Delitto d’onore alla rovescia

Quand’ero bambina mia nonna mi raccontava tante storie vere. Tra tutte, ne ricordo una in particolare di cui è protagonista una giovane donna sedotta e abbandonata al proprio destino. Non mi è dato sapere se questa ragazza fosse amica di mia nonna, classe 1911, ma di sicuro è vissuta in un momento storico in cui la morale popolare condannava esclusivamente le donne. La ragazza di umili origini si innamorò, ricambiata, di un ragazzo economicamente benestante. Ovviamente la famiglia di lui si oppose con tutte le forze contro questo sentimento innaturale e proibì al ragazzo di sposarla. In quei tempi, tuttavia, c’era un uso che è andato via via scomparendo: la fuitina. Così i due innamorati pensarono bene di andare contro il volere delle famiglie mettondole davanti a cose fatte. Fecero al fiutina e lei fu accolta, malgrado le resistenze della madre di lui, a casa del ragazzo. La convivenza continuava pacificamente, allorché la suocera riuscì a convincere il figlio a riportare la ragazza presso la famiglia di origine. Il destino della povera ragazza era segnato: sarebbe diventata lo zimbello e la barzelletta di tutta la comunità. L’avrebbero derisa e chiamata “puttana”, non si sarebbe più sposata, e avrebbe trascorso il resto della sua vita a fare da serva alle cognate (le mogli dei suoi fratelli). Lui, non pensò minimamente a proteggerla da questo triste ed inumano destino, ma pensò solamente a rendere felice la madre che per lui prefigurava un matrimonio d’interesse. La ragazza, però, non digerì bene il modo in cui era stata trattata dall’uomo che aveva giurato d’amarla, e che l’aveva convinta a lasciare la famiglia per seguirlo. Così, un giorno, dopo essersi armata con “lo roebbotte” (fucile a due canne), aspettò l’ex amato ad un crocicchio, dove passava abitualmente di ritorno dal lavoro, è gli sparò, uccidendolo senza pietà. La suocera perse suo figlio, la ragazza si costituì e finì in un carcere a Roma. Mia nonna sapeva che lei era uscita di galera perché si comportava in maniera esemplare; sapeva, anche che la ragazza, si era rifatta una vita ed aveva anche avuto dei figli. Lei mi raccontava questa storia per abituarmi a non chinare la testa di fronte ad eventi che lasciano senza speranza. Mia nonna, in cuor suo, ammirava questa ragazza che aveva difeso il suo onore in modo così estremo.

24 commenti su “Delitto d’onore alla rovescia

  1. filomenoviscido

    patriarcale il marito
    patriarcale la suocerta e le cognate
    patriarcale la moglie
    patriarcale la storia in sè.

    per quanto mi riguarda , in questa storia non si salva nessuno.

    e certamente un omicidio d'onore è aberrante e non ha nulla a che fare con il "non chinare la testa"

  2. utente anonimo

    ben detto Filomeno.
    Io sono cresciuto in un paese della Sicilia più interna e un mio coetaneo fu ucciso dalla sua fidanzata "sedotta e abbandonata". Il "delitto d'onore" fu commesso sicuramente (come si sarebbe procurata l'arma?) su mandato "paterno" o "familiare" (nel senso più pieno che in Sicilia esso può assumere) in quanto sfruttarono il fatto che la fanciulla fosse minorenne con conseguente riduzione della pena.
    Stiamo parlando non del 1911 ma del 1985 e di ragazzi di 16 anni e naturalmente nel mio paese il fatto fece un'impressione notevole, nessuno credo potè vederlo come una ribellione della fanciulla (che, ancor'oggi ci metterei una mano sul fuoco, piuttosto si sottomise alla becera ed ignorante mentalità dei genitori), più che ribellarsi all'ingiustizia subita non sarebbe meglio ribellarsi ad una mentalità sbagliata? E che dire poi di un'unione basata su fondamenta così deboli, allora non esisteva neppure il divorzio, l'amica di tua nonna avrebbe dovuto ritenersi fortunata. Il fatto non è giustificabile ma non è giudicabile con il metro di oggi, questo te lo riconosco, ma sono altre le ingiustizie (vendicate se possibile) da portare come esempio

    Maurizio

  3. Tisbe

    Maurizio e Filomeno, quello che vi sfugge è che in quegli anni la ribellione alla mentalità era impossibile e la ragazza avrebbe avuto una vita ROVINATA a causa di un codardo
    Cosa avrebbe dovuto fare? Uccidersi?

