Follia consumistica: spendiamo per non lavorare e poi, spendiamo ancora per farlo in palestra

Mia nonna paterna (non l’ho mai amata tanto, anche perché mi ha segnato la vita con un nome che odio) ripeteva spesso una frase dialettale che mi ritorna in mente sovente: «Meglio na’ lira re risparmio che ciento re guaragno!». Detta così la frase in sé sembrerebbe piuttosto una magra consolazione per i meno abbienti, e invece, io voglio vederci di più.

In questi giorni di mare e percorsi selvaggi ho riscoperto il piacere del moto e mi sono ritrovata con un corpo bellissimo, ancora più tonico del solito, meravigliosamente e sanamente magro. Questa esperienza mi ha fatto riflettere molto. Per scelta ho mangiato semplice, con una dieta misurata e ricca di tutto, dai carboidrati alle proteine, agli zuccheri, alle vitamine da frutta. Ho usato i miei muscoli per "fare" ed ho pensato a quanto la civiltà post/moderna faccia di tutto per non far lavorare i nostri muscoli. Oramai tutto funziona con energia altra, che ha un suo costo piuttosto elevato. Anche i finestrini delle auto si alzano e si abbassano grazie ad un motorino elettrico. Il nostro organismo è così disabituato al lavoro che i nostri muscoli si atrofizzano e il nostro corpo si trasforma in qualcosa di flaccido, di atonico o di grasso. Quello che otteniamo è un aumento della spesa per diminuire l’intervento energetico autoprodotto dal nostro organismo. A questo punto per recuperare la tonicità e la bellezza naturale perduta, ci iscriviamo in palestra, per permettere ai nostri muscoli, resi inattivi dall’invadenza elettrodomestica e non, di lavorare recuperando la tonicità perduta. E così aggiungiamo un’ulteriore spesa al nostro già provato portafoglio. Per concludere siamo buggerati due volte. La prima volta, quando spendiamo qualsiasi cifra per sembrare affrancati dai lavori manuali, e la seconda, quando disillusi comprendiamo che l’ozio fisico produce degli effetti devastanti al nostro corpo. E’ l’epoca del consumismo, e, purtroppo, non siamo nemmeno in grado di pensare con la nostra testa: a forza di non allenare i nostri muscoli abbiamo dimenticato persino di avere un cervello!

Ps: io non uso la calcolatrice per protesta.

22 commenti su “Follia consumistica: spendiamo per non lavorare e poi, spendiamo ancora per farlo in palestra

  1. utente anonimo

    Io trovo la palestra noiosa, preferisco attività diverse come il tennis ed il nuoto, converrai con me che una bella partita a tennis con un amico, o una piacevole nuotata, siano più divertenti delle attività domestiche… 🙂
    OkNotizie – doxaliber

  2. utente anonimo

    Beh, io so ciclista! ;-D

    Effettivamente è assurdo se penso a me su una bici a fare fatica per un 80 km e poi tornato a casa con un telecomando in mano, per cambiare canale ad una televisione che è a meno di 4 metri. Pur non vedendo molto la tv, mi rendo conto che sono tanti i piccoli aggeggi che fanno "sport" al posto nostro.
    Giuseppe da OkNotizie

  3. utente anonimo

    Io credo che si tratti di semplice disposizione mentale e di influenza ambientale. Quando la partita di tennis diventa OBBLIGO è meno divertente. Io non credo che siano le azioni o le cose il nostro problema, credo che il nostro problema sia l'IDEA che abbiamo di alcune azioni o di alcune cose 😉
    Dentro di noi hanno conficcato l'idea che fare i lavori domestici, o i lavori manuali sia degradante, lavorare in palestra fa tendenza…
    Tisbe da OkNotizie

  4. utente anonimo

    Si, ho compreso il senso del tuo articolo, ed infatti ho votato positivamente, tuttavia esistono le vie di mezzo.
    Non ti nascondo che spesso, prima di fare una partita a tennis o qualsiasi attività sportiva, forse a causa della pigrizia, forse a causa di altro, non ho nessuna voglia di "iniziare", tuttavia quando poi inizio finisco per divertirmi e soprattutto provo una sensazione di benessere e di relax che con altre attività fisiche prettamente quotidiane, come pulire casa, cucinare, sistemare il giardino, non provo.
    Ora, a causa di un infortunio, sono fermo dall'inizio dell'anno e non posso fare attività fisica, mi sento appesantito, più stanco, spesso annoiato, e quelle attività sportive che prima a volte iniziavo "controvoglia" adesso mi mancano… :-/ E dire che fondamentalmente sono un pigro.. :-))
    doxaliber – okNotizie

  5. WebLogin

    Il commento #3 è mio ma non sono stato io a postarlo qui O_O …cmq stavo per farlo 😉

    Persone che diventano schiave di questi aggeggi, che hanno un costo e che rendono pigri. Poi ad un mese dalla vacanza fanno sport e la fame per tornare in forma. E' assurdo!

    Giuseppe

  6. Tisbe

    Il problema è che tutto questo sistema ci costa, e paradossalmente per poter pagare siamo costretti a lavorare di più e ad avere meno tempo libero 😉

  7. utente anonimo

    Il discorso si fa più assurdo, se si pensa che due terzi degli esseri umani ha seri problemi di alimentazione, chi è sovrappesso, chi ha si deve accontetare di una manciata di riso al giorno.

    Ben tornata T.

