Da zulù a talebano: storia di un insulto

La società post/moderna sembra caratterizzata da un cambiamento repentino delle mode, nemmeno il linguaggio ne esce esente, anzi, spesso esprime la rottura e la continuità di un dato fenomeno. Ad esempio, se prendiamo in esame l’uso di termini usati a scopi razzisti, per sottolineare la presunta inciviltà o inferiorità culturale degli altri, è facile trovare elementi di continuità, ma anche di rottura tra una generazione e un’altra.

In passato due termini utilizzati spesso per discriminare l’altro erano "zulù" e "terrone". Questi termini sono fioriti dall’incontro di due culture, favorito dall’emigrazione in massa degli italiani meridionali verso i nuclei super industrializzati del nord Italia. Terrone o Zulù, ovviamente, è il meridionale che appartiene ad una civiltà inferiore, spesso contadina, poco o per niente scolarizzato, vittima di superstizioni commiste ad una certa venerazione cattolica. Dare dello "zulù" significa tacciare una persona di inciviltà, di medievalismo e di arretratezza oscurantista. La cosa buffa è che questo termine è stato utilizzato a piene mani dagli stessi meridionali emigrati al nord nei confronti di chi, invece, era rimasto nella propria terra. Durante i loro periodici viaggi di ritorno, i meridionali emigrati, facevano sfoggio di una nuova cadenza linguistica: quella settentrionale. Ma la cosa più triste è che davano del zulù a tutti. Più erano ignoranti, meno libri avevano letto nella loro vita, e più spesso utilizzavano il termine "zulù". Questo termine, tuttavia, è passato di moda, ma non è arrivata a fine la voglia di infierire verbalmente contro chi appartiene a cultura "altra". L’elemento di continuità consiste nella volontà di sottolineare l’inciviltà dell’altro, l’elemento di rottura, invece, consiste nel cercare un termine che si adatti alle mutate condizioni sociali.

Il nuovo termine in voga tra gli intelligentoni di ogni tempo è: talebano. Oggi, per sottolineare la presunta inferiorità dell’altro, gli si dà del "talebano". Oltre ad indicare una persona rozza, ignorante ed inferiore (come per "zulù"), questo termine si arricchisce di un valore semantico nuovo. Il talebano è anche il fondamentalista, il terrorista. Non solo è ignorante ed inferiore, ma è anche violento e guerrafondaio.

Passano le mode, ma non passa la stupidità umana.

30 commenti su “Da zulù a talebano: storia di un insulto

  1. Comicomix

    Molti anni fa, ero dalle parti di Lumezzane, in provincia di Brescia.
    La Lega stava nascendo, e mi colpiì il fatto che, per quella gente, essere nato più su o più giù del Po fosser VERAMENTE una dicriminante di intelligenza.
    E' stata una delle poche volte in cui (pentendomi subito dopo) ho fatto gentilmente notare la leggeirssima differenza di condizione sociale, culutrale e cognitiva che passava tra me e i 3 miei interlocutori (che, per inciso, erano la versione idiota di Borghezio…)

    Un sorriso letterale
    Mister X di Comicomix

  2. abdannur

    Forse prima, almeno, i vocaboli di riferimento erano conosciuti, familiari. Magari "zulù" sa un po' di etnografico, ma "terrone" era proprio sapido, casereccio, ed il "terùn" proverbiale, godibile al solo dirsi.. 🙂
    Oggi ci si insulta con una parola che non si conosce affatto, se non per il tg delle 20, e liberalmente si sentenzia: "studente"! Tiè. Brutta categoria, oggi come oggi. Meno male che al potere non stanno loro. Proprio no.
    Pace! 😉

  3. WebLogin

    mmm, quindi per i borghezio non sono più un terrone? …ops, volevo dire "terùn". Non ci sono più certezze 😉
    Che pena mi fanno, hanno bisogno di insultare le persone per trovare un po' di sicurezza in loro stessi. E la cosa assurda è che sono stati anche al governo O_O

    Giuseppe

  4. utente anonimo

    Si cerca sempre di cavarsela a buon mercato con le etichette…
    Che sia il principio di economia di Occam ?
    😉

    Pensatoio

  5. Tisbe

    @abdannur, in effetti! si è peggiorati…
    @Giuseppe, ogni popolo ha il governo che si merita
    @Pensatoio, radiamo di qua… radiamo di là… alla fine non ci resta… che piangere

  6. mikecas

    se non mi sbaglio di grosso, talebano significa studente, ed in particolare studente di una religione.
    Mi sembra un insulto gia' sufficiente, senza necessita' di aggiungerci altri significati ancora piu' negativi….
    🙂

  7. utente anonimo

    d'altronde zulù e talebani sono due popoli arretrati, come li definiresti tu coloro i quali: non fanno code kilometriche per comprarsi un iphone; non immettono giornalmente nell'aria tonnellate di sostanze inquinanti provenienti dalle loro auto, industrie e case; non adorano giovani ereditarie pregiudicate nullafacenti; non osannano ricattatori e cocainomani; non passano la loro vita a lavorare per potersi permettere l'ultimo modello di BMW o per i più sfigati di 500; non passano nottate a ingurgitare qualsiasi sostanza che possa fargli perdere il controllo e perchè no, la vita!????!

    Liberamente

  8. falecius

    Del resto tra gli insulti abbiamo ad esempio "secchione" come spregiativo per studente, appunto. Ah, tra i ragazzi è tornato in auge anche, in senso offensivo, "ebreo"… almeno, io l'ho sentito…

  9. Tisbe

    Beh, secchione sta ad indicare un soggetto non intelligente che s'impegna per ottenere risultati apprezzabili.
    Fortunatamente da noi "ebreo" si usa poco. Solitamente si dà a chi è tirchio ma non ha mai una valenza razzista

  10. utente anonimo

    Se passassero le stupidità umane, non ci sarebbero mentalità criminali e terroriste come quella Talebana, tanto per dirne una.

    E se non ci fossero più culture talebane, le donne sarebbero improvvisamente più libere d'avere una dignità.
    Il mondo un po' più felice.
    Più musica, più balli, più aquiloni, più cinema, più teatro, più libri, più conoscenza di altre culture, più rispetto di queste, più scelta.

    Meno prigioni terribili di tessuto chiamati burqa, dal quale si vede il mondo tramite una "griglia".

    Si può rovesciare il discorso.
    Se non ci fossero talebani,
    probabilmente ci sarebbe molta meno stupidità umana d'un colpo.

    E la libertà di urlare questo messaggio, di esprimersi senza rischiare la vita, una fatwa, un'impiccagione, una lapidazione, una sega che lavora lentamente per staccarti la testa, un colpo di pistola.

    Che è possibile dire tutto dei loro nemici, da Bush all'Occidente, dal papa alla soldatessa spagnola: che ha torto, che fa schifo, che speriamo che crepi, che è una puttana, che quel che vuoi ma non si rischierà la pelle per questo. Nemmeno la prigione. Forse, addirittura più simpatia in tanti forum, blog ecc. Probabilmente più successo e più soldi se sei un'artista, un regista, un attore, un musicista, uno scrittore.
    Laddove si crea proprio un paradosso, perchè magari a quell'artista che i taleban difende e critica i suoi nemici, piace la minigonna, il decoltè, la scelta di fede o di ateismo, il cinema teatro musica libri conoscenza culture diverse e la scelta libera.
    La possibilità d'esprimere apertamente, a voce alta, senza paura o terrore la speranza d'un mondo migliore, più libero, più dignitoso.

    Non che tutto il resto racchiuda perfezione e giustizia assoluta, ci mancherebbe, il paradiso in terra per ora lo si legge solo nei libri e nei sogni.
    Ma la cultura talebana, di per sè, racchiude un po' il peggio dell'umanità, resistendo anacronisticamente e con le armi ad una sua evoluzione verso sensibilità e valori più alti.

    Tutto è relativo e certamente un uomo di neanderthal sfigurerebbe probabilmente quanto a valori e sensibilità, affiancandolo al talebano.
    A parte ciò, la cultura talebana è la cultura della grotta che non discende dal primitivo, dal genuino, dall'istinto, nè dall'esempio della natura, anzi: esso ne modifica in modo ferreo, violento e determinato le radici, con una complessità di regole, leggi, usanze, credenze, imposizioni, autoimposizioni, istituzioni (tribali, tribunali religiosi ecc) che lo distinguono fortemente da uno Zulù, un Pellerossa, peraltro provando per essi un'odio ed un disprezzo.
    Perchè se tra le stupidità umane c'è certamente il razzismo e l'intolleranza, beh, di questa stupidità la cultura talebana è campione.

    Alieno

  11. Tisbe

    @Alienus, un Talebano è ciò che è: uno studente del Corano, né più né meno. Voler caricare un termine di significato negativo è una pratica tutta occidentale. Pensa cos'era all'inizio il movimento filosofico dei CINICI. Oggi si intende la stessa cosa quando si parla di cinismo o si dà del cinico a qualcuno?
    Evitiamo le accezioni negative, sarebbe già qualcosa.

  12. utente anonimo

    Ohi Tisbe… un Talebano oggi è solo uno studioso del Corano?

    Sarebbe come dir che un Killer è solo uno che sa usare la pistola o Jack lo squartatore uno che lavora la carne col coltello: non aggiungiamo nulla, magari un significato negativo, che non è politically-correct eh.

    Ma daiiiii.

    Come si fa.

    Un po’ di onestà per favore.

    E allora diciamo la verità semplice delle cose, senza complicarcela col politically correct che lascia buchi neri nella comprensione della cosa, come se i problemi fossero lì, venuti dallo spazio, tra gente che nulla c’entra in Afghanistan, anzi, non si sa nemmeno perchè son lì i terroristi, perchè si spaccino per Talebani e perchè con questa scusa gli occidentali ammazzino gli Afghani, nevvero?

    Diciamola tutta invece, Tisbe.

    Col coraggio di chiamar le cose col loro nome, fosse esso pure scomodo, triste, sconveniente.

    Quella che tu dai è un’immagine edulcorata e ben poco utile, priva d’ogni realistica visione e se non lascia punti interrogativi, addirittura ne falsa il quadro.

    Se i Taleban fossero “solo” degli studiosi del Corano, problemi di terrorismo o guerra in Afghanistan non ci sarebbero, non trovi?

    ll fatto è che quegli studiosi, che a dirla così rende l’immagine di persone tranquille, riflessive e inoffensive hanno la pessima abitudine di voler imporre agli altri quel che studiano. Ed imporlo non con la forza della persuasione, forti dello “studio” che dici, ma con la violenza, la minaccia, la morte.

    E lasciamo perdere pure lo spunto e la riflessione sul fatto che quegli “studiosi” studiano il Corano in modo molto originale, tant’è vero che tra milioni e milioni di “studiosi” del Corano, i Talebani son davvero pochi.

    Hanno, dicevo, pessime abitudini, perchè non è in virtù dello studio, in sè cosa lodevole ed apprezzabile, che sono in guerra con mezzo mondo.

    Per esempio, se gli studenti si limitassero a far gli studenti, invece di lapidare donne che non voglion indossare il burqa, la prigione più piccola al mondo. O che voglion lavorare od esser indipendenti. O guidare un auto. O non esser segregate in casa. O uscire senza esser accompagnate dal fratello, dal padre o dal marito.

    O mandare affanc .. il marito che non amano o da cui non sono amati. O sceglierselo.

    Ma ce n’è anche per altri, non solo per le donne, che comunque restano nelle condizioni peggiori.

    Per esempio, gli studiosi del Corano come li chiami tu, hanno la pessa abitudine d’impiccare un omosessuale. Abitudine, faccio notare, piuttosto diffusa tra gli “studiosi” del Corano in effetti.

    Per esempio, i bravi studenti che dici, han la pessima abitudine di tagliar la testa a chi professa una fede diversa pur essendo afghano e soprattutto quando essi decidono d’abiurare la fede, diventando magari apostati.

    Altra pessima abitudine è quella di non limitarsi allo studio, alla contemplazione, alla meditazione, alla conoscenza ma di far fuori chi si beve una Forst o un Martini, per dire, causa contenuto alcolico.

    Idem se uno accompagna il tutto con una bella fetta di prosciutto tipo quella che hai o vuoi metter sugli occhi degli altri, in difesa dei Taleban perchè solidale per comuni nemici. Perchè si sa che il maiale e l’alcool, se consumati in eccesso posson far poco bene alla salute, ma per gli studiosi non è importante prendersi cura dei trasgressori con amorevoli consigli, quanto invece ucciderlo o carcerarlo se va bene, come insulto alla comunità dei bravi studenti, il cui studio è evidentemente disturbato dall’idea che qualcun altro, fosse a 100 km di distanza, si mangi un wurstel e si beva una birra (se fosse cantuccini e vin santo sarebbe lo stesso). C’è da capirli, solo l’idea compromette la concentrazione e addio studio… fosse facile studiare così tanto, si contenterebbero di non farne uso loro, nevvero? Ma il Corano richiede uno studio ferreo, così ferreo che il ferro poi, pare, a volte finisce sul collo degli altri, pensa un po’. Ed è terribile a pensarci, con l’immagine che dai. Perchè m’immedesimo. Tu sei lì tranquillo che studi il Corano (perchè di libri non è che se ne vedranno altri eh). Ad un certo punto, mentre sei tutto concentrato lì per prepararti a quest’interminabile esame sul Corano, ecco che ti trovi da tutt’altra parte, a segar la testa ad uno o a lapidar un’altra (che evidentemente studiano molto meno..). Un fastidio! E’ veramente terribile, c’è da capirli, non c’è verso di studiare in santa pace.

    Vogliamo parlare delle altre culture? Perchè non son solo le fedi a far fine infelici con i severi studiosi. Cinema? Mostre di quadri? Concerti?

    Luna Park? La famigliola felice al mare, tutti insieme, uomini e donne, bambini e bambine? O scuole senza distinzioni di sesso?

    Persone che scelgono, in due parole è questa, gli studiosi non ne vogliono. E non ti danno nemmeno la scelta di dire se sta bene a tutti (e a tutte) oppure no. Perchè c’è lì pronta la sentenza, il processo è una formalità, un rituale breve, fatto da un tribunale spesso solo improvvisato, di studiosi, studiosi uomini però, perchè lì da loro non potrebbe esserci nessuna Forleo a dir che i condannati prematuramente non son altro che resistenti, trovandosi in quel caso la stessa Forleo dall’altra parte del banco, in un colpo, tra gli imputati per il solo fatto di averlo pensato.

    Qualcuno tenterà di far tornare i conti dalla parte del proprio utile ideologico, dicendo che in fondo, in questo anche l’Occidente ed il popolo “libero” che è lì a combattere quel sistema di studio poco simpatico, cerca di imporre con la forza un suo sistema, non lasciando scelta.

    Affatto vero.

    Ma anche fosse, credo che non bisognerebbe limitarsi a dire che da una parte ci sono degli studiosi.

    Perchè poi per correttezza bisognerebbe dire che dall’altra ci sono, che so, uomini e donne nati negli Usa, in Spagna, in Italia, in Inghilterra, con due braccia, due gambe, una testa sì da avere ogni sembianza antropomorfa.

    Ma poi che avrei detto così? Nulla.

    Non si spiega nulla.

    Diciamo piuttosto che anche fosse dall’altra parte imposizione, beh, è tutt’altra storia.

    Si può esser donne libere. O più libere.

    Si può esser gay. Si può mangiar e bere cosa caspita si vuole, si può ballare, dipingere, scolpire, fotografare, vivere come caspita si vuole o quasi. E, cosa più importante, si può studiare quel che si vuole. Anche il Corano in modo diverso volendo. Ma pure tutta l’infinità di cultura che esiste oltre a quel testo.

    Il che, mi pare, non è poco.

    Così com’è poco per una donna scegliere di vestirsi come meglio crede, se non altro non attraverso la stretta fessura, se non altro non esser viste solo dal marito, come fosse un insulto, cosa blasfema per l’umanità esser donna, se non come accessorio appunto di quel marito, che può disporne più o meno come meglio gli aggrada.

