Ci risiamo… Kilombo nel caos

Non volevo entrarci in questa faccenda, giuro, non volevo entrarci, ma mi ci hanno tirato per i capelli. E io rispondo a modo mio, anche a chi maliziosamente mi indica quale amica di Dacia. Sì, Dacia mi è simpatica. Ha carisma, passione, forte personalità. E’, senza ombra di dubbio, una bella persona, nel senso più profondo del termine. E’ stato censurato questo post che era nato come risposta ad una interrogazione redazionale. La frase incriminata è la seguente: «Ho sempre sostenuto che la violenza fosse tra i più giusti metodi di lotta. Non la pratico, per il momento, ma solo per mancanza di tempo. Vi assicuro che vorrei molto picchiare, mutilare ed uccidere. La lista dei miei nemici è lunga e piena di nomi». Letta così, decontestualizzata potrebbe anche essere da censura. Eppure, io voglio porre una domanda. Chi ha censurato, in vita sua, non ha mai desiderato uccidere, o non ha mai desiderato la morte di qualcuno? Ebbene, io tiro fuori la parte oscura di me stessa, e non ho paura a farlo. Io, pur essendo contro la pena di morte statalizzata e pianificata, ho desiderato la morte di alcune persone (persino la mia) ed ho desiderato uccidere. Proprio ieri, ero a mare con una mia amica che ha avuto il mio stesso pensiero. Io ho detto: datemi un Kalashnikov che li ammazzo senza pietà. Erano là due esseri schifosi, vecchi e grassi, sicuramente camorristi in compagnia di due fanciulle sudamericane giovanissime. Una delle due era bellissima con un corpicino delicato e adolescenziale, i tratti del viso da incanto, ed uno di questi mostri le stava addosso con il potere dei soldi. Aveva la sua vita in pugno, ed io ho desiderato ucciderlo, e non mi pento per averlo pensato! E allora mi autocensuro anche io. Censuratemi perché anche io desidero uccidere.

Nello stesso post c’è uno stralcio bellissimo e doloroso ignorato da chi ha censurato. A volte bisogna valutare l’insieme e guardare all’armonia di un post, piuttosto che al senso di una frase. Ecco il pezzo sconvolgente del post incriminato di Dacia:

«Giacomo. Mio fratello.

Mio fratello è stato ucciso da fascisti. Il suo corpo è stato crivellato di coltellate ed è morto solo, lontano da chiunque potesse consolarlo. È morto sentendo ogni singolo doloroso secondo della sua lunga agonia. È morto al buio con i bulbi oculari strappati dalle orbite e gettati con noncuranza, uno calpestato, sul pavimento lurido della casa in cui si era recato per una festa.

Un altro ragazzo è morto, forse in una camera a gas, o forse in ginocchio, di fronte alla tomba scavata con le sue mani nella terra resa fredda dal gelo dell’inverno eterno dell’odio irragionevole e bestiale. Con gli occhi persi nel terrore di sentire il rumore del colpo che si conficca impietoso nella carne tenera della nuca, senza poter diventare adulto, senza poter morire il giorno giusto.

Ma esistono differenze tra queste morti, così lontane nel tempo ed apparentemente provocate dalla stessa folle ideologia, che vuole qualcuno inferiore solo perché diverso? La morte del piccolo Nero. La morte del piccolo Ebreo. Morti perché erano ciò che erano.

Beh, io credo di sì».

Bene, io sui post aggregati in Kilombo leggo delle porcherie mostruose. Leggo cose di una stupidità inaudita che andrebbero censurate per offesa all’intelligenza umana, eppure, mai e poi mai, ho spedito e-mail alla redazione per chiedere la censura del post. Una sola volta, da redattrice, l’ho fatto, perché colpita profondamente in una mia debolezza. E chi non ne ha di debolezze! Esistono dei kilombisti che per professione mandano post in redazione chiedendo la rimozione di questo o quel post. Beh, non hanno la mia stima… no, non ce l’hanno.

Detto questo, mi sta bene tutto. Mi sta bene la censura del post di Dacia, l’espulsione imminente di Karletto marx, le passate, presenti e future censure della satira innocente di KorvoRosso. Mi sta bene anche la mia espulsione…

Del resto, non c’è posto in questo mondo di sudditi, di baciapile e di schiavi inconsapevoli, per coloro che credono fermamente nel diritto all’autodifesa del singolo e dei popoli.

95 commenti su “Ci risiamo… Kilombo nel caos

  1. ermahico

    il prepotente ha preso la buona abitudine di chiamare violento chi risponde con uno schiaffo ad una coltellata al cuore.
    il brutto è che le pecore invece di aiutare il compagno a difendersi gli vanno addosso per primi.
    una sola definizione può descrivere le pecore umane: cagasotto.

  2. Skeight

    Io non ci capisco moltissimo, nel senso che ci sono versioni divergenti… tu parli di censura, ma Ladytux dice che la redazione, prima di prendere provvedimenti, aveva scritto a Dacia per chiedere un chiarimento sul significato di quel post. Da quando la censura fa i ragionamenti e gli approfondimenti prima di colpire?
    A parte questo, quell'articolo di Dacia lo avevo già letto prima che scoppiasse il casino, e la frase sulla violenza, anche nel contesto, mi sembrava comunque inequivocabile. E comunque lo scontro su Kilombo non è scoppiato tanto su Dacia, ma sul comportamento di KarlettoMarx che, per difenderla, tutto ha usato meno che i ragionamenti sensati che stai usando tu, ma solo insulti su insulti. Insomma, in questa storia mi ci sto perdendo…

  3. utente anonimo

    cara tina. perchè hai richiesto quella censura? perchè era una cosa maledettamente stupida o perchè era offensiva, discriminatoria?

    allora se ci siamo dati delle regole valgono per tutti, sennò si cambiano. nello specifico caso queste regole tutelano anche il titolare del dominio. allora se pensassimo un po' meno a noi stessi e un po' più agli altri non ci sarebbe la necessità di intervenire.

    supramonte

  4. Tisbe

    @ermahico, esplicito, come sempre
    @Skeight, ripeto, Karletto ha sbagliato ma ciò non vuol dire che abbia torto. Il post incriminato è, appunto, la risposta di Dacia. Se non ci fosse stata una domanda della redazione, questo post non sarebbe mai stato scritto.

  5. Tisbe

    @supramonte, ricorderai bene la censura richiesta da me. Il punto nodale era l'impossibilità di scelta di chi subiva la satira. Non credo che i sionisti o i margheritini facciano parte di quella categoria di persone che si trovano in uno stato per pura sfortuna e non per scelta.
    Inoltre, SUPRA, in Kilombo pensano tutti a se stessi, l'unica imbecille che ha anteposto l'interesser di Kilombo a quello de IL vaso di Pandora, è stata la sottoscritta
    Infatti, negli ultimi mesi, Kilobo mediaticamente NON ESISTE

  6. daciavalent

    Vorrei far notare a Skeight, ma tanto so che varrà a poco, che mentre per il primo post mi sono state chieste motiovazioni, la seconda cancellazione è stat decisa in perfeta autarchia, senza richiedere un bel nulla.

    Vorrei far notare a Sleight, ma tanto so che varrà a poco, che se io avessi mantenuto la mia decisione di dimettermi dall'aggregatore, il post "incriminato" sarebbe rimasto tra i metapost.

    Infatti la decisione di toglierlo è perfettamente spioegata proprio da Francesco Costa, il quale in una ,mail spedita alla reùdazione dice testualmente: "Dacia Valent ha deciso di rimanere in Kilombo. Diventa quindi esecutivo il voto sulla cancellazione del suo meta-post".

    Della serie che se me ne andavo il meta-post sarebbe rimasto esattamente dove era, e cioé tra i post rintracciabili nell'archivio di Kilombo. Ma visto che sono rimasta, in qualche maniera si doveva punirmi. Non per il secondo post, ma per il primo.

    E se questa non è la perfetta retaliation di uno squadrista della rete, spero che Skeight mi spieghi la natura della cosa, che a me francamente sfugge.

    Tina, chapeau.

    Dacia Valent

  7. elexar

    Tisbe, premetto che non ti conosco, che non conosco la Valent, Karletto, Lady, ecc.
    Ma questa vicenda mi ha appassionato dal primo momento, quindi dico timidamente la mia, da lettore assiduo di molti kilombisti.
    Sul post di Dacia non mi metto a disquisire, anche perchè coi sentimenti e le opinioni non si gioca. Mai.
    D'accordo con te, credo che censurare il post di Dacia sia stato un pò un errore per la redazione.
    E mi piace il tono che usi per cercare di spiegarlo.
    Per il bene di Kilombo (senza il quale non vi avrei mai conosciuto ed apprezzato) sarebbe utile che nei rapporti tra bloggers si mantenesse un pò di sana netiquette, senza scadere nelle offese personali (vedi disputa Francesco – Lucio oppure Dacia – Lady).
    Detto questo, torno a fare il lettore..saluti

  8. utente anonimo

    cara tina, non dire falsità. quantomeno di imbecilli ce ne sono molti altri, gente che ha tralasciato il proprio blog per fare cose noiosissime come iscrivere persone, rispondere alle mail ecc, aggregando un post ogni tanto.

    e in quell'occasione non si parlava di satira tina, ma di una gratuita offesa discriminante verso una categoria di persone indifesa. i morti per terrorismo sono forse nella possibilità di ribattere alla "satira" di dacia? oriana fallaci era forse nella possibilità di rispondere al simpaticissimo titolo "tumori – 1: oriana 0" di dacia? titolo che in redazione ignorammo, il che ci costò critiche.

    supramonte

  9. filomenoviscido

    secondo me stai sbagliando Tisbe.

    tu che sei in Irpinia dovresti sapere che far passare come possibile la violenza non fa altro che il gioco degli oppressori. Sono gli oppressori a potersi permettere la violenza, gli altri (i dominati) al massimo si possono permettere una ribellione che poi costerà alla comunità degli oppressi un inasprimento dell'oppressione.

    Quando andai in moschea, l'imam si fece in quattro per parlarmi delle loro iniziative per i tossicodipendenti, per l'intregrazione nella città…. mentre lo faceva potevo vedere come si fossero organizzati per dare aiuto ai più deboli della propria comunità . Glissò ampiamente sulla politica. perchè? perchè sapeva benissimo che attirare attenzione sulle sue idee (non proprio politicamente corrette) avrebbe danneggiato la propria comunità. Certo la diffusion di queste idee avrebbe potuto renderlo un personaggio molto noto ma a pagare sarebbero stati quelli non in vista.

  10. Tisbe

    @Supra, ti sfido a trovare qualcosa di mediatico su Kilombo in questi ultimi mesi… Che significa che in un anno da redattrice io non ho svolto il mio compito? Non è certo colpa mia se ero in grado di postare centemporaneamente: è questione di passione e di rapidità. Io questo post l'ho scritto, cronometro alla mano, in 5 min.
    Riguardo la censura ad un post SATIRICO sui diversamante abili, rimango nella mia posizione: non si può scherzare su cose che non dipendono dalla propria volontà
    Ma si può fare satira, altrimenti censuriamo tutto e non se ne parli più

  11. Tisbe

    @filomeno, starò pure abagliando, ma voi così fate morire la SPERANZA
    Io rimango del parere che nei casi estremi la difesa è UN DIRITTO

  12. Tisbe

    @elexar, ho cercato di argomentare la mia posizione
    Si può non essere d'accordo con me, però nessuno potrà mai dire che l'ho offeso
    Grazie per al fiducia

  13. utente anonimo

    Il passaggio successivo (che non citi, e fai male) del post di Dacia è:

    "Così come ritengo sacrosanto sparare alle gambe di un qualsiasi boiardo di stato che sostenesse che la nostra classe lavoratrice può sopportare altre umiliazioni e spoliazioni di diritti."
    Questa è apologia di terrorismo, che in Italia è reato; mi rattrista dover ricordare a una kilombista storica come te che la Carta vieta contenuti che violano la legge e al momento attuale la responsabilità legale di Kilombo ricade su Jaco.

    Riguardo quel che dice Dacia a proposito di una email redazionale resa pubblica da Lucio (complimenti), io scrivo: "Dacia Valent ha deciso di rimanere in Kilombo. Diventa quindi esecutivo il voto sulla cancellazione del suo meta-post".
    Altro che squadrismo, ci sarebbe stata punizione se la decisione di rimuovere il post fosse arrivata dopo la decisione di Dacia di restare e fosse stata magari solo mia. La decisione era già stata presa prima: si era votato prima, tutti favorevoli alla censura eccetto Lucio. Il metapost sarebbe stato eliminato anche se Dacia sarebbe uscita visto che si era già votato così, ma considerata la repentina e immotivata decisione di restare e considerato che avevamo un kilombista che ci aveva sollecitato a risolvere la questione, abbiamo eliminato il metapost. Lo avremmo potuto fare il giorno prima, o il giorno dopo: s'era già votato.
    Poi, se volete, parliamo pure del fatto che Dacia ha misteriosamente deciso di andarsene senza che la censura le fosse ancora stata notificata (quindi senza sapere nulla) e poi altrettanto misteriosamente ha indovinato – e citato nel suo post – il nome del kilombista che aveva manifestato malessere per il suo post, al quale doveva essere garantito l'anonimato. A pensar male si direbbe che un uccellino in redazione l'avesse avvertita della discussione sul suo post, così che lei si sarebbe dimessa preventivamente. E lo stesso uccellino le avrebbe detto che un kilombista si era lamentato per un suo post, e le avrebbe indicato il kilombista incriminato.
    Lo chiedo a te, Tisbe: è questo che deve fare un redattore?

