Avellino: ricostruzione terremoto Irpinia, quattro arresti

Non mi piace fare copincolla, ma questa NEWS, merita, anzi STRAMERITA. Da Corriere della Sera

AVELLINO – Avrebbero intascato soldi destinati alla ricostruzione in Irpinia, dopo i terremoti nel 1962 e del 1980. Arrestate quattro persone dai carabinieri di Ariano Irpino, nell’avellinese. I quattro, fra cui c’e’ un ex sindaco, avrebbero falsificato le pratiche per la ricostruzione di immobili privati danneggiati dal sisma per ottenere finanziamenti ai quali non avevano diritto, che poi dividevano con i proprietari degli immobili. Le indagini erano iniziate nel 2004. (Agr)

15 commenti su “Avellino: ricostruzione terremoto Irpinia, quattro arresti

  1. WebLogin

    Non è una cosa che mi sorprende avendo visto anche nella zona in cui vivo i "miracoli" e le ingiustizie della ricostruzione del dopo terremoto…

    Ciao mitica e buona settimana 🙂

    Giuseppe

  2. fraba

    è come un pozzo senza fine. ventisette anni, quasi, ed ancora scopriamo cose di questo genere. e francamente dubito che questo sia l'utimo episodo di questa vergognosa faccenda.

  3. utente anonimo

    Avellino 2007: arresti.
    Indagini cominciate nel 2004..
    per fatti cominciati e risalenti al periodo dal 1962 (manco esistevo..) al 1980 e poco più in là.
    Non c'è che dire, la giustizia in Italia è sempre veloce, puntale, inflessibile.
    Non sarà mai possibile dirsi orgogliosi di star in un Paese serio finchè la magistratura e tutto l'apparato di indagine e giudiziario continuerà ad esser corrotta, strumentale, avida di personalismi, aspirante a carrierismi politici…
    Un Paese senza giustizia (ed una giustizia così lenta, puntualmente tardiva non è vera giustizia) non sarà mai un Paese serio.
    La Repubblica delle Banane.
    Ce famo du' spaghi.
    Ed è sempre tutto come prima.

    Rabbia e tristezza.

    Alieno

  4. macca

    Stavo per scrivere la stessa cosa: se va bene, 27 anni per beccarli.
    Alla grande.
    E qui, dal '76, ci sono ancora dieci famiglie nei prefabbricati.
    Daniele

  5. utente anonimo

    Ehehe! Carina la battuta Tisbe.
    Però…
    non è affatto la complessità del caso il motivo da cui scaturisce il problema giustizia, e tu lo sai.
    A prescindere che anche per i casi più semplici, formali, burocratici, la nostra giustizia è assolutamente lenta, bizantina, offensiva per chi è costretto a contarci.
    E' che questi signori magistrati, son un'altra casta a cui van tolti dei privilegi.
    Se si chiede produttività all'operaio, allo studente (il privato già è costretto dalla contingenza dell'immediato e diretto rapporto causa=effetto, pagandone sulla pelle le conseguenze), se si chiede alla Sanità, alla politica (inutilmente pare, da anni..), non vedo perchè si debba avere servil reverenza per questi magistrati, per questo sistema giudiziario disperante, frustrante, umiliante per la maggior parte dei cittadini.
    Venendo al punto del tuo post.
    Non era "complesso" il caso.
    La lentezza parte da più lontano.
    L'indagine, a riprova di questo, parte SOLO nel 2004.
    Perchè?
    Eppure, a volte, il sistema giudiziario, da prova di iniziative fulminee, spesso sospette d'esser strumentali, ad "orologeria", con un tempismo allarmante (allarmante in relazione alla lentezza con cui affronta tutto il resto..).
    E non si capisce perchè, se un medico o chirurgo ha tra le mani una vita e risponde del suo operato, non si possa chieder altrettanto del magistrato o del sistema giudiziario, che in egual modo tiene tra le mani la vita di altri o suoi aspetti rilevanti.
    Eppure anche in questo settore, come in quello politico, sanitario ecc, non si risparmiano corruzioni, manipolazioni, collusioni, interessi personali, frammistioni con altri interessi (ce n'è per tutti i gusti: interessi mafiosi, politici, industriali, carrieristici di varia natura e ricchezza..).
    Riassumendo, la battuta mi ha fatto sinceramente ridere.
    Quanto riflettere, com'è giusto nelle battute riuscite.
    Al cittadino piacerebbe più che fosse una situazione rovesciata, dove è il ladro di galline a subire clamorosi ritardi nel giudizio ed invece veder efficiente tutto il resto, ben più serio e che ci coinvolge tutti.
    E nel caso che riporti (e che, ammetto, non conosco affatto, apprendendone qualcosa solo da te), non possiamo certo addurre le difficoltà di un caso complicato, ambiguo come, per dire, quello di Cogne (mi spiace dell'esempio, chè i dibattiti ossessivi fino a poco tempo fa anche a me han fatto venire la nausea).
    Là c'era una situazione di oggettiva difficoltà nella ricostruzione del caso (in parte pare anche per incompetenza e inadempienza delle prime indagini preliminari, poichè si è visto subito entrare il mondo nell'ambiente del delitto, inficiandone o cancellando potenziali indizi rivelatori).
    Qui invece è un fatto di volontà. Volontà politica, giuridica, morale.
    Se la stessa solerzia giuridica che è stata applicata sul Berlusca, destinatario di un'infinità di avvisi di garanzia, dei quali molti sospettabilissimi d'essere orchestrati ad arte tempisticamente, che ha prodotto però solo prescrizioni e soprattutto ASSOLUZIONI (con il sommo dispiacere di tal Travaglio, che non ci tiene ad evidenziare le seconde, privilegiando le prime, con una maleducazione ed un'ingratitudine da vero monellaccio, visto che la sua grande notorietà, il suo successo, in fondo, è proprio al Berlusca che le deve, ehehe, vero Travà? Telefonagli almeno a Natale per fargli gli auguri, suvvia..), fosse stata applicata qui, il post che tu hai scritto oggi sarebbe profondamente diverso.
    Anzi, forse non ne avresti nemmeno scritto.
    Avendo già avuto soddisfazione di veder una giustizia più giusta.
    Certo è meglio tardi che mai, il più delle volte.
    Ma è giusto contentarsi di questo quando si parla di Sanità?
    E di giustizia?
    E' una cosa che lascia l'amaro in bocca, che fa davvero arrabbiare.
    Non pretendo una giustizia rapida come quella Talebana (ehehe, scusa..), ma almeno qualcosa che sia in linea con gli altri paesi "moderni", europei di lunga data, credo si possa esigerlo.
    Arrabbiati nonostante l'inutilità di parlare contro poteri forti che si autoproteggono e che perdurano nei loro privilegi spesso immeritati nel tempo.
    Perchè questo non mi rende affatto giustizialista (giustizialismo è piuttosto l'esser efficiente contro il ladro di galline direi), ma nemmeno voglio rassegnarmi al qualunquismo, accettando l'inaccettabile.
    Alieno

  6. Tisbe

    @macca, a parlar con loro direbbero che le famiglie nei prefabbricati non hanno mai lavorato e non hanno diritti in quanto prima del terremoto non avevano case di proprietà. Sai siamo in un mondo dove la priorità non sono le persone, ma le proprietà.
    Puoi uccidere e te la cavi con poco, ma se tocchi le proprietà del governo o di qualche potente, hai finito di vivere!
    @Alieno, la lentezza è sempre voluta 😉
    Ps: e smettila di prendertela con i talebani

  7. utente anonimo

    Smetti di parlar male dei Taleban dici, eh?
    Avessi a fargli fischiar le orecchie e disturbarli mentre lapidano qualche donna disobbediente
    o impiccano qualche uomo reticente?
    O segan la testa a qualche miscredente?
    In effetti non è educato
    disturbar chi è così impegnato.

    Buongiornoo!
    ^_^
    Alieno

  8. Tisbe

    Beh, potresti almeno disturbare i marines mentre violentano ragazze irachene, mentre uccidono bambini e mentre torturano prigionieri riprendendo le scene per rifocillare il loro SANO sadismo 😉

  9. utente anonimo

    Li condanno io, così come li condanna l'opinione pubblica occidentale.
    Li condanno doppiamente, perchè seppur casi sporadici e certamente minoritari rispetto alle atrocità di norma nel fanatismo islamico, seppur atipici e affatto modello del nostro occidentale sentire, creano il doppio danno di esser strumentali a chi appoggia regimi criminali, rilevando ipocrisia e prova di eguale orrore. Cosa che però non è affatto vera e che però continua ad essere strumentalizzata ad arte, per colpa di queste teste di C*#^!, malati di mente che non solo non meritano di rappresentare qualsiasi Paese civile con una divisa, figuriamoci con le armi, ma nemmeno di totale autonomia di scelta in casa propria, bensì degni di cure severe e serie in manicomi criminali.
    Doppiamente colpevoli, per l'entità delle implicazioni dunque.
    Ci mancherebbe non lo facessi, sia per la rabbia di veder strumentalizzare, sia per lo schifo che mi fanno, avendo avuto tutt'altra possibilità di modelli e di scelta contestualmente all'ambiente in cui son cresciuti.

    E però non è questo motivo sufficiente per ridurmi alla parzialità con cui organizzazioni come Amnesty International dan primo piano a episodi minoritari, dimenticando poi il male diffuso, crescente, mortale che affligge i diritti fondamentali dell'uomo oggi. Ben venga la condanna di campi di tortura. Curioso che si dedichi gran parte dell'attenzione però a piccole parti, sempre le stesse parti.
    Curioso? Sospetto è più esatto.
    Sospetto sempre più fondato.

    Alieno

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