Binomio impossibile: gente comune e vera arte

Ieri sera sono stata ad un concerto di musica classica contemporanea, ad ingresso gratuito.C’era tanta gente ma molti stavano lì, non per ascoltare, ma per chiacchierare, altri apparivano come pesci fuor d’acqua. Uno spettacolo desolante! Mi è sembrato come dar le perle ai porci. Un violinista di rara bravura si è esibito per un pubblico disinteressato (che però ha applaudito). E allora mi sono balenati mille pensieri per la testa. Ce l’ho messa tutta per zittire il mio Daimon ma non c’è stato niente da fare. Ha fatto di me quel che voleva.

Eccoli i pensieri di quel delinquente di Daimon. Come mai l’Arte e la Cultura non trovano il giusto credito tra la gente comune? Se fosse stato un concerto a pagamento ci sarebbe stata tutta quella gente? Perché quando c’è vera Arte e vera Cultura le gente non è disposta a sborsare un solo cent? E si tratta della stessa gente che è disposta, invece, a fare sacrifici immani per seguire la propria squadra di calcio o concerti di canzonette popolari. Perché la vera Arte e la vera Cultura devono sempre essere IMPOSTI/PROPOSTI dall’alto altrimenti non esisterebbero? Deve esserci sempre qualche sponsor sensibile, o qualche Ente patrocinante. Perché siamo ridotti a questo livello? E la gente merita davvero tutte queste attenzioni da parte delle istituzioni e dei veri Artisti?

Questa gente, disposta a sborsare qualsiasi cifra per una partita di calcio o per delle canzonette di poco valore, merita davvero di poter scegliere la classe dirigente del nostro paese?

38 commenti su “Binomio impossibile: gente comune e vera arte

  1. utente anonimo

    Almeno c'era un po' di gente… La cultura che la fa da padrona, è inutile dirlo, è quella televisiva… E quando accendo la "scatoletta" mi metto veramente le mani nei capelli…

    Lupo sordo

  2. OzzyRotten

    La gente è un branco di pecore senza occhi e senza orecchie.
    Si crogiola nella deficienza e la stupidità, condite con un gran numero di chili di ignoranza: apparire, vestirsi alla moda, i trend, l'invidia….

    Ecco perché è proprio vero quanto da te scritto: è come dare le perle ai porci.

    Dal Buio

  3. utente anonimo

    Con me sfondi una porta aperta sul tema proposto.

    Si può allargare il confronto, il paragone e relazionare ciò che è arte o utile o che richiede lungo sacrificio e dedizione per la sua preparazione con ciò che piace alla gente del nostro Paese.

    Ciò che ne vien fuori è, spesso e volentieri, un quadro desolante, triste, un imbarbarimento più o meno consapevole, di certo fiero, quasi arrogante e sprezzante di fronte ad un tema come quello che proponi.

    Noi ci meritiamo (purtroppo) un F. Corona che, appena uscito si affaccia sul suo balcone e getta i suoi slip (sponsorizzati dalla sua griffe “Corona’s) alla gente sotto.

    Intendiamoci: non è da biasimare il furbo Corona, il pacchiano e rozzo Corona, affatto, se non altro meritevole di furbizia imprenditoriale e affarista e più onesto nella sua rozzezza di tanti giornalisti scandalizzati o magistrati in cerca di notorietà mediatica.

    No. Lo scandalo è che sotto quel balcone a litigarsi quegli slip di Corona c’era una folla di ragazze urlanti e adoranti, a contendersi l’oggetto di culto (in cui la “t” è molto discutibile), bramose di autografi, pronte con i cellulari per scattar foto e video.

    E’ quello lo scandalo: la gente sotto.

    Così come i tristi programmi televisivi o cinematografici: non quelli sono da additare come sintomaticamente gravi, ma il pubblico compiacente, che quei programmi premiano. Anzi, quei programmi, infine, altro non fanno che furbamente assolvere alla forte domanda.

    Le malattie della “gente” sono più d’una, anche se credo all’origine ci sia un grave difetto del sistema immunitario.

    La gente, per dire, è bulimica di immagini. Si comunica solo per immagini, svuotando però (o perciò) di contenuti ogni cosa che dovrebbe appartenervi.

    Si comunicano emozioni, sentimenti (dall’amore al lutto, tutto nel calderone del mediaticamente-visibile, che così diventa moralmente-risibile), abbandoni e accoppiamenti, intimità sessuali o di dolore profondo tutto tramite immagine, ovvero tv, ovvero cellulare, ovvero video-google-itube.

    Altrimenti, pare, non conta, non serve, non piace.

    E’ così che si ammazza la cultura, ma anche la morale, i sentimenti, ma anche l’etica, i valori ma anche l’educazione e via in un correndo di rovina, di imbarbarimento, di tuffo nel buio che spero, un domani, sarà visto con un parallelismo nel tuffo nell’oscurità del primo medioevo.

    Si ammazza il libro, l’informazione (io ancora non mi sono abituato ai tg che inseriscono, come notizie degne di nota, pettegolezzi, ultime dai reality, calcio e modaiole sfilate, vero simbolo dell’arte del far finta di dir qualcosa mentre nulla si dice, del vuoto delle parole che supera per bravura e ostinazione, la stessa politica.. e voi?).

    Chi ha fame di stimoli conoscitivi-educativi-culturali ed altro, pur non avendo l’arroganza e la presunzione di volersi elevare sopra gli altri e sentendosi pur sempre mediocre, è condannato a veder inaridire questa necessità, ad inventarsi draghi per cercare i mezzi e gli strumenti per non assencondare la barbarie imperante che alla gente piace, che la gente chiede e applaude.

    Si rinnovano i palinsesti: è un tripudio di ipocrisia in cui, occasionalmente e temporaneamente si condannano gli effetti ed i contorni nefasti di programmi spazzatura, reality e violenza para-calcistica e violenza (etica) di supercompensi tributati ai DIVI del calcio e alle leggere pronte a tutto (e soprattutto a tutti), a darsi organicamente pur di avere un briciolo di notorietà, quando la loro unica capacità è quella di portarsi a spasso una coppia di gambe e di tette e nient’altro.

    E l’ottengono la notorietà. E cachet indecenti (anche fossero 5 Euro lo sarebbero) per ospitate e conduzioni di programmi ad hoc, simbolo del nulla cosmico che tutto sembra avvolgere in una spirale senza fine.

    Chi cerca di sfuggire al risucchio dell’abbraccio del vuoto siderale delle immagini di cui la gente è sempre più bulimica, gente che è consapevole della finzione e che, nonostante ciò, la preferisce alla realtà, è condannato ad esser sempre più visto come un Panda in estinzione, un anacronistico figuro incapace di adattarsi, lasciandolo solo spesso ad arrovellarsi se è propria la colpa di tale incapacità di adattamento, col rimorso di avere il dubbio d’esser sbagliato, asociale, antipatico e vecchio.

    Pure!

    La salvezza, per me restano i libri, la conversazione intelligente condita di ironia e scazzo quando serve, l’intimità dei sentimenti e.. i blog.

    Sì, perchè anche il blog è un’arma per sfuggire alla passività, all’inerzia della potente bulimia di immagini prive di contenuti e sostanza.

    Perchè devi leggere, perchè devi scrivere, perchè devi pensare, metterci qualcosa di tuo o accogliere qualcosa di altri, elaborarlo.

    Il contrario del Corona’s trend, De Filippi Imperium, dei reality cult, dove si guarda per ore e con enfasi, il nulla che cerca di produrre (con regia che suggerisce) qualcosa che sembri diverso dal nulla che è.

    Sul calcio poi mi risparmio, per ora.

    Non ho parole.

    Solo parolacce.

    Per chi lo fa superpagato, per lo schifo che ormai gli appartiene e che lo rende simile ad ogni schifezza, ma distante da uno sport o da quel che dovrebbe essere uno sport.

    Parolacce però, soprattutto rivolte a chi permette, con il suo entusiasmo vomitevole, che questa schifezza continui, anzi, si allarghi.

    Basta, mi fermo qui.

    Faccio la sintesi.

    Bulimici del nulla, della finzione e dell’immagine mediatica.

    Ecco cosa è la gente.

    Ma non tutti.

    Siamo nani sulle spalle di giganti.

    Il vero uomo di progresso è colui che sa guardare al passato.

    Alieno

  4. Tisbe

    @falecius, la tua è una domanda legittima e mi sento di risponderti così.
    La vera arte è riconoscibile utilizzando più di un criterio. Innanzitutto la vera arte è universale ed assoluta, in altre parole non sottostà alle categorie spazio/temporali. L'Arte è eterna e non ha inizio né fine non conosce la "durata" che appartiene solo alle mode. Perciò per riconoscere la vera arte è indispensabile che ci sia almeno una delle 2 distanze: temporale (tempo/assoluto) geografica (spazio/universale).
    Inoltre è possibile riconoscere la vera arte nell'immediato perché non può essere riprodotta in serie e perché presenta necessariamente una innovazione nei copnfronti di ciò che la precede.
    La vera Arte emoziona, ma questo aspetto non può essere la discriminante perché un sacco di persone si emozionano anche quando la nazionale segna.
    La vera arte è oggettiva, non seggettiva

  5. utente anonimo

    "la vera arte non può essere riprodotta in serie" … Andy Warhol sarebbe rimasto molto, molto male

    Per la tua prima domanda: la Vera Arte non è apprezzata dai contemporanei perché ha da tanto tempo perso il contatto con la realtà. Mi piace la classica, ma oramai è una reliquia di un passato che non tornerà mai più

    bici

  6. MattBeck

    Beh. anch'io, Tisbe, penso che se un'opera intellettuale (letteraria, musicale, scultoria ecc.) viene apprezzata anche a secoli di distanza ed in zone lontanissime dal paese di origine dell'artista, questo è segno di una notevolissima qualità intrinseca.
    Ma tutte le arti e tutte le fasi di essa si basano su canoni e convenzioni: non conosco i tuoi gusti musicali, ma farò degli esempi basandomi sui miei gusti. Beethoven ha rivoluzionato le modalità espressive e comunicative dei generi del suo tempo, ma non avrebbe composto ciò che ha composto, rompendo alcune convenzioni, senza avere una solida tradizione dietro. Ha rotto con la moda,ma non ha potuto o voluto separarsene completamente, in parte perché non la percepiva come negativa,in parte perché se avesse davvero fatto una musica completamente rivoluzionaria,nessuno lo avrebbe ascoltato.
    L'arte è moda e convenzione: l'orecchio fin dalla nostra nascita viene abituato a certi moduli ed a certi ritmi, e così il nostro occhio. Un cinese potrà apprezzare i capolavori della nostra civiltà e lo stesso potremo fare noi con i suoi; ma dovremo cogliere nuovi moduli di misurazione e valutazione, estranei fino ad allora, che ci risulteranno sempre in qualche modo alieni.
    Un grande artista è capace di oltrepassare i propri confini culturali di riferimento, è vero: Wagner è stato un musicista molto nazionalista, ma l'Anello è portatore di valori morali universali ed ormai viene sottotitolato anche in cinese.
    L'arte egizia spesso era solo e soltanto ripetizione di antichi moduli con lentissimi aggiornamenti; infatti ci sono dei critici che chiamano gli artisti egizi artieri,non artisti, in quanto non inventavano,ma ripetevano all'infinito: eppure manufatti egizi sono ovunque.
    Skopas e Prassitele è difficile non giudicarli come dei grandi artisti, eppure sono stati copiati ed anco imitati.
    Più che fra vera arte ed arte non vera (ma non come definisci il suo contrario,o meglio il suo non essere vera arte), distinguerei fra "grande arte", ossia quella capace di superare più o meno indenne i secoli ed i kilometri,perché ha qualcosa in più, ed arte di livello inferiore.
    Ciao

  7. utente anonimo

    Perdona la mia ignoranza su Kubler (mi daresti qualche link?)

    Comunque sia, la contemporaneità è proprio "riproduzione in serie", che ci piaccia o meno. Ammirare un passato glorioso quanto sterile non cambierà le cose.
    Le "canzonette di poco conto" sono gli strumenti espressivi di oggi, lasciamo al tempo il giudizio più importante ma per favore, non guardiamole dall'alto in basso con supponenza

  8. Raqqash

    Butto lì il dubbio dell'avvocato del diavolo:
    ma a questa gente, non è anche che molti "sapienti" si schifano di spiegare e far apprezzare la "vera arte"?
    Da un parte il popolo bue, dall'altra c'è anche l'insopportabile boria e arroganza di tanti presunti intellettuali e colti che si mettono su un piedistallo, posizione che spesso gli è stata permessa dai soldi degli altri e non da loro sforzi o qualità particolari.