  14. utente anonimo

    ah! che gran satira parlare di handicappati chiamandoli sgorbi e dire che il nostro senso estetico non dovrebbe essere sfidato dalle paraolimpiadi! ritengo che quindi dire che gambizzare un giuslavorista è sacrosanto sia anche satira, no? che le donne pensano con le ovaie (parole non mie)… e perchè non che la democrazia è una gran cagata e in fondo quando c'era il duce i treni partivano in orario? tutto è satira, anche la carta di kilombo è satira.

    tina, non ti ho mai accusata di fare male il tuo lavoro. ma scendi dalla croce perchè in molti abbiamo sputato sangue per kilombo. magari anche con cose più pallose e meno visibili, come per esempio andare a consultare le dati di ultimo accesso di 500 blogger ed eliminare quelli che non accedevano da 5 mesi, o fare un manuale per i futuri redattori o stare a scrivere codici su joomla, ma con lo stesso entusiasmo. l'entusiasmo però sta venuto meno per queste beghe del cazzo, perchè qualcuno vuole sempre sentirsi più forte delle regole, dall'alto della sua fama o della sua carica. e non mi riferisco a te, ma apri gli occhi tina.

    supramonte

  15. Tisbe

    @supramonte, ma per favore, lo ricordo benissimo che non volevate censurarlo e per ottenere la censura ho dovuto fare il diavolo in 4! Invece, vedo che per altre questioni si procede speditamente…

  16. utente anonimo

    tina, ora mi arrabbio: un redattore era contrario, gli altri si sono espressi subito a favore, me compreso. ti sei arrabbiata perchè ci abbiam messo qualche ora a votare tutti, ma d'altra parte non viviamo tutti attaccati al computer tutto il dì. vuoi farcene una colpa?
    supramonte

  17. Tisbe

    @Francesco, mi dispiace, ma secondo me sei fuori strada. So per certo che Dacia non ha né l'email né il numero di Karletto, come avrebbero comunicato secondo te?
    Riguardo alla frase che riporti, io sono sempre del parere che i termini abbiano il valore che non vogliamo attribuirgli a seconda della nostra formazione. Il terrorista per te è un terrorista, per me potrebbe essere un resistente. Il marines per te potrebbe essere un eroe, per me un terrorista.
    L'apologia? Certo in Italia è consentita l'apologia di FASCISMO 8vedi la marcia concessa a Milano) però non è concessa altra apologia…
    Ma scusa, non potevate chiedere la rimozione di quella frase? No eh!

  18. utente anonimo

    già che ci siamo: dire "non esclude l'uso della violenza come parte integrante della dialettica politica e ritiene che la lotta armata sia uno degli strumenti di cui le masse si dotano qualora ogni altro metodo di lotta non sortisse effetto"

    che cos'è? è satira? bello poi camuffare la parola terrorismo sotto la più neutra "lotta armata"… fa molto subcomandante marcos e chie guevara. il terrorismo fa morti e la lotta armata fa "effetti collaterali" che so, mal di pancia, nausea, giramenti di testa…

    dacia, lo so che stai leggendo. quand'è che la smetterai di giocare con le parole?

    supramonte

  19. Tisbe

    I messaggi anonimi come quello prcedente andranno cancellati e capisco Karletto Marx
    Anche io avrei perso le staffe ad avere a che fare con gente simile che offende tira le pietre e nasconde la mano proptetto dall'anonimato

  20. utente anonimo

    Non hai riportato il passaggio del post in cui la Valent scrive esplicitamente che gli omicidi di Biagi e D'Antona sono stati dei legittimi atti di giustizia: è apologia del terrorismo, incompatibile con la Carta.

    Salvatore

  21. utente anonimo

    x tisbe: ah sì? guarda che mi ricordo perfettamente che quel pomeriggio aspettavo davanti al computer dell'università che arrivassero i voti degli altri redattori.
    supra

  22. Tisbe

    @Salvatore, Io MOLTO CORRETTAMENTE ho messo il LINK al post per dare a tutti la possibilità di leggere globalmente il post. Perché non sei intervenuto quando i fascisti hanno sfilato a Milano tra l'indifferenza generale? Quella non è apologia? No vero?

  23. utente anonimo

    eggià! quante volte abbiamo preso di mira dacia noi! me le elenchi? te le elenco io: nessuna.

    mi ricordo benissimo invece tutte le volte che ho preso le difese di dacia e l'ho giustificata. alcune volte il pubblico, alre in privato. tanto per dirci che non è antipatia personale.

    supramonte

  24. Tisbe

    @Francesco, C'è anche questo nel post…:"Potrei sentirmi molto a disagio adesso, perché è facile odiarmi. Di un odio ampiamente giustificato culturalmente, che gode della copertura dei mezzi di comunicazione in toto e della struttura di potere, che ha relegato me, e quelli come me, nella casella del “nemico”.

  25. Tisbe

    @supra, lo stai facendo adesso… però calmati, perché io non ho attaccato te, e questo tuo livore mi sembra del tutto ingiustificato

  26. utente anonimo

    Ci fai o ci sei?
    I fascisti che hanno sfilato a Milano non fanno mica apologia del fascismo su Kilombo, cosa c'entra con ciò di cui stiamo discutendo?!
    Comunque la questione è molto semplice: devono essere aggregati i post in cui si descrive l'omicidio politico come forma legittima di lotta? Se la risposta è no, allora il post della Valent andava censurato,
    se la risposta è si, allora che si modifichi la Carta e si aggreghi di conseguenza, ovviamente ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità senza ipocrisie e il titolare del dominio dovrà essere daccordo.

    Salvatore

  27. utente anonimo

    A prescindere dagli accessi che da Kilombo (effettivamente pochi) che potrebbero essere un sintomo del malfunzionamento (inteso in senso pratico e di scarsa visibilità) dell’aggregatore ritengo che le sue potenzialità siano veramente eccellenti e di certo questi battibecchi non gli fanno bene. E’ pur vero che in ogni democrazia c’è discussione, anche accesa, ma ho l’impressione che ci sia una rottura all’interno della comunità difficilmente sanabile in quanto prevalgono le idee personali (o gli astii se volete) piuttosto che la ricerca di una politica comune che porti Kilombo ad essere veramente quello che si merita. Per ricerca di politica comune intendo cercare “insieme” di migliorare Kilombo come fosse una cosa nostra, di tutti. Così facendo invece si va irrimediabilmente incontro al disfacimento.
    Una critica seguita da una proposta non può e non deve essere trascurata. Dacia ha aperto una discussione molto interessante che, secondo me, andrebbe valutata molto attentamente e non criticata da un lato, osannata dall’altro o semplicemente gettata nella pattumiera, proprio perché quella critica era seguita da proposte. Se ci si intestardisce a criticare l’uno o l’altro su posizioni invalicabili condite di insulti si affossa Kilombo. Evito di entrare nel merito del fatto specifico e lo faccio volontariamente perché rispetto molto Dacia, pur non condividendo ogni sua idea, (credevo che volesse addirittura chiudere il blog) e non conosco i retroscena nel lungo periodo che ci sono dietro questa faccenda. Dico solo una cosa semplice: così non si fa il bene di Kilombo cosa che invece dovrebbe essere un imperativo per tutti.

    Ely

  28. utente anonimo

    x tina: qui si tratta di essere sinceri tina. io non ho nulla contro dacia, io sono contro questa sua idea che giustifica il terrorismo. tutto qui.

    e su korvorosso ti dirò: una volta ha chiesto scusa lui, perchè sapeva di aver ecceduto. la volta della vignetta, te lo dico con sincerità, a distanza di tempo penso di aver sbagliato a votare a favore della sua rimozione. errare è umano. ma ci sono una serie di meccanismi democratici su kilombo che permettono di limitare gli errori dei redattori. questo però non fa di korvo un bersaglio speciale, anzi. ritengo, e non credo di essere il solo, che sia una delle penne più lucide di kilombo. e oneste.

    supra

  29. utente anonimo

    scusa tina, se mi sono lasciato prendere, ma non ho mai usato due metri e due misure, men che meno con te a cui mi legano stima e affetto.

    sull'apologia di fascismo: voglio ben vedere se una qualunque redazione non eliminerà un post di apologia di fascismo. il fatto che il governo berlusconi abbia tollerato una manifestazione fascista non ci esula dal compito di non seguirne il pessimo esempio. ricordiamoci che di querele a blogger purtroppo ce ne sono già state in passato, motivo in più per tutelare chi, persona fisica o giuridica, detierne il dominio.

    supra

  30. Tisbe

    @Salvatore, non meriti nemmeno una risposta "ci fai o ci sei" lo dici a tua sorella! Chiaro?
    @€ly, effettivamente Kilombo non funziona, è inutile prenderci in giro…
    @Supra, in questo post io ho espresso una mia opinione, oppure non sono più libera di parlare? Riguardo KorvoRosso è stato censurato TROPPE VOLTE e spesso a torto
    Con Dacia si può parlare. Non è una persona che si sottrae alle critiche. Bisogna saperla prendere. Invece di censurare sarebbe stato opportuno discutere sulla questione dell'apologia

  31. utente anonimo

    liberissima di criticare, e di proporre modifiche alla Carta, ma fino ad allora la si rispetta e l'apologia di terrorismo è reato. può scriverne quante ne vuole sul suo blog, non su kilombo.
    supra

  32. ermahico

    continuiamo a fare i bravi ragazzi, cosi ritornerà presto o tardi lo Ius prima Noctis a svantaggio dell'Operaio.
    mi fanno schifo i perbenisti.

  33. utente anonimo

    Se quel pezzo lo avesse scritto Dario Fò?
    Ci sono molti pezzi nella letteratura ancora più violenti nella forma del linguaggio.Forse dovremmo censurare anche Bertolt Brecht.Infatti i fascisti lo hanno fatto.
    L'ipocrisia è mettere in linea un video in cui Craxi giustifica il terrorismo palestinese (a ragione secondo me)e censurare il bellissimo post di Dacia.
    Qual'è la logica sottile che accetta il primo e censura il secondo?

  34. dittaturacleric

    a me sembra, al di là del merito, che a kilombo non gliene freghi niente a nessuno.

    nessuno che sia disposto a fare un passo indietro, a gettare acqua sul fuoco, a cercare un punto d'incontro.

    questo è abbastanza triste.

    a me il post di Dacia è piaciuto e ho imparato qualcosa di Udine che non conoscevo.

    Ma le rivoluzioni, nel terzo millenio,sono tutt'altra cosa.

    In ogni caso gli sputasentenze (e dico tutti gli sputasentenze) incominciano a starmi un po' sulle scatole.

    poi ci si lamenta se al governo non fanno altro che litigare.

    bah

  35. daciavalent

    Tisbe,

    scusa se occupo ancora il tuo spazio commenti per precisare un po' di cose.

    Ma detesto la disonestà intellettuale.

    Il fatto che un post, dove io parlo dell'uso della violenza, non solo dal punto di vista politico ma anche dell'estetica, per condannare chi ha – dal mio punto di vista – esercitato una indebita azione nei confronti di un avversario politico, venga usato per fini biechi e reazionari mi sta leggermente sulle balle.

    Se i nostri redattori sapessero leggere, avrebbero letto che anche se addirittura nel mio blog si possono trovare commenti negazionisti sula storia della mia famiglia, io ho detto, testualmente:

    "So per certo che pur conoscendo le persone che hanno negato dignità alla morte di mio fratello, e di molte di loro conosco nome e cognome e anche l'indirizzo – pur non avendole mai conosciute se non lette su questo blog, tra i commenti – non riuscirei ad armarmi di spranga per spaccare loro le rotule."

    Ora, che mi vengano a dire che dopo che io, che ho dovuto riconoscere il corpo di mio fratello, carne imomta sul marmo del tavolo di un anatomopatologo che non rilascia autografi se non sui rapporti da fornire al tribunale, altroché Grissom o Spielberg, sparerei a un emulo di D'Antona, mi fa ribrezzo.

    Perché non si fa. Non si fa.

    Possono fingere di farlo per qualsiasi motivo, ma avessero la dignità di rendersi conto che fanno schifo. Perché quello che hanno fatto fa schifo. E se davvero avessero intenzione di negare dignità al voto dei kilombisti che hano eletto Karlettomarx a mebro della redazione, tentando di estrometterlo, allora, sappiano che farebbero ancora più schifo.

    Francamente, avere un link su Kilombo non mi cambia la vita: non vivo per la visibilità (anzi, meno ne ho e più felice sono) né per gli acessi.

    Mi cambia la vita, invece, pensare che un progetto che era, sulla carta e sulle cose delle quali si è parlato, unprogetto perfetto, un asset per la sinostra in rete, sia diventato il posto dove i mediocri decidoo di uniformarci ai loro standard.

    Si fottessero. Davvero. Si fottessero.

    Senza però riprodursi, che sarebbe un vero disastro.

    Dacia Valent

  36. Tisbe

    E dovremmo censurare pure la Bibbia, e la Judith di Hebbel, che chiaramente, e senza mezzi termini giustifica AMARAMENTE il terrorismo

  37. Tisbe

    Non loso, io leggo e rileggo e rileggo il post di dacia e non riesco a trovare nulla di censurabile. L'unica cosa che mi riesce di fare leggendo è piangere…

  38. vegekuu

    Sinceramente, non mi stupisce affatto che il post sia stato "censurato", se non altro per non rischiare di incorrere in problemi legali.

    Da parte mia, leggendo il post su verbavalent ho provato sentimenti contrastanti: da un lato il bisogno di dissociarmi completamente da qualsiasi tesi di approccio violento (anche se solo estetico o provocatorio); dall'altro sono stato travolto dalla grande intensità di quelle parole…

    E così come continuo a prendere le distanze da qualsiasi approccio violento, allo stesso modo e con la stessa forza, mi associo e condivido pienamente il desiderio di rivalsa e di giustizia rivendicati nel post…

    Onestamente, la "violenza" di chi ha scritto quelle parole non mi fa affatto paura…

    Sapete invece cosa mi fa paura?
    La violenza di chi vorrebbe dimenticare o cancellare la Storia, la violenza di chi ancora oggi investe risorse per riabilitare il fascismo, la violenza di chi il 25 aprile rinnega i partigiani e ringrazia in maniera servile gli USA, la violenza di chi il 25 aprile dedica la puntata di "Porta a Porta" al concorso "Miss Italia", la violenza di chi usa il potere per arricchirsi a spese dei più deboli, la violenza di chi avrebbe il potere per difendere i più deboli ma preferisce non usarlo, la violenza dei media che nascondono le verità, la violenza di chi non ha il coraggio di scrivere quello che pensa e quello che sente….

    In estrema sintesi: mi piacerebbe che, così come si interviene con prontezza ed eroismo, contro la "violenza" letteraria di Dacia, allo stesso modo si intervenisse contro le violenze di chi calpesta, giorno dopo giorno, i nostri diritti e la nostra dignità….

    Un abbraccio.

  39. Batsceba

    partendo dal fatto che io sono assolutamente non violenta e lo dichiaro anche, dovrei starmene zitta. e invece no. la violenza in questo caso è la censura. e poi il comportamento redazionale mi sa tanto di quella cosa di cui soffrono tutti gli intelettuali italiani e i politici: tutti pronti sempre a non "offendere" nessuno, per garantirsi comunque un posto al sole. intanto i fascisti manifestano tranquillamente e quelli di sinistra vengono dichiarati terroristi.
    se partecipare a qualsiasi gruppo che si autodefinisce di sinistra significa sempre sbattere la faccia contro il muro delle regolette, preferisco camminare da sola.
    grazie Dacia, grazie Tisbe.

  40. utente anonimo

    dacia, questi patetici tentativi di confondere mele con pere, in un'insensata insalata retorica, non fanno per il mio stomaco. non vuoi capire? non capire. sei libera di fare quel che vuoi. d'altra parte la tua presenza su kilombo non mi ha mai provocato imbarazzi, visto che sono incline a giustificarti. so che ti piaccioni i linguaggi coloriti, le provocazioni, le sfide. benissimo. ma non aspettarti un trattamento di favore solo perchè ti chiami dacia valent. i redattori hanno applicato la carta. non ti piace? ma l'hai sottoscritta all'iscrizione. so che ti piacciono i paradossi. non devi aspettarti che piacciano a tutti.
    supramonte

  41. WebLogin

    Premetto che sono contro la violenza, anche se ammetto che quando si è coinvolti emotivamente è molto difficile esserlo, ma come faceva notare Tisbe il valore della violenza può cambiare a seconda della nostra formazione. Ad esempio, anche dei post a favore della guerra in Afghanistan possono risultare un invito alla violenza, e allora cosa facciamo censuriamo anche questo? Io sono stato sempre contro la guerra in Afghanistan ma non tutta la sinistra è della mia stessa opinione, e questo è un metablog delle sinistre.

    @Supramonte, nel commento #10 hai detto: "…oriana fallaci era forse nella possibilità di rispondere al simpaticissimo titolo "tumori – 1: oriana 0" di dacia? titolo che in redazione ignorammo, il che ci costò critiche."

    A parte che la Fallaci ha detto e scritto cose non meno forti di quel titolo, ma secondo questa logica uno non può neanche parlare (male) di Hitler? Inoltre ti invito a leggere questo <a rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/cronaca/fallaci-moschea/fallaci-moschea/fallaci-moschea.html&quot; rel="nofollow">articolo pubblicato non su Kilombo ma su Repubblica. Ora non credo che Repubblica condivideva il pensiero della Fallaci, ma cmq ha pubblicato quell'articolo. E' pericoloso abusare della censura!

    Il valore della violenza può cambiare a seconda della nostra formazione e quindi a seconda di chi viene visto come il cattivo: gli islamici sono cattivi e meritano di morire? Sono più cattivi delle "persone molto crudeli e potenti" descritte da Dacia?

    Non condivido la parte finale del post di Dacia, ma non mi sento di censurarla.

    Ciao.

    Giuseppe T.

  42. Tisbe

    @Supra, io francamente trovo molto più giusto censurare un Valerio che chiede la testa di Dacia e Karletto. Se le "regolette" vanno rispettete questo deve valere per tutti.
    Come è possibile che un semplice iscritto possa chiedere l'espulsione di un membro della redazione DEMOCRATICAMENTE ELETTO? Cosa facciamo? Usiamo la democrazia a nostro uso e consumo? Karletto dovrebbe rimanere in carica per 3 mesi. Se deve essere espulso, allora sarebbe più sensato eliminare la farsa delle elezioni. Risparmiamo tempo e fatica
    @batsceba, grazie per la tua solidarietà
    @Giuseppe, grazie anche a te

  43. daciavalent

    Supramonte,

    non ti pare che io e te ci si stia scrivendo anche troppo nell’ultimo periodo? A me si, ma se la cosa ti aggrada, la geisha che è in me tende ad assecondarti.

    Terrei a chiarire che solitamente non faccio tentativi e che i miei atti non sono mai patetici. Non mi piace fare il collettore di solidarietà: preferisco essere temuta piuttosto che amata, biasimata piuttosto che compatita.

    Che tu mi giustifichi, caro Supra, non mi sposta un peletto dei baffi (e dico baffi perché oggi sono nella mia versione “dacia.68”, damina ottocentesca), non ne ho bisogno, non te l’ho chiesto e se mai te lo chiedessi vorrebbe dire che sono in attesa di una misericordiosa eutanasia.

    Il fatto che mi chiami Dacia Valent non mi ha mai dato fastidio e nemmeno mi ha mai impressionato. Non sapevo invece di fare questo effetto a te. Pensa, ci sono persone in Kilombo che mi mandano a quel paese senza usare nome e cognome tutti attaccati, come invece ami fare tu. Persone, che per inciso, apprezzo, stimo e che non si beccherebbero mai le secchiate di letame che ultimamente hai ordinato a questa premiata ditta.

    Visto che ti pecchi di sapere cosa mi piace e cosa no, suppongo che ti sarai accorto che tu, per esempio, non mi piaci. E visto che sei un signorino ammodo oso supporre che – come me – considererai corretto inserire l’imposizione delle tue ripetute e petulanti interlocuzioni alla voce “modestie sessuali”.

    Ti invito quindi, e lo faccio con il sorriso sulle labbra e una clava in mano, ad evitarmi. Ché ci metto un attimo ad aggiungerti all’elenco dei torturandi che mi aspetta nella stanza in cima alla torre del mio castello.

    Un’ultima richiesta, davvero, impara a scrivere, magari anche a leggere, perché così fai francamente senso.

    Dacia Valent

  44. utente anonimo

    Un opinione disinteressata di un lettore di Kilombo che non fa parte di questo aggregatore: scrivete troppi post che riguardano voi stessi, siete proprio come la nostra classe politica: autoreferenziali! I post più commentati sono stati quest'ultimo e quello dello scontro tra KorvoRosso e il Pieroni, e ho detto tutto. Poi non lamentatevi se Kilombo mediaticamente non esiste, dovreste discutere in privato di queste cose perchè sono cose vostre private.

  45. daciavalent

    Salvatore

    Credo che sebbene ognuno di noi sia destinato alla morte, nessuno meriti di morire, Salvatore. Quella frase fa parte di un post che contiene 1337 parole e 38 paragrafi che si concatenano e giustificano tra di loro.

    Non conoscevo Biagi, mentre con Massimo D’Antona ci siamo scazzati a lungo sulle sue idee (e sulle mie) mentre si preparava la tavola oppure ci si incontrava per un caffè al volo. Era forse il primo sintomo delle differenze che oggi dilaniano noi di sinistra. A differenza di Massimo io non sono una fautrice dei passi indietro. Quando lo hanno ucciso è stato un colpo terribile. Non si trattava della mera eliminazione fisica di uno che aveva in fondo venduto – per motivi che considerava nobili ed utili – le conquiste ottenute con la Giugni: Massimo era un compagno ed un amico. Lo conoscevo. E chi lo ha ucciso ha fatto – anche – del male a tutti noi.

    Ma quando le persone non hanno nessun altra possibilità per farsi ascoltare che quella di esplodere colpi di pistola, allora il problema non è di chi spara ma di chi fa sparare.

    Ascoltare chi sussurra perché privo di voce, chi parla con voce rotta dal pianto, chi urla di paura, è compito di chi governa. Ed è compito di chi si oppone di scegliere il metodo di opposizione, facendosene carico.

    Se qualcuno decide di sparare perché non ce la fa più, sia questo un nero nel Sudafrica dell’apartheid, un palestinese in Cisgiordania, un darfuriano in Sudan, un Tutsi in Rwanda, un bambino nele mani di un pedofilo, una donna che sta essendo violentata, un lavoratore che si sente vessato, beh, credo che abbiamo tutti i diritti di sparare.

    O la differenza di latitudine e longitudine renderebbero quelli spari diversi?

    Dacia Valent

  46. utente anonimo

    Su Kilombo non so nulla se non ciò che si può estrapolare dai post.
    Su Dacia Valent, apologie criminali, i labili confini che dividono resistenza dal terrorismo (cioè la diatriba semantica per riconoscere legittimità o meno in sostanza) e altre cosette so qualcosa di più e scriverei per ore ed ore (senza nemmeno la soddisfazione di sentirmi esaustivo o chiaro nell'esprimere le mie opinioni tra l'altro ehehe). Proprio per questo eviterò di farlo. Con sommo dispiacere perchè la discussione pare mooolto interessante e l'ho letta golosamente.
    Buonaserata a tutti.
    Propongo Vin Santo (o The) e cantuccini ehehe.
    Alieno

  47. daciavalent

    >> x dacia: una noiosa perifrasi per mandarmi a quel paese… oh, come soffro…

    Lo so, supramonte, so quanto soffri. E quasi mi dispiace. Quasi, eh?

    Dacia Valent

  48. utente anonimo

    Salvate il Palazzo !
    Che importa se la signora di sopra (o di sotto) invoca aiuto per essere stuprata (in questo caso ideologicamente, moralmente e fisicamente). Chiudetevi bene dietro le vostre porte ed aspettate che i malfattori fuggano senza correre il rischio che intervenendo in colluttazione possiate creare danni ai pianerottoli, muri e ringhiera dell'edificio.
    Se la censura e la peggiore forma di terrorismo, l'autocensura diventa la più aberrante pratica di autoannientamento.
    "Se riuscissi a procurarmi un "RPG" annienterei tutti quelli che ci stanno facendo vivere male". Questo è terrorismo?
    Se non accetti che io rubi ed abbia decine di migliaia di euro al mese e che tu puzzi di fame ti sbatto in galera o ti uccido in nome della legge", questo non è terrorismo.
    Chiudetevi bene dietro la porta e che sia ben visibile il cartello: Signori delinquenti di stato, vi preghiamo di non creare troppi danni alla nostra struttura nel vostro prossimo assalto.
    Ciao da Sefossi…

  49. utente anonimo

    Come immaginavo la cara signora
    ha girato intorno alla mia domanda: ho chiesto un si o un no, ho ottenuto un punto interrogativo.
    Comunque, cara signora, le ricordo che ad ammazzare D'Antona e Biagi non fu "un nero nel Sudafrica dell’apartheid, un palestinese in Cisgiordania, un darfuriano in Sudan, un Tutsi in Rwanda, un bambino nele mani di un pedofilo, una donna che sta essendo violentata, un lavoratore che si sentiva vessato", ma una banda di patetici fancazzisti alienati.

    Piccolo inciso sul merito delle convinzioni di D'Antona: le accuse che gli si muovono sono più o meno quelle che dieci anni fa venivano mosse ad un altro noto "venduto", lo spagnolo Pedro Solbes, adesso l'hanno rifatto ministro e se Zapatero può rilasciare interviste in cui si dice sicuro che tra qualche anno l'economia spagnola supererà quella italiana e addirittura quella tedesca non lo deve certo ai "desobedientes" o a qualche partito della rifondazione comunista spagnola. Riflettete…

    Salvatore

  50. Tisbe

    @Salvatore, sei molto più antipatico del previsto: tu non sei di sinistra. Tu sei della peggior destra. Chiedi asilo politico a Tv, là, quelli che studiano solo economia, infischiandosene del resto della VITA, sono ben accetti! Quello è il tuo posto

  51. Tisbe

    @Supra, spero tu ti rendarai conto che espellere un redattore sarebbe un precedente GRAVISSIMO
    Sarebbe il colpo mortale inferto a Kilombo
    Ma non è rimasto proprio nulla dello spirito dei vecchi pionieri kilombisti? Che fine ha fatto la prima redazione? Che fine ha fatto quello sforzo di ricucire gli strappi e recuperare i blogger?
    Quando è cominciata la decadenza di Kilombo?

  52. utente anonimo

    tina, la decadenza di kilombo comincia quando un redattore ha come scopo non migliorare kilombo ma cercare di farvi più danno possibile. il resto è conseguenza.
    se a te sta bene essere chiamata, in una comunità di sinistra, stupida ovaia o troia a me non sta bene. io non mi spendo per un progetto che tollera schifezze del genere. limite mio.
    supramonte

  53. Tisbe

    @supramonte, non so se è chiaro, ma io non mi sogno nemmeno di giustificare Karletto, ma mi chiedo come sia stato possibile arrivare a tanto. Si fa prima a dire che Karletto non è sano di mente per aver dato luogo a simili esternazioni. Cosa sia successo all'interno della redazione rimane un mistero, almeno per me…
    Non si può pensare che il problema sia Karletto. E' la redazione intera che è in CRISI e quindi lo è Kilombo. In questi casi c'è una sola soluzione e non è l'esplulsione di Karletto, ma il commissariamento della redazione. Anche le elezioni vanno sospese, perché in questo clima non si può e non si deve votare

  54. utente anonimo

    se un redattore impedisce a tutto il resto della redazione di lavorare perchè far ricadere la responsabilità su tutta la redazione? chi si candida più? e poi… commissariamento? ma di chi? questo sì che sarebbe una espropriazione non democratica…

    tina, ti consiglio di guardar le cose con più distacco. karletto sta giocando a rompere il giocattolo. tutto questo non ce'ntra un bel niente col post di dacia, che è solo un pretesto. finchè c'è dialogo c'è speranza, ma qui karletto ha scopi contrastanti rispetto ai nostri: e cioè fare quanto più danno possibile. si è scelto che fine fare (farsi cacciare) e mi dispiace solo che non lo si possa ignorare per altri tre mesi, ma altri tre mesi così e nessuno avrà più un briciolo di voglia di spendersi per kilombo. senza contare che se non usciamo dall'impasse su tutto l'ambaradan dell'associazine kilombo sarà solo un bel ricordo.

    supra

  55. viga

    concordo totalmente con dacia e con il tuo post.Le anime belle che han voluto cancellare l'intervento di questa persona son davvero rivoltanti nella loro ipocrisia da parocchietta.Credo poi che quando una persona scriva cose forti abbia una profondissima urgenza,una sanissima rabbia che indica il fatto di esser vivi e non volersi piegare alla pace sociale imposta da 4 intellettuali spelacchiati.Il fatto,come mi par di capire,che per alcuni sia un dovere fare il delatore,denunciare,da bravo democratico dei miei zebbedei,coloro che non usano il blog in maniera dabbenista,ma per sconvolegere e far riflettere,mostri tutta la pochezza di alcuni membri della "sinistra da acquasantiera"

  56. lavalanga

    Quello che ha fatto (e quello che NON ha fatto il Super-redattore-fantasma) lo trovi da me.
    Sono contro la sua espulsione, ma ormai una decina di kilombisti ne hanno chiesto la testa, e da come si è cucinato ho l'impressione che l'avranno…

  57. Tisbe

    E aggiungo, questi VIGLIACCHI, tanto faranno fino a quando non avranno avuto la testa di DACIA, perché è a lei che puntano, e mi dispiace che i redattori non siano capaci di accorgersene ed abbiano fatto il loro gioco

    Mi scuso per le sgrammaticature ma sono proprio fuori di me dalla rabbia

    Non è cacciando Karletto, è solo cacciando DACIA che i MOSTRI saranno soddisfatti

  58. utente anonimo

    Francesco, mi dispiace, ma secondo me sei fuori strada. So per certo che Dacia non ha né l'email né il numero di Karletto, come avrebbero comunicato secondo te?

    Tisbe. Tisbe. L'email di Lucio sta sul blog di Lucio. L'email di Dacia sta sul blog di Dacia, nonchè nella lista degli autori di Kilombo cui Lucio ha accesso in quanto redattore.
    Se vogliamo prenderci in giro facciamolo pure, però cerchiamo di mantenere un minimo di decenza.

    (dato che io odio a tal punto Kilombo da averci dedicato gli ultimi sei mesi – probabilmente sono sul serio un cretino – ti invito a leggere il post di Claudia, certo meno moderata di me)

    F.

  59. utente anonimo

    Leggendo questo post ho trovato che tu hai provato un sentimento(di uccidere) come me quando ho visto due ragazze giovanissime (romene forse)al ristorante con due esseri schifosi, come quelli che hai visto tu, una delle ragazze quando mio figlio(14 anni ma né dimostra per altezza almeno 16) e i suoi amici(tre femmine e un maschio) si alzavano dal tavolo , come fanno tutti i ragazzi, giocherellando, andando e venendo, li quardava con profondità e io nei suoi occhi ho letto una tristezza che mi tolto l'appettito, sembrava che desiderasse andare con loro e recuperare la fanciullezza perduta.
    Ti giuro che se avevo un'arma li aspettavo fuori di nascosto e sparavo almeno alla loro auto da almeno 80 mila euro……………………………….rigata ;-))))))))))))))
    no dico, non l'avevo mai fatto in vita mia, ma come la prima volta l'ho goduto veramente.
    Certo che il nostro è un mondo schifoso.
    complimenti per il tuo blog,
    reza

  60. Tisbe

    @Francesco, e che ci vuoi fare io non sono un volpino come voialtri, io sono un'ingenua e mi faccio manipolare da quella stregona di Dacia Valent 😉
    @reza, sono contenta per questa condivisione. Adesso mi sento meno sola, e soprattutto meno mostruosa. Grazie 🙂

  61. utente anonimo

    Allora, sul fatto di avere tentazioni possiamo essere tutti d'accordo, a seconda del coinvolgimento emotivo, ideologico personale per situazioni più diverse.
    Il problema non è questo aspetto umano (visto che si intende che i santi e chi ha raggiunto il nirvana di solito non scrivono sui blog). Il problema è l'emersione di un eversione estremizzata molto radicale, molto poco oggettiva nelle analisi perchè la radicalizzazione dell'odio, della violenza come mezzo di difesa (o di attacco, dipende dai punti di vista) legittima, l'identificazione di un nemico ben delineato a cui nn si può e non si deve concedere un confronto di dialogo, l'idea che passa in alcune che solo chi è violento è veramente diretto,. schietto e puro (che è una castroneria populista che viene opportunamente criticata quando è il nemico a ragionare così..) come se non esistesse una genuinità di intenti e schiettezza nel vedere nella dialettica, nel dialogo, nel confronto politico ecc senza un'Ak47 ecc (teoria naturalmente non valida se si usa un m16 o una beretta ed è noto che i teorici purezza ideologica=reazione violenta sono gli stessi poi che partecipano alle manifestazioni contro guerra, per la pace, contro l'intervento Onu, Nato, ecc, creando a mio avviso un'incoerenza insanabile per la loro futura credibilità), contro la pena di morte ecc… beh, tutto ciò rispecchia fortemente la divisione, il conflitto interiore della sinistra maturato dalla fine degli anni '60 (i tempi in cui la contestazione in ogni ambito si poneva a sinistra della sinistra in modo molto critico) e mai risolto, cercando e riuscendo a creare una legittimità, che attinge ai modelli rivoluzionari, della resistenza con una continuità molto, molto discutibile e forzata (a mio avviso).
    Il consenso per questa estremizzazione, radicalizzazione violenta naturalmente fa capi al solito motivo di sempre: l'idea che la soluzione "finale" è l'unica soluzione concreta per il bene collettivo, in cui anche i mali, le vittime, le ingiustizie, le prevaricazioni, le torture, le esecuzioni sommarie e arbitrarie rivendicative (non affidate alla giustizia) per motivi personali legittimati (altra incongruenza appare quando gli stessi si oppongono poi alla pena di morte in alcuni stati Usa e alle armi distribuite al supermarket, con la logica più o meno consapevole dei due pesi e delle due misure), l'incapacità di riconoscere alle vittime lo stesso peso e di considerare i morti funzionali alla causa con un metro diverso (non è diverso considerare diversa la morte di un ebreo e di un palestinese, di un nero o di un bianco, o di un ariano e 10 non, il principio è lo stesso di sprezzante superiorità morale), ecco tutto questo è continuità del sogno rivoluzionario frustrato e fallito ma mai dimenticato nonostante la caduta del comunismo in Europa ecc, tutto questo è la logica per cui la violenza crea altra violenza, la logica dell'odio viscerale, doveroso (dalla lotta di classe a quella etnica, da quella ideologica a quella fanatica religiosa) che si è inasprita PROPRIO perchè il comunismo si è indebolito nella sua radicalizzazione e non è più possibile per molti sentirsi davvero identificati (esuli volontari o meno) in un'ideologia non più rappresentata politicamente, sentendosi traditi e odiando chi, in onore di onestà storica e giusto revisionismo comincia un percorso costruttivo di autocritica, prendendo distanze e scusandosi dove serve (parlo di tutti, da Fini al Giovanni Paolo II a Fassino) e come si sa, ad essere i più odiati sono sempre gli "apostati", primi nemici perchè perchè traditori, perchè sono nemici interni, quindi più pericolosi. (…) Alieno

  62. utente anonimo

    2da parte (..) Allora bisogna fare delle scelte ed essere chiari.
    Si può stare con le Br, i taleban, Al qaida e quant'altro e però si perde la legittimità di criticare la violenza degli altri, le soluzioni militari anteposte a quelle politiche, vessilli pacifisti e contro la pena di morte, luoghi di tortura, ingerenze nella vita democratica e tutto il resto.
    E' una scelta che richiede almeno una coerenza (come fa Er Mahico che spesso ricorda "mai stato pacifista" ed in questo suo radicalismo a cui mi oppongo riconosco almeno il merito di non essere volutamente consapevolmente ambiguo anche se lo è più volte inconsapevolmente).
    Oppure scegliere quel percorso di confronto politico, di aiuti umanitari, di rispetto reciproco che ricorre o non ricorre ai mezzi necessari militari e di forza, ma che congiunge politiche relazionali, dialettiche (un po' come dice il pensiero dello scrittore Oz, che ritiene purtroppo necessario l'intervento israeliano contro hezboollah, ma che auspica che non si abbandoni il progetto di pace dei due popoli, due stati e la fine dei conflitti, senza lasciarsi prendere la mano da un odio perpetuo.
    Per quanto riguarda Dacia Valent io ho letto e fatto delle ricerche (almeno finchè il suo blog era libero), ho avuto modo di leggere molte sue dichiarazioni. Non mi pare che faccia o abbia fatto mai segreto di tifare apertamente per la legittimazione dell'odio, della violenza necessaria e funzionale anche nelle sue nefandezze e della catalogazione in morti ed esseri umani di serie A e B. Così come, volente o nolente è sempre stato chiaro il suo radicalismo di posizioni non oggettivi in virtù dell'odio che legittima ogni sua analisi. I suoi messaggi sono sempre giocati sull'istigazione all'odio, alla violenza (rifugiandosi nell'ambiguità e nel vittimismo, magari dicendo proprio che tutto questo gli fa un baffo e c'è abituata o è congiura che gli fa onore ecc). Ma in realtà i messaggi sono chiarissimi, violenti e spesso inaccettabili.
    Per quanto riguarda la sfilata "fascista", sono d'accordo che è una vergogna ed una caduta di stile del governo precedente, per quanto la colpa ricade in parte su manifestazioni opposte che si sono avvalse della violenza dando la grande occasione di dimostrare ai "fascisti" che sono più tollerabili e legittimi nell'espressione, meno pericolosi nell'impatto sociale (umiliante davvero a mio avviso). Ma come riportato, non si sarebbero potuti esprimere in questo blog, si trattava di altro (e c'è bisogno che Kilombo si esprima contro il fascismo? Ehehe, mi pare assodato a priori). Ma questo non legittima certo certi post-libelli violenti, inaccettabili sia sotto il profilo ideologico, sia sotto quello morale, etico, estetico, sia sotto quello della regolamentazione da tutti approvata che mi pare di aver capito c'è e quindi o si modifica o si rispetta (altrimenti a che serve fare un regolamento?).
    Trovo che Tisbe sbagli lasciandosi trasportare a difesa valorosa contro gli attacchi a Dacia, sentendo un'aggressione preventiva che può pure esserci, ma che è ampiamente ricercata e motivata da Dacia stessa. Tisbe quindi è animata da intenti umani nobilissimi (difendere la parte debole) ma perdendo l'oggettività dell'analisi, dell'onestà in questo virtuoso schieramento a paladino difensore.
    I post che mi sembrano più equilibrati sono senza dubbio quello di Supramonte e, se non sbaglio, quello di Francesco (non sono sicuro che sia lui, sono tanti post), ma non so bene i precedenti nè i fatti di Kilombo e quindi le mie analisi sbagliate (e comunque soggettive e opinabili dalla soggettività altrui, legittimissima) sono eventualmente da imputare anche alla mia conoscenza limitata ai post che ho potuto leggere qua.
    L'impressione che ne traggo è che se Kilombo è una comunità con affinità ideologiche pur con diversità (che dovrebbero essere costruttive in questo), questa radicalizzazione non può che distruggerlo, danneggiarlo, come fa ogni fanatismo estremizzato che non può, essendo questo, tollerare e convivere con qualsiasi altra cosa che non sia se stesso (quindi addio contributi eterogenei).
    Io avrei piacere solo che il messaggio sincerità-schiettezza-purezza=soluzione violenta e radicale estrema la smettesse di passare. Anche Hitler era schiettissimo nei suoi proclami, ma questa schiettezza non è sinonimo affatto di virtù, siamo onesti, non è ammirabile per questo dai….
    Così come cattivo=sincero, vero, genuino.
    Ma che significa?
    E' assurdo! E' fasullo!
    Come si fa… mah!
    Odio i luoghi comuni.
    Alieno.

  63. utente anonimo

    Mi permetto di intervenire,
    da un punto di osservazione esterno ma interessato alle sorti di Kilombo,
    il cui spirito primordiale aveva tanto entusiasmato anche il sottoscritto.

    Sorvolo su quelle che mi appaiono come beghe condominiali di pallazzokilombo, dove quasi non ci si saluta quando ci si incontra per le scale,
    e molti si spiano con diffidenza dallo spioncino del proprio blog.

    Entro nel merito del post di Dacia censurato,
    che ho letto con l'acquolina in bocca pregustando la pietra dello scandalo.

    E sono rimasto deluso.
    Deluso dall'intelligenza di quei redattori convinti davvero che ciò che impedisce alla Valent domani di uscire di casa per andare a "picchiare, mutilare ed uccidere"
    sia una questione di tempo…

    Assurdo solo per me?

    La lotta di classe nella cultura delle sinistra è permeata sino al midollo al ricorso dell'uso della violenza.
    Spesso ritenuta come vera e propria legittima difesa.

    Personalmente sono andato oltre,
    o meglio, a ritroso,
    concependo per la mia esistenza, in particolare per il mio attivismo nel campo dei diritti umani,
    il pacifismo come unica risorsa attingibile.

    Con questo non mi scandalizza ciò che Dacia esprime con la sua penna aguzza e orticante,
    come da suo costume iperbole,
    ritenendolo appunto pertinente alla discussione che dovrebbe ruotare attorno ad un aggregatore di sinistra.

    Al contrario della censura,
    che a me evoca sempre la cultura dell'olio di ricino.

    Se dovesse a breve innescarsi questo famigerato kilombo slow,
    propongo come prima tematica da trattare proprio le pulsione alla censura di alcuni redattori puritani.
    Peraltro già paventate in passato ed ora diventare effettive.
    Una discussione concentrata anche a fare la conta, magari tramite un sondaggio,
    per sapere quanti all'interno di kilombo sono favorevoli a questa attitudine spregevole.

    Tanto per rendermi conto in quale contenitore sto aggregando i miei contenuti.

    A casa mia ogni opinione ha diritto di parola,
    per esempio io ad un negazionista non darei un microfono,
    ma gliene darei un centinaio,
    non perchè mi riconosca nelle sue idee,
    ma per demolirle in un confronto alla luce del sole.
    (David Irving rinchiuso in carcere in Austria è divenuto un martire,
    prima non se lo filava nessuno)

    Concludo che da oggi il post incriminato e censurato di Dacia Valent, Redde rationem
    avrà un collegamento permanente fra le mie "camere comunicanti" su http://guerrillaradio.iobloggo.com/ per dar voce a chi ha deciso a mio nome di imbavagliare.

    -not in my name

    Vittorio alias
    guerrillaradio.

  64. utente anonimo

    Il ragionamento di Vittorio è realistico ed efficace: la censura, come ho già osservato parlando della pessima politica Vaticana, finisce per giocare a sfavore ed è meglio (ben detto) dare più microfoni per eventualmente smontare le teorie altrui (ottimo l'esempio di David Irving che prima non si filava nessuno ehehe). Tanto chi si è schierato preventivamente, disinteressato ad ogni dialogo, ma solo a trovare conferme e rafforzi ideologici, non solo non cambierà idea, ma troverà nel martirio mediatico del censurato, un motivo in più per estremizzarsi e radicalizzarsi oggettivando un disegno di aggressione indebita, del pericolo manifesto di una vittoria "del nemico".
    Però io sono quello dei dubbi e non posso fare a meno di pensare subito alle possibili implicazioni di un atteggiamento così aperto a tutto senza alcuna regola o regolamento, quindi ti chiedo Vittorio se, per coerenza, è giusto che Kilombo ospiti anche tutte quelle non affinità e opposizioni (anche post fascisti e nazisti a questo punto) con lo stesso spirito di dare più microfoni a tutti. Non si perde un po' lo spirito iniziale che è, sì, quello della fucina, del laboratorio delle sinistre più diverse, eterogenee, ma pur sempre con affinità, omogeneità più ampia: è pur sempre un laboratorio di una sinistra definita, anche se ampissima nella diversificazione sull'approccio a certi temi e l'estremismo più radicalizzato e violento (verbalmente come premessa per l'attivismo violento, come base per altro… altrimenti perchè diamine la dialettica violenta? Fine a se stessa? Mah), che ripeto, in quanto tale, fa a cazzotti con tutte le altre diversità di cui si nutre il progetto Kilombo. Il fanatismo, l'integralismo delle idee non ha la cultura del rispetto e della tolleranza per la diversità e costringe giocoforza alla scelta dolorosa di rispondere con la chiusura del dialogo, la repulsione e la caduta del rispetto da parte di chi si propone mezzi e strumenti diversi come quello del confronto costruttivo. Insomma, nonostante ci si proponga la diversità, è impossibile alla fine accettare il diverso che non ammette altro che sè, a meno che non si rinunci al progetto, non ci si rassegni all'autodistruzione.
    O no?
    Ciao.
    Alieno

  65. utente anonimo

    Dacia, riporto un tuo pezzo: "Ma quando le persone non hanno nessun altra possibilità per farsi ascoltare che quella di esplodere colpi di pistola, allora il problema non è di chi spara ma di chi fa sparare.
    …… beh, credo che abbiamo tutti i diritti di sparare."
    E' un ragionamento a doppio taglio, lo capisci? Chi decide alla fine cosa e quando è giusto farsi giustizia da sè? Se moralmente tutti sono concordi che un ingiustizia vada vendicata (cioè, umanamente più che altro, è un sentimento che abbiamo tutti), chi stabilisce il grado di ingiustizia, se il mezzo è legittimo oppure no? Per estensione, anche il ragazzo che ha fatto strage nel college americano, dal suo punto di vista, non avendo altra strada nè voce, ha agito con la tua logica. Ed il tuo pensiero arriva a legittimare anche la giustizia tribale che è proprio per il tuo ragionamento che trova tanto consenso sociale il loco!
    Quando una società cerca di costruirsi una legittimità civile, quando almeno ci prova anche se non sempre riesce (la giustizia cmq essendo decisa pur sempre da uomini, è destinata sempre a non incontrare sempre la totalità dei consensi e la soddisfazione di tutti),la prima cosa che fa è di affidare a terzi la giustizia stessa, l'arbitraggio. Cioè si allontana dalla giustizia fai-da-te che anche a me potrebbe far girare le palle, qualora fossi coinvolto come parte lesa e ho la tentazione di farmi giustizia in modo radicale e definitivo, ma che poi è garanzia per tutti, anche per me se mi trovassi dall'altra parte. Quindi è un prezzo sociale necessario per sfuggire alla barbarie, un miglioramento sociale che produce più giustizia alla fine, della giustizia sommaria fatta in proprio. Capisci cosa intendo? Io per primo torturerei il pedofilo che abusa di mia figlia (troppo poco anche la pena di morte a cui sono contrario), ma l'arbitraggio affidato a terzi è la garanzia socialee civile della giustizia più valida, efficace alla fin fine. Perchè io potrei benissimo essere accusato ingiustamente e pure tu e capitare in mano a giustizie viscerali e sommarie non ci farebbe molto bene alla salute. Come si fa ad applicare il tuo ragionamento? Chi decide? Il modo più corretto socialmente, collettivamente, credo sia quello democraticamente condiviso e accettato e la nostra società ha deciso che la giustizia fai-da-te non va bene, al momento stesso che ti opponi a questa volontà popolare con la forza (vedi Br), crei una violenza a quella legittima volontà espressa dal popolo. Al momento stesso che non accetti e reagisci di forza a cosa ha deciso il popolo democraticamente (voti, referendum e quant'altro), anche se non condividi, tu compi un'aggressione illegittima, ingiustificata se non negli occhi tuoi e di chi la pensa diversamente, ingiustificata dal popolo democratico e libero.
    Così, per finire, io capisco Tisbe quando dice che ha pensato più volte di reagire con la forza ad un'ingiustiza o a uno schifo (e chi non ha queste pulsioni?) ma poi non lo fa, non lo farà, non lo ha mai fatto. Non capisco quando tu, provocatoriamente dici che non lo fai per mancanza di tempo…. cioè, è una provocazione voluta, intenzionale, perchè poi ti rifugi nell'ambiguità delle possibilità interpretative e nel vittimismo? E' una provocazione ricercata che mette in chiaro la sua volontà, ben diversa dalla pulsione di Tisbe, di tutti, quella sì condivisibile.
    Condivisibile come chiunque litighi con il patner o l'amico ed in quel momento gli tirerebbe il collo per l'incazzo, ma poi resta lì, inespresso oppure espresso ma non realizzato perchè non è davvero ciò che desidera. E non per mancanza di tempo. E non può legittimarsi perchè "in quel momento non avevo altra via, non avevo voce.."
    Beh, spero di aver chiarito cosa intendo (dubito perchè mi incasino e non so sintetizzare, affatico me ed il lettore ehehe).
    Buona serata.
    Ho piacere se mi rispondi, sia chiaro, per dirmi la tua.
    Alieno

  66. utente anonimo

    x alieno,
    mi cito:

    "La lotta di classe nella cultura delle sinistra è permeata sino al midollo al ricorso dell'uso della violenza.
    Spesso ritenuta come vera e propria legittima difesa."

    Personalmente sono andato oltre,
    o meglio, a ritroso,
    concependo per la mia esistenza, in particolare per il mio attivismo nel campo dei diritti umani,
    il pacifismo come unica risorsa attingibile.

    Con questo non mi scandalizza ciò che Dacia esprime con la sua penna aguzza e orticante,
    come da suo costume iperbole,
    ritenendolo appunto pertinente alla discussione che dovrebbe ruotare attorno ad un aggregatore di sinistra."

    Se leggi altri post di Dacia,
    ti accorgerei che "l'estremismo più radicalizzato e violento "
    può essere assunto come stile di scrittura.

    Hai presente "arancia ad orologeria" o il teatro della crudeltà di Artaud?

    Lasciamo la censura ai regimi
    e ai suoi numerosi nostalgici.

    Vik

  67. utente anonimo

    X Tisbe

    "Erano là due esseri schifosi, vecchi e grassi"
    Mi è successo qualcosa di molto simile in una cittadina africana ai piedi del Kilimanjaro.
    Lui era decrepito, lei poco più che una bambina,
    indovineresti il colore della loro pelle?

    Comunque,
    con sistemi molto persuasivi (x inciso, non violenti… ma verbalmente irruenti, alla Dacia?)
    sono riuscito a fargli levare le tende da intorno alla mia vista.

    Questa scena tipica di molto terzomondo obbligato alla visita del turismo occidentale,
    sia chiaro ben con ben poco di umanitario se non saziare a furia di viagra
    la foia di vecchi e meno vecchi degenerati,
    l'immondizia non smaltibile della nostra società,
    è uno dei motivi principali per cui non sono mai stato a Cuba…

    V.