    Ma sarebbe simpatico anche solo il quadretto di bambini non costretti ad esser studiosi anzitempo, anzichè bambini con la gioia di giocare, uomini e donne, come si vuole, di ignorare fin da piccoli un mondo diviso tra esseri superiori, gli uomini, i Taleban studiosi del Corano a modo loro, e gli altri.

    Bambini che non hanno a che fare con un razzismo feroce insomma.

    Cosa che a volte capita pure nel resto del mondo, purtroppo. Ma non è la norma. E c’è la speranza. Speranza e norma che gli “studiosi” che dici cercano di eliminare, infastiditi non solo di poter essi stessi scegliere, ma che lo possano tutti gli altri.

    Si sa, lo studio è cosa seria, si perde la concentrazione.. un fastidioooo..

    Alieno

  13. utente anonimo

    Avverto che, poichè articolerò un lungo post tematico (Non OT) frammentandolo in più parti, in modo che l'ardimentoso lettore o il folle che si cimenterà con esso possa leggerlo decentemente dall'alto in basso, quello sopra è in realtà l'ultimo mio post da leggere, dovendo andare quindi, per raccapezzarsi, al primo della serie in alto.
    Saluti e buona fortuna..
    :-)))

    Alienus

    P.S.: il lettore coraggioso che leggerà tutto avrà diritto ad una mia vigorosa stretta di mano virtuale ed è autorizzato a sentirsi come uno sportivo no-limits dopo esser sopravvissuto alla rischiosa prova.
    Ovvero, dopo questo, nulla potrà più uccidervi.
    😉

  14. utente anonimo

    Notizie per renderceli più simpatici, gli Studenti del Corano:
    2001: i Taleban ordinao la distruzione delle 2 statue del Buddha scolpite sulle pareti di roccia di Bamiyan, una alta quasi 40 m. e l'altra più di 50, la prima vecchia di 1800, l'altra con più di 1500 anni.
    E questi studenti coranici, saltan fuori alla fine del 1900, voglio ricordarlo.
    L'Unesco condannò il gesto disgraziato di questi ignoranti arroganti così come la maggior parte delle nazioni del mondo.
    E a condannare i Taleban (lo dico per gli amanti dei blocchi monolitici contrapposti quanto inesistenti, della serie Usa Israele Occidente da una parte e Islam dall'altro, come se mai l'Islam fosse mai stato omogeneo..) fu anche l'Iran, non fosse altro che per l'essere nemici mortali come lo son oggi più di sempre islamici integralisti sunniti (talebani) e sciiti (iraniani).

    Fatti degni di nota, che spiegan qualcosa sul conflitto in corso (certo più di Taleban ="studenti del corano"): 1996 – Osama Bin Laden (saudita, che come ho detto è tra i forti sostenitori dei Taleban sin dall'inizio, insieme al Pakistan) si rifugia in Afghanistan, invitato dal leader dell'Alleanza del Nord. Poi, quando i Taleban prendono il potere, Bin Laden crea un'alleanza tra Talebani e la sua creatura, l'organizzazione Al-Quaida. Rammento a chi sfugge che il territorio di battaglia di Al-Qaida non è l'Afghanistan, ma tutto il mondo, dall'Africa all'Occidente, Arabia, Oriente. Perchè il nemico di Al-Qaida è principalmente tutto ciò che è diverso da sè.

    Forse i miei post sono un tantino lunghetti. Ma converrà, Donna Thisbe, che non avendoci scritto molto (ed al momento più nessuno), non ho certo rubato lo spazio ad altri.
    Buona serata.
    Davvero.

    Alienus
    ^_^

  15. utente anonimo

    Naturalmente a compimento di queste ed altre bellezze "culturali" che qualcuno vuol spacciare per "relativamente" valide al pari di ogni altra, cercandone una legittimità per competere con nemici ideologici comuni, c'è la polizia religiosa, istituita a bella posta per garantire che la sharìa venga applicata senza concessione alcuna.

    Curiosità: nella loro arrogante presunzione di vivere nell'ignoranza, al pari del mondo occidentale si notano un'infinità di ipocrisie e incoerenze. E lo dico per toglier dalla testa che, per quanto duro, quel mondo è, contrariamente all'Occidente, ipocrita e bugiardo, "tutto d'un pezzo" e coerente a sè stesso. Balle.
    Affatto così. All'ignorante arrogante è concesso d'esser incoerente senza ch'egli se ne renda conto, sentendosi naturalmente integerrimo, integralista fino all'osso.

    Un esempio è il rapporto con l'oppio.
    Inizialmente fu vietata, contraria alla sharìa, e che diamine: siamo forse noi corrotti come l'occidente drogato e gli afghani spacciatori? Non sia mai.
    Poi però, a fronte di un forte calo di entrate economiche e necessitando di tanti soldi per organizzare guerra e terrorismo, aumentarono addirittura la produzione d'oppio rispetto a quella precedente al loro ingresso nei territori.
    Avran detto, senza alcun attimo di sbandamento per l'ipocrisia stridente schiava dell'opportunismo: che si fottan tutti quei corrotti eroinomani occidentali, così raggiungiamo meglio la causa. Li ammazziamo con la droga, li ammazziamo con i soldi che ne ricaviamo vendendola. E per loro, Allah che prima ripudiava la droga, consumatori e produttori indistintamente, improvvisamente è fiero di loro che ne producono a tonnellate, quasi la totalità della produzione mondiale.

