Un progetto perdente per un valore aggiunto

ImmagineT&PIeri sera sono tornata a casa dall’ufficio, piuttosto tardi. Sul porta pc ho visto un foglietto. C’era disegnato un cuore e c’era scritto: «Mamma T.V.B.». Queste sono soddisfazioni!

Ho puntato su un progetto perdente, perché, per le "vere" famiglie di serie "A", puntare su un diversamente abile è un progetto perdente, ma io sono coraggiosa. Oggi posso essere fiera di me. In un momento delicato come l’adolescenza mantengo con mia figlia un rapporto privilegiato che, in quanto a qualità, è nettamente superiore a quello di qualsiasi altra madre di serie "A". Non siamo una "vera" famiglia, ma ho scoperto come trasformare un difetto in un valore aggiunto, e sono contenta perché in tutto questo ho saputo trovarci l’opportunità di crescere interiormente come persona. In questo progetto perdente ho saputo trovare l’occasione per evolvermi spiritualmente e per diventare una persona migliore, rapita dall’autenticità della vita e distante dallo squallore della mediocrità e della meschinità. Non mi sono mai impuntata sulla forma, io ho puntato dritto dritto alla sostanza. Non siamo una "vera" famiglia nella forma, ma nella sostanza molti dovrebbero venire a lezione da noi.

43 commenti su “Un progetto perdente per un valore aggiunto

  1. utente anonimo

    …siete grandi, tu e Pekeke… Baci a tutte e due!

    Domani parto per la Toscana. Ci si vede la prox settimana, promesso!

    Buon week-end!

    Carmen

  2. Comicomix

    Sei una gigante, siete dei giganti…

    Io ho una famiglia “tradizionale”, mi ci trovo bene, mi ha aiutato quando la vita ci si è rivoltata contro e il mondo mi (ci) è crollato addosso, perchè c’é rispetto, amore e tolleranza. Ecco, forse per questo non abbiamo mai pensato che la nostra era l’unica forma possibile di amore, che potesse confliggere o distruggere gli altri tipi di amore.

    Mi è stato insegnato (e cerco di insegnare) che l’amore chiama amore, il rispetto chiama il rispetto. Discirminare qualcuno rispetto a qualcun’altro, chiedo scusa, ma ho qualche difficoltà a pensare che sia amore.

    Un sorriso ammirato.

    Mister X di Comicomix

  3. marysamba

    Adoro quella foto!!!!!!Sai ogni tanto leggo il blog di tua figlia,e' trovo i suoi post veramente dolci e teneri quando parla delle sue cotte,delle sue amicizie e antipatie…Che meraviglia quell eta', dove vedi tutto rosa e tutto nero…la via di mezzo non esiste……

  4. utente anonimo

    Ho perduto la poesia della vita da molto tempo, poi una persona speciale ha risvegliato in me la voglia di vivere al meglio: oggi per caso sono entrato qui ed ho visto la foto e letto ……….. sei la poesia della vita.

    ciao Francesco

  5. WebLogin

    Tina, sei davvero una bella persona, molto coraggiosa ma anche molto generosa e ti ringrazio di avermi aiutato a capire. Nonostante credo che la famiglia tradizionale non sia l'unico modello di famiglia, è solo leggendo il tuo post che capisco quanto possa essere mortificante sentirsi dire che la propria famiglia è una famiglia di serie b o che non è una vera famiglia. Se la tua non è una famiglia allora non so davvero quale sia il significato di questa parola. Il tuo non è un progetto perdente, i perdenti sono le persone che fanno della famiglia solo una questione di forma.

    Un caro saluto a te e a tua figlia.

    PS: Davvero una bellissima foto.

    Giuseppe T.

  6. zandegu2

    Complimenti! non nell'ideologia senza calore e comprensione di tutti gli altri delle mille diversità, si trovano i valori, ma nella vita concreta, nel gesto quotidiano – come il tuo- di amare un "figlio", un uomo o una donna. Ciao con ammirazione.

  7. utente anonimo

    Hai raccontato una storia che fa bene al cuore, e che rende onore alla tua determinazione. Dalla tua storia, però, poco spunto può trarre chi vuole materiale per il week end laico. Tu dici: puntare su un diversamente abile è un progetto perdente. Già, ma chi è che giudica perdente questo progetto? Chi lo definisce un progetto di serie b? Vedi, quando una coppia viene a sapere di attendere un figlio malato o affetto da pesanti menomazioni, deve scegliere di tenerlo o abortire. A me risulta che la cultura cattolica indichi con forza la scelta dell’accoglienza di quella vita. Sulla cultura laica, non giurerei. Ma anche quando una madre (in attesa) è sola, perchè il padre è un vigliacco o semplicemente uno sconosciuto, deve scegliere se tenere o meno il bambino. Anche in questo caso è chiaro l’orientamento della cultura cattolica. Altro che serie b. Tu sei una donna sola e una madre che ha dovuto affrontare il disagio di una figlia: due volte di serie A. Ma per una certa cultura (sia essa progressista a prescindere o consumistico-edonistica) tua figlia poteva pure non nascere. Privando te e, sono certo, centinia di altre persone, di una presenza irripetibile e meravigliosa.

    Crescenzo

  8. Tisbe

    @Crescenzo, spero che tu ripassi di qua per leggere la risposta. E’ l’ipocrisia dei cattolici che fa male. A parole difendono la vita, ma con i fatti discriminano. Posso assicurarti che gli unici a discriminarmi e a trattarmi male sono stati i cattolici. Quelli che vanno a messa la domenica, quelli che vanno in processione, quelli che si sentono come quel fariseo che guarda con disgusto il pubblicano.

    Sì, sono contro l’aborto, ma poi non esitano a farti sentire un mostro.

    Sì, sono contro l’aborto terapeutico, ma poi ti schivano perché chissà quale colpe nascondi per aver pagato un certo prezzo.

    Ne ho sentite di tutti i colori e devo per forza di cose dire che il cattolico medio è razzista, discriminante, e persino cattivo. Inoltre è superstizioso all’ennessima potenza.

    Credo che se fossi vissuta in una città meno cattolica, sarei stata meno sola. Credo che avrei trovato più sostegno e comprensione. I cattolici sono superbi con quella loro aria di essere migliori e… non ti aiutano.

    Mi dispiace ma io ho una pessima idea dei cattolici maturata con l’esperienza vissuta.

  9. Tisbe

    A tutti quanti un grazie. Un abbraccio fortissimo.
    A Crescenzo aggiungo, se davvero le famiglie come me non sono discriminate dalla Chiesa, allora perché non ci vogliono permettere di avere eguali diritti? Perché?
    Non credi che rifiutare un aiuto legale ed economico equivalga a discriminare NEI FATTI una famiglia che non corrisponda a quella canonica?
    Non credi che se io non voglia più sposarmi avrei comunque tutti i diritti per sentirmi tutelata?
    Cioè, a cosa serve dirmi che sono di serie "A" e poi trattarmi NEI FATTI da serie "Z"?

  10. utente anonimo

    Mi piace riportare quello che ha detto il mio capo quando gli ho fatto leggere il tuo post (lui non è tipo che lascia commenti, purtroppo): donna con le palle questa, coraggiosa e sensibile. Da clonare subito

    Ely

  11. utente anonimo

    io penso che il legame "vero" che si crea con una persona, a maggior ragione con una figlia, ripaga di tutto: quando vedo questo foto, rimango sempre ammirata.
    Per il resto sai che sposo ogni virgola.
    laura

  12. Artemisia3000

    Ecco quoto Ely alla grande!

    Se prima di leggere questo post e di vedere questa dolcissima foto ti stimavo, ora ti ammiro senza ombra di dubbio, e chi ne ne frega (scusa il termine) se le mie idee politiche e religiose non collimano con le tue. Ti ammiro a prescindere!!