  4. utente anonimo

    Apposta avevo scritto che non si può giudicare con il metro di oggi, proprio perché sono ben cosciente di quanto possa essere condizionante una mentalità. L'omicidio di cui ho parlato era ormai "fuori contesto" anche nel mio paese, quello che racconti probabilmente non lo era perché è successo molti anni prima (e probabilmente chi ha armato la mia compaesana era più o mewno coevo dell'amica di tua nonna). Non mi convince il portarlo come esempio di ribellione all'ingiustizia perché oggi siamo tutti d'accordo, vorrei sperare, che quell'atto di violenza non ha risolto nulla. Quella ragazza non è riuscita a rifarsi una vita perché "non ha chinato la testa" ma perché la mentalità è cambiata oppure avrà trovato una persona che a quella mentalità ha saputo ribellarsi in un modo più efficace.
    Maurizio

  5. utente anonimo

    La storia è carina perchè … il finale è tutt'altro che scontato! ^_^
    Credo che però le considerazioni da fare siano altre. Al Sud per molto tempo (ed in parte tutt'ora) la concezione di Stato e autorità è sentita più debole (forse è perchè è più recente? Boh).
    Quindi trova sia nel 1911 che oggi più legittimità sociale o consenso (quello di tua nonna ma non solo) al Sud piuttosto che al Nord. Perchè cos'è "la vendetta d'onore" se non una giustizia derivata direttamente dalla cultura più antica, ovvero da da quella tribale e familiare? Questo accade ed è tanto più vero dove la penetrazione dei valori sociali, delle norme legittimate da una coscienza civica dello Stato è più forte. Nel qual caso più al Nord che al Sud per motivi anche storici. Per quanto credo che chiunque si possa schierare con soddisfazione dalla parte della ragazza sedotta ed abbandonata, ricordo che il grado di civiltà di un Paese si misura anche quando il cittadino nonsi amministra vendette e regolamenti di conti da solo, ma quando affida la giustizia a terzi (possibilmente ripartendo i poteri equamente e distintamente dai poteri esecutivi e legislativi, quella tripartizione di poteri che, secondo la costituente è il fondamento e la garanzia della nostra libertà e democrazia e la mancata tripartizione invece corrisponde all'inizio del fascismo, prendendo in "ostaggio" il parlamento..).
    Quindi la storia è come una favola dal finale simpatico che ci gratifica con una morale umana e condivisibile (i deboli reagiscono ai cattivi), ma è anche sintomatico di un male che va ben oltre il discorso di contrapposizione maschilismo-femminismo, piuttosto è contrapposizione Stato civile – cultura tribale.
    Tra l'altro sono episodi che accadono anche oggi purtroppo, dove una ragazza magari manda i fratelli (magari mafiosi o camorristi) a far vendetta al suo posto.
    A me l'episodio ricorda la cultura tribale, etiche "d'onore" familiari terribili che tutt'ora si svolgono in molti paesi islamici, con la compiacenza più o meno esplicita delle autorità (generalmente etiche d'onore a svantaggio della donna, il cui sono proprio fratelli e genitori a salvare l'onore tribale e familiare lapidandola). Ultimo caso che ho letto, terribile, è della ragazza islamica struprata. La sua famiglia, per nascondere la vergogna e purificarla, l'hanno segregata in cantina… qualcuno ha letto l'episodio o devo fare ricerche io?
    Terribile.
    Buona serata.
    Alieno

  6. utente anonimo

    EhEh! Non ti nascondo che molte volte mi sono detto: ammazzarlo? Troppo comodo cavarsela così!
    Soffrire deve!
    Però… tu non eri una di quelle favorevoli alla mozione contro la pena di morte portata da questo Governo (una delle poche cose decenti) all'attenzione dell'Onu?
    Quindi, simpatia umanissima a parte per la ragazza e per tua nonna, bisogna scegliere: è giusta o non giusta la pena di morte?
    Per me non lo è, anche se molte volte la tentazione è forte.
    E mi auguro che l'Onu riesca ad imporre il suo veto contro la pena di morte a tutti (ne dubito fortemente).
    Sicuramente il farsi portavoce di questa esigenza civile è un merito di questo governo e della nostra nazione.
    Quel che è giusto è giusto e lo dico.
    Alieno

  7. Tisbe

    Sono assolutamente contraria alla pena di morte, infatti, non avrebbe dovuto ucciderlo. Mi rendo conto che sarebbe stato difficile, ma vrebbe dovuto andarsene e ritornare vittoriosa… (e magari più ricca di lui, ma solo per fare gli sberleffi a quella stronza della SUOCERA BASTARDA)

  8. WebLogin

    Effettivamente bisogna considerare il periodo nel quale la storia è avvenuta, considerare il ruolo della donna in quel periodo, considerare la convivenza in quel periodo e anche il fatto che sono passati tanti anni ma per la chiesa la convivenza è vivere nel peccato. No, non è una storia paragonabile a quelle dei nostri giorni (nonostante la chiesa).