    Qualcuno forse avrà dubbi, ma tali concessioni i Taliban non le fanno per produrre, per esempio, carne di maiale o del buon vino, pur non bevendone, per venderlo a coop sensibili all'equo – solidale e quantosiamobuoniblablabla, nooo, solo la droga. Perchè rende soldi, tantissimi, con buona pace di Allah e di quei bischeri che si drogan facendo felici chi li vuol morti, con disprezzo.

    Ma anche tutto questo, può sembrarti noioso Donna Thisbe, e ti parlerò piuttosto di ciò che i semplici Studenti del Corano prevedono per le Donne, cari studenti cui tu difendi il titolo da accezioni negative, forse pensando che sia questo in odor di razzismo (dimostrando la capacità dell'uomo e in questo caso di veder pagliuzze e non travi, nei propri e negli altrui occhi).
    O meglio, te lo ricorderò, come tutto il resto, perchè conoscendoti, Donna Thisbe, non ho proprio un bel nulla da insegnarti che già non sai, ne son certo per la brillantezza e la potenza di stimoli sempre nuovi che mi han reso tuo accanito lettore, fan ed estimatore sotto il profilo umano.
    Consapevole che anche tu sappia, come minimo, che non son razzista come un verace Leghista Padano cielodurista della prim'ora, per quanto a mia volta mediocre e ignorante e che perciò son restìo a seguir il megafono dell'omone, del baffone, del puzzone, del pelatone, del tutt'altro che ariano imbiancone, e del cazzone con problemi di rigidità permanente, cui posso solo consigliare di sbatterlo sul marmo come un polpo per ammorbidir i toni, invece di romperci l'anima dicendocelo.
    E questo vale per qualsiasi megafono suoni l'adunata dalla sua parte.

  16. utente anonimo

    La prima cosa che fecero i Taliban, entrando al potere via via che strappavan territorio ai signori taliban, afghani ecc, fu di istituire la sharia come legge. Sì, è con loro che lì diventa istituzione inderogabile, indiscutibile, ferrea. Un po' come accade nel Darfur.
    Di cosa si parla dicendo ciò? Di tante cose perchè dire sharia attenendosi alla stretta lettura etimologica non vorrebbe dir nulla, come dir che i Taleban sono studenti del corano.. che significa? Poco e niente. Sharia letteralmente significa legge islamica. Che significa? Poco o nulla ugualmente. Bisogna sapere, per capirci qualcosa, cosa fa uno studente talebano. E nel caso della sharia, cosa comporta quella legge. Altrimenti come si può capir di cosa si parla?
    Io comincerei subito dalle sanzioni introdotte dagli studiosi talibani (ignoranti culturalmente intendo) che fecero immediatamente una loro riforma di governo, introducendo il loro modo di studiare il Corano e di applicarlo, con la sharia appunto.
    Ad esempio, le punizioni coraniche prevedevano:
    – amputazione di una o entrambe le mani epr il furto.
    – Lapidazione per gli adulteri.
    – Lapidazione per semplice sospetto di adulterio per la donna, incapace di difendersi perchè il Corano dice che l'uomo è superiore alla donna, la sua testimonianza vale la metà di quella di un uomo, i tribunali religiosi son maschili, compito di eseguire la sentenza è principalmente degli uomini che "possiedono" la donna (padre, fratelli o marito poi) e figurarsi cosa ne può venire fuori con questi lettori studiosi integralisti Taliban di quel testo, non so se rendo Donna Thisbe libera, bella e senza burqa.

    – forti della loro ignoranza di cui far vanto come virtù, bandirono TUTTE le forme di televisione, immagini e musica.
    – Altra espressione di ignoranza era il divieto assoluto di indossare scarpe bianche, in quanto esso è il colore della bandiera taliban.
    – Divieto di portare la barba troppo corta. Capito? Non di non portar barba, che questo è assodato, figuriamoci. DIVIETO DI PORTARLA TROPPO CORTA. Complichiamocela la vita eh. Perchè renderla simpatica, libera di respirare un po', noooo, non piace agli studiosi e studenti taleban. Una genìa di auto-oppressi oppressori degli altri.