    Daresti un bacino a tua figlia da parte mia? I figli sono SEMPRE una benedizione.Il ventre sterile, quello, distrugge l'anima di una donna…

  13. utente anonimo

    Quoto il capo di Ely, donne come te vanno assolutamente clonate

    in bocca al lupo per tutto

    Maria

  14. utente anonimo

    Rileggevo il post sui diritti relativi e i suoi commenti, in particolare quello di Tommy. Quello che dice é molto chiaro e interessante..ma non é il punto. Per me, piu' che sulla forma bisogna incentrarsi sul contenuto ed é qui che spunta la contraddizione della Chiesa, che predica l'amore tra le persone quindi tolleranza e comprensione ma non ama, non tollera e non comprende chi ama e comprende diversamente da loro.

    Per il resto.. non posso che associarmi al coro di tutti gli altri commenti: non ci sono dubbi che la tua sia una Famiglia.. con la F maiuscola.

    Un saluto

  15. utente anonimo

    Io parlavo di culture,non di persone. Nessuno dice che tutti i sedicenti cattolici siano gente coerente con quanto professano Molto probabilmente in tanti, pur convinti cattolici (a parole), nel tuo caso avrebbero scelto la strada dell'aborto. Tuttavia, la cattiva condotta dei singoli non può portare alla negazione dei valori che (a parole) dicono di professare, né tantomeno all'esaltazione di ideologie che si oppongono a quella concezione. E' lo stesso errore che si fa quando per accusare la Chiesa si cita il comportamento sbagliato di un prete o di un vescovo. La tua storia è troppo bella per essere confusa con volgare materiale di propaganda.
    Crescenzo

  16. utente anonimo

    Tanto amore a te e a Pekeke
    da
    Pensatoio

    L’antica pazienza

    a mia madre

    Tu che conosci l’antica pazienza
    di sciogliere ogni nodo della corda
    e allevi un pioppo zingaro venuto
    a crescere nel coccio dei garofani,
    lascia ch’io senta in te, come la sorda
    nenia del mare dentro la conchiglia,
    la voce della casa che il perduto
    tempo ha ridotto in cenere.
    Ma è cenere di pane scuro, sacro,
    – quello che alimentavi col tuo soffio
    nel forno buio della guerra – e reca
    imperitura in sé la filigrana
    dei tuoi ciliegi dilaniati.
    L’allegria rialza la sua cresta
    di galletto sui borghi desolati,
    come il lillà che ti cresce alle spalle
    passo a passo, baluardo sul massacro.
    Raccogli ancora e sempre il pigolante
    nido abbattuto dal vento di marzo
    e ripara le falle della chiglia.
    Nessuno è senza casa se l’attende
    a sera la tua voce di conchiglia.

    Maria Luisa Spaziani

  17. utente anonimo

    Bello non è sempre un sinonimo di piacevole. Ma forse io ragiono troppo con i paradigmi del clericofessacchiotto….. alla fine occorre sempre uno spruzzo di sano pragmatismo, nevvero?
    Crescenzo

  18. Tisbe

    Crescè, lasciamo sta che è meglio. Il pragmatismo non c'entra nulla. Il peso si può anche portare se si è deciso di farlo, ma ciò che non si sopporta è la discriminazione, la ghettizazione e la demonizzazione.
    Chi vuol intendere intenda

  19. utente anonimo

    Questo post mi era sfuggito..
    non solo è dolcissimo, è edificante!
    Inoltre mi permette di capire un po' più profondamente certe tue posizioni, espresse in modo molto… passionale.
    Ed in qualche modo di condividerle.
    Se avessi una scala di punti per valutarti, beh, oggi hai molti punti in più! ^_^
    Mi inchino gentilmente per manifestare il mio rispetto e la mia ammirazione!
    Questa Tisbe non finisce mai di sorprendermi, ha molte più frecce al suo arco di quanto pensassi.
    Buonaserata.
    Alieno 😉

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