    Non che io non resti inorridito da tante cose "del popolo", televisione per prima. Ma anche andare a ricevimento dai professori universitari insegna tanto. Sulla boria delle persone, però, invece che sulla materia che dovrebbero far amare.

    Saluti 🙂

  9. picce21

    un saluto a tutti. è un po che leggo assiduamente questo blog ma è la prima volta che ho il tempo di rispondere.

    mi vedo molto daccordo con il diavoletto raqqash. Chi è che insegna alla massa ad apprezzare "la vera arte"??
    Al concerto gratuito sono convinto che oltre alle persone che chiacchieravano alcune, magari anche solo una, è stata illuminata, e magar inizierà ad apprezzare e approfondire.

    Come spesso accade è una questione di educazione. Le persone vanno educate per fargli apprezzare la letteratura, la musica e l'arte in generale. E credo che questo imprinting lo debbano e lo pssano dare solo i genitori, fin dalla più piccola età. il problema è che le ultime generazioni sono state educate dalla scuola (lasciamo stare!) e dalla televisione.

  10. utente anonimo

    già… le prossime elezioni riserviamole esclusivamente ai membri dell'accademia della crusca… ammazza, 'sta curtura de sinistra…
    crefab

  11. utente anonimo

    Crefab, io non son "de sinistra", anzi, sono il primo a criticarne le tendenze modaiole snobiste radical-chic a volte veramente insopportabili nella loro sprezzante ostentazione. Ma non è questo il caso, almen non è quello che ho colto nel tema proposto da Tisbe.

    Che giustamente richiama ad un'oggettività dell'arte e a cui aggiungo la constatazione che, purtroppo, esiste anche un'oggettività della sua antitesi: il brutto.
    Il brutto oggettivo.
    Con cui, tristemente, deve fare i conti anche chi arie non se ne da affatto, chi riconosce la propria mediocrità e, nonostante ciò, non per questo vuol rassegnarsi alla sagra del vuoto, del nulla, del brutto, dell'inutile, chè sente che tale ambiente, se non vi si pone determinato rimedio, finisce per atrofizzare neuroni, anima e confronti tra individui.

    In altri termini, potrei dire che non voglio fare livelle di gradi di cultura, perchè io conosco ed ho conosciuto persone "ignoranti" genuinamente, perchè non ha potuto studiare o perchè non ne han voglia. Persone che però, si guardan bene dall'andare sotto il balcone di Corona a contendersi slip e foto cellulari o fuori del Billionaire ad umiliarsi pur di vedere un personaggio mediatico e poter dire ai vicini: io c'ero, ero lì, ho camminato nei paraggi dello stesso suolo (privè inaccessibili) e respirato l'aria usata di quelle persone che poi vedi in tv eh! Non per questo un ingnorante starà in ansia per il parto della moglie der magico Francè (Totti), nè si lascerà convincere a far beneficenza solo perchè lo sponsor è qualche personaggio del genere (se la farà, la farà spontaneamente, senza l'esigenza di pubblicità..).
    Non è quella l'ignoranza a cui alludo quando insulto il brutto oggettivo acclamato dalla gente bulimica del nulla, dell'immagine vuota e inutile, no. Anzi, quegli "ignoranti" hanno più cultura di me e ti san dire cose che non so (magari come cucinare tradizionalmente senza ricorrere ai 4 zompi in padella o tirar fuori una merenda in grazia di Dio senza merendine preconfezionate..non è cultura anche quella?).

    Quando il brutto oggettivo diventa richiesto in massa, quando il nulla è ostentato cercando di legittimarlo, attribuendogli improbabili meriti, allora il discorso è trasversale, non è questione politica, è una cosa cui tutti i cervelli un po' autonomi e attivi dovrebbero avvertire come offensivi, irritanti e pericolosi.

    Almeno questa è la mia opinione.
    Opinabile.

    Alieno

  12. WebLogin

    @Daimon di Tisbe, stai buono! 😉

    "Ma chi siamo noi per decidere cos'è vera arte e vera cultura?"
    Non so perchè, ma mi viene in mente la scena della scultura d'arte moderna nel film "Tre uomini e una gamba" 😉

    Qual è la vera Arte? E' quella che ha bisogno di uno studio o è quella che tutti possono comprendere? Io credo che per potere apprezzare in modo completo l'Arte (e la Cultura) c'è bisogno di studio ma cmq la vera Arte deve suscitare emozioni e non deve essere semplicemente una moda. Alcune volte mi è capitato di non essere riuscito ad apprezzare l'opera di un artista ritenuta vera arte nonostante il mio sforzo, altre volte sono rimasto "catturato" da opere di cui non sapevo praticamente niente e che poi mi hanno spinto ad approfondire la mia conoscenza.

    In genere non sono un amante della musica classica contemporanea, ma credo che il primo problema sia l'educazione: io non andrei ad un (tale) concerto per disinteressarmi dell'evento, ma coglierei l'occasione per conoscere qualcosa di nuovo e per mettere in discussione il mio (eventuale pre)giudizio. Sono d'accordo che è desolante vedere che c'è gente disposta a spendere molti soldi per una partita di calcio o per delle canzonette di poco valore, ma la cosa più desolante è la pigrizia mentale che blocca le persone nel loro pregiudizio. (Forse è la stessa pigrizia che porta le persone a votare, non seguire la politica e non approfondire la propria conoscenza su alcuni temi rendendo addirittura impossibile il dialogo).

    PS: "Oggi le combinazioni delle sette note sono matematicamente esaurite." [Ennio Morricone]

    Ciao mitica e buona settimana 🙂

    Giuseppe

  13. Tisbe

    @Raqqash, il popolo sceglie, Raqqash, e finisce sempre per scegliere lo schifo (tronisti, televendite, telenovelas ecc.). Se non ricordo male il popolo scelse Barabba. Non si può imporre l'esucazione dall'alto, come non si può imporre una formula politica (vedi che fine hanno fatto i comunismi e le dittature?). Il popolo si autoappiattisce perché quello è il suo destino. Solo uscendo dalla massa si più andare avanti e camminare spediti. Diventare antesignani, ma per fare questo è necessario coraggio, e la massa di coraggio non ha mai avuto, nemmeno quando è insorta!

  14. Tisbe

    @Giuseppe, appunto, se una cosa non mi piace non ci andrei solo per dire: ah, anch'io c'ero, anch'io sono capace di gustare 😉

  15. ermahico

    "La vera arte è oggettiva, non soggettiva "

    Parole sante.
    a Roma i piccoli teatri sono sempre pieni. vanno avanti con donazioni di qualche ricco, però vanno.
    peccato che gli artisti siano solo volontari delle scuole di recitazione che si fanno le ossa.
    ma cmq lo spettacolo è bello.
    andare a teatro è una cosa bella, è come avere la massima definizione della storia e dei personaggi.
    anche se il teatro è piccolo.

  16. utente anonimo

    Invece di arroccarmi in posizioni di superiorità altezzosa simil liceale prossimo a iscriversi all'università coi soldini di mammà e papà….amplierei l'angolo della visuale e cercherei di fare un mea culpa grande quanto una montagna per lo stato indegno in cui "si è voluta genere la odiata plebe", per le porcate che gli propinano a destra e pure a sinistra, per il criminale tentativo, spesso riuscito di castrare le intelligenze, parlandogli in sindacalese, politichese, in linguaggio Kultural marxista finto povero, finto umanitario, finto ambientalista, finto pacifista, finto terzomondista, mentre destri e sinistri ci vuotavate le tasche. E basta con la puzza sotto al naso, se foste tanto intelligenti davvero non staremmo in mutande come stiamo anche grazie alle vostre cavolate, la vostra cultura ha prodotto : film mediocri e pagati da noi contribuenti, libri premiati tra voi e letti da nessuno ; al macero nelle coop, quella è la fine che fanno.
    Criticate la Tv, strano se non si è comunisti, di sinistra, non si lavora, tranne quei pochi che servono solo per esser dileggiati e fare da coperchio, risultato da tante menti : una Tv da deficenti, perchè voi la gente, la disprezzate : obsoleti, viziati, fessacciotti , costosissimi finti akkulturati, e mo' cancellatemi

  17. utente anonimo

    cultura, cultura…
    mi sembra tanto che la tisba sia un amante del chiacchericcio infiorato di paroloni, ma che alla fine non significa niente…
    e una constatazione:
    da dire che la gente non ha diritto di votare perchè non apprezza una cosa che piace a me , a spingerli dentro i cancelli di mathausen è solo un passo.
    ricordatevelo, democratici.

