La sfida dei Cyberdissidenti

C’è tanta repressione nel mondo, e noi tendiamo a dimenticarcene. Siamo così affannati nel perseguire stupidi scopi consumistici che non abbiamo più il tempo per pensare. Soprattutto non abbiamo più la volontà di essere liberi. Non siamo capaci di lottare per i nostri diritti più autentici, ma non esitiamo ad uccidere il vicino di casa che fa rumore o ha un cane che abbaia, e non esitiamo ad aggredire chi ci soffia il parcheggio o ci vuole passare davanti in una fila. Combattiamo per le cose stupide e meschine e dimentichiamo di combattere per i nostri inalienabili diritti di libertà. Siamo drogati, drogati di consumismo e di falsi problemi, e siamo infelici, terribilmente infelici. Il mondo di internet è uno dei pochi in grado di risvegliare le coscienze. Noi siamo l’avanguardia di una nuova specie umana, e abbiamo il dovere morale di combattere perché internet rimanga un luogo dove si possano denunciare comportamenti illeciti, soprattutto governativi.

Ho scritto questo preambolo per ricordare una piccolissima vittoria nel mare delle ingiustizie globali. 2 anni fa, dopo 3 anni di duro carcere, è stata liberata la cyberdissidente Fathimath Nisreen adottata da Amnesty International. Era stata arrestata per aver compilato e diffuso Sandhaanu, una newsletter online sugli abusi dei diritti umani e la corruzione nelle Maldive. Non so nulla di  Mohamed Zaki, Ahmad Didi, e Ibrahim Lutfy, arrestati, all’epoca dei fatti, insieme alla ragazza. Chiunque sapesse qualcosa è pregato di parlare e di informare.

7 commenti su “La sfida dei Cyberdissidenti

  1. Comicomix

    E’ verissimo: Non abbiamo più voglia di libertà.

    Gaber ha detto: “Ma con tutte le libertà che avete, volete anche la libertà di pensare?”

    Un sorriso pensieroso

    Mister X di Comicomix

  2. ermahico

    nella vita reale riconosco di avere a disposizione più di me stesso con cui affrontare il mondo.
    ho un poco di tutti i blogger con cui scambio idee migliorandomi.
    chi non è un blogger, butta dalla finestra la possibilità di sapere
    ed essere di più.

  3. utente anonimo

    il 22 febbraio 2006 Ahmad Ibrahim Didi e Naushad Waheed, due prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International, sono stati rilasciati. Didi era stato condannato all'ergastolo nel 2002 per la sua partecipazione a una newsletter elettronica, "Sandhaanu". Waheed, artista e fumettista, era stato arrestato nello stesso anno per aver contattato Amnesty International e aver espresso opinioni critiche nei confronti del governo.

    Ely

  4. WebLogin

    Confermo quello che ha detto Elisa. Inoltre ho trovato che Ibrahim Lutfy è riuscito a evadere, nel 2003, e vive attualmente in Svizzera.

    Giuseppe T.

  5. WebLogin

    Mohamed Zaki è stato liberato nell'agosto del 2005.

    "L'arcipelago delle Maldive è da molti considerato un Paradiso terrestre, la vacanza per antonomasia, ma – denuncia l'associazione Reporters sans Frontières – il governo locale è uno dei più repressivi al mondo in materia di libertà di espressione su Internet."

    E' vero, "non siamo capaci di lottare per i nostri diritti più autentici". Internet è grande, anche se negli ultimi tempi ne ho lette di notizie per essere preoccupato 🙁

    Ciao mitica, un abbraccio.

    Giuseppe T.

  6. silco

    OKNO è inumano, scorrono le più infime bassezze e non si ha il tempo di sentirne il tonfo…è un'altalena di sentimenti.
    Ho paura che l'atrofizzazione sia vicina.

    Che ne tici Tisbe?

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