e dei dubbi viene dopo. io già a 5 anni contestavo l'autorità dei miei genitori, ma le cose che mi hanno insegnato alla fine sono quelle che mi permettono di nn essere una disagiata. poi, per il resto, ho messo in discussione tutto e ho stravolto tutto, però le cose che loro mi hanno insegnato essere giuste per me lo sono tuttora.

  10. valentay

    Ciao Tisbe.
    Non sono molto d'accordo con questo pensiero perchè in verità amare una persona significa prendersene cura e se siamo convinti che portandolo in chiesa come a passeggio o al mare possa fargli bene, allora perchè sentirsi in colpa. QUando sarà grande e avrà una sua testa deciderà per sè stesso tante cose.
    Un bacio
    Nuvola

  11. Tisbe

    @elektraNatchios, in effetti anche io quando discuto con i miei fratelli di ciò che abbiamo avuto o non avuto dai genitori faccio notare che se siamo delle persone portatrici di sani valori e di un rigore morale poco comune è merito anche loro, tuttavia non posso fare a meno di notare che, per noi, essere così o essere diventati così è stato causa di sofferenze, e per certi versi lo è ancora. Affettivamente (con una eccezione) siamo un disastro…La verità è che la famiglia crea ed uccide, ha questo doppio potere.
    @cretaefaci, ops, allora sarai sicuramente più simpatico 😉
    @nowhereman1, è il mestiere più difficile, ma solo se si è consapevoli…
    @Forli, hai perfettamente ragione, ma in questo caso non mi riferivo specificatamente alleducazione ma alla religiosità spirituale deglki indiani d'America…
    @valentay, più che non essere d'accordo io lo trovo poco realistico, a dire il vero perfettamente utopistico. Non si può non essere condizionati!

  12. Nakikaze

    Condivido questo pensiero, assolutamente!
    Verso l'età di 13-14 anni, mi sono accorta che io non credevo in Cristo, nonostante fossi stata educata come cristiana. Per un anno ho fatto finta di nulla con mia nonna (i miei non sono praticanti, mia nonna invece anche troppo!!!), andavo in Chiesa solo per farla stare tranquilla, anche se io interiormente stavo malissimo, mi sentivo un'ipocrita, cosa che io odio in assoluto! Alla fine ho smesso di andare in Chiesa, di definirmi cristiana, di fare ciò che gli altri vogliono che io faccia… ho una fede tutta mia, per molti assurda, ma è la mia e adesso sto bene.

  13. WebLogin

    Effettivamente è una grande imposizione quella della religione, ma non è l'unica. Io credo che i genitori devono fare delle scelte per i propri figli quando i figli non hanno l'età per fare delle scelte. In fondo la religione è un po' come il paese in cui si vive da bambini: sono i genitori a scegliere quando i figli non hanno l'età per farlo, ma poi sono i figli (e la vita) a scegliere dove vivere. La scelta fatta dai genitori potrà risultare "giusta" oppure no: "La verità è che anche a nascere ci vuole fortuna" 😉

    Ciao e buona notte

    Giuseppe T.

  14. utente anonimo

    Qualcuno disse (forse Yung) circa questo: "…L'uomo crede negli extraterrestri e li ritiene più intelligenti di lui, non guerrafondai ( questa sarebbe la ragione che li spinge a non cercano "incontri istituzionali" ed ufficiali).
    L'uomo crede in dio e lo ritiene buono, giusto, Perfettissimo…perchè non crede in se stesso ed è consapevole della propria immaturità e imperfezione …"
    Ciao.
    Sefossi…

  15. ermahico

    essere genitori è il mestiere più difficile del mondo.
    ma Osho quanti figli aveva? ne aveva?
    a me basterebbe in un futuro che mio figlio sia leale con la vita, in tutte le sue forme. il resto verrà da sè. anche se fosse un ladro sarebbe sempre mio figlio e lo amerei lo stesso, basta che non si faccia beccare… almeno dimostrerebbe che una cosa la sa fare bene 🙂 scherzo. anche se mi sa che rinasce Attila o Spartaco.

  16. Comicomix

    "I vostri figli non sono figli vostri.
    Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sè stessa.
    Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
    E benché vivano con voi non vi appartengono.
    Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
    Essi hanno i loro pensieri.
    Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
    Esse abitano la casa del domani,
    Che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
    Potete tentare di essere simili a loro,
    Ma non farli simili a voi:
    La vita procede e non s'attarda sul passato.

    Voi site gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
    L'arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,
    E vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
    Affidatevi con gioia alla mano dell'arciere;
    Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco."
    Kahlil Gibran

    Ricetta difficile, ma è l'unica se li si ama davvero. Da applicare, anche con le inevitabili contraddizioni dell'essere umano.
    Un sorriso genitore
    Mister X di Comicomix

  17. franMc

    questo è quello che mi son ripromessa di fare come genitore.
    allo stesso tempo, però,mi rendo conto che la religione (specialmente quella cristiana)è ovunque, e si da spesso per scontato si aderisca ad essa.
    vorrei quasi poter proteggere mio figlio da queste "contaminazioni".
    e non so se sia giusto.

  18. Tisbe

    @Giuseppe T., in effetti è vero: ci vuole fortuna
    @Sefossi…, mi ci ritrovo in quelloche hai scritto. Ricorda: qui sei sempre il benvenuto 🙂
    @ermahico, è difficilissimo, ma bisogna abituare i bambini a scegliere e a subire le conseguenze delle proprie scelte: buone o cattive 😉
    @ Mister X di Comicomix, grazie per avermi ricordato questo bel brano di Gibran che è tra i miei preferiti 🙂
    @ borisambrosone, brava gente gli atei: sono molto più affidabili 😉
    @franMc, credo che sia giusto insegnare a ragionare con al propria testa e non con quella della massa

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