  18. Tisbe

    @maristaurro, certo che hai la sfera di vetro e riesci a capire come vive una persona da quello che scrive. Sì, … continua, …inanella i tuoi pregiudizi, …quelli sì, figli di un'autentica puzza sotto al naso.
    @anonimo, perché i tuoi commenti significano qualcosa? Intanto sono i tuoi amici neocon che stanno costruendo i moderni campi di concentramento. Chissà, forse un giorno… tra i nemici potrebbero anche immaginarsi qualcuno con le tue sembianze…

  19. utente anonimo

    politically correct
    traduzione:
    incapacità , dovuta all'ideologia di sinistra, di avere a che fare con la realtà.

    allora , tu fai dei discorsi da nazistina di 4° categoria e dici a me che i miei amici neocon stanno costruendo campi di sterminio?
    lo so che è inutile , tanto questi campi neocon esistono solo nella tua mente nazistina, ma mi ostino.
    collocazione e nome dei campi di sterminio neocon , prego.

  20. Tisbe

    @eurotecnica, collocazione? Secondo il disegno geopolitico dei neocon, tutto il mondo è un campo di concentramento. Certo il bue che dice cornuto all'asino… solita vecchia minestra riscaldata. Inventati qualcosa di nuovo e cerca di scrivere senza lasciare trasparire il tuo ODIO. Fai vedere come sei bravo a contenerti. Deve costarti un'immensa fatica riuscire a non insultare gratuitamente gli altri.
    E tu vorresti insegnare qualcosa a me?
    Uno che non sa dialogare, non sa argomentare e si riduce sempre all'insulto fine a se stesso?
    Non credo che io possa imparare niente da un personaggio simile

  21. maristaurru

    Ma che io sia neocon, non lo credo. Io se proprio lo vuoi sapere, sono felicissima di non essere accodata ad alcuno schema prefissato : sono stat spesso definita qualunquista, ci ho riflettuto e ne ho dedotto che mi avevano fatto un complimento : In una Italia degradata e decadente, conformista e appiattita ad una finta Kultura che si compiace di se stessa, che esclude e non include che emargina, che secondo la ben nota tradizione Komunista, elimina anche i suoi stessi accoliti, se appena appena passano i limiti del conformismo più abietto, dicevo in una Italia da Basso Impero così ridotta, esser tacciati di esser qualunquista, persona qualunque, con interessi qualunque , che non "intorcina" mente , concetti e parole, per rendere cio' che è male, bene e ciò che è bene, male. Essere cioè una persona che la mattina quando si guarda allo specchio SA CHI VEDE, che sa dare le giuste risposte ai propri figli, che ha sane e "chiare" aspettative, che non si vergogna di dire Italia, Patria, Bene ; male, Che sa distinguere un criminale da un povero cristo, la legge dalla prevaricazione….. e potrei continuare con questi contenuti terra, terra, che mi pongono però in piena empatia con le persone per bene, che siano acculturate o no, Italiane o extrecomunitarie, ricche, ricchissime o povere, che mi permettono di frequentare qualunque ambiente che mi vada al momento, ma che non mi permette di stare con finti intellettuali, finti spiriti belli, finti sinistri caviale e champagne, che disprezzano il "popolo", ma ne ghermiscono voti e figli da buttare in piazza.
    Quanto al discorso dei campi dei neocn, non ne so nulla, ma un sospetto mi viene : amate tanto accusare per non essere accusati, basta leggere i giornali e vedere la mondezza che emerge: ha spesso, sempre più spesso un inquietante color rosso!Gli Enti locali, le Coop, le Banche, il Sindacato, il governo che a detta di Mussi da i soldi della ricerca alle Banche ed alle Assicurazioni : la SINISTRA STA FACENDO UNA FIGURA DA PEDALINI e scusa le maiuscole, ma non se ne può più, ora pure la cavolata dei campi neocon, ma pensate ai gulag, al triangolo rosso ed ai morti che riaffiorano, pensate agli omicidi truccati da resistenza, sapessi quante se ne sanno , e la gente sta zitta, perchè sa che a sinistra ci son ancora personaggi pericolosi, ancor più di quei fessacchiotti della destra estrema. E allora : un poco di onestà intellettuale, non guasterebbe.

