Il relativismo in 10 lezioni (prima)

La speculazione filosofica contemporanea, in linea con il modo d’essere proprio della società post­moderna, è caratterizzata da un forte eclettismo e da una tendenza predominante agli specialismi. E’ difficile orientarsi in un mondo così complesso; è difficile seguire un percorso senza essere perennemente tentati di cambiare direzione; come pure è difficile circoscrivere un problema in un ambito ristretto senza lasciarsi distogliere da altre seduzioni. Tuttavia, nel bel mezzo di questo quadro, tanto accattivante quanto minato, è possibile rintracciare eventi "rivoluzionari", tali che hanno influenzato in modo decisivo e persistente il pensiero contemporaneo.
Ed è la voce autorevole di Hans Georg Gadamer ad aver individuato uno di questi eventi, se non addirittura l’evento caratterizzante dei nostri tempi. "L’apparizione di una presa di coscienza storica, verosimilmente la più importante tra le rivoluzioni da noi subite dopo l’avvento dell’ epoca moderna". l Apparizione, coscienza storica e rivoluzione, una triade davvero degna di attenzione, ove la coscienza storica si dà all’uomo contemporaneo come rottura e continuità, come privilegio e come fardello. Con il termine apparizione Gadamer conferisce un aspetto di comparsa e di nascita alla coscienza storica, collocandola in un preciso momento storico e destinandola a cambiare radicalmente la riflessione filosofica successiva.
Di altro avviso il filosofo italiano Benedetto Croce, che agli inizi del secolo scorso affrontava la questione della coscienza storica come qualcosa già presente nelle precedenti epoche storiche, anche se non in modo pienamente consapevole. “E dico più dell’ altro, non. solo perché l’altro, come ci è mostrato, accrebbe assai le cognizioni e ‘e idee storiche, ma anche appunto perché mostrò aperte tutte le contraddizioni latenti nel Rinascimento; e questo fu un apparente regresso della coscienza storica, ma un effettivo incremento nella vita, e perciò nella coscienza storica stessa, come si vide chiaro subito dopo”. In questo passo Croce, si riferisce .alla storiografia dell’Illuminismo, ma non è questo l’aspetto che ci interessa, bensì l’accenno che il filosofo fa alla coscienza storica. Il riferimento ad un regresso della coscienza storica lascia pensare, che per il filosofo italiano, tale coscienza fosse già sempre presente e che non sia apparsa in un determinato periodo storico. Per comprendere una tale affermazione non si può prescindere dal pensiero globale di Croce. Egli nega qualsiasi forma di archeologia e di teleologia nel pensiero in generale, questo vale ovviamente anche per la coscienza storica che di sicuro non ha un inizio, né una fine ben fissati nel tempo. Con riferimento alla nozione di tempo, infatti, Croce non esita ad affermare che "la storia non ha né principio, né fine nel tempo”.
Il concetto crociano di processo infinito ci induce a riflettere sulle conseguenze alle quali conduce la piena e matura consapevolezza storica nell’ ambito delle moderne Geisteswissenschaften. Le Scienze Umane devono tener conto dei mutamenti inevitabili in ambito epistemologico che esige la nuova condizione contemporanea.
La domanda che ci poniamo è in che cosa consiste esattamente la coscienza storica, e una risposta accettabile la fornisce proprio Gadamer: "Per coscienza storica intendiamo il privilegio dell’uomo moderno di avere piena consapevolezza della storicità di ogni presente e della relatività di tutte le opinioni."4 In questa definizione emerge con tutta la sua portata problematica la questione della relatività. Lo spirito moderno si è spinto a considerare la possibilità di una molteplicità di punti di vista relativi, condizionati da una visione prospettica della realtà. Oltre ad un’indubitabile presa di coscienza, la visione storicistica della realtà ha prodotto profonde conseguenze nell’ambito delle moderne Geisteswissenschaften che sono ben configurate dal filosofo italiano Luigi Pareyson. Il rischio che egli presagisce sta nel fatto che alcune filosofie, pur sforzandosi, attraverso la pretesa di una formulazione universale, a conseguire valore di verità, restano invischiate nel loro tempo e non riescono ad esprimere altro che esso”. Il problema che si impone è di ordine schiettamente epistemologico e rinvia alla questione del metodo da usare nelle scienze dello spirito.

12 commenti su “Il relativismo in 10 lezioni (prima)

  1. Strayker

    Nutro dei sospetti sulla "aufhebung" dei linguaggi e dei lasciti storici sostenuta da Gadamer. Collaudare la propria coscienza, nella sua storicità ed immersione nella stratificazione dei valori, comparandola alle produzioni linguistico-contestuali del passato va bene, ma può voler dire essere sguarniti. La struttura eterna dell'essere metafisico, che è antistoricità e riflusso deterministico oltre che condizione di non verità, potrebbe rientrare dalla finestra della Koiné "unica" auspicata da Gadamer. Gli aspiranti tradizionalisti, esperti linguisti, tramano dietro l'angolo…

  2. Shazarak

    Copio e incollo il tuo post sull'orgoglio pedofilo ( con relativo link!) nel mio blog, non ti dispiace vero?
    Non credevo che il mondo facesse così schifo.

  3. Tisbe

    @Strayker, intendi l'essere metafisico come inconoscibile?
    @Galdo, eh, sì, c'è qualche errore di punteggiatura perché è un mio vecchio scritto di cui mi era rimasto solo il cartaceo e per recuperarlo ho dovuto fare l'Ocr
    @pensatoio, detto da te è un complimento insperato 😉
    @Stefano Procaccini, evabbè, questa è filosofia…
    @WebLogin, ovviamente 😉
    @ Shazarak, assolutamente non mi dispiace… anzi!

  4. Batsceba

    aspetto il percorso, voglio capire dove arrivi e con che strada
    (comunque devo dire che l'ermeneutica non mi ha mai attirato. Croce poi…) non sarò un'allieva molto attenta, mi sa 😉
    p&l

  5. Tisbe

    @Batsceba, invece l'Ermeneutica, oltre alle filosofie cognitive dell'intelligenza artificiale, è l'unica strada perseguibile
    @Moltitudini… qualche problema 😉

  6. WebLogin

    @maestra Tisbe, mmm, sei cattiva! ;-)) …e allora posso avere delle lezioni private? 😉 …non voglio essere bocciato! ;-))

    Giuseppe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *