Donna divorziata? Sesso quanto ne vuoi, amore no!

E’ vero Tisbe, separato e ancor di più divorziato (orrore eh) diventa difettato. Oltretutto diventa fallito, incapace. E se donna ha l’aggravante della colpevolezza automatica (perchè l’omo si sa,alla fine è omo eh). Così come diventa difettato un uomo che inizia una relazione con una divorziata con figlio o figli: se non è per scopare (di amore proprio non se ne vuol sentir parlare in quel caso eh) e divertirsi legittimamente (perchè è in quella cultura assodato che una donna divorziata è una poco di buono) ma ha intenti sinceramente sentimentali è sicuramente stupido, fallimentare e difettato (forse non trovava di meglio qualcuno dirà).
Capirai, oltre alla donna "di un altro" pure i figli "di un altro", è veramente troppo per quella sub cultura.
Che tristezza Tisbe, non mi ci far pensare troppo và..

So di cosa parli, purtroppo.
Sesso sì, amore no.

Alieno

 un grazie sincero ad Alieno per questo commento eloquente che pubblico perché merita

Ero perso con lo sguardo verso il mare
Ero perso con lo sguardo nell’orizzonte,
tutto e tutto appariva come uguale;
poi ho scoperto una rosa in un angolo di mondo,
ho scoperto i suoi colori e la sua disperazione
di essere imprigionata fra le spine
non l’ho colta ma l’ho protetta con le mie mani,
non l’ho colta ma con lei ho condiviso e il profumo e le spine tutte quante.

Ah, stenderei il mio cuore come un tappeto sotto i tuoi passi,
ma temo per i tuoi piedi le spine di cui lo trafiggi.

"L’idioma dell’Amore non si può veicolare con la lingua:
versa il vino, coppiere, e smetti quest’insulso parlare"

(Hafiz)

Grazie Filomeno

28 commenti su “Donna divorziata? Sesso quanto ne vuoi, amore no!

  1. utente anonimo

    Troppo onore ehehe.
    Il fatto è che bisogna passarci, viverle quelle realtà per rendersi conto di quella tristezza, del senso di esasperata impotenza di fronte ad un muro solido sub culturale che ti condanna moralmente (e se può anche in modi più espliciti, isolandoti, tagliando sostegni, tentando di mortificarti perchè "osi" essere diverso dalla "legge" non scritta che io per comodità chiamo tribale" ecc).
    Bisogna passarci per rendersi conto che è richiesta una forte volontà per contrapporsi quotidianamente a quell'assedio al "dissidente" che mette in discussione quei valori consolidati (che pessimo esempio per gli altri poi, dove andremo a finire eh). Un inferno che non è giusto minimizzare nei confronti di chi ci deve vivere.
    Io stesso, prima di passarci, non credevo fosse così dura, che potessi provare tanta rabbia, tanto odio, tanta frustrazione, minimizzavo. Per questo oggi parlo così.
    Non è un merito, quindi.
    Alla fine anche io pensavo: si, va beh, ma poi uno fa come gli pare e se ne frega.
    Beh, non è così facile, non è così semplice, posso testimoniare.
    Alieno

  2. Tisbe

    Non è un merito!
    Per me è uguale.
    Se ho capito certe cose e sono diventata sensibile non è stato merito mio: ho dovuto capirle 😉
    Che tristezza
    Anche se poi, la differenza la fa la sensibilità personale, che quella, nessuna esperienza te la può dare e nessuna te la può togliere 🙂

  3. utente anonimo

    La bellezza dei versi di Hafiz riportati da FilomenoViscido addolcisce la tristezza richiamata dal tema e dai ricordi ad esso legati.
    Grazie FilomenoViscido, veramente belle le immagini che ho avuto leggendo.
    :-)))
    Alieno

  4. utente anonimo

    Sì, in effetti poi, come ho già avuto modo di dirti in passato, la differenza la fa la persona.
    🙂
    Alieno

  5. Raqqash

    E' assurdo, peggio che da subcultura, giudicare l'amore degli altri. Discriminare qualcuno perché è divorziato, separato, single, sposato, alto, basso, giallo, nero, a pois, e chi più ne ha più ne metta.
    E' assurdo giudicare l'amore.

  6. Tisbe

    @Raqqash, ti assicuro che le discriminazioni esistono in tal senso, anzi, in ogni senso possibile e ti assicuro che da donna divorziata del sud posso testimoniare in prima persona che la donna divorziata non è considerata una persona da AMARE
    Ne ho sentite dire talmente tante che oramai sono stanca
    Più in generale è l'AMORE che non è assolutamente contemplato in alcune società dove vige la parola d'ordine del salvare l'apparenza

  7. Tisbe

    Io credo che sia giusto parlarne, denunciare queste sacche di resistenza antiumanista, perché comportamenti del genere sono contro l'umanità e contro le donne in particolare.