  68. ermahico

    solo i fessi non capiscono quando reagire e si accollano ingiustizie.
    è finito il tempo del porgi l'altra guancia.
    nel futuro c'è: pochi ricchi e stronzi, con un esercito invincibile e con una massa di schiavi imbelli.
    come ora praticamente ma si noterà di più
    Succederà in maniera semplice:
    il padrone vi darà l'illusione che sarete in futuro ricchi come lui, felici, e spaparanzati al sole, ma una volta entrato il suo sistema nella società (che non verrà MAI PIù capovolto con le parole) vi chiederà tutt'al più se vorrette fare parte degli sgherri che si sporcano le mani, visto che i posti da ricco sono tutti occupati.
    Come per magia non ne farete parte affatto, perchè sarete o troppo buoni , o troppo intelligenti, e potreste creare disordine per una non-cieca obbedienza….altresì sarete sbattuti come schiavi alla catena per tutta la vita.
    e a quel punto una vocina nel cervello urlerà sottovoce…
    "ma…se mi fossi ribellato…se non avessi creduto alle stronzate del riccone….. se non avessi accettato come oro colato che essere buoni significava alzare poco la voce e semrpre con garbo, senza alzare mano o peggio di peggio il pugno…. se avessi sfidato il potere, la società….ora dove sarei?"
    un evento però spezzerà la vocina
    Sono le botte in testa del capetto mediocre che vi intima di tornare a lavorare sennò và nel reparto di vostra moglie a fargli fare gli "straordinari"
    ius prima noctis

    questo è il futuro che meritano i perbenisti.
    io preferisco crepare che accettarlo.

    PD.

  69. utente anonimo

    Ci sono delle scelte che uno alla fine deve fare. Chi usa un linguaggio violento poi si deve assumere le responsabilità di assumersene le conseguenze e non nascondere la mano che ha armato le mani di altri. Perchè? Perchè come ho detto, una violenza forte e chiara istigatrice di violenza, proclamatrice di odio necessario, anzi virtuoso poi in effetti viene usato come legittimità, anzi, virtuoso metterlo in pratica per alcuni. E questo vale tanto se è un fondamentalista islamico a parlare o scrivere, che se è un Berlusca che invita a non pagare le tasse (e per questo linguaggio non si è certo detto soltanto che era …. “solo linguaggio” eh, ci facciamo le regole sul momento o le applichiamo davvero?), o se è un sindacalista o certi esponenti di botteghe oscure che firmano un documento contro un commissario o un funzionario.

    E nei loro confronti, di coloro che hanno un linguaggio di chiara violenza istigata e di odio, pesa la responabilità vera e in confronto a loro, sono più legittimati i terroristi, i brigatisti, coloro che si guadagnano il paradiso di allah o picchiano le mogli disobbedienti, perchè sono i primi che hanno dato l’appoggio, la legittimità morale per farla e che non avrebbero!

    Lo scontro dialettico è un conto diverso dall’apologia della risoluzione diversa. Uno deve scegliere alla fine se le normali vie democratiche sono le vie giuste da accettare per esprimersi e cambiare (quindi nel rispetto degli altri democraticamente non d’accordo nel caso) oppure se è tutta carta straccia e la democrazia una cosa ingiusta e inutile!

    Faccio un esempio terra terra. L’italia è stata spaccata in due dal voto. La soluzione per metà italiani non c’è più e certo non sono stati rappresentati e non lo saranno. SI auspica la rivoluzione, la guerra civile perchè poi ci si pente di non averlo fatto, per non subire? Perchè è questa la logica di Er Mahico che però applica naturalmente ed inconsapevolmente solo con esempi a lui utili e strumentali alla sua ideologia, non approverebbe certo che la regola fosse valida anche dall’altra parte della barricata.

    Così, non so.. il Vaticano… facciamo fuori preti e vescovi e cattolici o cerchiamo la via del dialogo, dell’espressione democratica (i voti, i referendum ecc) cercando di portare dalla nostra parte il consenso? Perchè tra l’altro, con la violenza, non si porta il consenso, ma solo una divisione più dura, più rancorosa, una frattura più forte. Poi dopo, devi mantenerla sotto la forza e la violenza quella frattura e divisione, con un regime o l’omicidio o la deportazione o il gulag o il campo di concentramento. La violenza iniziale non servirebbe a nulla! La devi perseguire poi, finchè ti riesce, con ogni mezzo. E’ la storia di tutti i regimi che hanno nell’intimidazione e nella violenza il loro punto di nascita vera e propria, sia regimi di destra che di sinistra, non fa differenza. Dopo c’è la perpetuazione della violenza. Per sempre, a meno che non ammazzi tutti coloro che si oppongono.

    Nessuno fa queste riflessioni?

    Cosa urlera a quel punto, quando sei costretto a impedire con la forza e la violenza le rivendicazioni di chi hanno subito la violenza che auspichi all’inizio, la vocina che dici?

    Peggio per loro?

    E allora va a farsi fottere tutto, anche il fatto che la politica di Bush è sbagliata, che quella di Hitler è bestiale, di Stalin…tutto.

    No, la via non può essere questa perchè non risolve, ma precipita in qualcosa di peggio!

    Dove non ci sono le vie democratiche di espressione, di libertà allora ha una sua legittimità la soluzione violenta: davvero non c’è altra via.

    Ma proporla dove c’è significa opporsi al popolo che non l’ha chiesto questo nel voto o nel referendum o eleggendo un partito o u politico.

    Dietro una convizione di essere dalla parte del popolo si è invece contro, perchè il popolo ha i suoi strumenti in una democrazia. Possono non piacere. Può non piacere all’elettore di cdx di essere rappresentato dal csx, ma non è legittimato per ricorrere alle armi, alla guerra civile, alla violenza perchè inizialmente ha accettato le regole, anche di perdere le elezioni.

    Lo stesso discorso per Kilombo. Se si accettano le regole, poi si osservano. Oppure si cerca di cambiarlo. Perchè cosa è il regolamento di Kilombo se non l’identità che si è data? Quella che dice che, per quanto diversità siano ammesse, ma non tutto è ammesso (non si ammettono fascisti per dire), non è ammesso questo e quest’altro.

    Allora io chiedo: qual’è l’identità di Kilombo? E’ il suo regolamento o no?

    Cosa non è? Quando non lo è e quando si?

    Rappresenta anche l’istigazione violenta, la legittimità del terrorismo eccetera (non sarebbe il primo luogo dove succede purtroppo) oppure si è data un’altra identità che lo esclude?

    E’ questo il punto.

    Da quello che ho capito i famosi “compagni che sbagliano”, beh, come minimo sbagliano! compagni deviati! Magari sempre compagni, ma sbagliano, deviano, sono lesivi (come lede all’immagine di un sindacato un Br che vi appartiene).

    Quindi non è più, a mio avviso, Kilombo che allontana, censura, non riconosce e non si riconosce, ma sono i fautori di un linguaggio inaccettabile che non si riconoscono, si sono allontanati da Kilombo, consapevolmente perchè il progetto iniziale lo escludeva e così come il regolamento da tutti approvato.

    Il linguaggio inaccettabile che teorizza la via della P38 o altro, non si può ridurlo solo a mero dialogo, solo dialogo provocatorio o conflittuale. Quel linguaggio esiste e non è quello.

    Anche il Mein Kampft non è solo un linguaggio provocatorio, duro e solo linguaggio. E’ un decaologo che istiga a mettere in pratica. E’ il manifesto di una violenza che poi prima o poi qualcuno deve mettere in pratica. Perchè altrimenti sarebbe un manifesto che non ha motivo di esistere. Ci si assuma le responsabilità fino in fondo, non ci nasconda nell’ambiguità.

    Quella nonj è dialettica, perchè dice proprio che il dialogo è insufficiente, inutile! E’ quindi la morte del dialogo e del confronto, la fine della fabbrica di idee e della diversità o tolleranza.

    Nel momento in cui si auspica la lotta armata con delle parole, si dice: queste parole come tutte le altre possibili sono inutili, utile sarà la lotta armata.

    E questo meccanismo induce che per coerenza tutti sono legittimati ad usare lo stesso metodo dopo e che comunque è necessaria la continuità della P38 per mantenere il “nuovo ordine” perchè la P38 ha distrutto il dialogo e rafforzato le divisioni e desideri di vendetta di chi poteva accettarlo per via democratica il confronto, ma non violento, perchè violenza ha subito e violenza farà inevitabilmente.

    Ci si pensa o no a tutto questo?

    Questo non è un paese che non da possibilità e vie per esprimersi.

    fossimo in Cina capirei una Tien An Men qui, ma qui abbiamo la libertà che però va accettata anche quando non ci rappresenta, anche quando si perdono le elezioni e i partiti ci schifano. Se ne crea uno nuovo, si lasciano tutti, si sceglie il male minore tappandosi il naso, ma il male peggiore è proprio quella violenza che si istiga quando c’è una democrazia.

    Qual’è la vostra identità?

    Alieno

  70. WebLogin

    @ErMahico, in Italia abbiamo un politico straricco (e tanti altri cmq ricchi) che ha molti consensi e non solo da persone ricche. Quindi sei sicuro che la violenza possa fare cambiare le cose? Nella società in generale o nello specifico nelle fabbriche le cose vanno male anche per colpa di chi ci lavora. C'è l'invidia del collega ma ci sono anche i rappresentati interni dei sindacati che spesso fanno solo gli interessi delle fabbriche, e da chi sono eletti? E soprattutto a chi sono colleghi?

    Non considerare i politici delle "non persone" che governano per un volere divino, sono stati eletti da noi! Per me bisogna essere partecipi e non solo alla vita politica ma all'interno della società.

    Pur riconoscendo che quando si è coinvolti emotivamente è molto difficile essere contro la violenza oppure non desiderare la morte di certe "persone", devo riconoscere che è una soluzione sbagliata! Le brigate rosse hanno cambiato in meglio qualcosa? E' vero o no che la legge Biagi è diventata intoccabile anche a causa del fatto che è stato ucciso? Una legge che porta il suo nome ma non rappresenta neanche le sue idee, e questo grazie a cosa???

    Ora non so se dal mio commento per te sono un cagasotto, un perbenista, un fesso, ecc. ecc. Io so solo che ogni volta che ho fatto ricorso alla violenza me ne sono pentito e a volte mi è costata cara.

    Ho apprezzato molto il commento di Guerrillaradio sulla vicenda del post di Dacia e su Kilombo e anche in questa occasione dico che il post di Dacia non è giusto censurarlo.

    Ciao.

    Giuseppe T.

  71. utente anonimo

    Giuseppe, sei riuscito a sintetizzare e semplificare alcuni aspetti che ho cercato di accennare, bravo.

    Però nè io nè te dobbiamo dimenticare che Er Mahico ha già preso una decisione “a prescindere”.

    “Mai stato pacifista” e il ripetere che la sua scelta radicale è frutto di coraggio, palle e schiettezza (sottintendendo o anche esplicitando che chi non la pensa come lui è senza palle, coraggio o almeno non diretto) ed altre cosette lo disegnano benissimo.

    Quindi, con la sua decisione “a prescindere” e inamovibile è impossibile schierare spunti di riflessioni, di confronto e di dialogo, perchè è un muro forte, irremovibile che ha come cemento forte l’idea che la sua posizione è coerente se è sempre e comunque così, inamovibile a “prescindere”. Quindi credo che, se mai esiste un modo per farlo riflettere in proprio, non è di farsi condizionare che è impossibile in virtù del fatto che per lui il non cambiamento è uguale all’essere coerenti, vivendo la spinta esterna come un maggior motivo di restare radicato, anzi di più, ma quello di indurlo ad autocondizionarsi abbastanza scardinando quel concetto di coerenza a cui tiene moltissimo.

    Per esempio dimostrandogli che non è coerente affatto, che le regole le fa e le sfa per condizionare un risultato definito che è quello della continuazione dell’odio di parte.

    Lui non guarda che cosa produce 2+2, lui sa che lo scopo deve essere 4 e cambia di volta in volta quel che serve per arrivarci. L’unica è portarlo non solo a dire che “mai stato pacifista” o che “è diretto e schietto”, ma che non ammette che lo stesso meccanismo si applichi sempre, da qualsiasi lato della barricata si ponga, che in realtà non è coerente, che l’unica cosa schietta è il suo odio, non la nobiltà coraggiosa di ideali e motivazioni, odio fine a se stesso, vendetta, punto. Così quando saranno i Usa a fare guerra preventiva continuerà a dire che sono bastardi, se farà vittime civili, anche, se consegnano alla giustizia irakena Saddam idem, ma per coerenza dovrà evitare poi di appoggiare un terrorista che fa guerra preventiva, su ogni campo, che fa vittime civili, se fanno giustizia sommaria. Così come se un Br agisce lui sarà dalla sua parte o lo legittima, come minimo alla Dacia che si pone il problema di chi l’ha portato a farlo, ma dovrà poi per coerenza, evitare di recitarsi scandalizzato e offeso se è un poliziotto a menare, un magistrato ad arrestare, la politica ad emarginare quel Br…

    Cioè per coerenza dovrà dirsi qualcosa: beh, sono le regole del gioco che ho scelto io d’altra parte, non è che posso cambiarle di volta in volta strumentalmente.

    Oppure dovrà smettere di argomentare per inutilità, perchè basterà chiarire che a “prescindere” hanno sempre ragione questi, a “prescindere” hanno sempre torto questi altri e non serve più parlarne.