  17. utente anonimo

    Gli Usa ebbero inizialmente una posizione di non intervento, per quanto, contro ogni senso e logica, li trovassero simpaticissimi, forse di riflesso proprio alle loro politiche fortemente anti-sciite, quindi anti-iraniane che dicevo prima.
    Fatto è che afghani e signori della guerra, di fronte all'aggressività talebana che conquistava militarmente sempre più territori dell'Afghanistan, smisero di ammazzarsi come avevan sempre fatto allegramente e come spesso succede nel mondo islamico (come del resto è accaduto tempo fa nel mondo cristiano eh) e si unirono in funzione anti-talebana in una nuova allenaza.
    Ma non riuscirono a far molto, se non ritirarsi da Kabul, rifugiandosi nel nord del Paese, così che ai Taleban fu possibile occupare la sede del governo, fondando l'"Emirato Islamico dell'Afghanistan".
    Fatto è che ad un certo punto, al caos si aggiunse altro casino per individuare amici e nemici perchè alcuni generali afghani si ribellarono a quest'alleanza con i Signori della Guerra e si unirono quindi ai Taleban (ovvero contro l'Afghanistan).
    Fatto che rese felici i sostenitori, ovvero Pakistan e Arabia Saudita che nello stesso giorno, si affrettarono a riconoscere entusiasti il governo Taleban (così si capisce perchè si possa ritenere che lo stesso Osama Bin Laden possa esser protetto in Pakistan, mica dicendo che ci son gli USa cattivi da una parte, studenti del corano dall'altra… che non dice un bel nulla, a parte una mezza verità ed un'intera menzogna omertosa..).
    Il fatto è che però il riconoscimento Saudito-Pakistano non porto buona sorte pare, perchè i Taleban subirono una umiliantissima e pesantissima sconfitta proprio da quei generali che si erano ammutinati agli afghani, uniti ai talebani, ora di nuovo nemici.
    I talebani non erano affatto preparati alla guerriglia urbana nè avevano l'organizzazione militare e la competenza tecnica di quei generali, soldati di mestiere, professionisti dell'arte di far guerra. E subiron una sonora sconfitta subendo migliaia e migliaia di morti in battaglia, un vero massacro. E subiron la sorte che loro avevan impietosamente applicato agli altri (per esempio i Mujaheddin), subendo anche ulteriori esecuzioni di massa.
    E tutto questo caos e violenza si svolge in pochi anni, ovvero dal 1992 al 1997, con migliaia e migliaia di morti da una parte e dall'altra (ed ho evitato tutta la questione dei morti della guerra afghana contro l'invasore comunista sovietico, il cui interesse non era, allora, la prevenzione militare contro il terrorismo, ma l'acquisizione politica o territoriale di una terra interessante per diversi motivi, secondo la logica espansionista e arrogante che ha sempre distinto quel regime comunista, impunito anche in quanto vincitore della seconda guerra mondiale).
    Gli Usa entrano in campo solo nel 1998, quando spedirono qualche missile Cruise su 4 postazioni afghane, tutte nei pressi di Khost, campi di addestramento uno dei quali diretto da quel tale Osama Bin laden, capo di Al Qaeda, allora meno famoso perchè non c'era stato ancora l'attentato dell'11 Settembre, anni più avanti, ma già aveva diretto gli attentati del 7 Agosto 1998 appunto, alle ambasciate Usa in in Kenya e Tanzani. E per questo non mi stancherò mai di ripetere che il conflitto, più o meno silenziosamente si è spostato in Africa e sempre più vicino a casa nostra, il terrorismo avanza oltre ad infiltrarsi.
    Dove trovan il sostegno i taleban per far così tanta guerra?
    Organizzazioni benefiche. Sì, proprio così. La più importante è Saudita. Ma anche il Pakistan che offrì supporto logistico e militare.
    E naturalmente associazioni sparse nel mondo, benefiche appunto per i terroristi taleban.

    Ma forse queste cose a te non interessano molto, Donna Thisbe e felicemente senza burqa e libera anche per la mia gioia all'idea.
    Forse a te interesserà più la loro cultura per valutarne meglio la difendibilità, con un processo di relativizzazione che a mio avviso, in questo caso è estremamente dannoso, anzi, suicida, specie in quanto donna libera e senza burqa, oltrechè non islamico integralista sunnita.

  18. utente anonimo

    I taliban diventan noti (nascono solo alla fine del 1900, ben lontani dalle origini islamiche quindi e dalla nascita del testo che tanto studiano..) e solo perchè tali studenti di scuole coraniche aderiscono come seguaci di una setta, al movimento islamico "deobandi", ovvero un movimento islamico integralista sunnita che auspica e mette in pratica con ogni mezzo una società austera, saldamente gestita dagli uomini. E già qui, donna Thisbe, io un po' di indignazione solidale femminile l'avrei.
    Come del resto l'hai, per altri contesti, verso altre direzioni (mi piacque molto la tua definizione Deomaschilista nel definire anche il credo Cristiano Cattolico).
    Tornando ai Taliban, essi presero militarmente il controllo di buona parte dell'Afghanistan in un periodo disastrato del Paese, opponendosi ai Signori della Guerra che imperversavano (ma nessuno pensi che fossero gli Usa perchè sarebbe cronologicamente fuori luogo..), imponendo però le loro regole, la loro cultura nata nelle scuole coraniche solo alla fine del 1900 appunto.
    Questi erano integralisti sunniti, per cui le relazioni per esempio con l'Iran furono presto pessime, perchè il taleban che è un razzista mica da ridere, ha forti politiche anti-sciite, e per l'appunto in Iran la religione è islamico-sciita.
    Quindi i taleban presero il potere grazie alle armi, nonostante questi avessero ricevuto un riconoscimento diplomatico SOLO da parte di 3 nazioni: Emirati Arabi Uniti, Pakistan e Arabia Saudita.
    Quella del riconoscimento è una cosa divertente se collegata alla questione israelo-palestinese, dove gli stessi fan dei taleban nostrani, in odio a Usa e Israele, adducono tra gli infiniti motivi d'odio e di conflitto legittimo, il mancato riconoscimento diplomatico di una piccola parte, quella araba (e non tutta, una minoranza) di Israele. Curioso ma non causale, poichè l'incoerenza in certe persone, accecate dall'odio, è proprio sinistra…

    I capi degli Studenti del Corano, anche qui paradossalmente (tra cui il capo assoluto Mullah Maometto.. pardon Mohammed Omar) erano semplici ulema, ovveri religiosi islamici, studiosi anch'essi, la cui istruzione era particolarmente scarsa, limitata, insomma, per quel paradosso che dicevo, dei veri e propri ignoranti. Ciò nonostante questo non bastò per non esser guida riconosciuta dei taleban che congiuntamente a quegli ulema, ne apprezzavano l'integralismo più conservatore della tradizione spirituale e culturale dell'islamismo.
    Non sto parlando quindi di fede, ma di TRADIZIONE della fede, non so se rendo, tradizione che non ha alcuna necessità di cultura e conoscenza per esser messa in pratica.