  8. utente anonimo

    Mi sa che vado controcorrente e mi faccio delle nemiche, ma a me capita il contrario.Divorziato con figlia, mi sono,in passato, innamorato ed ho "corteggiato" due signore divorziate con figli. Entrambe mi hahho detto "sesso si amore no". Tra pochi giorni sposerò una divorziata con figlia. A voi il commento. In breve: signore, tenete duro. Passerà, prima o poi quest'idea grama! Galletz

  9. Tisbe

    @Galletz, ti credo eccome. Però non è che ci si possa innamorare ad ogni giro di boa, magari le signore non erano innamorate 😉
    Quello che condanno non è il caso particolare ma l'idea diffusa e la discriminazione di un'intera categoria. Putroppo tale discriminazione è suffragata dalla presenza della chiesa che continua a condannare i separati e i divorziati

  10. utente anonimo

    se mi permetti, c'è un fondamentale errore di fondo…
    siete sicuri che è la Chiesa, o che è appunto una sottocultura di fondo (che è locale, irpina in questo caso) a discriminare?
    bisogna dividere le due cose…

  11. Tisbe

    la subcultura non trovando appiglio nelle nuove disposizioni legislative cerca un proprio fondamento in qualcosa di credibile
    l'insistere dei vertici della chiesa contro il divorzio finisce per fornire a questa subcultura uno strumento valido per discriminare 😉

  12. utente anonimo

    ah, ecco. cioè è una corruzione.
    te lo dico perchè.
    una mia amica psicologa infantile riceveva dalla asl dei bambini con dei problemi.
    andando avanti nell'analisi, si scopriva che erano molestati dal padre. informandone la madre, si arrivava al divorzio (per me è troppo poco. ci voleva la castrazione. ma sai com'è…)
    dopo il secondo caso , quella asl non gli mandava più bambini da aiutare…
    era evidente un tentativo di tutelare la famiglia a ogni costo…
    e questo è successo a bologna, che non mi sembra una città con background cattolico…
    è lo stesso modo di pensare, mi sembra…

  13. utente anonimo

    Per quanto non sia d'accordo che l'unica responsabilità sia della Chiesa, responsabilità che per me resta culturale prima di tutto, in effetti devo onestamente ammettere che c'è una forte corresponsabilità della Chiesa nell'indurre e nel perseguire un comportamento in taluni casi gravemente discriminatorio.
    Una cosa che mi ha sempre infastidito o fatto sorridere (dipende dalla situazione e dal momento) per la sua insensatezza, relativamente ai miei valori personali, è questa, facendo un esempio limite (che poi limite non è perchè la cronaca quotidiana è piena di simili episodi e l'emerso è solo una piccola parte):
    una donna umiliata, violentata psicofisicamente, tradita ecc in modo poi pure reiterato (perchè generalmente l'uomo che fa queste cose è recidivo se non si sottopone a serie terapie psichiatriche) e questa donna, esasperata, trova il coraggio di chiudere il rapporto e di farsi una nuova vita, un amore vero (chi non ha diritto all'amore cavolo), di ricostruire una progettualità familiare ecc e quindi, per far tutto ciò divorzia, entra in contrasto con il precetto che Pietro (nella figura dei suoi successori) unisce e disunisce, facendo una scelta in autonomia (umanamente legittima) viene automaticamente semiesclusa dalla comunità cattolica, punita con l'emarginazione, l'esilio e la discriminazione (per esempio vietandogli alcuni sacramenti…perchè?), come se diventasse colpevole a sua volta, anzichè semplice vittima….
    Se invece la donna in questione, soggetta a violenze psicofisiche ecc ha il marito delinquente che crepa e diventa vedova, allora va tutto bene, può sposarsi e legittimamente per il diritto canonico avere diritto a un nuovo amore, una felicità, una realizzazione, una progettualità ecc.
    Il che mi fa fare alcune considerazioni:
    1) Per me un individuo che fa e reitera quella violenza E' MORTO! CHIUSO! Quindi dal mio punto di vista il comportamento dovrebbe essere lo stesso per vedovi e non.
    2) L'individuo che compie violenza si pone ALDIFUORI dei valori e dei precetti religiosi cattolici (perchè per ora è solo gran parte dell'Islam che prevede la coercizione e la violenza a fini educativi verso la donna, sottoposta all'uomo, rendendo quella violenza ortodossa e legittima). E tutti sappiamo che, per il diritto canonico, se uno dei due coniugi non riconosce i valori cattolici (tra cui quello della non violenza, innegabilmente), se rinnega la fede, se tradisce il patto con la Chiesa (e la formula stessa del sacramento matrimonio prevede semmai il solidalizio e la comprensione reciproca anche di fronte alle avversità, non le botte, i tradimenti, la violenza varia mi pare), beh, questa è premessa legittima per l'annullamento del matrimonio stesso. Ovvero, la Chiesa dovrebbe riconoscere NON il divorzio, ma l'annullamento, lo scioglimento di quel matrimonio che ha perso i suoi presupposti per essere valido. Quindi la Chiesa dovrebbe scavalcare il problema stesso del divorzio (che dovrebbe essere questione puramente civile e non religiosa) e riconoscere con l'annullamento legittimando un nuovo matrimonio, senza tanti casini e cavilli (e separando la questione civile-laica da quella religiosa senza problemi di conflitto).
    3) Un po' di sarcasmo: il differente atteggiamento nei confronti di una vedovanza, legittimata a risposarsi e a cercarsi felicità e amore e progettualità familiare vera, ben differente da quella che decide autonomamente (non riconoscendogli in genere la Chiesa una possibilità) di divorziare per ottenere le stesse cose… è istigazione all'omicidio?
    :-)))
    Beh, ci sarebbe anche altro da considerare, ma per ora basta qui.
    Alieno

  14. utente anonimo

    SuaSquisitezza: secondo quella sub cultura in oggetto al post sì. Difettosi entrambi. E qualora vi risposaste, sarà un matrimonio di serie B, mica un vero matrimonio eh, quello vero è fallito e resta la macchia su di lei e tu in qualche modo ti sarai contentato. Serviranno anni di matrimonio per cancellare quelle ombre probabilmente.
    Questo, dicevo, accade secondo l'ottica di quella sub cultura, lontana ancora lustri da quella liberale e più dinamica Usa che, come spesso accade, è riuscita a tirare fuori il peggio nel senso opposto (vedi matrimoni a Las Vegas, durata pochi giorni, magari contratti sotto l'effetto di una qualche sbronza passionale di qualche giorno o quasi per gioco e con un contorno talmente pacchiano da far rimpiangere la più austera aula di municipio o Chiesa eheh).
    Se la tua domanda "Saremmo in difetto?" è puramente retorica probabilmente sei tra i tanti fortunati a non aver dovuto aver nulla a che fare con quella sub cultura.
    Se è domanda sincera e candida, sorpresa o stupita allora sono perplesso, perchè per quanto quelle realtà subculturali non siano diffuse ovunque, la loro esistenza dovrebbe essere almeno nota per sentito dire e cronologicamente parlando, il periodo che quella cultura era ampiamente diffusa non è così lontana nel tempo (cioè, non è che bisogna ricorrere a 3 generazioni fa per trovarne traccia ampia, spesso bastano i genitori, al massimo i nonni..).
    In ogni caso sei probabilmente tra i fortunati che, con quella realtà, non hanno a che fare.
    Buongiorno a tutti.
    Alieno

  15. utente anonimo

    Fai bene a fregartene, l'amore vero è anche questo e trovo specchio nelle immagini idi una canzone che adoro per mille motivi di Niccolo Fabi("Nel centro" da "La Cura Del Tempo"):

    Ciò nonostante, a volte la pressione è così forte, così continua e lunga che quella sub cultura riesce a farti arrabbiare, piangere di rabbia, per l'impotenza di dover subire l'ingiusto, per l'impotenza di pagare colpe che non esistono.
    Perchè quella sub cultura è fatta di mille cose, non solo il tema del divorzio, ma la vendetta familiare, la privazione del sostegno, il boicottaggio, la perfidia nelle più piccole cose, l'emarginazione ecc.
    In quella sub cultura entra perfino, spesso, il matrimonio che non riscuote l'accordo dei genitori (anche quello retaggio tribale che va oltre il contesto religioso), in cui la famiglia stessa è il più acerrimo nemico dei propri figli, per presunti valori ipocriti e micidiali di "onore", puntiglio, orgoglio. Rancori protratti nel tempo con cui si è costretti spesso a fare i conti, con l'indifferenza (ma non è che sia una gran bella cosa dover scegliere questo per forza) o con altrettanto rancore.
    E ripeto, non serve andare indietro nel tempo a decine di generazioni fa, spesso basta fare un passo indietro di una, a volte è la propria situazione costretta a reagire all'ingiusto.
    E' un tema che mi sta a cuore, si capirà perchè la mia rabbia, perchè mi è difficile fregarmene, perchè mi ha coinvolto in mille modi e momenti, direttamente.
    Ma se si può, è sempre bello fregarsene, mettere a fuoco l'amore e lasciare che il resto sia solo sfondo, togliendo tra l'altro, soddisfazione con chi, per ignoranza o cattiveria, cerca di impendire all'amore di vivere felice.
    La differenza, alla fine, la fanno le persone.
    Perciò, quando tu, SuaSquisitezza, mi racconti della tua felicità con lei, i suoi figli, in qualche modo mi sento partecipe anche io di una vittoria, in qualche modo felice all'idea di ciò che racconti.
    Ciao, buonagiornata.
    Alieno
    😉

  16. utente anonimo

    Ah, dedico alcune parole di quella canzone splendida che dicevo, a tutti coloro che subiscono, reagendo come possono, a quella subcultura odiosa, a coloro che amano e che ameranno, alla faccia dell'ipocrisia e della cattiveria e ingiustizia altrui:

    ^_^
    Alieno

  17. utente anonimo

    Ho problemi con il pc, è la seconda volta che provo a postare quelle benedette parole. Riprovo, scusate: "sei nel centro ed ogni cosa sembra ti stia intorno. Sei davanti e tutto il resto è soltanto sfondo.
    Sei l'unica cosa che è a colori, mentre il resto è in bianco e nero, l'unica cosa che rimane a fuoco, quando sono senza occhiali..
    Alieno

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