Libertà, vita e cambiamento

E’ libero, veramente, solo colui che è disposto al cambiamento, perché questa è la vita: continuo mutamento. Opporsi al cambiamento significa rendere più difficile il cammino della vita, ma cercare il cambiamento a tutti i costi non deve trasformarsi in un alibi per sfuggire alle proprie responsabilità. Alla base del principio vitale c’è il cambiamento continuo, e se questo cessa, sopravviene la morte. Assenza di movimento è fine della vita. Tutti coloro che s’impegnano per mantenere inalterato lo status quo sono contro la vita. Tutti coloro che in ambito sociale si oppongono ai mutamenti sono contro la vita. Perché ciò che è fermo, muore. Ma anche la morte, nel suo apparente immobilismo, rientra in quel processo eterno e inarrestabile che porta il nome di vita. Perciò se vuoi essere veramente libero lasciati guidare dall’intimo bisogno di cambiamento.

15 commenti su “Libertà, vita e cambiamento

  1. morpheusfree

    E brava Tisbe! E' bello, ogni tanto, in mezzo alla infinita desolazione della società umana, trovare qualcuno sveglio che capisce coem stanno certe cose!!!
    P.S.: ma su di te, non ho mai avuto dubbi!!! ;-))))

  2. utente anonimo

    del resto, è nel continuo Panta rei che si percepisce la reale ( piccola) dimensione dell'uomo…ed un pizzico di umiltà non può che giovare. Ciao carissima.
    draculia

  3. caterinapin

    Vallo a dire a quei trentenni (maschi) terrorizzati dal "dover" diventare adulti…
    Quelli aggrappati con le unghie e con i denti ad una giovinezza e alla spensieratezza della loro infanzia, gli eterni Peter Pan!
    Quelli sono peggio di certi parrucconi reazionari (che hanno dalla loro se non altro, l'età avanzata), improntati solo al divertimento e impauriti da qualunque forma di impegno…
    Scusa la sparata, ma ho il dente avvelenato con uno di questi "simpatici" bambinoni di 30anni e passa…
    Un bacione
    Cate

  4. joiyce

    Cara Tisbe sabato sono stato alla presentazione di un libro:"Le vie infinite dei rifiuti" a salerno,l'autore è un brillante e coraggioso giornalista napoletano:"Alessandro Iacuelli".La sua è un'inchiesta che consente a chiunque di vedere i contorni del problema dell'emergenza rifiuti e delle ecomafie campane,ed arrivare a capire gli autori di questa vergogna senza fine.Sono entusiasta di lui e del suo enorme lavoro,ne ho fatto subito un post sul mio <a rel="nofollow" href="http://blog.libero.it/joiyce/2759381.html&quot; rel="nofollow">blog
    Mi daresti una mano a pubblicizzare il suo libro su questo blog magari facendone un post?Ciao e grazie.Michele.

  5. utente anonimo

    Hai ragione, la vita è un continuo cambiamento, bello il post.
    E' difficile e doloroso cambiare perchè è difficile abbandonare delle certezze, delle sicurezze, degli affetti su cui si è investito tanto.
    Per ciò ho sempre pensato che per la crisalide deve essere come la fine del mondo il cambiamento quando invece è la premessa di liberarsi da un brutto bozzolo, per diventare una bella farfalla capace di volare addirittura!
    Ma è anche vero che tutti o quasi, più o meno, abbiamo bisogno di certezze.
    La certezza di affetti, di poter contare su qualcuno, di fiducia.
    Ma anche di un lavoro (non precario), di una casa (non precaria), di farcela ad andare avanti a fine mese…
    Cambiamento e bisogno di sicurezza, di poter contare su qualcosa sono spesso in conflitto pratico ed emotivo.
    Personalmente credo che l'affettività emotiva a cui rinunciare sia lo scoglio più aguzzo e più duro, fa un male boia quando perdi qualcuno (sia per decesso, sia per relazione..).
    Ma vedo che fa un male boia anche a chi si commuove nel cammino del partito democratico, perdendo nella strada del cambiamento simboli, colori e nomi, storia ecc.
    E molti non ce la fanno e alzano il pugno cantando bandiera rossa, mettendo in bella mostra la parola comunista in qualche modo, il rosso e quant'altro (va beh, non solo per motivi affettivi, anche perchè è l'unico modo per raccogliere quel bacino di voti di chi parimenti, non accetta il cambiamento).
    Lo ha fatto anche Fini (che indubbiamente, più che discorsi affettivi, non vuole esser tagliato fuori dal Pp europeo ehehe) il cambiamento doloroso (non credo per lui però), non Forza Nuova magari ehehe. Anche lì è un bacino di raccolta delusi in fin dei conti, non solo affetti ideologici.
    Il problema non è il cambiamento in sè. Il problema è se questo è un miglioramento oppure un dissolvimento o un peggioramento!
    Certo che se è difficile il cambiamento (e lo è), lo è ancor di più opporvisi, con il tempo, perchè è vita, è la corrente della vita e non si può notare sempre contro-corrente, andare sempre contro la vita (non crescere, non invecchiare, non morire.. anche il Berlusca dovrà rassegnarsi alla fine, come tutti, nonostante si opponga in ogni modo eh: la livella Silvio, la livella…ci aspetta tutti ehehe).
    E' per questo che io per primo vedo nei comunisti la forza più viva e politicamente più ampia del conservatorismo, dell'essere reazionari, l'opposizione al cambiamento, la dialettica che resta indietro di un secolo. Una forza reazionaria che si oppone alle aperture nonostante si professi come la più libera e di apertura tra tutte (perchè l'idea è quella rivoluzione=cambiamento=apertura al nuovo, ma non è vero, si pensi ai regimi comunisti se non si chiudono subito a riccio, con regole rigidissime..).
    Così pure chi uccide moglie o amante che si separa, incapace di accettare la vita con il bene ed il male che vi è dentro (talmente non l'accetta il cambiamento e la vita, che il rituale prevede spesso il rifiuto sommo e finale del suicidio..).
    Non sempre il cambiamento è auspicabile. Di certo hai ragione: è inevitabile. Ci si augura in meglio.
    Sia esso politica, situazione economica e per quanto mi riguarda, per l'amore ed i sentimenti a cui, per qualche mia malattia congenita, do più peso delle altre cose.
    Ciao.
    Di nuovo complimenti per il post.
    Fai sempre riflettere.
    Io ho il difetto di riflettere in diretta, live, per questo scrivo tanto e male ehehe.
    C'è chi scrive senza riflettere è vero, ma io non rifletto su quello che scrivo, rifletto con la pretesa di farlo contemporaneamente allo scrivere, rompendo le palle a tutti per i pessimi risultati ehehe … ^_^
    Buonaserata.
    Alieno

