Relativismo in 10 lezioni [quarta]

"La negazione della trascendenza cristiana fu opera dell’ età del Rinascimento, quando, per valerci dell’espressione che il Fueter adopera, la storiografia si secolarizzò”.
Nello sforzo per liberarsi dal presunto oscurantismo medievale e di recuperare la perfezione perduta dell’ antichità greco-romana, l’epoca rinascimentale smarrì la possibilità di una nuova consapevolezza storica e si irrigidì su posizioni che negavano il concetto di progresso recuperando l’idea di storia come circolo e cercando un principio di regolarità all’esterno di essa, permettendo, in questo modo, alla trascendenza di uscire dalla porta per entrare subito dopo dalla finestra. Il problema della storia non fu, quindi, avvertito dalla cultura Rinascimenta1e che mantenne pressoché inalterato lo sfondo metafisico edificato dalla precedente epoca medievale. E si dovrà ancora attendere molto perché ciò accada.
Neppure l’età dei lumi fece eccezione, anzi in un passo di Croce già citat0, l’Illuminismo generalmente viene riconosciuto antistorico rispetto allo stesso Rinascimento. L’accenno di Gadamer alla secolarizzazione è ripresa da Croce, il quale afferma che: " A nessuno può rimanere celato il carattere religioso di tutta codesta nuova concezione del mondo, che ripete in terminologia laica i concetti cristiani di Dio, che è verità e giustizia (il Dio laico), di paradiso terrestre, di redenzione, di millennio e via discorrendo". Alla fede cieca in un Dio, si sostituì una fede cieca nella ragione che ben presto mostrò le proprie debolezze e la propria inefficacia dove pensava di aver risolto definitivamente il problema. Il termine progresso fu abusato all’inverosimile e il pensiero dovette ritrarsi e fare i conti con i propri limiti; l’espressione più autentica che questa tendenza ebbe si manifestò nella filosofia Kantiana, la quale gettò le basi per nuove e più ardite riflessioni.
Da questo breve percorso, che stiamo affrontando, sulla nascita della coscienza storica nella cultura filosofica occidentale, emerge una verità indiscutibile, ed è il legame indissolubile tra evento storico ed esigenza epistemologica.

11 commenti su “Relativismo in 10 lezioni [quarta]

  1. bafs

    grazie per il commento, walter è un amico, anche se non lo conosco di persona.
    Interessante ciò che scrivi, mi ha fatto ragionare un poco come non facevo da tempo.
    L''"io penso" idealista e l'analisi strettamente fenomenologica dei fatti sono state fondamentali per lo sviluppo di una coscienza storica legata alla più moderna idea di una persona che costruisce strutturalmente la realtà in cui vive.
    Ma qui mi vien da pensare che essendo ogni persona differente da un'altra, si costruiscono realtà storiche diverse tra loro e riconducibili esclusivamente al singolo individuo.
    E' il paradosso dell'essere umano: la storia è strettamente personale, se si va in fondo si può anche dubitare della sua verità e della sua esistenza perchè legata alle percezione di ognuno.
    Ognuno di noi vive una realtà che non esiste e subisce pressioni e condizionamenti dal niente…. e questa cosa mi spaventa molto.
    Scusami se mi sono dilungato ma causa il lavoro non mi capita più di ragionare come un tempo, saluti Francesco

  2. utente anonimo

    uuuuuh…che bella questa trattazione filosofica!
    Personalmente Croce mi è sempre stato antipatico; gli ho preferito Hegel,che con la sua dottrina triadica rivela meccanismi del reale tangibili, prescindendo dalla credenza in dio o meno ( anche se lui era credente e non a caso è stato paragonato spesso al Manzoni per il concetto di "provvidenza".)
    I grandi spiriti, come Kant, pur avendo la fede, ne hanno sempre trattato con grande ampiezza di vedute e quando in "la religione entro i limiti della Ragione" K. afferma "La religione vera non consiste nel conoscere o nel professare ciò che Dio fa o ha fatto per la nostra beatificazione, bensì nel fare noi stessi tutto il necessario per divenirne degni e, in tal senso, ciò che noi dobbiamo fare non può che avere un valore di per sé incondizionato" , mostra una grande lezione di etica, per cui NESSUNA religione può assurgere a regola assoluta, bensì deve esser sempre relegata alla sfera emozionale. Relativamente importante, dunque, per il comportamento dell'uomo,che, affinché sia giusto e rispettoso dell'"altro" può appellarsi all'
    " imperativo categorico". Il relativismo è sinonimo di libertà interiore, quando si fonda sull'Etica.La religione può essere uno spunto da cui partire, ma il fine è il rispetto di ogni cosa ed ogni individuo.Impresa, purtroppo, di enorme difficoltà.
    A presto carissima.
    draculia ( perdona la lunghezza del commento…)

  3. utente anonimo

    ora che sono trascorsi alcuni anni dalla tragedia di new york ho deciso di raccontare alcuni fatti avvenuti al inizio degli anni 90.quando frequentavo le scquole medie parlai casualmente in classe del inizio della 4 guerra mondiale ,ed inviarono 2 esperti ,che manifestarono scetticismo l'uno livore l'altro,che diceva di essere un collaboratore dei servizi segreti.successivamente quando frequentavo le scquole superiori mi chiesero informazioni sulla uno bianca e gli raccontai quello che avevo apreso un sabato sera da un ragazzo di bologna,che era formata da poliziotti,presero molto a male la cosa e per rivalsa mi segnalarono al ministero del interno che apri un fascicolo su di me,in seguito arrestarono i savi.iniziarono cosi a considerarmi un loro confidente ed a interessarsi a quello che sapevo,dissi loro che nel settembre 2001 dei terroristi sauditi avrebbero dirottato degli aerei di linea e li avrebbero schiantati sulle twin tower,che in seguito ci sarebbero stati altri attentati tra cui la stazione di madrid e il metro di londra.successivamente mi dissero che non si sarebbe fatto nulla e cercai di dimenticare il tutto.lolli gabriele

  4. utente anonimo

    x Draculia
    Croce è stato un grande pensatore.
    Ha riportato il dibattito sull'hegelismo ad un livello colloquiale e secondo me ha portato nuovi modi di pensare.

    Pensatoio

  5. Tisbe

    Ops, rispondere a tutti è un pochito faticoso, ma ci provo
    @Alieno, sì, sono al corrente grazie alla mia agenda Amnestetizzata
    @Francesco, il lavoro… ci ruba la libertà di pensiero… per questo un popolo di lavoratori che si sforza di sopravvivere e non ha tempo per pensare è qunato di meglio serva al potere e al suo mantenimento
    @Rossafata, ciao rossa 🙂
    @ draculia, Croce non è male, ci sono delle aporie nel suo pensiero ma il suo merito è sicuramente maggiore
    @ cretaefaci, fatto… e grazie della dritta 😉
    @lolli gabriele, perché lostai raccontando qua? Hai bisogno di aiuto? Ciao
    @oscillante, spero che tu ripassi
    @ omselvarec, per le lezioni? prego!
    @ sì, una rispolverata di sano platonismo

  6. utente anonimo

    mi (intrometto) nei commenti perche e l'unico modo di far conoscere le cose avvenute in quell periodo gabriele lolli

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