Relativismo in 10 lezioni [terza]

Con l’avvento del cristianesimo la storia umana acquista un nuovo senso. Prima di tutto, diventa chiara la non ripetibilità dell’Essere umano, in altre parole la sua unicità. Secondo Gadamer, la totalità delle cose umane, "questo cosmo" diventa inessenziale rispetto all’unico essere essenziale che è Dio e l’atto di redenzione permette all’uomo di rientrare nella storia della salvezza. Il senso storico dell’uomo viene, quindi, condizionato dalla promessa della salvezza che viene dall’aldilà. Ed ecco dal passo di Gadamer come il senso storico dell’umanità cambia. " Ognuno dei suoi attimi (dell’atto di redenzione) acquista un peso assoluto, l’insieme del destino umano però rimane nascosto nella Provvidenza di Dio e nell’attesa della fine delle cose. Così l’esserci umano è finito, e però resta relato all’infinito. La storia ha un proprio senso positivo”.
Si è passati così dalla storia del declino del mondo antico, alla storia della salvezza del mondo cristiano, scorgendovi il processo infinito e positivo della storia a cui continuamente fa riferimento
Croce. Sgombrato il campo dalle accuse sempre mosse all’ epoca medioevale di arretratezza e oscurantismo culturale, ove il pensiero mai sia sceso così in basso, si passa ad analizzare le posizioni innovative rispetto al precedente mondo greco-romano, condiviso come già visto da Gadamer, che addirittura ne coglie l’aspetto determinante in seno alla cultura occidentale. Non solo il nostro pensiero si arricchisce di nuovi concetti quali, redenzione, salvezza e provvidenza, che ali ‘unisono rimandano ad un concetto di grande attualità, quello di speranza, ma per la prima volta la storia diventa storia spirituale. E per la prima volta si scorse il germe del progresso delle cose umane, che era rimasto praticamente sconosciuto al mondo degli antichi. "La provvidenza guida e dispone il corso degli avvenimenti dirizzandoli a un fine, e permette i mali come punizioni e come strumenti educativi, e determina le grandezze e le catastrofi degl’ imperi per preparare il regno di Dio”.  Diremo che il mutamento delle cose umane, così aborrito dagli antichi, acquisisce un senso, un valore di verità perché mira ad un fine, e poco importa se si tratta del regno di Dio che è al di là e che rimane avvolto nel mistero della provvidenza. Un senso della storia umana c’è, non importa se esso ci sfugge e se non ci è dato di comprenderlo.
L’effetto che il cristianesimo ebbe sulla cultura medioevale e su quelle successive è stato determinante ed ha condizionato senza alcun dubbio, il modo di pensare contemporaneo. Ed è ancora Gadamer a descrivere con grande acutezza l’effetto del cristianesimo nell’evoluzione del pensiero storico: " Sulla base di questa premessa (teleologica) è stata concepita, per un migliaio di anni, la metafisica della storia nell’Occidente cristiano. In forma secolarizzata, il credo nel progresso dell’epoca dell’Illuminismo è ancora una parte di tutto questo”.
Con questo, il filosofo tedesco vuole dire che il guadagno cristiano ha avuto un prezzo altissimo in termini di occultamento di un problema fondamentale. Fintanto che la storia rimaneva storia del disegno divino, incomprensibile ma giusto, nascosto ma efficace, l’umana coscienza dell ‘Esserci non poté porsi il problema della storia. Questo fu possibile soltanto dopo il crollo dello sfondo metafisico sul quale si poggiava il pensiero occidentale.
Croce pone l’accento su un altro aspetto, non meno determinante e gravido di conseguenze: la trascendenza cristiana. L’avvento del regno di Dio imponeva un pericoloso dualismo, nel quale, uno dei due termini doveva rimanere schiacciato dall’altro. Dio da una parte e mondo dall’altra, alla fine Dio avrebbe inglobato il mondo: "La città di Dio distruggeva la terrena e le si sovrapponeva, ma non la giustificava, sebbene qua e là a ciò si sforzasse, seguendo la logica del suo principio provvidenziale e progressivo,,13 Con il cristianesimo c’era stato un progresso in termini d’idea di una storia positiva ma si era perduto ciò che invece era un dato acquisito nell’antichità: l’umanesimo. Recuperare il valore delle cose terrene e liberare la storia effettiva dell’uomo dal disprezzo, l’orrore e il pianto di cui l’aveva coperta la trascendenza cristiana, questo il gravoso compito affidato alla storiografia successiva all’epoca medievale, cercando al contempo di trattenere ciò che di buono era stato donato all’umanità dal kerygma cristiano.

11 commenti su “Relativismo in 10 lezioni [terza]

  1. utente anonimo

    non sò
    attualmente sono confinato con i miei malumori fluidodinamici. Forse ci farò un salto in estate inoltrata.
    Comunque ( era implicito sopra ) grazie per la bella accoglienza ricevuta.

    Dovresti mettere una fotina per pubblicizzare il posto da quì ( o farci un sito ad Hoc magari: c' è già? )
    Munchhausen

  2. WebLogin

    Un altro blog?! ;-)) …scherzo è un'ottima idea! 😉 …ma hai mai scritto un post sul tuo agriturismo?

    Ma il tuo agriturismo è quello che hai messo nella sidebar ("Agriturismo I Sassi") ?

    Giuseppe

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