  6. utente anonimo

    ..il problema è quando il cambiamento viene imposto senza se e senza ma, all'improvviso e doloroso…
    laura

  7. FrySimpson

    Secondo me il problema è quando il cambiamento di fatto c'è gia stato, coi suoi tempi, ma una certa parte della società si rifiuta di prenderne atto, intestardandosi a voler vivere nel proprio mondo delle idee, e soprattutto prendendosi la libertà di imporre agli altri di essere cittadini del loro mondo ideale, fregandosene della realtà e dei sentimenti altrui.

  8. utente anonimo

    Beh, va tenuto conto anche che spesso il cambiamento è voluto e partecipato da chi cerca solo di sfruttare nuove opportunità politiche, ma in realtà vuole l'opposto.
    "Occorre che cambi tutto, perchè non cambi niente" ricorda il Gattopardo.
    Alieno

  9. utente anonimo

    Beh, non solo politico, vale anche su altri piani. Quello politico però mi fa pensare che, in effetti, dalla I° Repubblica… tanti cambiamenti e poi vedi sempre le stesse facce, tranne quelle sparite per intervenuto decesso (non se ne vanno se non crepano, ehehe ^_^)
    Per non parlare della Tv e di Maurizio Costanzo!
    Vi invito a riascoltare

    NUNTEREGGAE PIU':
    Abbasso e alè
    abbasso e alè
    abbasso e alè con le canzoni
    senza fatti e soluzioni
    la castità
    la verginità
    la sposa in bianco il maschio forte
    i ministri puliti i buffoni di corte
    ladri di polli
    super pensioni
    ladri di stato e stupratori
    il grasso ventre dei commendatori
    diete politicizzate
    evasori legalizzati
    auto blù
    sangue blù
    cieli blù
    amore blù
    rock and blues
    Eya alalà
    pci psi
    dc dc
    pci psi pli pri
    dc dc dc dc
    Cazzaniga
    avvocato Agnelli Umberto Agnelli
    Susanna Agnelli Monti Pirelli
    dribla Causio che passa a Tardelli
    Musilello Antonioni Zaccarelli
    Gianni Brera
    Bearzot
    Monzon Panatta Rivera D'Ambrosio Lauda Thoeni
    Maurizio Costanzo Mike Bongiorno Nureyev Raffa Guccini
    onorevole eccellenza cavaliere senatore
    nobildonna eminenza monsignore
    vossia cherie mon amour
    Uè paisà
    il bricolage
    il quindicidiciotto
    il prosciutto cotto
    il quarantotto
    il sessantotto
    le pitrentotto
    sulla spiaggia di Capocotta
    Cartier Cardin Gucci
    portobello e illusioni
    lotteria a trecento milioni
    mentre il popolo si gratta
    a dama c'è chi fa la patta
    a settemmezzo c'ho la matta
    mentre vedo tanta gente
    che non c'ha l'acqua corrente
    e non c'ha niente
    ma chi me sente
    e allora amore mio ti amo
    che bella sei
    vali per sei
    ci giurerei
    ma è meglio lei
    che bella lei
    vale per sei
    ci giurerei
    sei meglio tu
    nuntereggae più

    (Rino Gaetano).
    Era il 1978! I temi e certi personaggi sono gli stessi!
    Fa impressione..
    :-0
    Alieno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *