La parola alla resistenza irachena

La parola alla resistenza irachena. Articolo di controinformazione.

Nei miei viaggi d’internauta sono incappata in un articolo che mi ha fatto molto riflettere e che mi ha aperto a nuovi scenari di cui ignoravo l’esistenza. Non ho molto da aggiungere all’intervista  di Willi Langthaler con al-Kubaysi.

Abduljabbar al-Kubaysi, influente leader politico della Resistenza irachena e segretario generale dell’Alleanza Patriottica Irachena (API), risponde alle domande di Willi Langthaler sulla situazione che si va delineando in Iraq. L’articolo lo trovate al seguente Url Megachip

25 commenti su “La parola alla resistenza irachena

  1. filomenoviscido

    cosa sai del tizio e del movimento che guida?

    leggendo il testo, l'affermazione di avere qcentomila combattenti e quattrocentomila "simpatizzanti" dietro alla "resistenza" irachena mi sembrano prova della fuffaggine di quest'uomo.

    con un numero simile di persone attive , l'Iraq potrebbe insorgere e buttare a mare sia statunitensi sia iraniani.

    Altrettanto improbabile mi sembra che gli USA si facciano gli attentati da soli . A che scopo visto che il numero di vittime è proprio ciò che danneggia la politica neocon in Iraq?

    io ho l'impressione che gruppi rivali (tra cui anche sedicenti resistenti) si scannino tra loro e scannino civili per i loro giochi di potere, che Iran ed USA poi spalleggino gruppi rivali è probabile come è doveroso pensare che vi sia gentaglia in Iraq interessata solo alla destabilizzazione (e tra questi molti presunti resistenti) che non avendo possibilità di presa del potere stretti tra alleati statunitensi ed iraniani , gioca la carta dell'omicidio di massa.

    l'ultima risposta poi mi sembra un inno all'autodistruzione del Paese
    – tradotta suona: "dato che non prendiamo il potere noi, allora muoia sansone con tutti i filistei "

    io sarei cauto a parlare di resistenza per un fenomeno che si tinge quasi sempre di terrorismo(nell'Italia del 45 o in Vietnam vi erano ben altre modalità) e a propagandare certi personaggi.

    ciao

  2. Tisbe

    Ah filomeno, adesso richiederemo il marchio Doc anche per la RESISTENZA! Come per il parmigiano e l'olio d'oliva…
    Chissà perché ma mi viene in mente quel detto di Lao Tze: ciò che il bruco chiama fine del mondo, il mondo chiama farfalla
    Il Giornale avrebbe da ridire sulle "altre" modalità del fenomeno resistenza in Italia, e meno male che esiste ancora una fantomatica magistratura rossa, altrimenti altro che marchio Doc, perché la storia… la scrive chi vince 😉

  3. utente anonimo

    Sì, ma non certamente non la possono scrivere questi vigliacchi che lanciano bombe ai mercati o nelle moschee… Non so se siano resistenti, ma sono certamente uomini di merda.
    crefab

  4. utente anonimo

    "Gli Stati Uniti lo usano come argomento per rimanere in Iraq, affermando che ci sarebbe bisogno di loro per sedare il conflitto.
    C'è tuttavia abbondanza di prove che siano i servizi d'intelligence dei governi statunitense, iracheno e iraniano le vere fonti della violenza. Piazzano bombe, oppure le caricano su automobili che poi vengono fatte esplodere, con un controllo a distanza o tramite elicottero, nelle zone sia sunnite sia sciite, uccidendo deliberatamente civili non coinvolti nella politica. In tal modo tentano di innescare il conflitto interconfessionale".

    Mah, è proprio la strage continua in Iraq che ha convinto la maggioranza dell'opinione pubblica Usa che è inutile restare lì. O questo sedicente resistente è scemo, esprimendo un concetto che anche un bambini di tre anni smonterebbe, oppure è, appunto, un uomo di merda. Io propendo per la seconda ipotesi.
    crefab

  5. utente anonimo

    Mi dice molto. Ma certamente il terrorismo di quei deficienti non è un'invenzione Usa. Purtroppo per gli iracheni.
    crefab

  6. utente anonimo

    Quel tizio è completamente fuso, e se è lui a rappresentare la resistenza irachena si capisce come in realtà non ci sia alcuna resistenza irachena, ma gruppi di tribu' da una parte e fanatici dall'altra che si stanno scannando da soli. Gli USA ora hanno capito bene a tutti i livelli la cazzata di bush, per quanto non amino ammetterla persino in ambito democratico. Altro che fomentare il terrorismo come scusa per stare lì….. La verità che in iraq non ci vuole stare più nessuno, ma se se ne vanno subito sarebbero incolpati anche dell'ulteriore barbarie successiva. Insomma, si sono fottuti da soli. E paradossalmente si sono fottuti perché si sono creduti furbi, gli USA. Ehi, liberiamo l'iraq cosi' ci guadagnamo e in più gli iracheni sono liberi. L'hanno creduto davvero di unire l'utile al positivo. Ma era una coglionata. Gli iracheni non volevano e non sono capaci di essere liberi. Hanno bisogno di qualche saddam.

  7. Tisbe

    A nessuno piace essere libero. Per capirlo è sufficiente leggersi La Leggenda del Grande Inquisitore di Dostoewskij.
    Figurarsi che gli italiani hanno bisogno di un qualche Berlusca… più in basso di così 😉

  8. utente anonimo

    Al peggio non c'è mai fine.
    Per cadere più in basso, figurarsi che gli Italiani NON hanno bisogno di Prodi. Eppure ce l'hanno lo stesso.
    E senza nemmeno l'assoluta certezza di averlo eletto forse (nè per il Paese, nè alle primarie…).

    Alieno

    P.S.: intanto Prodi continua, da imbattibile gaffeur qual'è, una figuraccia dietro l'altra qui nel mio paese dove si ostina a venire in vacanza, pur essendo ben poco gradito. Qualcuno può dirgli che se gli han detto che è gradito ospite, stavan scherzando? Grazie.
    Per quanto sia "rifugiato" nell'esclusivo parco privato di milionari rigorosamente di sinistra e non osi davvero uscire di lì e venire in piazza o per le strade a prendersi i fischi e gli insulti che merita, è sempre fastidiosissimo.
    Per quanto la nostra sindaco ci regali qualche sorriso umiliandolo ogni giorno. Ma se ne andasse la maggior parte dei paesani sarebbero più felici, perchè oltretutto porta una sfiga terribile. Dopo il suo arrivo infatti il tempo è pian piano peggiorato, sono insorti problemi di distribuzione acqua (strano che a lui però non manchi..).
    A nessuno fa piacere avere un ladro così vicino all'uscio di casa.
    Però se il Sig. Prodi si è reso conto del caro benzina andando a fare il pieno alla sua auto, mi auguro che vada anche al supermercato a far la spesa per rendersi conto che il problema è più ampio.
    E si paghi l'affitto invece di far l'ospite.
    E ci spieghi perchè il Ministro dei Trasporti, mentre il governo favella di necessità di ribassi del costo benzina (2 centesimi? Sarà troppo? Avesse a farci male?) propone l'aumento dell'accisa sul diesel.
    Governo schizofrenico.
    Problemi di identità gravi che si ripercuotono purtroppo su tutti, tranne che sull'esuberante numero di poltrone che tengono in piedi per non cadere tutti in terra.

  9. Tisbe

    'mazza Crescenzo, invece di soffermarti sul Berlusca, perché non ti soffermi su Dostoewskij che è un grande senza bisogno di presentazioni. Gli uomini non amano la libertà, quindi è inutile fare tanti giri di parole.
    Poi ci sono le libertà apparenti che sono la vera droga degli occidentali.
    Staccagli l'energia elettrica per qualche ora… e sarebbero capaci di morirsi di fame: dove la trovi una schiavitù peggiore!

  10. utente anonimo

    Mi trovi più d'accordo, Tisbe, se parli di "bisogni apparenti". Una vera piaga sociale.
    E la fotografia è giusta: siamo squallidi drogati del futile e dell'inutile per cibare la materialità della nostra esistenza con sempre più materiale, dimenticandosi una componenti fondamentali dell'uomo, lasciate lì a morire di fame, avvizzire nella sete: l'anima, la coscienza per esempio.
    Ma come tutte le cose non visibili, sembrano indegne di cure e attenzioni. Siamo bulimici dell'apparire e del sembrare.
    A volte senza alcuna pietà o amore per l'essere.
    E' il consumismo baby!
    Mi viene il dubbio che quando ci occuperemo dell'essere sarà perchè sarà consumisticamente conveniente.
    Anzi, a ben pensarci, questo già accade.
    Che tristezza.

    Alieno

  11. WebLogin

    @Tisbe #6

    Devi aggiungere anche le recenti notizie sul ritiro degli inglesi e sulle armi scomparse che l'America doveva dare all'Iraq 😉

    Giuseppe

  12. utente anonimo

    E’ quasi sempre interessante aprire spazi a punti di vista diversi. Se non altro per renderli aperti alla critica.

    Trovo che però il punto di vista fantasioso che vuole il popolo irakeno unito e resistente contro l’invasore americano sia piuttosto poco sconosciuto e anzi, fa parte dell’immaginario di chi continua a vedere negli Usa il peggior stato del mondo, il suo nemico primo, il più criminale e criminoso. E non sono pochi coloro che ce l’hanno con gli Usa a ben pensarci.

    Del resto c’è stato anche il momento d’oro della teoria del complotto che voleva attribuire agli stessi Usa o alla Cia o al Mossad o tutti allegramente insieme l’attentato dell’11 Settembre alle torri gemelle. Salvo poi esser accantonata per evidenti incongruenze e impraticabilità.

    Ma quella dei resistenti, specialmente qui da noi che del culto resistenziale falsificato ad arte viviamo, è una teoria che troverà sempre appoggi.

    Poco male, sarebbe, se ogni resistenza trovasse favore e accoglimento in virtù di questa eredità poco storica e molto retorico-demagogica.

    Ma non è così.

    Si nota per esempio una grande difficoltà a reperire informazioni sulle “altre” resistenze. Quelle che non sono dirette contro i soliti Usa per esempio. O peggio ancora, contro i nemici degli Usa. Che poi possan essere anche nemici nostri domani poco importa. La menzogna e l’omertà politicamente è sempre stata un grande strumento usato da ogni parte si voglia considerarla.

    Pochi sanno per esempio dei forti legami economici commerciali che ci legano all’Iran. D’altra parte non è possibile metterli troppo in vetrina perchè sarebbero palesemente in contrasto con quella politica internazionale “ufficiale” che moralmente condanna i comportamenti razzisti e criminali dell’attuale governo iraniano. Costringerebbe forse a prendere decisioni più forti. O almeno metterebbe in forte imbarazzo.

    Così come pochi sanno, scommetto, che la stessa Onu, da una parte affronta una politica diplomatica per scoraggiare la corsa al nucleare iraniana, una politica lenta e blanda quella dell’ Onu, a ben pensarci e che fa venire il sospetto di una sua inutilità: il tempo passa e la corsa dell’Iran è sempre più veloce. Ci ritroveremo, naturalmente a fatto compiuto, a non poter porre rimedio e a ricercare i se ed i ma e i forse persi in tutto questo tempo.

    Oltre alla politica ufficiale, dicevo, pochi conoscono scommetto che l’Onu dispone di un’agenzia, l’Aiea, che collabora attivamente con l’Iran e gratuitamente per fornirgli il know how e apparecchi hi tech proprio per la realizzazione di progetti nucleari di ogni tipo.

    Questo già, se diffuso come meriterebbe, porterebbe alcuni ad esclamare: ma allora? Che facciamo? E le minacce di sanzioni.. il braccio di ferro.. solo chiacchere?

    Sì!

    Proprio così.

    Ma c’è di peggio.

    Il più ridicolo e patetico conflitto di interessi.

    Infatti l’Aiea dell’ Onu è anche l’agenzia incaricata con i suoi ispettori di controllorare che in Iran non si fabbrichi la bomba nucleare, cioè in questo caso, che non abbia la tecnologia, quell’ how know che però gli fornisce.

    Questo risulta dall’ultimo rapporto dell’ 8 Marzo scorso dell’agenzia stessa, chiamato “Cooperazione tra repubblica Islamica d’Iran e Agenzia alla luce della risoluzione 1737”.

    Cosa è la risoluzione 1737?

    E’ il provvedimento con il quale l’Onu a fine anno scorso ha imposto rigide sanzioni sull’acquisizione all’estero di conoscenze e materiali nucleari da parte iraniana, per violazione dei principi di non proliferazione.

    E allora? Qual’è l’inghippo?

    E’ che l’8 Marzo si è deciso per un tagli di alcuni programmi di assistenza (sempre tardivi tra l’altro) ma non di quelli più importanti sul fronte del raggiungimento della tecnologia nucleare.

    E’ divertente notare che quel trattato di non proliferazione nucleare è valido per tutti, ma per alcuni pare, no.

    Dal 1975 ad oggi è proprio l’Aiea dell’Onu ad aver fornito a Theran le tecniche indispensabili per il balzo verso le armi nucleari (tecnologia dual use).

    Come si spiega la schifofrenica politica dell’Onu?

    Semplice: la maggioranza è governata da una frangia del terzo mondo tra cui figurano anche stati criminali e che aspirano al nucleare:

    Siria, Cuba, Libia, Bielorussia per citarne alcuni.

    Sembra una storia kafkiana.

    Con aspetti che sarebbero esilaranti se non fossero tragici.

    Sono gli uomini dell’Aiea ad aver permesso all’Iran nel tempo di arrivare alla conoscenza attuale nello sviluppo nucleare. Oggi spetterebbe agli stessi controllare che non accada.

    Controllori e controllati sono gli stessi?

    Beh, l’Aiea dovrebbe vigilare sul fatto che l’uso nucleare sia soltanto civile.

    Solo che l’Aiea, che aiuta 134 Paesi allo sviluppo, finisce in questo caso ricattato da chi beneficia dei suoi servizi gratuiti.

    Limitandone le ispezioni. O vietandole. Anche arroganti. Per esempio chiedendo la rimozione di uomini poco malleabili come è successo al belga Chris Charlier, capo ispettore, i primi di Febbraio.

    Siamo al paradosso.

    Lo statuto dell’Aiea la obbligherebbe a selezionare gli stati meritevoli. Solo che nei meriti rientrano altri parametri, tutti economici e non il fatto semplice per esempio, se uno Stato è pacifico oppure no.

    Infine, a finire la tragicommedia, tra le conoscenze che l’Aiea trasmette all’Iran c’è anche l’apposito programma per insegnar procedure atte ad impedir traffico illecito di materiale nucleare e loro disonesto utilizzo.

    Peggio di così.

    Sembra fantascienza.

    Macchè, è il pianeta Terra.

    Alieno

  13. utente anonimo

    A parte la nucleare disgressione, dicevo che la resistenza è un’idea che piace moltissimo da noi. Solo quando però è diretta contro il nemico ideologico storico: gli Usa o i suoi amici.

    Non interessa invece la resistenza contro i regimi criminali nemici degli Usa.

    Per esempio quello degli Irakeni che lottano ogni giorno per avere una vita normale che gli viene impedita non dai soldati americani, di cui il governo chiede l’aiuto ed il sostegno per molti anni a venire, ma dagli attentati terroristi che non han pietà di donne, bambini, scuole, mercati o chiese.

    La logica del terrorismo, del resto è questa. Ed ho già in passato segnalato come l’avere come obiettivo primo target civili (non quindi effetti “collaterali” di obbiettivi militari) dovrebbe già bastare a silenziar coloro che insistono nel voler definire resistenti quelli che sono e restano comunque solo terroristi.

    Fa una bella differenza far morti civili cercando di distruggere una possibile postazione militare e invece puntare proprio direttamente ai civili. Direi che è un segno chiaro e d’aiuto per distinguere situazioni a volte davvero confuse e complesse, dove non si sa più se si parli di terrorismo o di resistenza.

    Tornando ai resistenti “dimenticati” ad hoc dall’intellighenzia sinistrorsa.

    Quelli in Iran per esempio.Ignorati dal mondo, i dissidenti sono ferocemente silenziati, incarcerati, impiccati o semplicemente fatti sparire.

    Lo dice la bella attivista e politica iraniana Ghazal Omid, che in esilio, continua a combattere coraggiosamente per i suoi compatrioti, nell’indifferenza mondiale e naturalmente, del nostro Paese.

    Sempre pronto a sostener i resistenti. Tranne quando non è comodo (lo schifoso atteggiamento verso i poveri resistenti magiari morti vittime dello schiacciasassi soviet armato di carriarmati valgano per tutti).

    Il governo iraniano è responsabile di un sempre maggior crudele trattamento verso i cittadini. C’è di tutto: dall’espellere e incarcerare studenti universitari non in linea con il regime a donne che non rispettano il codice di abbigliamento islamico. Proprio così. Mentre noi qui ci battiamo (non io) per liberalizzare l’uso dello spinello, ormai ufficialmente dichiarato dannoso dalla sinistra europea (ma noi teniamo duro, abbiamo la Turco che non ci sente..), lì si lotta anche per la semplice libertà del vestire.

    O di un taglio di capelli.

    Tanto per dare l’idea di qual basso punto ha raggiunto la libertà in quel posto, da molti ben visto perchè fiero nemico imperialista Usa.

    Mah.

    Mi è capitata tra le mani quest’intervista alla Omid e la riporto perchè, come accaduto all’internauta Tisbe, a me sembra articolo che possa far riflettere e, nel clima anti Usa pare esser addirittura più contro-informazione di quanto da lei proposto (liberi di non pensarla così naturalmente).

    L’intervista la riporto pari pari e eventuali miei commenti saranno tra parentesi.

    -CI PUO’ RACCONTARE QUALCOSA DELLA SITUAZIONE DEI DISSIDENTI IN IRAN?

    -Rappresento 19 prigionieri politici, ciascuno dei quali ha alle spalle un storia diversa, che vengono oggi incarcerati in ogni parte dell’Iran.

    Sono stati messi in prigione dal regime solo perchè si sono messi in contatto con l’estero (addirittura hanno osato tanto!), oppure perchè hanno manifestato contro il governo (ah, le manifestazioni e la resistenza tanto care alla tradizione sinistra..quando serve alla causa soltanto!).

    Non abbiamo idea delle condizioni in cui si trovano questi prigionieri perchè nelle carceri non è in vigore NESSUNA NORMA INTERNAZIONALE: IL REGIME PUO’ FARE QUELLO CHE VUOLE DEI CARCERATI. (ma qui interessa solo Guantanamo, figuriamoci..).

    Gli inviati Onu dicono di essere BEN CONSAPEVOLI delle TORTURE che ogni giorno devono subire i prigionieri politici in Iran, ma che dal 2003 ogni richiesta di visitare le prigioni iraniane viene respinta.

    – QUALI SAREBBERO LE CONSEGUENZE DI UN IRAN DOTATO DELL’ATOMICA?

    – Se l’Iran diventasse una potenza nucleare sotto questo regime, allora il mondo si troverebbe di fronte a due scelte: scavarsi la fossa oppure scavarsi rifugi.

    – AHMADINEJAD HA DETTO DI VOLER CANCELLARE ISRAELE DALLE CARTINE GEOGRAFICHE…

    – Bisogna prenderlo alla lettera, anche se, per ora, non ha la tecnologia per farlo (quando l’avrà non avvertirà prima, stai certa!).

    Il sogno dell’Iran è provocare un attacco dell’Occidente prima che l’Iran abbia il nucleare.

    – PER QUALE MOTIVO?

    – Perchè è l’unico modo in cui il regime potrebbe sopravvivere. E’ l’unica via possibile per distruggere l’opposizione. E’ una strategia efficace perchè il popolo iraniano, che è molto patriottico, sarebbe troppo impegnato a difendere il Paese (se attaccato) per opporsi all’attuale regime.

    – C’E’ QUALCHE COSA CHE L’OCCIDENTE NON IRESCE A CAPIRE DI AHMADINEJAD?

    – Tutti pensano che Ahmadinejad sia la persona da tenere d’occhio, ma si sbagliano. E’ solo un soldato semplice che prende ordini dall’ayatollah Khameini, da Hashemi Rafsanjani e da Muhammad Khatami, i quali hanno fatto di tutto per promuovere il programma nucleare.

