Seneca Falls, il primo convegno della storia sui diritti delle donne

In questi giorni ricorre un celebre anniversario spesso dimenticato. Nelle giornate del 19 e del 20 luglio 1848 un gruppo di coraggiose pioniere si riunì a Seneca Falls, New York (Usa), per chiedere formalmente il diritto di voto.  Il gruppo femminile guidato da Susan B. Anthony, Elizabeth Cady Stanton e Matilda Joslyn Gage approvò la Declaration of sentiments, attuando il primo convegno in assoluto, sui diritti delle donne.

«[…] Ogniqualvolta una forma di goverrno impedisca la realizzazione di questi scopi, coloro che ne sono danneggiati hanno il diritto di rifiutare obbedienza e di adoperarsi per l’istituzione di un nuovo governo, che abbia a suo fondamento quei principi, e dia ai suoi poteri una organizzazione tale da sembrar loro la più adeguata a garantire loro sicurezza e felicità.
La prudenza, invero, imporrà di non cambiare, per cause irrilevanti o passeggere, governi consolidati da lungo tempo; e infatti tutte le esperienze hanno dimostrato che gli uomini sono più disposti a sopportare, fino a che si tratta di mali sopportabili, che a render giustizia a se stessi mediante l’abolizione delle forme di governo a cui erano abituati. Ma quando una lunga successione di abusi e di usurpazioni, perseguendo costantemente lo stesso scopo, rivela il disegno di ridurli in balia del dispotismo assoluto, è loro dovere liberarsi da tale governo e provvedersi per il futuro di nuovi custodi della loro sicurezza.
Tale è stata la paziente sopportazione delle donne sotto questo governo, e tale è ora la necessità che le costringe a esigere la condizione di uguaglianza che loro spetta […]». 

Leggi tutto il documento (ne vale la pena)

5 commenti su “Seneca Falls, il primo convegno della storia sui diritti delle donne

  1. utente anonimo

    Mai sentito parlare di questa cosa prima.

    Bisognerebbe render più noti simili momenti di storia, conquiste.

    Per ricordare le battaglie di donne straordinarie.

    E per ricordare che gli Usa, per quanti difetti abbia, resta il luogo straordinario di diritti e democrazia, avanti sugli altri stati moderni di molte lunghezze e ben più precoce.

    Un modello a cui ispirarsi, senza sudditanza e aspirando a migliorarne l’esempio.

    Alieno

  2. utente anonimo

    Dai sondaggi e risultati statistici che via via vengon pubblicati si conferma sempre il solito dato.
    E' l'uomo che commette la maggior parte dei crimini.
    E quelli più efferati, violenti.

    Dal che si evince una naturale attitudine maschile all'esser violenti, senz'altro maggiore rispetto al mondo femminile.

    Ho sempre pensato che se la gestione del mondo fosse esclusivamente femminile, forse sarebbe un mondo molto più pacifico, di certo meno violento, cruento, impietoso.

    E poi le donne, oltre ad esser più buone, son più belle, diciamolo…
    😉

    Alieno

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