Relativismo: quinta lezione

Con riferimento all’illuminismo, Croce non vuoi sentir parlare di regresso della storiografia illuministica rispetto a quelle antecedenti, fedele al proprio principio, il Nostro afferma che la storia non va mai a ritroso, ma sempre avanti. Fautore di un notevole passo verso la consapevolezza storica fu Voltaire “perché egli avvertì in modo vivo il bisogno di riportare la storia dall’esterno all’interno e si sforzò di appagarlo; […] i libri gli sembravano nient’altro che archivi o dizionari storici, buoni a consultare in certe occorrenze, ma la storia, la storia vera, tutt’altra cosa”.
Che cosa intende Croce con l’espressione “portare la storia dall’esterno al ‘interno”? Il riferimento è alla trascendenza? Alla pretesa di giustificare la storia con qualcosa di diverso da essa, invece di trovarvi un senso entro se stessa? Probabilmente è questo che intende, ma ci ritorneremo in altro momento. Continuando con l’elogio a Voltaire, “spunta il concetto che alla storia non spetti tracciare il quadro delle miserie e cattiverie umane, ma appunto dei costumi e delle arti, ossia dell’ opera positiva”. In questo passo è possibile intravedere il germe di una nuova concezione della storia, infatti, essa non si può giudicare ma solo giustificare, poiché essa è sempre progresso, in altre parole positiva. La luce della ragione che si era data il compito di squarciare le tenebre dell’inconoscibile, incontrò, anzi generò, sulla strada del progresso, l’apoteosi dell’irrazionale nell’esplosione della Rivoluzione francese. I tempi stavano maturando perché l’umanità prendesse coscienza della propria temporalità e ne facesse i conti con una nuova riflessione tesa a dare nuova linfa vitale al pensiero filosofico. 

14 commenti su “Relativismo: quinta lezione

  1. Tisbe

    Caro Airel, anche la banalità ha la sua dignità 😉
    @Ifigeny, Grazie 🙂
    Ot, il tuo nick deriva da Ifigenia?
    Se è così, ottima scelta

  2. m3m3nt0

    Attualizzazione critica relativa

    La Storia va sempre avanti, ma talvolta percorre una strada curva che ritorna indietro.
    Croce era un Ottimista della sua epoca; del resto in un periodo turbolento, come non poter nutrire la speranza di un miglioramento?

    Giustifichiamola pure, la Storia, ma per quanto tempo ancora dovremo, e dovranno i nostri discendenti (quanti ce ne saranno?) continuare a farlo? E noi, invece, sulla strada del progresso cosa stiamo generando? Probabilmente lasciamo la Storia all'esterno, e non la comprendiamo. E senza comprensione, non può esserci giustificazione, ma solo apatia.
    Dunque non tentiamo di giustificare la Storia, ma noi stessi.
    Ma anche questo è relativo.

  3. utente anonimo

    Dovendo scegliere fra occuparmi di storia, di religione o di un sasso ho sempre scelto il sasso. Chissà, forse perché la religione e la storia mi fanno paura o forse perché il sasso posso toccarlo con mano e il resto no.
    Sì, volevo insomma dire che i papi e i popi fanno benissimo a occuparsi di religione, dato che essa procura loro da vivere. Altrettanto bene fanno pertanto gli insegnanti di lettere a occuparsi di storia.
    Ma il vaso di Pandora allora che c'entra?
    Buona giornata
    Enzo

  4. WebLogin

    @maestra Tisbe, mmm, che fine ha fatto Gadamer? 😉

    “spunta il concetto che alla storia non spetti tracciare il quadro delle miserie e cattiverie umane, ma appunto dei costumi e delle arti, ossia dell' opera positiva”.