    Tisbe complimenti per il post.

    @Alieno, non posso credere ai tuoi commenti! ;-))

    Ciao!!!

    Giuseppe

  9. WebLogin

    @Alieno, ovviamente intendo "E mi auguro che l'Onu riesca ad imporre il suo veto contro la pena di morte a tutti (ne dubito fortemente).
    Sicuramente il farsi portavoce di questa esigenza civile è un merito di questo governo e della nostra nazione." ;-))

    Ciao!!!

    Giuseppe

  10. utente anonimo

    Non capisco perchè il fatto ti stupisce. Cerco di essere più onesto e coerente possibile (anche se la coerenza è già più difficile quando si è coinvolti personalmente, vedi proprio la pena di morte..). Io ho sempre detto d'essere contro la pena di morte nei post che via via hanno toccato il tema. Ho sempre criticato l'aberrazione degli stati Usa che si ostinano a ritenere educative oltre che deterrenti le esecuzioni alla pena di morte, quando è evidente dai risultati che come deterrente non funziona affatto. Così come non ebbi alcuna difficoltà a dire, quando era il Governo del Cdx a proporlo, che dare armi e licenza di sparare a tutti, una cosa pericolosissima e scellerata. Le armi circolano già troppo così, anzi, io aspicherei una riduzione dei permessi, controlli psichiatrici annuali (si fanno controlli sulla guida, a maggior ragione sulle armi, no?), le armi ce le devono avere le forze dell'ordine preposte alla sicurezza, punto. Il modello americano dove l'ostinazione alla distribuzione di armi al supermarket produce poi gli eventi tragici recenti (tipo college e scule) deve essere per noi un deterrente per non fare la stessa fine e quelli della lega che proposero una norma simile sono dei pazzi. Tutto questo discorso solo per dire che non c'è da parte mia un pregiudizio tale da impedirmi di riconoscere quando una cosa è una puttanata e quando una cosa è ben fatta (sempre secondo il mio metro, naturalmente) e che non applico in modo fanatico una regola in modo parziale. Mi piacerebbe fosse fatto da tutti, ma.. beh, il mondo è bello perchè è vario.
    Ciao Giuseppe e tutti gli altri.
    Alieno

  11. utente anonimo

    L'episodio che riportavo riguarda un episodio avvenuto a Trento: una giovane marocchina di 20 anni viene violentata. E' andata subito dai carabinieri a denunciare il connazionale di 21 anni che l'ha stuprata (il pene gli taglierei). La ragazza pensava che la giustizia avrebbe punito alla svelta quel bastardo, ma più veloce della giustizia, è stata la legge di suo padre che non ascolta difese o ragioni della figlia e non prevede nemmeno appelli. Fedele alle bestiali tradizioni islamiche (quella cultura tribale-familiare che dicevo), l'uomo ha punito subito la figlia perchè "ha disonorato tutta la famiglia".
    Ma vi rendete conto che schifo è?
    E' come se fosse stata violentata due volte quella povera ragazza. Dallo stupratore prima, moralmente dalla famiglia poi. Come si fa… viene una rabbia!
    Nonostante la povera ragazza abbia opposto resistenza alla violenza, abbia sporto denuncia, per il padre non cambia nulla, perchè per lui è comunque stata con un uomo senza essere sposata e quel che peggio è andato a dirlo in giro, ai medici e ai carabinieri. Così per lavare l'onta sulla famiglia, bisognerebbe ripudiarla, allontanarla per salvare l'onore della casa, evitare qualsiasi contatto con lei (perchè impura..). Così ha deciso di chiuderla nellos gabuzzioni. Per fortuna lei lavorando ha soldi da parte e la madre di nascosto al marito l'aiuta, prende quei risparmi e le compra da mangiare e la va a trovare nello sgabuzzino per vedere se ha bisogno di qualcosa. Di nascosto perchè ha paura, se il marito la scopre fa la stessa fine della figlia.Sembra una storia di altri tempi, ma succede qui da noi, oggi, in un paesino vicino a Trento. Il Pm ha ordinato poi l'arresto del marocchino stupratore perchè esiste un pericolo concreto che scappi o ripeta il reato. La povera ragazza paga però due volte, una perchè ha subito violenza, una perchè non si è comportata come la famiglia vorrebbe.
    Chissà cosa direbbe oggi la nonna di Tisbe su questa storia, oggi, non a lieto fine…
    Se non lo può dire lei, lo possiamo, anzi, lo dobbiamo fare noi però.
    Ciao e buonanotte.
    Alieno

  12. Tisbe

    @lieno, guarda TESORO, che fino a vent'anni fa anche in Italia era così. E non dimenticare che lo stupro era considerato un reato contro la pubblica morale e non contro la PERSONA. Perché le donne PER TUTTE LE RELIGIONI (inclusa la cattolica) non sono persone. Ecco perché i ragazzi atei trattano le donne molto meglio di quelli RELIGIOSI 😉

  13. utente anonimo

    Tisbe…. ma ti sembrano pochi 2o anni? In vent'anni sono cambiate tante di quelle cose… pensa al ventennio fascista, pensa che vent'anni fa non c'era Berlusconi.. Beh, gli altri c'erano quasi tutti ehehe.
    Scherzi a parte. Sul fatto che per tutte le religioni le donne non sono persone, affermazione forse un attimo esagerata, ti invito a leggere meglio il Vangelo e l'atteggiamento e l'importanza che Gesù attribuisce alla donna. Dalla prostituta alle donne che lo assistono fino alla morte sulla croce, il ruolo della donna e dei bambini non è certo da poco per Gesù. E perfino il Corano riserva diversi passi in cui alla donna viene riconosciuto un ruolo insostituibile (anche se la sua sottomissione, dopo che ad Allah, deve essere all'uomo, marito, padre o fratello che sia).
    Quindi è persona, ma considerata inferiore magari per molte religioni, in questo condivido la tua irritazione.
    Ma mi permetto di farti notare che il maschilismo prevale anche nell'ateismo, non solo dove c'è religione. Per esempio in Cina è considerata una sfortuna (per non dire di peggio) nascere donna. E noterai che perfino a Cuba i ruoli di responsabilità non sono riservati alle donne. Il problema della prevaricazione del maschio sulla donna è qualcosa ce non attinge dalla religione, semmai il contrario.
    Pensaci.
    Ciao e buonagiornata.
    Alieno

  14. Tisbe

    il vangelo se lo devono leggere i cattolici
    sono loro che non lo conoscono affatto
    è vero che l'uomo ha sfruttato la religione per sottomettere le donne, e non solo, anche le fasce più deboli
    e comunque adesso non ho voglia e non ho tempo, ma ti spiego l'oscenità cattolica verso le donne
    un'oscenità che non ha eguali nella storia

  15. utente anonimo

    Ben detto, il vangelo se lo devono leggere COME MINIMO i cattolici.
    Cominciando dai messaggi più importanti, non solo quello che fa comodo e quando fa comodo.
    L'amore per l'uomo per esempio.
    Per tutti, non quello si, quello no.
    Non etero sì, omo no, cattolico si, mussulmano no e via discorrendo.
    Gesù in fondo dice questo: che merito c'è ad amare chi ti ama?
    Amate chi non vi ama.
    Poi c'è il messaggio del perdono, per esempio.
    Io, pur affascinato da Cristo, riconosco i miei limiti, la sua inarrivabilità, nonostante la bellezza del messaggio capace di riempire i cuoi. Ma un cattolico non può permettersi questo limite con superficialità, se vuole essere tale.
    Non uccidere – è un messaggio chiaro che trova riscontro tanto nel vecchio che nel nuovo testamento: come faccia un americano a dirsi cristiano o cattolico ed essere favorevole alla pena di morte è sempre stato per me un gran mistero.
    E non è un mistero che la Chiesa si è discostata molto dal messaggio di Cristo in passato, anche se oggi sta cercando di riappropriarsi del messaggio originale. L'ho sempre detto che a guadagnarci, con la breccia di Porta Pia ed i bersaglieri in corsa, non sono stati solo gli altri, ma anche la Chiesa stessa, che dovendo perdere il potere temporale, ha potuto crescere e migliorare quello spirituale, proprio come Cristo che non è di "questo" regno che volle occuparsi in fondo, ma del regno dei cieli, di suo Padre.
    Però è vero che non bisogna generalizzare, i cattolici non sono un monolite e molti di quelli che sono andati o non andati al family day non sono andati lì contro omosessuali e DiCo, ma soltanto pro-famiglia. Ed è legittimo che cerchino di rappresentarsi com'è legittimo e giusto che cerchino di farlo gli omosessuali, o no?
    Alieno

  16. mariotirino

    Bella storia, sa di quella Campania popolare, dell'entroterra, fatta di eventi e racconti quotidiani e memorabili, stori contadine di cui si potrebbe perdere memoria… Tu, almeno una, di queste storie, l'hai salvata: complimenti!
    M.

  17. utente anonimo

    Mi sa che dovò buttarla via questa tatiera, io scriv eloce e la tastiera nn mi sta dietro ,ora toglendo lettere ora mettttendone trroppeee.
    😉
    Alieno

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