    – ROMANO PRODI HA AFFERMATO CEH ALL’IRAN DOVREBBE ESSERE PERMESSO IL NUCLEARE SOLO PER USO CIVILE SE IL PAESE FARA’ ENTRARE GLI ISPETTORI DELL’ONU..

    – Sono i SOLDI a parlare: molti PAesi hanno bisogno del petrolio e l’Iran lo possiede (ecco perchè tanta bontà e tolleranza eh?).

    Se l’Italia rispettasse seriamente i diritti umani dovrebbe concludere che non può dialogare nè avere relazioni economiche con un Paese che uccide e tortura la gente.

    —-

    Invece continueremo a farlo.

    Così come con la Cina, che oltre a far schifo in casa propria, appoggia politiche criminali come quelle del Sudan o della Corea del Sud.

    I soldi.

    E’ sempre tutto lì.

    Anche quando facciamo finta d’essere indignati.

    E guardiamo Guantanamo e gli Usa per non guardare altrove.

    Beh, w la resistenza.

    Quale?

    L’Italia si divide, come sempre.

    Alieno

  14. Tisbe

    Caro Alieno, io un post sul terrorismo l'ho già fatto ed è pure stampato nel libro… non farmi ripetere all'infinito: per favore…

  15. utente anonimo

    Non ci tenevo alla ripetizione sulle tue idee sul terrorismo, che più o meno credo di aver inteso.
    Quanto, piuttosto, ad un tuo commento sulla resistenza iraniana, snobbata dai più.
    Tu, per esempio, che non frequento da troppo tempo per poterlo sapere: hai speso parole e post per quella resistenza contro il regime criminale iraniano?
    Anche per dare una controinformazione per dire, ehehe.

    Alieno

  16. utente anonimo

    Errata corridge al post 18:
    non Corea del Sud, ma del Nord (quando nel mondo finiranno le distinzioni tra Nord e Sud che non sono meramente geografiche, sarò sicuramente felice ed eviterò simili sbagli).
    Alieno

  17. ermahico

    Se l'Italia rispettasse seriamente i diritti umani dovrebbe concludere che non può dialogare nè avere relazioni economiche con un Paese che uccide e tortura la gente.

    giusto! basta rapporti con gli USA!! kickass le ambasciate

  18. Tisbe

    @Alieno, certo che ho parlato della resitenza iraniana, figurati che conosco profughi perseguitati in patria. Sei tu che mi attribuisci una faziosità che è piuttosto tua 😉
    senza offesa

  19. utente anonimo

    Senza offesa.
    Ci mancherebbe.
    Ho premesso che ti conosco da troppo poco tempo per poter sapere tutto.

    Ciao.

    ^_^

    Alieno

  20. utente anonimo

    Ermahico:
    PROFITTONE!
    ^_^
    Palla al balzo subito eheh.

    Per quanto mi riguarda sarei favorevolissimo al boicottaggio e perfino all'embargo degli Stati Usa che applicano la pena di morte.
    Han rotto le palle.
    Una lezione in questo la meriterebbero.
    E forse darebbe più forza all'opinione di tutti gli Stati Usa che invece non la applicano.
    Si dice che quest'atteggiamento determinato e ostile sia in diplomazia controproducente, che produca una reazione di chiusura ed isolamento, oltre che un inasprimento.
    Che sia contrario al dialogo.
    Ma uno non è che possa dialogare per sempre inutilmente.
    Si fa anche tra noi poveri mortali. Si dialoga, si dialoga, ma quando si vede che è inutile e quello è una testa di c., si manda a quel paese e chiusa lì. Pur restando disponibili se disponibile al cambiamento.
    Sono scelte che compiamo naturalmente comunemente, non si capisce perchè in regime internazionale ci devono essere tanti sturbi e masturbi mentali.
    Ma la politica è distante spesso anche dalla comprensione dei semplici come me.
    A dirlo è facile esser tacciati di esser ignoranti superficialotti provinciali in odor di populismo e qualunquismo, sicchè mi riservo di conservare l'idea come opinione personale e non esportabile.

    Come ho detto, è un bene che non sia io ad occuparmi di diplomazia internazionale.

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