    Quello che cercavo di fare io è scardinare la sua idea fasulla di coerenza, se non all’odio di parte sempre e comunque. Quello in cui cercavo di far breccia è la sua convinzione che “solo se si fa come dico io si hanno palle e si è diretti al sodo e schietti”. Tu invece, che ti spieghi molto meglio di me, però dimentichi che ti rivolgi a uno che ha già deciso “a prescindere” e che ha deciso che per avere un risultato tutto è legittimo, senza regole, senza ragionamento, senza mai un dubbio.

    In questo è sicuramente schietto e diretto.

    Ma come ho detto, pure Hitler e Stalin o Mao Tse Tung a loro modo lo erano, ogni regola o mezzo è ammesso per raggiungere il risultato finale.. ed il ragionamento che questo modo d’essere “a prescindere” diretti e schiesti basta per essere ammirati mi fa venire i brividi.

    Pensa solamente alle analogie inconsapevoli che Ermahico tira fuori…. “pecore umane” non ti ricorda qualcosa? “meglio un giorno da leoni..”, “boia chi molla” non ti vengono subito in mente? A me si, forse anche a te, a lui no, inconsapevolmente è un muro, consapevolmente si è messo un paraocchi e tappi nelle orecchie e se lo costringi ad ascoltare non ti sentirà, a costo di urlare “lalalalalala nontisentonontisentonontisento” perchè lui NON vuole ascoltare e riflettere, per lui è un disonore e da boia mollare, è da pecore.

    Tra tanti di cui leggo i post è quanto di più vicino ad un fascista ci sia (mai stato pacifista, cagasotto, pecore, sono diretto e schietto..) per determinata ostinazione, ma lui di questo non si accorge affatto.

    Anzi, scommetto che leggendo, non rifletterà un secondo perchè leggendo con il suo “a prescindere” può solo incazzarsi e sentirsi offeso.

    Ma il mio tentativo non era questo, affatto, era un invito a non “auto-offendersi” inconsapevolmente con quel suo “a prescindere” senza condizioni.

    Buongiorno a tutti.

    Alieno

  72. ermahico

    Vi racconto 3 storie di 4 righe l'una.
    sono tutte storie di miei colleghi, di varie ditte.
    Pino
    ripescato dal limbo della CIGS per entrare in una grossa ditta: lo mandano a un mese dalla fine del tempo determinato a 1300km da casa, solo, senza possibilità di scendere nei fine settimana pena il licenziamento in tronco, sta male, diarrea, dolori reumatici dovuti a una vita di lavoro duro, dopo aver svolto le sue mansioni (per amore di essere di essere riconfermato) passa le giornate in camera d'albergo a vomitare nel cesso, sta veramente male, le telefonate che ci facevamo erano degne delle "mie prigioni" di Silvio Pellico.
    Sindacato assente, società che alla fine manco lo conferma, a spasso.
    Agostino
    fa un incidente col furgone, scende per bloccare le macchine che si sarebbero sfracellate dentro la galleria, tutti rallentano grazie alla sua segnalazione, tranne una moto che spanda e gli spacca in due il bacino e le gambe, la società non riconosce l'infortunio sul lavoro,poichè era uscito fuori dall' ambiente lavorativo (il furgone) e lo licenzia dopo un'anno perchè non camminava bene. Sindacato compiacente, Azienda che se ne esce pulita pulita con le democratiche leggi.
    Emanuele
    dopo il crack Tecnositemi, rimane 6 mesi senza una lira, debiti colossali per un operaio si accumulano, non sa come far fronte alla famiglia, manda figli e moglie a vivere da parenti, si impicca nel garage di casa sua. Sindacato in lutto, azienda costernata, magistratura che fa quel che può (un foglio di verbale di 3 paginette)
    ErMahico
    Troppe.

    @Alieno
    Sono d'accordo su tutto quello che hai detto, un giorno mi pentirò delle cose che dico, ma sicuramente non mi pentirò di quello che volevo ottenere: Giustizia.
    Assomiglio a un fascio? può darsi. L'importante è che io sappia di non esserlo.
    @ Giuseppe:
    Dopo Biagi l'articolo 18 non è stato più toccato, anche se ci sono bellissimi stratagemmi per sfanculare l'operaio che osa dire A anzichè B senza permesso scritto.
    Outsourcing- cessione ramo d'azienda etc etc—

  73. utente anonimo

    ErMahico: le tue storie sono terribili.
    Per te abbastanza per legittimare la tua posizione radicale e l'uso alla violenza se serve allo scopo di fare giustizia, per me, pur restando terribili, non legittimano la violenza come mezzo per cambiare le cose ed avere giustizia, perchè credo che ne creino altre quei metodi.
    Insomma, per te quel risultato 4 che (metaforicamente) vorresti ottenere con ogni mezzo lecito e illecito è GIUSTIZIA! Il fine da raggiungere è ottenere giustizia (vendetta inclusa). Volendo quel 4 può anche essere un pessimo voto che si può dare alla giustizia attuale concordemente io e te.
    Per te, il tuo modo di pensare e agire potrebbe portare la sufficienza e non subire ulteriormente oltre il perpetuo immobilismo di una giustizia ingiusta; per me, per averla la giustizia le strade sono altre e i tuoi "metodi" peggiorerebbero il voto, anzichè elevarlo.
    Sull'ingiustizia quindi siamo perfettamente d'accordo.
    Sui metodi per avere giustizia decente o migliore, beh, su questo no, è chiaro.
    Le tue storie sono davvero umanamente angoscianti, tremende, insopportabili, urlano vendetta, umanamente non posso che capire il tuo stato d'animo, le tue reazioni, anche se non le tue strategie per porvi rimedio poi, a ben pensarci.
    Ciao e buonagiornata.
    Alieno

  74. WebLogin

    @ErMahico, potrei citarti altre storie come quelle che hai riportato, ma non voglio fare una "gara della sofferenza". Io dico che ricorrere alla violenza per cambiare le cose è sbagliato, perchè non le cambia (in meglio)! Io ti ho fatto notare che la legge Biagi oggi è quasi considerata sacra, porta il nome di una persona e neanche la rappresenta, e perchè? Cosa hanno cambiato in meglio le brigate rosse? Chi vota i politici? Parli di art. 18, ma come è finito il referendum??? Vedi, potrei farti tante domande come queste per dimostrarti che la violenza non può cambiare le cose e che il cambiamento può avvenire solo se le persone lo vogliono veramente.

    Ciao.

    Giuseppe

  75. Tisbe

    Uccidere Biagi è stato un gravissimo errore (e umanamente riprovevole) infatti oggi esiste una legge PESSIMA ammantata di sacralità a causa di quell'omicidio

  76. WebLogin

    Appunto Tisbe. Il problema è che per cambiare le cose bisogna soprattutto che sia la gente a volerlo. E' stato ucciso Biagi ma è stato bocciato anche il referendum sull'articolo 18.

    Giuseppe

  77. ermahico

    ho già detto la mia riguardo a Biagi, cioè che mi dispiace, ma la colpa è anche di chi si sceglie male gli amici a cui offrire il proprio sapere.

    La democrazia è un lusso solo per chi se lo può permettere.
    Anche in galera il galeotto che protesta duramente contro le guardie viene assalito dai suoi stessi compagni che vogliono il quieto vivere.

    La volontà popolare odierna è inutile o altresì dannosa. Per formarla occorrerebbe insegnare il concetto di collettività sin da piccoli.
    Altro che ora di religione.

    Credo che non porterò avanti la formazione di qualsivoglia forma di organizzazione, per il semplice fatto che comporterebbe una disciplina durissima che mi obbligherebbe a decimare e selezionare spietatamente gli aspiranti rivoluzionari e ad annullare le forme di dissenso al suo interno, poichè l'unico esercito che funziona è quello che non discute mai nè gli ordini nè la strategia.
    Non mi và di azzerare o essere complice nell'annulamento dell'individualismo delle meravigliose persone che ho conosciuto o che conoscerei, poiche tanto bene hanno portato nella mia barriccata, rendendola un vero luogo di riflessione e crescita.

    Attendendo tempi migliori, continuo a credere che ogni giorno è un buon giorno per combattere e vincere, altri, magari pensano che il miglior modo per vincere la guerra è non combatterla mai.
    Ma c'è la democrazia per portare avanti le proprie idee! Tuona qualcuno.
    Infatti al referendum eravamo tantissimi, ('nta mnkia!) e Berlusca è stato spodestato da un plebiscito (fuorsi!) e la legge 30 è stata discussa a tempi record (zero secondi, ma per riconfermarla!).

    @Giuseppe
    ora sono convinto che non vinceremo mai.

    @ALieno
    se proprio devo essere bocciato almeno darò un buon motivo per farlo, 4,3,2 che differenza fa?

  78. WebLogin

    @Ermahico, "ora sono convinto che non vinceremo mai", e cioè ???

    Su Biagi, "mi dispiace, ma la colpa è anche di chi si sceglie male gli amici a cui offrire il proprio sapere"? Questo giustifica per te la sua morte???

    Quello sull'articolo 18 è stato un'opportunità per estendere un diritto, non è stato vinto, non c'è stato il quorum! Quindi non solo la gente non vuole cambiare, ma se ne frega anche degli altri! Questo vuol dire che dovresti fare la guerra contro la maggioranza degli italiani.

    Ripeto, vuoi cambiare le cose? E allora bisogna partire dal basso: dalle rappresentanze sindacali all'interno dell'azienda, dall'elezioni locali, incaxxandosi e protestando per una strada rotta, per qualcuno che non fa il suo dovere, ecc. ecc.

    Come vedi il ricorso alla violenza non è la strada più difficile e secondo me neanche la più coraggiosa. Non c'è niente di coraggioso nell'uccidere un professore in bicicletta, padre di famiglia e nel giorno della festa del papà. A me dispiace molto per i morti causati dalle brigate rosse ma anche per alcuni di loro, perchè credo che molti delle brigate rosse volevano davvero cambiare le cose, ma hanno scelto il modo sbagliato e hanno finito per fare solo del male.

    Ciao.

    Giuseppe

  79. ermahico

    @Giuseppe
    Mi spiego: stiamo cercando di fermare il mare con le mani.
    Gli LSU da me sfasciano la città una volta l'anno e hanno più diritti di me che mi faccio un culo tanto invece di giocare a briscola sul posto di lavoro.

    Abbiamo una visione molto diversa del concetto di avversario e nemico.
    Parlare ancora su chi combattere mi sembra inutile e poco proficuo.
    Tu difendi la vita e la libertà dei nostri carnefici, anche quando subdolamente si travestono da agnelli, e ovviamente dicono che i lupi sono i comunistacci come me e qualche altro.
    Cerco solo di capire analiticamente la situazione, e più la studio più vedo il totale baratro.
    Dall'altra parte se muore un D'Antona si sente un Berlusca dire: "Regolamento di conti a sinistra" e prendersi gli applausi dal 49% degli italiani.
    Da noi invece siamo pronti a lapidare i reietti che hanno avuto l'ardire di vendicare la classe operaia.
    Mi piacerebbe analizzare i mezzi e le risorse di cui avrebbero bisogno sia la parte puritana e pacifica che quella dura e rivoluzionaria. Per fare un confronto reale su chi ha più chances di farcela nel cambiare le cose.
    Coro:"Ma quei cattivoni hanno ucciso un innocente!"
    Ok coristi, vedendo che la sacrosanta vendetta è una cosa brutta e oltremodo impegnativa più di un volantinaggio, ve la dò buona, (anche se io e i miei colleghi avrebbero qualcosa da ridire), Volete dimostrare che il metodo violento (per voi) è sempre sempre sempre sbagliato?
    No problem, non ci vuole nulla:
    Basterebbe fare vedere il manifestante drogato Squatter noglobal etc etc
    facciamo come fa Emilio Fede, anzi diamogli una mano, diciamo pure noi che la violenza fa i morti, il terrore, fa dormire male la notte etc etc
    fate pure i discorsi nonviolenti pacepacepace, lo sai come si ci puliscono il cul# al piano di sopra?
    Ancora nessuno capisce che possono scendere in piazza mezzo miliardo di persone, ma ai potenti non gliene frega una mazza? (vedi Iraq)

    Sintetizzo:
    ri chiachiri niesci sulu u bruoru
    trad: dalle chiacchiere esce solo brodo.

    Aurevoir mes amis. Le jeu sont fait.
    mentre noi come gli stron#i cerchiamo di emulare Ghandi quelli hanno pronti freschi almeno 5 generazioni di Dittatori.

    riflessione: Dovrei smetterla di ritornare sempre sugli stessi argomenti. Finisco sempre per rendermi antipatico e filoterrorista.

    Aurevoir mes amis. Le jeu sont fait.
    scrivete quello che vi pare, magari pure che Biagi è l'uomo più buono e onesto del mondo, tanto quello a cui ha rovinato la vita,servendo il precedente governo fascista, sono io e miei 1540 colleghi, e sono convinto alla fine non ve ne importi più di tanto, ma è normale, siamo divisi su tutto ,pure su chi è la vittima, il martire, l'eroe, il colpevole.
    Godetevela finchè dura la libertà di parola.