  8. WebLogin

    Ah, però! 😉 Tisbe, sei davvero in forma, complimenti 😉
    mmm, non rispetto nessuno dei tuoi consigli 🙁 …però io so ciclista! ;-D
    "Fatelo e diventerete come la foto" …però io non voglio diventare una donna! ;-D

    Ciao mitica, buona giornata 🙂

    Giuseppe

  9. utente anonimo

    Per il momento 2 volte a settimana faccio foothing scendo da C.da San tommaso faccio via due principati centro storico e torno indietri, mi fermo sulla salita di S. tommaso e me la faccio a piedi 😉
    però si dovrebbe anche mangiare di meno.
    Dimenticavo
    ammazza e che fisico che tieni…;-)

  10. utente anonimo

    2007-08-08 11:29
    GLI EUROPEI SPENDONO MENO IN VESTITI E CIBO, DI PIU' IN TELEFONINI
    ROMA – Non più beni di prima necessità ma viaggi, comunicazioni e benessere. Se nel 1995 i cittadini europei destinavano la maggior parte dei loro consumi ad acquisti fondamentali, come cibo e vestiario, nell'arco di dieci anni le loro abitudini di spesa sono cambiate in modo drastico, spostandosi su cellulari, vacanze, servizi ricreativi e culturali. E' il quadro che emerge da un'indagine di Confcommercio sui consumi in Europa nel periodo 1995-2006, all'interno del quale il profilo del consumatore è profondamente cambiato, con una domanda "più correlata a fattori socio-culturali che economici, sempre più orientata verso i servizi ed i beni in grado di soddisfare le nuove esigenze di consumo, connotate da contenuti innovativi". Motivo per cui scendono anche i consumi per alcolici e tabacchi, il cui consumo è stato scoraggiato in modi diversi, fra cui anche un aumento dei prezzi collegato alla componente fiscale. Secondo l'associazione dei commercianti, "l'evoluzione dei consumi è il riflesso di una tensione crescente da parte delle famiglie a investire in relazioni con l'esterno, ponendo in cima alle preferenze la mobilità e le comunicazioni", due capitoli di spesa che sono aumentati in ogni Paese europeo.

    Non fa eccezione al trend europeo l'Italia, che ha registrato aumenti molto modesti in tutti i comparti e in alcuni casi al di sotto della media europea, ad eccezione delle tlc, salite del 10,9%. Un dato in linea con quello europeo (+10,7%), soprattutto grazie alle vendite, nei primi anni censiti, di telefonini cellulari, piuttosto che allo sviluppo domestico di Internet.

    Non così bene gli altri capitoli di spesa in Italia, dove gli alcolici sono cresciuti dello 0,4% e l'abbigliamento solo dello 0,2%. Un +0,9% arriva dalle spese in luce, acqua e gas per la casa, un dato inferiore alla media che ha "riflesso le modeste performance di crescita economicà. Sotto la media anche i consumi di mobili ed elettrodomestici, con una crescita dello 0,8% lontana dal +1,8% dell'Europa. Il +1,4% registrato nel campo sanitario pone l'Italia al di sotto della media, ma solleva un problema a livello di conti pubblici, visto che il basso aumento della spesa da parte della famiglie, concomitante invecchiamento della popolazione, comporta "rilevanti conseguenze di appesantimento dei bilanci degli enti locali".

    Gli incentivi alla rottamazione hanno spinto invece le spese in trasporti oltre la media europea, mentre "le abitudini di consumo della popolazione" e le "modeste dinamiche reddituali" hanno portato a variazioni sotto media nel campo della ricreazione e della cultura. Un +2,3% che risulta tra i valori più bassi in Europa. Stagnante, invece, la spesa per l'istruzione, anche se il fatto è legato soprattutto ad "una sensibile diminuzione della popolazione in età scolare". Le spese in alberghi e servizi, nonostante un +2,05% superiore alla media Ue, confermano secondo Confcommercio le difficoltà di competizione con alcuni paesi diretti concorrenti".

    Per quanto riguarda l'Europa nel suo complesso, che destina il 60% del suo reddito ai consumi, uno dei motori trainanti della spesa è l'Irlanda, che ha registrato i maggiori incrementi di spesa per prodotti alimentari (+2,9%), abbigliamento e calzature (+10,45%), trasporti (+6,1%) e comunicazioni (+22,2%). Il merito va alla crescita del Prodotto interno lordo, la maggiore in Europa nel decennio scorso, che ha portato il Pil pro-capite a 27.113 euro, ben al di sopra della media di 19.302 euro, sotto la quale si trova l'Italia, ad un livello di 18.849 euro ancora molto distanziata da Francia e Germania. Sul versante dei prezzi, sono cresciuti nel decennio quelli relativi a sanità, istruzione, tabacchi e abitazione ad un tasso leggermente inferiore al 4%, mentre sono scesi quelli relativi alle telecomunicazioni (-1,6%).

    Sono entrato in un negozio di telefonini recentemente. Sono uscito indignato. Per i prezzi proposti. Per la morale consumistica diseducativa con i quali si regalano allegramente a infanti cellulari da 500,00 a 900,00 Euro più accessori vari. Stiamo creando dei mostri, dei succubi. Trovo immorale che un bambino possegga un cellulare che costa quasi lo stipendio di un mese e due volte la pensione minima.
    Gli impediamo di esser bambini, tentando di riprodurre piccoli adulti consumisti che sono adulti solo nell'apparire e nella quantità di denaro sprecato di cui non sanno nemmeno il significato.
    Tali i padri, tali i figli si dice.
    Inquietante.

    Alieno

  11. utente anonimo

    Oggi mi sono concesso una pausa… ho cominciato a leggere all'interno del tuo blog… sei una persona complicata ma estremamente interessante… condivido le tue idee relativamente a questo post… e ti faccio i complimenti per il fisico invidiabile, ma , dico, con i tapis roulant per il corso come pensi di conservare la tua linea?
    Un bacio chiuso al traffico

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