  19. utente anonimo

    @Thisbe: detto tra noi, il mio giudizio può sembrar severo sui Taleban. Capita perchè son uomo.
    Se fossi donna, se fossi come te, certamente sarebbe ancor più duro e più concreto ancora.
    Il solo nome Taleban mi farebbe urlar vendetta.
    Mi stupisci, non unica, nè ultima.
    Anche perchè per altri temi discriminanti verso il mondo femminile, beh, mi sembri forte di una solidarietà e una combattività che ti fa onore.
    Perchè quando si parla di Taleban questa vien meno e ti rifugi in ordinato silenzio o compiacente omertà volendo attribuire un significato svuotato di un significato concreto, che poco dice.
    Allora, Donna Thisbe, facciamo una brevissima sintesi del cosa sia un Taleban oggi, del perchè possa avere una poco discutibile accezione negativa. Sperando di sentirti poi, più realistica e concreta. Soprattutto più donna di già quanto ben dimostri con mia grande stima, in molte occasioni.

  20. Tisbe

    @ALIENO, ti riesce proprio difficile fermarti esclusivamente al senso del testo, vero?
    In questo post io non ho giustificato i TALEBANI, ho espresso il mio profondo disprezzo verso coloro, che per insultare qualcun altro (anche italiano, anche amico, anche vicino) usano il termine TALEBANO.
    Per favore rileggiti il post
    Ad ogni modo, credo che chi usi questa terminologia è lui stesso un talebano, anzi peggio, perché non fa alcuno sforzo per colmare quella distanza culturale che altrimenti potrebbe essere se non annullata, almeno accorciata.

  21. utente anonimo

    Tisbe, è appunto questo il motivo per cui non mi sono fermato al testo. Perchè tu hai fatto benissimo intendere i significati impliciti.
    Come appunto "chi usa talebano.. è lui stesso talebano.." oppure "non si accorciano le distanze".
    Già, questi sono i motivi.
    Per spiegare che chi usa talebano è agli antipodi del talebano, se ne parla con una consapevolezza, conoscenza e non con superficialità restando in superficie appunto, o solo perchè ha la bocca per parlare (cioè chi usa Talebano per sentito dire senza sapere cos'è..).
    Ed anche perchè:
    1) Non c'è bisogno di tentar di avvicinarsi ai Taleban, lo fanno egregiamente loro, specialmente da quando sono alleati di Al Qaida.
    2) Non voglio affatto colmare una distanza con un assassino o un criminale fiero d'esserlo.
    3) L'unico modo per colmare la distanza e avvicinarsi, per un Talebano è diventare Talebani. Rifiutano altro. E se permetti, fallo tu, io preferisco tenere le distanze, anzi, renderle evidenti, per il razzismo e l'intolleranza talebana è insopportabile per ogni uomo che abbia un minimo di gusto per una minima libertà.
    E figuriamoci per le donne.

    Quindi non giochiamo sui cavilli, il senso del tuo post l'ho colto subito e con questo non fai altro che confermare che ben ti sei fatta capire, ben ti ho capita.
    E quando si cavilla tanto sulla forma, è perchè non si vuol approfondire i contenuti.
    Come parlando semplicemente della definizione di Taleban.

    Buongiorno anche a te…
    Alieno

  22. utente anonimo

    Da Talebano ad Alqaeda: storia di un insulto che è anche una seria minaccia.

    Oggi.

    2007-07-21 20:24

    PERUGIA, ‘SCUOLA DI TERRORE’ NELLA MOSCHEA

    (di Claudio Sebastiani)

    PERUGIA – Era una scuola di terrorismo quella che la polizia ha individuato in una moschea alla periferia di Perugia. Una cellula “jihadista”, ritenuta vicina ad Al Qaida nella quale l’imam veicolava informazioni su come fabbricare una bomba o uccidere in un corpo a corpo, ma anche come pilotare un Boeing 747. Immagini di esecuzioni e violenze mostrate anche a ragazzi e ragazze per “educarli”.

    Tutto questo emerge dall’indagine ‘Hammam’ che stamani ha portato a tre arresti. In carcere sono finiti l’imam Mostapha El Korchi, 41 anni, marocchino come Mohamed El Jari, 47 anni, e Driss Safika, 46. Un quarto loro connazionale è invece latitante. A tutti la procura della Repubblica perugina ha contestato l’articolo 270-quinquies del codice penale. Li accusa cioé di avere ricevuto, e fornito per l’imam, addestramento e istruzioni sulla preparazione e uso di esplosivi, armi e sostanze chimiche. Su come realizzare gli ordigni e collocarli in un mercato o a una fermata dell’autobus, ma anche su come pilotare un Boeing 747. Informazioni che, secondo la polizia, Korchi scaricava da siti e forum Internet protetti, utilizzando parole chiave e programmi in grado in sfuggire a qualsiasi controllo. E’ lui stesso – è emerso dall’indagine – a citare una pagina web di Al Qaida.

    L’imam istruiva poi gli studenti della “scuola del terrore”, un locale a piano terra di una palazzina di Ponte Felcino. In orari e contesti estranei alla normale attività di preghiera (e infatti la moschea non è stata chiusa). Intorno a lui ruotavano – ritengono gli investigatori – una ventina di magrebini ora indagati a piede libero. Le loro case sono state perquisite dalla polizia che ha trovato altri 13 clandestini. Tre sono stati arrestati per avere violato la legge sull’immigrazione e otto condotti ai Cpt (altri due espulsi). Secondo polizia e pm la moschea rappresentava il centro operativo dell’addestramento ed era presidiata 24 ore su 24 da Jari e Safika. Qui si praticava – ritengono ancora gli investigatori – non solo l’adesione all’ideologia più radicale ma anche di addestramento pratico alle azioni terroristiche. Un quadro accusatorio che per gli inquirenti si è rafforzato dopo le perquisizioni di stamani. Nella cantina dell’abitazione dell’imam c’erano nitriti, acido e ferrocianuro. Sostanze che di per sé non dicono niente, hanno sostenuto gli esperti dell’antiterrorismo in attesa delle analisi. Il sospetto è comunque che potessero servire a qualche sperimentazione. I controlli hanno poi portato a recuperare quelli che la procura definisce potenziali comandi a distanza per ordigni, timer e telefonini usati sembra. Gli inquirenti ritengono che il gruppo adottasse un sistema operativo analogo a quello dei sostenitori della jihad globale, un terrorismo diffuso fatto di atti di violenza di piccole cellule non legate da strutture stabili.

    Oggi il questore di Perugia Arturo De Felice ha parlato di “indagine alle prime battute”. Digos e Ucigos intendono infatti chiarire a cosa dovessero servire gli insegnamenti. Al momento non è infatti emersa alcuna applicazione delle lezioni di terrore. A cosa dovevano servire le tecniche veicolate? Seguendo uno straniero che frequentava la moschea di Ponte Felcino gli investigatori hanno comunque potuto ricostruire i contatti con altri elementi legati a cellule terroriste, tra cui un gruppo sospettato di aver collaborato agli attentato di Madrid, ha spiegato dal direttore dell’ Ucigos Carlo De Stefano. Aspetti che devono essere chiariti. Oggi il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, ha sottolineato che l’indagine “ha portato a individuare non una predicazione più o meno radicale, ma l’utilizzo della moschea a fini di attività terroristica vera e propria”, confermando “la necessità di mantenere sempre alta l’attenzione verso luoghi che dovrebbero essere solo di attività religiosa”.

    Complimentandosi con Amato e con le forze di polizia, il premier Romano Prodi ha sostenuto che l’operazione “ha consentito al Paese di sottrarsi ad una temibile minaccia”. “Dagli… Dio è grande… dagli, dagli, dagli” le parole di Korchi commentando davanti alla figlia il video di un esecuzione. “Che Allah protegga i musulmani dagli americani, ebrei e cristiani. Che Allah li distrugga, li colpisca, che Allah li faccia soffrire… che Allah protegga i muhjaheddin” le parole dell’imam al termine della preghiera nella scuola del terrore.

    Sembra che capitino sempre agli altri: l’aids, il cancro, la morte….l’Islam terrorista e criminale.

    Guai a parlarne, porta sfiga, non è bello, non rompete le palle eh, che siamo allegri e felici qua.

    Tanto capita agli altri.

    Poi però, ti capita tra le palle.

    E vorresti averne parlato molto tempo prima..averci pensato su,

    in modo diverso, facendo qualcosa..

    Alieno

  23. ermahico

    i nostri servizi sono gli stessi geni che hanno rovinato la vita a due algerini rei di aver tenuto in casa un marsupio? vuoto ovviamente e trovato solo alla 3 perquisizione, si scoprirà in seguito che i due erano stati accusati da un loro concorrente di bancarella.

    vai police vai! continuiamo così…

  24. utente anonimo

    Faccio notare che giustizia e servizi riservano errori anche ad italianissimi, non c'è alcun bisogno di scomodare terroristi per ottenere lo scopo.
    Faccio però notare che qui ci sono registrazioni video, piuttosto complicate da smontare con pregiudizio e diffidenza.
    Trovo curioso veder tanta gente credere senza alcuna prova a semplici sospetti in taluni casi, in altri in cui la prova è più chiara invece manifestar dubbi.
    Potenza dell'autosuggestione!
    ^_^

    Comunque, non fidandovi dei nostri servizi segreti, potreste almeno fidarvi di quelli degli altri.
    Che da tempo segnalano infiltrazioni dovunque nel nostro continente ed in questo includendo il ns. Paese.

    Intanto in Algeria, i militari governativi han fatto fuori un po' di Alqaedini. Tanto per dire che quel famoso conflitto mondiale è già cominciato da tempo, anche se con forma e metodo completamente diversi dai precedenti.

    L'atteggiamento di negazione ostinata sulla presenza del terrorismo e di Alqaeda in Italia, anche di fronte a manifestazioni sempre più esplicite, mi ricorda tanto l'atteggiamento di tanti politici tempo fa (nemmeno tantissimo) che alla domanda di spiegazioni sull'esistenza della mafia nel territorio del Sud (mafia e affini naturalmente) rispondevano:
    la mafia non esiste.

    La negazione è lo strumento più usato per non dover rispondere e per difendere certi comportamenti ambigui o criminosi.
    La mafia non esiste.
    Nemmeno Alqaeda in Italia pare.

    Bisogna che qualcuno informi Alqaeda di questa notizia, che non esiste qui: ci resterà malissimo credo.

    😉

    Alieno

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