  80. utente anonimo

    ErMahico, il voto 4 non era per te ma era per la giustizia, insoddisfacente per entrambi.
    Ciao.
    Alieno

  81. utente anonimo

    Per rendere suddito il popolo non mi bisogna conquistare i loro corpi, ma i loro cuori.
    (Kublai Khan)

    Alieno

  82. utente anonimo

    Er Mahico, se è come dici, che "quelli" hanno comunque pronte 5 generazioni di Dittatori, come si fa a farli fuori tutti? Ci vorrebbe il favore del popolo, ma il popolo non è dalla tua parte (il 49% di cdx ma anche una larga fetta di csx non approva, quindi si supera ampiamente la maggioranza). Facciamo fuori anche il popolo o lo obblighiamo in modo fascistoide a condividere le tue idee?
    Praticamente alla fine si fa fuori i lupi vestiti da agnelli per sostituirli da lupi col vestito da lupi e addio agnellini comunque..
    Non mi sembra che se ne esca in questo modo no?
    Poi l'incazzo posso pure capirlo, perchè no.
    Alieno

  83. WebLogin

    @Ermahico, le tue argomentazioni le ho trovate deboli e scusami ma anche infantili. Deboli, perchè non tengono conto della realtà e di quello che la violenza ha portato, mentre infantili perchè hai la presunzione di credere che sei l'unico che soffre e ti permetti di chiamare cagasotto, perbenista, fesso, ecc. ecc. le persone che non credono nella violenza come mezzo di cambiamento. Ripeto, io so solo che ogni volta che ho fatto ricorso alla violenza me ne sono pentito e a volte mi è costata cara. Sei sicuro di conoscere ciò di cui parli? Da come parli mi rendo conto che conosci la violenza solo attraverso i film.

    Mi piacerebbe che la redazione di Kilombo leggesse i tuoi commenti, non perchè credo che tu sia capace di applicare la violenza di cui parli, ma perchè forse capirebbero che è sbagliato separare la seconda parte del post di Dacia dalla prima. Il post di Dacia non è giusto censurarlo! Questa è l'ultima volta che lo ripeto, perchè sinceramente non so se mi frega ancora di Kilombo.

    Ermahico, non ero così ottimista da pensare di poterti fare cambiare idea, ma la tua presunzione e la mancanza di rispetto mi hanno indotto a risponderti.

    Giuseppe T.

  84. ermahico

    Sono i ragionamenti semplici quelli più facilmente attaccabili.
    Io ho porto solo avanti l'idea che ,essendo certa gente intoccabile dalla giustizia, questi lorsignori per pagare la pannella devono essere perseguiti con altri mezzi, in mano al popolo possibilmente, e che provochino un deterrente per il futuro.
    Ma come fa notare ALieno, la maggioranza degli italiani pensa "Meglio a te che a me" , e finchè non vengono colpiti e affondati dalla proverbiale nuvoletta di fantozzi pensano di esserne immuni.
    Scusa Giuseppe, ma la violenza che ho visto io per Palermo e dintorni manco un film avrebbero il coraggio di trasmetterla.
    Non volevo fare autocelebrazione di me, sono troppo sfigato per avere qualcosa di cui vantarmi in rete riguardo a "lotte,duelli e affini", di recente al max ho sbattuto qualche bevuto fuori da qualche locale, che manco si reggeva in piedi da solo, ma forse prima , in gioventù avrei qualcosa di avventuroso da raccontare, ma mi basta sentirle da quei ragazzi nel quartiere che ancora ne parlano (certe volte esagerano, ma si sa, non ero uno che si esternava molto in certi argomenti.)
    acc..ho fatto "autocelebrazione in pillole" lo stesso.

    il pacifismo cmq non porterà a un bel niente.
    basterà prolungare il grande fratello di un mesetto che la gente si dimenticherà dei disgraziati che vanno in piazza a dire la sacrosanta verità.
    Panem et circenses
    spero si scriva così.

    buona vita Giuseppe, a me non mi cambia nessuno, grazie per averci provato cmq.

  85. shegoesaway

    ho letto l'incipit del tuo post, e mi sono fermata. perchè ti capisco. non ho letto tutti i commenti, non ho materialmente tempo per farlo.
    io credo che il desiderio di uccidere sia umano, credo che la rabbia che ci portiamo dentro sia parte del nostro sentire, credo che l'indignazione possa essere forte, e l'odio di più.
    io ucciderei. io, essere umano, credo potrei farlo. poi se ci penso mi fermo, no, non è vero. non ce la farei. ma è perchè lascio spazio a quella che è la persona civile in me. forse non è giusto. forse.
    ma non vuol dire che comunque, forse, non lo farei. pagandone le conseguenze del caso.
    sono rabbiosa nei confronti di certi comportamenti, rabbiosa. non sarò migliore di nessuno, ma neanche peggiore di certi schifosi, vecchi laidi, luridi.
    non sono idee facilmente condivisibili, ma è anche vero che non tutti possono capire quanto a volte sia difficile tollerare.
    non è questione di pena capitale, secondo me lo Stato non può uccidere, anche se continua a farlo.
    ma l'essere umano non è solo parte del Leviatano. c'è qualcosa di forte, che resta dentro la nostra individualità.

    b.

  86. utente anonimo

    ErMahico: d'accordissimo! Funziona sempre la regola Panem e Circenses.
    Putroppo. E' la regola astuta Veltroniana ma non certo ha l'esclusiva, la colpa è del popolo bischero. Capacissimo di organizzarsi e appassionarsi spontaneamente e trasversalmente per delle fottute partite di calcio (il vero Circenses gradito dal popolo italiano). Per problemi reali e sociali invece bisogna organizzare con mesi di anticipo, convincere, martellare di propaganda, motivare perchè il popolo scenda in Piazza!
    E spesso preferisce andare al mare. O guardarsi le partite, appunto.
    Ho pensato che cancellare il calcio potesse risolvere il problema (detesto il calcio da tempo immemorabile, ma almeno una volta assomigliava un po' ad uno sport, non c'erano "campagne acquisti", sponsor anche per la carta igienica, quotazioni di borsa, società finanziarie, cause giudiziarie che diventano politiche e tutti quei fottuti milioni di Euro che in tutti questi anni, se invece di buttarli lì, l'italiano e i suoi governanti l'avessero distribuiti non in mano di pochissime persone, ma per fare edilizia popolare, non avremmo sfollati, sfrattati, occupazioni, popolo stra-bischero). Ma non è vero, troverebbe il Circenses nella moto Gp o nella formula1 (distribuendo i soldi collettivi nelle mani di pochi, al solito).
    E per il Panem, beh, qualcuno ci penserà, governo ladro, ma che non manchi il Circenses, per carità, anche la spazzatura fino al primo piano e fuori delle scuole ma che non manchi il Circenses.
    Il Circenses è e resterà la donazione volontaria dei cittadini perchè la distribuzione di ricchezza di tutti venga distribuita in mano di pochi che devono, poveretti, pur mantenersi i costi di discoteche, ville stramilionarie, orgie con piscine, auto da collezionare, nike special edition con logo in oro zecchino, cambio di puttanellemodelle, vacanze in paradisi fiscali e naturali, un po' di cocaina che non guasta mai ecc. ecc. Chè, vogliamo forse che questa gente non abbia tutto ciò dalla vita perchè corra un'oretta nel campo a tirar calci ad un pallone, facendolo ogni tanto qualche ora (non certo 8, non certo precario, non certo in nero, non certo senza vitto e alloggio..) durante qualche pomeriggio, col medico sempre lì pronto se si spezza un'unghia o si sbuccia un ginocchio? Ci mancherebbe. I soldi glieli diamo volentieri perchè vivano come un'elite, gli facciamo gli auguri se si sposa, ci congratuliamo se scopa parecchio, stiamo in apprensione se aspetta un figlio e lo chiamiamo pure per nome come se fosse un'amico. E quando si crepa, il nostro desiderio sarà di avere una loro maglietta sudata o i nostri amici chiederanno una dedica in suo onore, sono soddisfazioni queste eeeeehhh! Forza maggica RomaJuveMilanInter. E lì molti son disposti anche a prendere a bastonate l'avversario, altro che comunistifascisticapitalisti, questa è roba seria. Se si chiudono le scuole perchè c'è rischio di epidemia per la diossina lì fuori, se c'è gente che si ammazza perchè non trova lavoro e a 30 e 40 anni è già vecchio per il mercato e non può riciclarsi e ri-formarsi (largo ai giovani eh, che non soffrano due anni di disoccupazione poveretti), se c'è tutto lo schifo immaginabile passi pure, ma cavolo, non chiuderanno davvero gli stadi eh? Sono pazziiiii?
    Guarda ErMahico, meglio se tacevi perchè non solo sfondi una porta che ho preso a calci e abbattuto da tempo in modo implacabile ed intollerante, ma mi ci incazzo come un lupo thailandese!!!
    Anzi, scusate lo sfogo, ma è più forte di me. Dopo aver pensato al Calcio-Circenses me ne vado a vomitare, scusate eh?
    Ma vi rendete conto che siamo arrivati alla commedia dell'assurdo?
    Con un Prodi che vanta che questo governo ha vinto anche i mondiali.
    Con un aspirante premier come il Berlusca che dice che i risultati elettorali amministrativi DIPENDONO DALLA PARTITA DEL MILAN!
    Con gli avversari che invece di sputargli in faccia o deriderlo, tifano per la squadra avversaria….
    Ma che Paese sarebbe questo?

    xb.: lo stato non ha alcun diritto di uccidere, sono d'accordo.
    Io sono contro la violenza, non potrei mai fare il mestiere del macellaio per esempio (quello che ammazza, non quello che vende carne morta), ma se fossi alla fame, lo farei di corsa.
    Così come non potrei uccidere, ma se fossi disperato e incazzato di brutto, beh, potrei, potrei, altrochè.
    Però riconosco che è uno sbaglio eh?
    Alieno

  87. ermahico

    Hai presente la faccia di Gattuso intervistato 4 minuti dopo la coppa? (io ero contento, anche se abbiamo vinto solo per un palo su rigore dei françois)
    "disse: "credo che ancora non ci siamo capacitati di quello che abbiamo fatto"
    e te credo! Calciopoli,Vallettopoli,Moggiopoli, SeriaA-Tim che sponsorizza le chiamate agli arbitri levando lo scatto alla risposta, Pessotto che si lancia dalla finestra … E poi serate monolitiche di giornalisti moviola-dipendenti che si chiedono cosa si poteva fare per salvare il povero Raciti da una massa di stro##i.
    Credo che all'estero si chiederanno se L'Italia era iscrivibile per integrità morale.
    Mi sa che vincerebbero.
    Ovviamente ipocritamente si fa di tutto per dimostrare che la violenza è ugualmente orribile in tutti i contesti, cioè Ultras=Cobas
    alias
    DajeRoma!=Salariogiusto!.
    Ma che mondo de merd, poi dicono che uno sfascia tutto.
    ci credo che nel '68 si ottenero i diritti minimi fondamentali, non c'era la pay-tv! E poi c'era una nutrita schiera di figli di ex-combattenti nonchè expartigiani veri e propri.
    Se avessimo ancora il 2% di quella generazione cazzuta ancora operativa i cococo non sarebbero mai esistiti.
    Altro che "happyfamilyvodafone" con la faccia di Tottigol.

  88. utente anonimo

    Guarda, non infierire con le compagnie telefoniche, che altro non fanno che dare l'idea di poter essere parte della felicità collettiva, ma è il popolo bischero a volerlo, le compagnie lo accontentano.
    Life-is-Now.
    Tutti si vogliono bene, tutti vogliono far parte del mondo felice, perfino Totti Francè e l'altro vogliono far parte del popolo, sono popolo, stirando camicie e pagando gelati o pizze (sì, 'staminchia che sono uguali a tutti); e tutti, ma proprio tutti sorridono, anche i bambini rinunciano alla Playstation per ascoltare le favole raccontate come una volta, tutti attenti, senza farsi dispetti (seeeee…). Non è un mondo felice quello dove 2 divi sono così modesti, volenterosi e buoni che corrono a risolvere i problemi urgentissimi che abbiamo comunicato chiedendo soccorso, e ci vanno porta a porta perchè ognuno di noi è importante eh (in maserati coupè sgommando, ma solo per far prima sia chiaro)? Ti rendi conto? Sono così belli e buoni che ci cagano, questi semi-dei (da noi eletti), perdono tempo per noi, ci trattano (che bello, mi si riempie il cuore a dirlo..) come se fossimo come loro. Si abbassano e ci considerano uguali! Questa è Life (is now), questa è la vera felicità. Lo spot ce lo dice chiaro e tondo che ti puoi fidare se ci sono loro due, se ci credono loro, dev'esser vero per forza!
    Che bravi. Chi non vorrebbe un amico, un figlio, un padre,un marito, un amante così? E fanno anche tanta beneficienza sai? Si toglion il pane di bocca credo! Due angeli caduti dal cielo proprio. Meno male perchè noi Angelina Joly non ce l'abbiamo, come si farebbe? Il mondo sarebbe più brutto senza questa gente.
    Come si fa a non voler essere anche noi parte di quel mondo felice, di quella tribù gioiosa? Eh!
    Life is Now (se scende il calcio a dirlo è per forza vero)!
    Vado a vomitare.

    Alieno (sempre più felice d'esserlo).

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