  22. WebLogin

    @maristaurru,

    "Ma che io sia neocon, non lo credo. Io se proprio lo vuoi sapere, sono felicissima di non essere accodata ad alcuno schema prefissato"???

    Ma lo hai anche letto il tuo commento? E tu non saresti una non "accodata ad alcuno schema prefissato" ??? Ah, però! O_O

    Giuseppe

  23. Tisbe

    @maristaurru, neocon non era per te, è per eurotecnica.
    Beh, in effetti ripeti a memoria frasi fatte. Solita minestra riscaldata, ma non vi annoiate a dire sempre le stesse cose?

  24. utente anonimo

    il problema, tisba, è che TU ragioni a schemi fissi. anzi , non ragioni.
    ripeti a pappagallo slogan inventati da qualcun altro (dato che io ho un pappagallo, ne riconosco benissimo un altro.)
    dicevo, tutto il mondo è un campo di concentramento… ammazza che affermazione! ma la dimostrazione?
    in un campo di sterminio, la gente è ammucchiata in condizioni sgradevoli e uccisa.
    se tu dici che il mondo è un campo di concentramento, vuol dire che hai dei seri problemi mentali…
    a te nessuno ti impedisce di parlare o vivere come ti pare, mi pare…
    ma forse ho capito.
    il mondo è un campo di concentramento perchè siamo sottoposti alla terribile realtà della malattia e dell'invecchiamento…
    che cosa orribile!
    beh, se ti da fastidio, è la vita , bellezza.
    se ti dà fastidio la vita…

  25. Tisbe

    @eurotecnica, se lo dici tu, portatore sano della verità…
    Francamente non so nemmeno cosa devo contestarti: non hai scritto niente!

  26. utente anonimo

    Non mi viene in mente cos'altro di peggio da questo governo possa ancora venir fuori. E' vero che non finisce mai di stupire per la capacità di autoaffossamento e di far inc..arrabbiare praticamente tutti.
    E' vero che al peggio non c'è mai fine.
    Però è faticoso immaginare cos'altro rischia d'esser la buccia di banana su cui il governo scivolerà e cadrà, probabilmente illudendoci poco, ormai, avendo un collante ben più efficace di un 1000 chiodi sotto al sedere.
    Però, immaginare può esser divertente.
    Pensa.
    Pensa se, dopo le figure immonde in cui si produce anche nell'arco di poche ore, capitasse la goccia che fa traboccare il vaso (o la ciliegina sulla torta, dipende dai punti di vista ehehe).
    Pensa se saltasse fuori che, ricontando quei campioni di voti, questo governo non è neppure legittimo.
    Pensa se avesse ragione Berlusconi.
    Pensa a tutti quelli che han riso di quella richiesta di ricontarli tutti.
    Pensa che la sinistra, in quel caso, si sarebbe giocato i prossimi vent'anni di credibilità in un sol colpo.
    Pensa.
    Finirebbe sui libri di storia.
    Storia di un golpe inutile.
    Cronaca di una morte annunciata.
    Forse allora, più che di ridere, bisognerebbe aver paura.
    I voti..
    naaaa…
    Beh…
    Qualcuno ha letto il "Tempo", edizione di oggi?
    :-))
    Alieno

  27. ermahico

    Ciao Tisbe:) come vedi saltuariamente una connessione la trovo.
    ma chi i sono i deficenti dei commenti #23 e #24?
    mi sembrano gli stessi fessi che essendo poco propinqui a migliorarsi l'inteletto danno la colpa ai professori che parlano difficile (cioè in italiano e usando il congiuntivo).
    che gentaglia, se avessero letto il mio post avrebbero capito che pure l'operaio spaccatutto exbuttafuori và al teatro, e non per guardare le cosce alle ballerine.
    consiglio la lettura di Plauto.

  28. ermahico

    Nota per anonimo:
    i campi di concentramento li hanno da sempre i neocon (Harlem,Fintch) non hanno bisogno di costruirne granchè per il futuro.
    ovviamente da qualche tempo li fanno più graziosi, a Cuba, con vista sul mare (Guantanamo).

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