    Ho capito che la Storia è progressiva e volge sempre verso il meglio, ma mi diventa difficile capire il fatto che "alla storia non spetti tracciare il quadro delle miserie e cattiverie umane". Ho pensato leggendo i tuoi post al discorso del coinvolgimento emotivo e quindi al fatto che non si può raccontare la Storia del proprio tempo

    ("Il rischio che egli presagisce sta nel fatto che alcune filosofie, pur sforzandosi, attraverso la pretesa di una formulazione universale, a conseguire valore di verità, restano invischiate nel loro tempo e non riescono ad esprimere altro che esso”.)

    ma una tale affermazione pensando ad eventi come il nazismo non riesco a comprenderla. Mi aiuti? 😉

    Scusa tutte le mie eventuali caxxate, ma come ho detto mi interessa e purtroppo ho i miei limiti di conoscenza per seguirti: sono cose abbastanza nuove per me 🙁

    Ciao mitica e buona serata 🙂

    Giuseppe

  5. Galdo

    Come ti scrissi nei commenti al post della prima lezione, proseguo a copiare e incollare, ma soprattutto a leggere, cercare di capire, riflettere.
    E devo dire che l'argomento è proprio interessante. Grazie Tisbe, mi stai dando modo di approfondire e far lavorare il mio cervellino bacato.. 🙂 e non è cosa da poco.

    Un buon fine settimana a Te!

  6. Tisbe

    @m3m3nt0, ha trascorso la sua vita per dimostrare la radicalità dell'ottimismo nella storia, e l'originarietà della storia rispetto a tutto il resto
    @ Enzo, quindi tutto si fa per guadagno? Io invece credo che le cose migliori nascono dall'amore e dalla passione, mai da un calcolo e mai da un guadagno
    @Giuseppe, Gadamer torna, un po' di pazienza…
    Cosa saremmo oggi senza l'esperienza del nazismo? Saremmo gli stessi? Lo so che un messaggio pericoloso, ma è altrettanto chairo che il nostro obbligo è porci delle domande.
    E nella domanda è già contenuta la risposta
    @Galdo, ne sono davvero felice!
    @pensatoio, grazie filosofo… vedrai ancora, manca il meglio 😉

  7. WebLogin

    @maestra Tisbe, ho visto che nel post successivo è tornato Gadamer! 😉

    "Cosa saremmo oggi senza l'esperienza del nazismo? Saremmo gli stessi?" …Sei enigmatica?! 😉

    A parte gli scherzi, ora credo di capire cosa intendi, ma certo che è un po' pericoloso come discorso.

    No, non (credo che) saremmo gli stessi.

    “spunta il concetto che alla storia non spetti tracciare il quadro delle miserie e cattiverie umane, ma appunto dei costumi e delle arti, ossia dell' opera positiva”.

    In pratica (se ho capito bene) anche il nazismo ha dato alla Storia un progresso, ovvero quello che siamo oggi è dovuto anche all'esperienza del nazismo: ecco perchè non si può raccontare la Storia del proprio tempo. La cosa sorprendente è che Croce ha formulato questo proprio in quegli anni (è morto nel 1952): immagino (anche) le critiche!

    Però mi sfugge una cosa: la fiducia che Croce ha nella Storia è incondizionata? Ad esempio mi chiedo se il nazismo avesse vinto la guerra ci sarebbe stato cmq un progresso? È possibile pensare ancora alla Storia positivamente?

    Spero di non avere detto troppe caxxate …non mi bocciare!!! ;-))

    Giuseppe

  8. WebLogin

    @maestra Tisbe, mmm, il tuo silenzio mi preoccupa! 😉 …ho capito che hai deciso di bocciarmi cmq …non ti sono proprio simpatico?! 🙁

    Vabbè, vedo se trovo un’altra maestra che può darmi delle ripetizioni private 😛

    PS: Non ho mai preso ripetizioni private, non so perchè mi è presa questa fissa ;-))

    Giuseppe

  9. Tisbe

    @giuseppe, sì, è incondizionato perché la storia sa quel che fa. Per questo Croce oltre ad essere il padre dello storicismo assoluto è anche, insieme a Gentile, esponente dell'idealismo filosofico italiano 😉

  10. WebLogin

    @maestra Tisbe, grazie! :-* …ero già alla ricerca di una maestra carina avendo rinunciato in partenza a trovarne un'altra mitica 😉

    mmm, però non mi piace l'idea che la storia sa quel che fa.

    Certo che sto facendo una figura meschina 🙁 …Vabbè, vado a studiare, altrimenti mi bocci 😉

    Giuseppe

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