Chi ha paura del livellamento comunista?

Chi ha paura del livellamento comunista?

Perché tra le tante cose di cui s’accusa il comunismo, quella più spesso utilizzata, a modo di forte deterrente è lo spauracchio del livellamento?

Ebbene, soltanto la gente mediocre teme il livellamento. Colui che ha perduto irrimediabilmente il senso profondo della propria unicità, originalità ed irripetibilità in quanto essere umano, crede di potersi distinguere dalla massa indossando abiti unici, costruendo una casa diversa dalle altre, comprando un’auto tutta sua. Eppure, ad un’analisi più attenta, colui che ha perduto il senso profondo della propria unicità mostra, inequivocabilmente, il fallimento del suo ridicolo tentativo di distinguersi, ricorrendo ai mezzi materiali. Ed eccolo il nemico del comunismo comprare ai propri figli lo zainetto griffato. Ed eccolo acquistare l’ultimo modello di cellulare più in voga. Ed eccolo indossare la sua divisa da borghese che s’illude di essere libero. Eccolo, colui che dimentico della propria originaria diversità, s’illude di essere libero sfuggendo al terrificante livellamento comunista, ed assoggettandosi ad un livellamento molto più subdolo, feroce e pericoloso: quello consumistico. Eccolo essere una pecorella nel gregge che bela all’unisono. Eccolo aggirarsi per i negozi con l’illusione di scegliere in libertà e autonomia. Quest’uomo affrancato dal pericolo comunista è diventato schiavo dei suoi bisogni e ha dimenticato di essere unico, originale ed irrepetibile. Quest’uomo ha dimenticato che oramai ha livellato la sua anima.

Soltanto un essere umano mediocre può temere il livellamento comunista. Chi si sente diverso dalla massa, chi è consapevole in profondità della propria unicità, non teme il livellamento materico perché non ha bisogno di ostentare la propria diversità. Chi non teme il livellamento comunista è un essere speciale che non ha bisogno di oggetti particolari per sentirsi persona di valore. Chi non teme il livellamento comunista non potrà mai essere livellato perché l’anima (o lo spirito – come più vi aggrada) non può essere livellata (ma omologato sì – purtroppo per i borghesi)!

In tema con l’argomento vi propongo un illuminante post di emaetizi: Prendi i soldi, raggira e impera – leggetelo, leggetelo, leggetelo… si aprirà un nuovo orizzonte.

87 commenti su “Chi ha paura del livellamento comunista?

  1. arciere

    bhè chi teme il livellamento e chi lo sbandiera o è ignorante o è disonesto.
    Dall'ignoranza si guarisce dalla disonestà intellettuale no. Il marxismo engelsiano dice esplicitamente che all'uomo deve essere data la possibilità (leggere bene possibilità) di uno sviluppo "omnilaterale" (ossia in ogni campo della vita sociale e personale). E' questo un livellamento? Non si parla che tutti devono essere uguali..ma si danno eguali possibilità. Questo dal punto di vista dell'uomo…Non parliamo dell'economia..sarebbe troppo lungo, e comunque anche lìnon è mai esistito un livellamento "a prescindere" nemmeno nella tanto vituperata (a volte a ragione, ma spesso a torto) URSS.
    buongiorno
    arciere

  2. utente anonimo

    bisogna vedere cosa intendi per livellamento…
    se intendi che tutti sono uguali di fronte alla legge, sono d'accordo (ma questa è democrazia, non comunismo)
    se per livellamento indendi che tutti devono avere un piatto di minestra e solo quello come compenso del loro lavoro, sia che uno faccia il neurochirurgo o faccia i timbri all'ufficio postale… non sono d'accordo , semplicemente perchè alla fine il neurochirurgo lavorerà come il timbratore, cioè male.
    il fatto che persino i lettori del manifesto abbiano il suv, mi induce a pensare che nemmeno loro vogliano il livellamento…
    eurotecnica

  3. filomenoviscido

    mah!

    io direi due cose:

    1) non si teme il "livellamente comunista" , semplicemente non si è d'accordo con esso poichè non se ne vede l'utilità , semmai vi si vede soltanto la restrizione alla libertà.
    Se poi per "livellamento" si intende l'abbattimento di ogni barriera che fissi l'Uomo in un determinato contesto(socioeconomico, culturale….) allora si sta parlando di qualcosa non è patrimonio esclusivo del comunismo, anzi direi che semmai è il comunismo che ha qualche problema a recepire questo concetto più tipicamente socialdemocratico ed anarchico

    2) ormai non si teme nulla del comunismo (marxista) sconfitto teoricamente in Italia già all'inizio secolo (mai letto "Socialismo Liberale"?) , sconfitto nell' onestà intellettuale da Pietro Nenni nel 48 e nel 57, sconfitto come sistema politico dal fallimento del comunismo sovietico ed infine umilitato in sue presunte diversità morali dal consociativismo, il cui naturale sbocco è stato il Partito Democratico fatto a maggioranza da ex comunisti berlingueriani e servo di poteri forti, di imperialismi e di classismo come mai nessun altra formazione di "sinistra" nell'Italia repubblicana (neanche il PSI di Craxi)

    non intendere il mio rispondere come offesa al comunismo ma solo come il voler ristabilire un serio dibattito che si basa su un'onestà intellettuale nella considerazione storica(per cui la corruzione del craxismo va condannata ma va condannata anche i cendimenti antidemocratici del PCI) e soprattutto su un rispetto tra le varie parti in causa della Sinsitra (per cui non è irrispettoso dire che chi non è d'accordo con il "livellamento comunista" è un mediocre come sarebbe irrispettoso scrivere che chi cerca il livellamento è un pecorone che vuole il gregge ed ha paura del confronto)

    il comunismo democratico è una delle componenti della Sinistra necessarie alla Resistenza all'ultracapitalismo.
    Lo è il comunismo , come lo è il socialismo, l'ambientalismo, il cattolicesimo dossettiano…..

    escludere od umiliare qualcune di queste componenti non ha senso (altra cosa è il colpire singoli comportamenti di uomini e/o partiti)

    con affetto
    Filo

    p.s.
    e poi in tutina maoista staresti male, molto più carina con gonna 😉

  4. utente anonimo

    Il livellamento è una forma di tirannide, l'espressione dell'invidia più meschina contro le capacità o la fortuna degli altri. Siccome non si sopporta la meritocrazia, perchè non si è in grado di competere, e non si riesce a digerire l'invidia per chi ha avuto più voglia di sacrificarsi, più iniziativa o anche solo più fortuna, gli si toglie tutto.

  5. Tisbe

    #6, mazza quanta meritocrazia c'è in giro… tronisti, veline, e ladri… questi sono i modelli contrapposti al livellamento. Bella qualità, non c'è che dire…
    Invidia per questa gente… provo solo INFINITA PENA

  6. utente anonimo

    Io parlavo delle capacità intellettuali e culturali, scientifiche, che vengono regolarmente annullate: tutti uguali, tutti con retribuzioni uguali…E di quelle imprenditoriali: ma come ? io lavorando 12 -4 ore al giorno da operaio divento piccolo imprenditore, e tu mi togli tutto per livellarmi ? E quanta invidia gira per la bellezza.

  7. utente anonimo

    ci sarebbe molto da dire sulla società dello spettacolo… mi spieghi perchè chi è riuscito a fare tanti soldi ,lavorando non apparendo, è visto male?
    da notare che la società dello spettacolo è il contrario della meritocrazia, dato che chi riesce a apparire in tv è arrivato, ma ciò non implica affatto un duro lavoro… è come vincere alla lotteria, cioè non c'è nessun merito.

  8. Tisbe

    @anonimo, a parte il fatto che gli anonimi mi stanno antipatici a prescindere, ti faccio una domanda facile facile, ma a te ti pare che in questo sistema liberal/liberista vengano premieate le qualità culturali, intellettuali e scientifiche? A me no!
    La maggioranza degli imprenditori che hanno successo sono dei ladri incalliti collusi con il sistema politico che partecipano alle gare d'appalto imbrogliando e usando materiali scadenti… Le persone ricche sono quasi sempre stupide, incolte e razziste. Finora non ne ho incontrato uno che abbia un'intelligenza chessò appena mediocre.
    Le persone brillanti, intelligenti e preparatissime sotto il profilo scientifico, culturale e intellettuale le ho incontrate sempre fra la gente invisibile sfruttata che lavora tantissimo per gentaglia che non paga e ruba e deruba la genialità altrui!

  9. Tisbe

    Non esistono persone arricchite con il lavoro onesto.

    Si è ricchi sostanzialmente per 2 motivi: ereditando i proventi dei furti dei propri avi, o derubando il prossimo!

    1. Alessandro

      mi sembra veramente un commento idiota e semplicistico…ovviamente gente come Bill gates o Giuseppe verdi o manzoni….tutti ricche teste di cazzo….un po’ troppo presuntuosa…

  10. arciere

    Per Filomeno Viscido:

    scusa ma non sono affatto d'accordo con la teoria che il comunismo (ne esisto solo uno…al massimo sono i le interpretazioni marxiste che sono diverse) sia stato sconfitto all'inizio del secolo scorso. Intanto perchè fu Gramsci a sconfiggere il Socialismo Liberale tant'è che oggi si parla di attualità gramsciana e non di socialismo nenniano.
    Diverso è quando parli del Partito Democratico…ma ci sono 120 anni di differenza dove il Comunismo Italiano, in particolare, ha strutturalmente, filosoficamente (si sarebbe detto "nella teoria e nella prassi") surclassato quel che chiami Socialismo Liberale (tra l'altro "battuto" dai socialisti stessi).
    E qui basterebbe rileggere, non solo alcuni scritti di togliatti a riguardo, ma Raniero Panzieri (socialista della corrente Lombardiana) per dimostrare quanto quel socialismo, padre del craxismo, sia stato deleterio per il socialismo stesso. (allo stesso modo in cui i d'alema e i veltroni lo sono oggi…ma già Tatò avvertì Berliguer della "pericolosità" degli stessi…Einaudi, se non sbaglio, ha pubblicato molti degli incartamenti tra Tatò e Berlinguer).
    Questo per dire che le i giudizi liquidatori sono sempre errati se non supportati da fatti…e non solo da qualche, pure interessante, libro di cui tra l'altro ne resta traccia solo tra estimatori.
    Cordialmente
    arciere

  11. utente anonimo

    comunismo e capitalismo sono due imperfezioni. ma nella scelta non ho dubbi a buttarmi sul primo, purchè sia democratico.
    comunque serve sinistra,a prescindere dal comunismo o meno. perchè qui è proprio il concetto di sinistra che viene ad estinguersi.

    Rigitans

  12. Tisbe

    @Eurotecnica, Tu come al solito prendi lucciole per lanterne. Ma una volta, una sola volta, nei tuoi commenti sai dire qualcosa che non vada nel personale?

  13. Tisbe

    @rigitans, il capitalismo è un’aberrazione, il comunismo va corretto nella fase dell’applicatio quella più delicata 😉

    @lorenews, certa gente si sente offesa quando si fa notare che per essere “distinti” non è necessario derubare il prossimo. Quella si chiama cattiveria, non “intelligenza”!

    Sono 2 cose assai diverse 😉

  14. Tisbe

    @eurotecnica, evita di andare sul personale e di nominare MIA FIGLIA e pubblicherò i tuoi commenti… maleducato che non sei altro!

    Sforzati di universalizzare il tuo “piccolo” pensiero LIMITATO

  15. utente anonimo

    mah…uhmm….

    sono molto perplesso.

    Volevo rispondere ed avevo in mente davvero un bel discorso, poi mi ha preceduto parzialmente Rigitans, anche se con molto da dire, poi ho letto questa cattiveria dell’attacco personale…in più sto aspettando una e-mail che non viene…insomma mi è passata un pò la voglia.

    Stavolta per vostra gioia, passo.

    AREM

  16. Tisbe

    Il livellamento di cui parli porta purtroppo all'appiattimento degli stimoli.E gli stimoli sono ciò che manda avanti la società umana.Togli gli stimoli ad un uomo e farai di esso un vegetale.E' qui che ha fallito il comunismo.Dando a tutti una casa e un tozzo di pane,ma anche la consapevolezza che, qualsiasi cosa avessero fatto, avrebbero cmq sempre ottenuto quella casa e quel tozzo di pane.Questo porta all'apatia e all'immobilismo della società.Quindi al suo collasso.

    Clements (da OkNotizie)

    risposta di Tisbe

    Oh, finalmente qualcuno che sa esprimersi con proprietà e con il quale ci si può confrontare!
    In parte hai ragione. La parte "animale e selvaggia" dell'uomo ha bisogno di stimoli. Però ci vorrebbe un correttore, un tetto oltre il quale non sia corretto arricchirsi e un controllo sui sistemi di sfruttamento di altri esseri umani. Proprio perché l'uomo dimentica di differenziarsi nella qualità e tende a differenziarsi solo nella quantità.
    Si può cercare una soluzione partendo dal fallimento del comunismo puro e condannando senza se e senza ma il capitalismo selvaggio.

    risposta di OkWeblogin

    Mmm, infatti nella Storia gli scienziati, gli artisti, gli scrittori sono state tutte persone ricchissime. La "produzione" dei grandi uomini è stata sempre sfruttata e sono altre le persone che dopo si sono arricchite economicamente. Gli artisti, gli scienziati hanno realizzato le loro idee perchè avevano bisogno di dare sfogo alla loro creatività, per realizzare qualcosa di bello, di utile. Non sono i soldi che creano le idee ma bisogna concedere a tutti la possibilità di realizzarle e poi di utilizzarle.

  17. filomenoviscido

    PRASSI

    Ho parlato di Nenni come colui che diede lezioni di onestà intellettuale al PCI( ma non solo a quello).
    Nenni non è un teorico politico ma sostanzialmente un leader politico/partitico (e neanche troppo capace per abilità) per cui la figura da contrapporvi sarebbe Togliatti e non Gramsci.
    E credo sia indiscutibile l'alta moralità nenniana rispetto all'epoca: per il Fronte Popolare , Nenni mise in discussione la propria alleanza internazionale con l'Internazionale Socialista; Togliatti non volle mai mettere in forse l'alleanza con i sovietici (che era ben peggiore) per creare qualcosa di democratico e rosso in occidente. E durante l'invasione sovietica dell'Ungheria il "ci faremo un bicchiere di vino in più" togliattiano suona estremamente ipocrita e violento se confrontato al "come abbiamo fatto a non capire" di Nenni rispetto alla brutalità dello alleato sovietico(alleato sperato dal frontismo) . Tra l'altro un ammiratore di Gramsci , non può amare Togliatti!!
    certamente riconosco la presenza di uomini che si comportarono degnamente anche nel PCI: Giolitti, Pintor ad esempio ma purtroppo il potere togliattian-stalinista rovinò quel movimento

    In quanto al socialismo nenniano, è vero esso è sconfitto. Ma è sconfitto dal socialismo blairiano (che poi è la versione di "socialismo liberale" come la intendono i liberali) e che somiglia molto di più al craxismo nelle idee di rinnovamento della società(non in quella di utilizzo della corruzione che è altra cosa).
    Sul confronto tra comunismo e socialismo, il contronto tra il crollo del Muro e l'ancora forte Internazionale Socialista parla da sola (tanto che lo stesso bertinotti ha spesso parlato di superamento del termine "comunismo" e di "socialismo del XXI secolo" ). A tutt'oggi tra la migliore realizzazione del socialismo (la socialdemocrazia europea) e qualsiasi realizzazione del comunismo, il confronto è impietoso. Chiaramente non si può paragonare sistemi ideali e sistemi reali. La realtà è quella che è, quando i comunismi nella REALTA' faranno meglio del socialismo potranno affermare di esser stati superiori. Ma per ora, senza se e senza ma, si tengono la pessima realizzazione sovietica. Magari si riuscisse a creare qualcosa di superiore alla passata socialdemocrazia europea!! meglio campar meglio e dar ragione ai comunisti che il contrario 😉

    Per quanto mi riguarda infine rispolverare Nenni contro tutti (i blairiani e i veteromarxisti) ed il suo frontismo ,la sua visione unitaria di socialisti e comunisti CONTRO il capitalismo è un passo fondamentale e necessario per combattere il "capitalismo totalizzante"

    P.S.
    non ho capito il passo su D'Alema? io sostengo che tra la cricca corrotta e serva che guidava i DS ed il PCI di Berlinguer (Natta non contava un c***) esiste lo stesso rapporto che tra Nenni e Craxi(padre / figlio patricida) e siamo ben lontani dal concepire "superiorità morali" comuniste che, per quanto fatto dal PCI consociativo e dai futuri rampolli politici berlingueriani, NON ESISTE.

    Poi tra il PSI di Craxi ed il PCI di Berlinguer non saprei chi avrei votato… e questo, essendo io dichiaratamente socialdemocratico, la dovrebbe dire lunga sul mio attegiamento verso il craxismo… che NON ho mai amato e prendetemi a calci se lo amerò in futuro :-((
    quel che riconosco a Craxi è che la sua fu storia politica non riducibile alle sole inchieste giudiziarie e come tale fatta di (poche) intuizioni geniali e di tanti errori politici e (stra)vizi personali

    buona giornata 🙂

  18. utente anonimo

    pensiero limitato?

    “Non esistono persone arricchite con il lavoro onesto.

    Si è ricchi sostanzialmente per 2 motivi: ereditando i proventi dei furti dei propri avi, o derubando il prossimo!”

    è indubbio che nella URSS di stalin ci fossero un sacco di persone che la pensavano così.

    e infatti ci fu la cosiddetta dekulakizzazione, ovvero la distruzione della classe dei piccoli proprietari terrieri.

    per ordine del capo , certo, ma tutti quelli che eseguivano i suoi ordini lo credevano.

    anche i giornalisti che scrivevano articoli di fuoco sui kulaki lo credevano.

    anche quelli che denunciavano qualcuno lo credevano…

    e tanto per specificare , i comunisti non si limitavano a arrestare o uccidere il capofamiglia, ma acchiappavano tutti, neonati compresi per poi spedirli a morire nel nord della russia…

    questo è pensiero limitato? questa è storia avvenuta.

    eurotecnica

  19. Tisbe

    @eurotecnica, qui non stiamo parlando el passato, qui parliamo del presente e abbiamo intenzione di costruire un futuro migliore che parafrasando DON MILANI faccia tutti eguali – ma nei diritti.
    Smettila una buona volta di tirare in ballo l'Urss quando non sei in grado di argomentare serenamente e di trovare falle nel mio scritto.
    Contestami le idee, dimostrami la loro fallacia attraverso un'argomentazione seria. Usa soltanto la mente come fanno i FILOSOFI!

  20. Tisbe

    @Giuseppe Nella "società del consumo" non abbiamo tutti lo stesso diritto all'istruzione, di accedere alla sanità, di vivere: tutto ha un prezzo. Purtroppo la gente comune difende una ricchezza che non ha ma che sogna di avere, vive sperando di vincere una delle tante lotterie e quindi si impegna a difendere la sua futura vincita e non a difendere la propria vita dai soprusi dei padroni. Straordinario il tuo commento! Davvero!
    Ringrazio anche Swa di Terrorpilots
    @Pensatoio, detto da un filosofo come te … è un grande complimento

  21. arciere

    @ancora per filo…scusa mentre rispondevo mi sono perso la tua seconda parte.
    dici " . Tra l'altro un ammiratore di Gramsci , non può amare Togliatti!!"

    Mai cosa più falsa è questa….e ti rimando, non tanto a certi testi "pallosi" degli anni scorsi ma ancora a Mordenti.
    Senza Togliatti oggi Gramsci sarebbe, ahinoi, un illustre sconosciuto.
    scusa ancora la fretta
    a presto
    arciere

  22. utente anonimo

    un'altra falla nel discorso è questa:
    al livello di chi si deve livellare?
    al livello di cosa?
    se tu vivi da solo in una casa di 100 mq è troppo? sei costretto a dividerla con qualcuno?
    se tu hai un'abilità che ti assicura un guadagno extra (tipo dipingere) quei soldi ti devono essere tolti?
    questi sono discorsi reali, non teorici.
    pregasi rispondere.
    eurotecnica

  23. Tisbe

    @eurotecnica, ti assicuro che i pittori che conosco, seppur validissimi fanno la fame 😉
    Riguardo alle altre domande credo che siano talmente ridicole … Assolutamente non hai compreso il senso del post, oppure sono io che mi sono spiegata male 😉
    Cmq se proprio vuoi saperlo il tuo appartamentino da 100 mq te lo puoi tenere, il SOVIET supremo ha stabilito così. Non puoi comprarti un palazzo storico intero al centro di Milano. Va bene così 😉

  24. utente anonimo

    esempi reali e storici:
    nell'urss si finiva al gulag per aver venduto un accendino fatto con dei bossoli (se non lo sai , è una cosa che fanno i militari di tutto il mondo)
    il palazzo storico in centro era riservato ai dirigenti del partito (ma perchè a loro? non bisogna livellare?)
    una casa da 100 mq i senza tessera se la sognavano (e perchè? non sono uguali ai dirigenti?)
    se io faccio un dipinto (non è certo la gioconda) e lo vendo per 50 euro, quei soldi sono miei o è da considerare un furto (sempre seguendo il tuo ragionamento)?
    se la realtà ti pare ridicola e fastidiosa, capisco perchè ti rifugi nella teoria.
    eurotecnica

  25. Tisbe

    Mah, caro eurotecnica, non mi pare che la realtà capitalista sia migliore. Non mi abbasso a fare degli esempi, e per farlo non avrei certo bisogno di ricorrere al passato.

    Parla di idee confrontati sul mio piano non raccontare storielle. Le storielle sanno raccontarle anche i bambini di 3 anni

  26. Tisbe

    Grandi menti parlano di idee, menti mediocri parlano di fatti, menti piccole parlano di persone Eleanor Roosevelt
    Dedicato ad eurotecnica ihihih

  27. utente anonimo

    vabbè.
    sembri un medico che propone l'elettroshock o il salasso.
    sono belle teorie, molto pregne di ragionamenti e etica, nonchè di metafisica e moralità…
    c'è solo un piccolo difetto …
    NON funzionano.
    ihihihihih….
    eurotecnica

  28. pietroatzeni

    Credo che una persona che abbia una personalità sufficientemente formata non dovrebbe avere bisogno di nient'altro che di se stesso per sentirsi unico. Il problema è proprio questo oggi, le persone non hanno più se stessi e cercano di costruirsene un altro che segua i dettami della moda, sono come dei burattini i cui fili sono tirati da altri e non se ne rendono conto, figli della cultura del consumo secondo la quale vale solo ciò che puoi comprare. L'anima e la cultura in quest'epoca sono monete che non hanno più corso. A proposito di questo nuovo uomo ho anche scritto una poesia che ben, secondo me, lo esemplifica: Uomo/
    fantasma di te stesso/ figlio del nulla che ti circonda/ corpo senz'anima/ vaghi pieno di te/ vuoto narciso/ la morte non ti toccherà/ non si può morire due volte. CIAO.

  29. filomenoviscido

    @arciere:

    mah guarda….. con una battuta acida:

    senza Togliatti ,
    forse Gramsci sarebbe vivo e certamente comunismo italiano sarebbe più vitale
    :-p

    personalmente penso che il suo (di togliatti) esaltare Gramsci fu solo un esaltare se stesso ma qui si va sulle sensazioni e non sulla storia politica

    Togliatti non fu servo di Stalin ma servo dello stalinismo ; colpa , se possibile, ancora più grave.

    Egli come leader di un partito in occidente aveva tutta la libertà dall'URSS che poteva desiderare .

    Nenni, pur essendo inserito in un'alleanza occidentale, seppe rompere su questioni meno clamorose (ma anche su questioni clamorose come l'invasione d'ungheria) poichè pensava che un omicidio è un omicidio al di là del colore della pistola che sparava

    Togliatti invece…..

    i dalemiani sono per molti versi i diretti discendenti di Togliatti nei metodi : con il loro pensare che non si possa fare diversamente da quel che fanno, hanno dimenticato cosa è la Sinistra per i loro tecnicismi (che invece di essere marxisti , ora sono diventati capitalisti)

    certamente i giudizi sulla storia vanno lasciati all'ambito storico ma , purtroppo, finiscono sempre con l'influenzare le alleanze politiche.

    quindi, per quel che sappiamo ora su quel periodo e quegli uomini, penso che se la Sinistra vuole ripartire ed il comunismo vuole esserne (e deve esserne) parte integrante, il giudizio negativo su Togliatti è una doverosa base di partenza altrimenti si corre lo stesso pericolo che cancellò il frontismo: qualcuno ci crede ed è disposto a sacrificarsi per creare qualcosa di nuovo e migliore, mentre qualcun altro pensa alla propria egemonia e a giustificare se stesso.

    Naturalmente da qui a fare del PCI il diavolo ce ne corre, così come ce ne corre ad equiparare URSS e nazifasismo (come vorrebbero i destrorsi) ma
    quando bisogna dire la propria sul totalitarismo, questa deve essere "condanna" indipendentemente dal suo colore.

    buon lavoro

    ciao 🙂

  30. WebLogin

    Tisbe, grazie per l'apprezzamento 🙂 Scusa se ho inserito anche il secondo commento, non mi ero reso conto che l'avevi già inserito com'era e cioè da risposta a Clements.

    Giuseppe

  31. filomenoviscido

    @tisbe:

    cara tisbe,

    oggi purtroppo con la scusa di combattere il "comunismo" ( come se Bertinotti fosse PolPot) si ripropongono teorie classiste spacciandole per liberali.

    sotto ti cito un passo di Rosselli ( che parla di cosa sia socialismo per i socialisti);
    essendo l' autore assolutamente non inseribile in un quadro marxista e di "invidia di classe"
    ,
    lo riporto tanto per chiarire che essere socialista, socialdemocratico , e persino liberale è diverso dal voler difendere i privilegi " di classe" e non voler limitazioni al capitalismo

    Carlo Rosselli – Socialismo Liberale:

    "" il riconoscimento astratto della libertà di coscienza e delle libertà politiche a tutti gli uomini, se rappresenta un momento essenziale nello sviluppo dell'umanità, ha tuttavia un valore ben relativo quando, per condizioni intrinseche o d'ambiente, a causa della miseria morale o materiale, la maggior parte degli uomini non sia messa in grado di apprezzarne il significato e di SERVIRSENE IN MODO CONCRETO.
    [..]
    la libertà è pura fantasia e non esiste per l'individuo, quando non è accompagnata e sorretta da un minimo di autonomia economica. In tali condizioni , l'individuo è schiavo della sua miseria; è umiliato dal suo asservimento e la vita non potrebbe offrirgli che una lusinga e un aspetto: quello materiale. L'individuo è libero di diritto e schiavo di fatto. Il sentimento di questo asservimento diviene più duro e più ironico dal momento in cui lo schiavo di fatto prende coscienza della sua libertà di diritto e degli ostacoli che la società gli oppone per realizzarla.
    […]
    Tra una libertà media estesa all'universo e una libertà smisurata assicurata a qualcuno, a scapito della maggioranza, è ancora preferibile una libertà media ""

  32. Tisbe

    @filomeno, cara tisbe,

    oggi purtroppo con la scusa di combattere il "comunismo" ( come se Bertinotti fosse PolPot) si ripropongono teorie classiste spacciandole per liberali
    Caro filomeno, hai perfettamente ragione
    Ot, mi dispiace che tu non possa venire alla presentazione 🙁

  33. utente anonimo

    Tisbe, se democraticamente consenti commenti anonimi perchè poi ti danno fastidio ? ( qui nn sono il slo cmq ). Questo communque non è un sistema liberista, Smithiano, di mercato, è un sistema in cui coabitano il vetero-capitalismo e il veterocomunismo,, uniti solo dal comune desiderio di impedire il mercato vero e la diffusione della classe media produttiva. Cmq nn mi hai risposto sul quale sarebbe il diritto di livellare chi ha costruiito un'impresa dal nulla, con intelligenza e sacrificio, nè sulle belle ragazze…

  34. Galdo

    bellissimo, mi piace come scrivi in generale ma questo post ancora di più. hai esposto l'argomento in modo semplice ma molto molto efficace.
    piacerebbe a me sapermi esprimere in questo modo… almeno per far tacere certi idioti ogni tanto…
    ciao Tisbe sei una grande.

  35. utente anonimo

    Livellamento come immaginario non piace nemmeno a me, da un’idea di livellamento verso il basso.

    Eguaglianza, è già altro orizzonte.

    Dell’espressione così, declinata così, puà far paura l’idea di massificazione totalitaria (che innegabilmente in sè contiene).

    Ciò che, restando ad un confronto in buona fede aldilà delle solite faide anticomuniste o filocomuniste, è che èè vero che il marxismo “ortodosso”, perlomeno nellla sua vulgata, ha spesso sacrificato un discorso attorno al concetto di persona/individuo.

    e’ per questo che a molti che si fanno le pippe su Marx senza poi nemmeno conoscerlo davvero, cosniglio ogni tanto di dare un’occhiata anche a Foucault.

    moltitudini.

  36. utente anonimo

    poi son tutte stronzate..perchè tanto il livellamento in senso..”buono”, come posso supporre lo intenda te, tisbe , non lo persegue proprio nessuno.

    (però, ribadisco , la parola livellamento mi fa inorridire)

    molti

  37. Tisbe

    Ringrazio molto Galdo e Lameduck perché è proprio grazie ai vostri commenti che prendo il coraggio (di cui parla Strayker) per continuare.

    Grazie a Pietro Atzeni per i bei versi.

    @moltitudini, ho usato livellamento per essere comprensibile, perché è esattamente con questi termini che si evoca il comunismo

  38. MattBeck

    Innanzitutto mi congratulo per il post.

    La tua descrizione dell’omologazione attuale dei valori (con questi intendo i metri più o meno condivisi in un dato momento ed in una determinata congerie di tendenze culturali) e della personalità è efficace ed è uno dei tanti disastri dell’attuale sistema produttivo.

    Insieme a questi ci sarebbe la diffusione endemica di manodopera sottopagata, il consumo sproporzionato ed antilogico delle risorse, l’assurdità economica di creare oggetti e servizi non durevoli ecc. ma sennò vado fuori tema…

    Io credo che uno dei punti più difficili del pensiero marxista sia il seguente: se la società si sviluppa in base ai cambiamenti ed alle mutazioni intrinseche dell’economia, dunque parzialmente anche a causa del conflitto fra interessi contrapposti (di classe ma non solo), cosa può succedere in una società AUTENTICAMENTE democratica, dove tutto è collettivo e sono eliminati i vergognosi squilibri su cui tutte le società si sono basate finora?

    Quali sarebbero le spinte, controspinte e tensioni che fanno della società qualcosa di vitale?

    Dove andrebbe la dialettica?

    Essa si produrrebbe nei dibattiti democratici volti a prendere decisioni; ma nei meccanismi economici che Marx ha studiato e sviscerato così attentamente?

    Un sistema come questo potrebbe reggere?

    E come affronterebbe fenomeni psicocomportamentali propri anche degli animali non umani, come sfida, competizione, lotta per il territorio e tanti altri moventi che Marx stesso ipotizzava avevano distrutto e minato le antiche società primitive collettivistiche?

    E’ assolutamente sacrosanto pretendere da uno stato (o istituzione) che TUTTI i membri di una comunità siano dotati di cultura e strumenti adeguati a comprendere il più possibile autonomamente la realtà ed a pensare con la propria testa.

    Ma la specializzazione delle professioni e del lavoro e dei propri specifici interessi, poi?

    Come conciliare le due cose?

    Buonanotte a tutti

  39. AzzikKlaudia

    Finalmente leggo qualcosa capace di riaccendere la contestazione che vive in me. Parole sante!!! sono sempre con te e non ho nulla da aggiungere a questo splendido post che condivido dalla prima all’ultima frase! Grande Tisbe!

    ps: mi inviti alla presentazione del libro? =) se no mi auto-invito ;p

  40. Tisbe

    @AzzikKlaudia, grazie claudia! Certo che ti invito alla presentazione, anzi, ne sarei immensamente felice. Non avevo idea che tu fossi tornata 😉

    @MattBeck, hai colto un aspetto fondamentale che è anche il tallone d’achille dell’assoluto hegeliano: l’assenza di dialettica. Io andrei a ritroso fino alle forze contrapposte di Eraclito. Se venissero a mancare non ci sarebbe più vita.

    In quest’ottica il conflitto è necessario per la vitalità stessa della società. Bisognerebbe trovare una formula, un equilibrio che permettesse a questo scontro perpetuo di 2 forze di non fare danni. E’ su questo che dobbiamo lavorare e concentrare i nostri sforzi intellettuali

  41. utente anonimo

    Ma voi tutti dove vivete ? Su Marte ?! Parlate di comunismo come un sogno di libertà, di solidarietà, di nobiltà, di ideali superiori…Il comunismo l'abbiamo visto, e per fortuna è finito nella pattumiera della storia: gulag, manicomi psichiatrici, stalin, beria, 80-100 milioni di morti…Ma a voi le folle felici che scavalcavano e demolivano il Muro di Berlino non hanno spiegato niente ?!

  42. Tisbe

    #56, ancora con l'anonimato? ma io parlo arabo? Poi vi lamentate che non pubblico
    Io sono tra le estimatrici del film Goodbye Lenin 😉
    @Matteo Tassinari, in bocca al lupo 🙂

  43. desiderio947

    Ti auguro che con questo post vorrai intraprendere una nuova e corposa fatica editoriale.
    Grazie x aver posto il problema del livellamento comunista.
    Finalmente potremo vedere anche i figli degli operai aspirare a competere x i + alti gradi dirigenziali della politica, economia e finanza compatibili con i + elementari bisogni umani.
    Se permetti come primo obiettivo consiglierei di abbandonare la dialettica Hegeliana che presuppone un inconciliabile conflitto tra opposti, sia pure nella versione eraclitea, che ha già prodotto tanti e indicibili danni nella improbabile ricerca della società perfetta.
    Già tempo addietro ti avevo posto in evidenza di sperimentare una contaminazione con le filosofie orientali che al di fuori della contrapposizione tra opposti si pongono nell'ottica della conciliazione e armonizzazione delle diversità.
    E non credo che ciò porterebbe alla negazione stessa del marxismo.
    Nella concezione marxiana il governo dello Stato liberale è definito come comitato d'affari della borghesia, connotato ontologicamente come situazione di oppressione della classe borghese ne confronti del proletariato – ossia l'immensa massa di diseredati che non hanno altra risorsa che le proprie braccia o intelligenza da vendere non più al miglior offerente, ma di rendersi disponibili nel mercato della precarietà nella certezza di una inesorabile condizione di Emigranti, senza poter nutrire l'aspirazione del Brigante.
    Già perchè i Briganti sono stati definitivamente sconfitti dalla storia nell'infamia dei gulag sovietici.
    Le gloriose sorti progressive dello stato Liberal-borghese non possono sopportare nemmeno l'idea del Livellamento Comunista, il giudizio inappellabile della storia ne ha decretato la sua ignominiosa fine col crollo del muro di Berlino.
    Ma ahimè, nonostante tutto, le meravigliose sorti progressive del moderno capitalismo sono costrette a nutrirsi del sangue di milioni di uomini, quale moderno Saturno, "Perchè non può essere messo in discussione il livello di vita degli americani" -Geoge Busch- x spiegare il vero motivo della necessità della guerra preventiva contro contro chi vuole mettere in discussione l'attuale ordine mondiale: ricercata nella variante dell'alibi della guerra al terrorismo.
    Altro che esportazione della democrazia, siamo in presenza degli ultimi pericolosissimi colpi di coda di un drago colpito a morte che pur di non mollare la preda, -l'80% dell'umanità costretta ad elemosinare la briciole del ricco Epulone Mondo Civilizzato- e tenuta sotto scacco di governi totalitari.
    L'Italia ha già sperimentato tutto ciò nel suo infausto risorgimento contrassegnato dalla guerra di conquista del Regno di Napoli, e ancora una volta ai cafoni meridionali -nonostate la laurea- non viene lasciata altra alternativa che emigrare, magari in Polonia dove si produce il nuovo Miracolo Italiano della nuova 500; nella certezza che le nuove agenzie di collocamento passano dai vecchi indirizzi di quella vecchia borghesia piemontese che ieri ti indirizzava alle miniere di carbone di Belgio, Francia o Germania, con la prospettiva di una sistemazione a vita, mentre oggi non sa offrire altro che precarietà a vita.
    Aggiustamenti Strutturali Prima di Tutto.
    <img src=http://i169.photobucket.com/albums/u222/desiderio947/Arte/saturno.jpg>

  44. omselvarec

    Mia dolcissima dora l'avrai già letto ma lo puoi rileggere……Di G. Orwell " La fattoria degli animali" del comunismo ne hanno paura soprattutto i comunisti che se guardi bene non vogliono fare una vita da comunisti…..
    Del livellamento comunista ne ha paura soprattutto: "uell'uomo che lo ha per lungo tempo predicato il comunismo, ma egli e la sua famiglia vive da imperialista…."
    Un baciotto sulla tua guanciotta preferita……L'om selvarec

  45. utente anonimo

    Vabbè…fin qui analisi, critiche, alibi e spiegazioni degli alibi…non è che mi abbiano convinto molto sul tema. Mi sforzo di capire e immedesimarmi senza pregiudizi, la mia mente è tabula rasa, ma…è tutto così “artificioso”.

    Lancio una variante al tema:

    ma in concreto…cosa si fa di diverso rispetto agl’altri per essere livellati nell’ottica comunista? Non siamo noi tutti figli del’attuale tempo e per questo non godiamo anche Noi di questo status liberal-consumistico che tanto dreprechiamo? Le critiche e il desiderio di un mondo migliore ce l’hanno tutti, ma in sostanza cosa si fa?

    Lancio la provocazione…

    AREM

  46. ciaopino

    Cara Tisbe, sono passato a leggerti e a ringraziarti del tuo commento al mio blog. Questo tuo post mi ha “intrigato” alquanto e il problema che tu hai posto a mio avviso, indipendendemente dalla forma contingente con cui l’hai posto è un problema su cui l’uomo s’interroga fin dalla sua comparsa sulla terra e, in forma più, definita almeno dalla nascita della filosofia greca.

    Aggiungo il mio modesto parere ai molti che ho qui letto. Personalmente credo nell’Unità dell’Universale e del Particolare… e della loro Interazione. Che poi vuol dire nell’Unità spirituale di tutti gli umani, della natura e della realtà e nella diversità infinitamente molteplice di forme individuali umane e naturali uniche e irripetibili.

    Non credo di avere la verità in tasca, ma credo umilmente che una riflessione seria e personale su queste basi potrebbe portare l’umanità a superare l’apparente eterno conflitto degli opposti. Compresa la contrapposizione manichea bene-male. Comunque la storia non ha ancora detto la sua ultima parola… e il futuro non è finito.

    Ti ringrazio per l’ospitalità.

    Ciao, pino

  47. Tisbe

    @rem. nel concreto, innanzitutto ci si sente unici interiormente senza bisogno di ostentazioni. Poi, si cerca di vivere senza sprechi, non solo per il nostro portafoglio, ma per la natura e il futuro di questo pianeta. Ad esempio riciclando i nostri rifiuti. Attenzione verso il consumo: acquistare in maniera critica e prediligere i prodotti dell’equo e solidale. Mangiare poco e bene. Comprare solo ciò che serve, avitare l’utilizzo esagerato dell’automobile e prediligire gli spostamenti con i mezzi pubblici.

    Essere e non apparire

    Per me è semplice, sono figlia di contadini e sono abituata a vivere in maniera spartana, e tu che mi hai vista, sono una persona dignitosa o no? E spendo pochissimo 😉

  48. Tisbe

    @ciaopino, da quello che mi dici, sei un panteista. Ebbene, anche io, ma devo elaborare ancora il mio pensiero in maniera sistematica, questo blog mi serve per affinarmi 😉

    Grazie per il tuo contributo 🙂

  49. Tisbe

    @omselvarec, avrai compreso che questo post non è solo una difesa ad oltranza del comunismo, semmai è la difesa dell’origine del comunismo 😉

    @Peppe, ora sono talmente provata dalla mia fatica che ci penserò su fra qualche mese. Intanto a giorni ti farò sapere come fare per avere la mia opera prima 😉

    Ciauz

  50. Batsceba

    oddio, anche da te devo aver lasciato qualche commento sulla consapevolezza del diverso. certo è uno dei miei temi preferiti, basterebbe insegnare ai bambini a scuola che siamo tutti diversi uno dagli altri e dobbiamo essere orgogliosi della nostra diversità e il mondo sarebbe migliore….

    ok diverso è bello. siamo diversi. ma il problema non è questo. il problema è che tanto per cominciare la società di massa livella e questo sembra piacere, tanto che con l’inganno si rendono tutti uguali convincendoli di essere diversi. e poi l’idea di comunismo è sempre stata messa in pratica in modo che le società comuniste non fossero formate da uomini diversi. e questa è una verità. non è il comunismo concetto che fa paura agli uomini, ma gli uomini che si dichiarano comunisti. e non posso che essere d’accordo con questa paura, anche io che mi dichiaro “idealista, animista, pacifista, comunista… e per la chiesa terrorista” e mi comporto di conseguenza…

    peace and love

  51. utente anonimo

    Bhè…se è questo che dici Tisbe, anche io sono allora “livellato”. Hai dimenticato certamente molte altre cose che tutti in fondo facciamo.

    Non credo però che tutto ciò sia a solo appannaggio di chi è “livellato”, questo stile di vita è anche di chi non è comunista credimi. Tutto ciò non significa essere comunisti, entriamo in altri ambiti, non c’entra nulla l’ideologia politica e l’appartenere a questa o a quella corrente politica. Si tratta innanzitutto di essere civili e di avere degli impegni verso i propri simili e verso i luogo dove si vive. Come dici tu allora uno di destra non fa la differenziata, non va in bicicletta e prende sempre la macchina e quindi inquina di più, compra il cibo da MacDonal’s e gli piace azzerare ogni giorno il portafogli per comprare cose inutili che poi butterà in un angolo piuttosto che donarlo ai più bisognosi, appicca gli incendi, butta i sassi dai cavalcavie, distrugge i centri storici, le statue, le fontane, e con tutte le sue carte di credito contribuisce a mantenere il sistema capitalistico bancario (grazie a Bersani che ha obbligato il popolo delle partite iva a tenerne non uno ma due di conti!) ?. A me non sembra proprio.

    Non credi che ci sia un limite nell’applicabilità di tali idee, un punto di non ritorno tra ideologia e pratica? In fondo anche chi è livellato non può far a meno di determinate prerogative che sono del mondo liberale e consumistico. A me viene in mente così di getto, quando nel G8 di Genova, in quella triste caserma, chi entrò, trovò decine di computer, modem, accessori tecnologici satellitari, hard disk e memorie di massa usati da chi in fondo era lì a manifestare contro la globalizzazione del capitalismo…eppure grazie ad essa comunicava con altri dall’altra parte del mondo. L’esempio è un pò banale, però spero che rendi l’idea. Non è che si rischia un pò di predicare bene e razzolare male poi?

    È un tema trito e ritrito, sentito mille volte ed ogni volta mai nessuno mi ha dato una risposta seria.

    AREM

  52. hneeta

    Mi ha fatto molto piacere leggere questo tuo post, che esplicita quello che penso anch'io. Proprio ierisera ho incontrato un tizio che, in un Pronto Soccorso di un ospedale pediatrico, dove aveva accompagnato la figlia, piuttosto malconcia dopo un incidente stradale, si è presentato e con un tono di voce non consono al luogo si è presentato a un vicino di sedia elencando tutte le sue etichette, che lo distinguevano e così ci ha fatto sapere di essere il professionista Tal dei Tali, sponsor della squadra dove giocava la figlia e quanto aveva speso durante le vacanze, e altri ameni fatti suoi, tutti relativi alla sua ricchezza materiale. Prima mi ha disturbato, subito dopo mi ha fatto una gran pena,povero involucro pieno di niente.
    Ora leggo il post di emaetizi!

    Ciao, Tisbe.

    Cristina

  53. Tisbe

    @Batsceba, mah, l'essere umano è schiacciato fra 2 desideri: l'appartenenza e il bisogno di distinguersi. Un sistema politico intelligente dovrebbe tener conto di questo conflitto. Nella realtà dei fatti il sistema capitalistico/liberale ci livella in maniera forte dandoci l'illusione di poterci diversificare attraverso il potere d'acquisto
    @Arem, per varità ci sono persone e persone, però la maggioranza della gente di dx che io ho incontrato sul web (escluso ad esempio Walter Giannò) sono fanatici dell'economia selvaggia. Loro sostengono che il consumismo è necessario per il benessere dell'economia e ti assicuro che spesso sono arrivata ai ferri corti con loro. Secondo il loro punto di vista io sono una cavernicola… ed è gente di dx 😉
    @Cristina, ecco, è esattamente quella che hai descritto l'ostentazione che mi irrita

  54. Tisbe

    Arem al #72, non è detto, potrebbe essere tranquillamente un ex democristiano o un comunista S/venduto 😉
    Alla fine contano le persone e se proprio vuoi saperlo gli unici che meritano la mia stima in questa schifosa città sono padre e figlio, e sono di dx 😉
    anche rifondazione non male, ma fa troppo poco: è assente

  55. utente anonimo

    Ho letto con molto interesse ed attenzione i commenti seguiti al tuo post e vorrei fare alcune riflessioni così tra pochi intimi LOL!

    Omologazione, questo oggi si vuole ottenere. Credo che il punto sia tutto lì.

    Credo che la "definizione" di livellamento comunista come tu lo chiami vada chiarita: se con quelle due "tremende paroline" lol intendiamo il diritto sacrosanto di avere tutti le stesse chances e partire tutti dallo stesso identico punto per provare a conseguire un determinato risultato allora sono più che d'accordo; se invece significa come scritto nei commenti non ricordo più da chi, far passare il concetto che per quanto ti dai da fare tutti avremo sempre e solo quel poco che è stabilito per legge perdendo appunto anche gli stimoli per dare sempre il massimo di se stessi, allora non mi trova consenziente. A quel punto il "livellamento comunista" in realtà diventa anche'esso semplice omolagazione.

    E la volontà di omologare le masse è figlia delle dittature e le dittature non hanno colore politico sono solo forme di "governo" tese a soffocare la libertà personale dell'individuo e quindi di un intero popolo. Poi, per ragioni di propaganda e di utilitarismo politico, si ammantano di un colore (in genere o nero o rosso) ma sono sempre lo stesso schifo.

    Quindi livellamento comunista inteso come pari opportunità per tutti di poter raggiungere obiettivi importanti ora appannaggio solo di pochi eletti lo reputo giusto, mentre nella seconda ipotesi sopra riportata invece, credo che sia solo un'altra forma di omologazione e come tale da me osteggiata esattamente come quella che ora tentano di farci accettare illudendo chi ci casca che la libertà sia nel comprarsi tutti i cellulari che si vuole e non invece, poter riflettere con la propria testa e sapere quello che davvero accade sopra le nostre capocce :-)))

    Daniele Verzetti, Rockpoeta

  56. Tisbe

    @Daniele Verzetti, Rockpoeta, di solito uso “tremende paroline” per scuotere le coscienze. Ho voluto puntare l’indice sul un fatto evidente: coloro che bistrattano il livellamento comunista solitamente sono i soggetti più esposti all’omologazione. Io vedo molto più livellamento verso il basso nella società liberista piuttosto che in quella comunista. Il problema è che in quella liberista è più pericolosa perché è camuffata.

    Per il resto, nonostante il mio pensiero appaia estremista, sono sempre pronta a conciliare le istanze del comunismo con i diritti sacrosanti di ogni singola individualità.

    Uguali diritti per tutti ma OMOLOGAZIONE borghese, no grazie!

  57. utente anonimo

    Ho letto con attenzione il post di Tisbe. Al di là di alcuni accenti troppo definitivi vi trovo un profondo spirito di ricerca, di evoluzione.

    Da radicale, radicale in senso di impegno odierno in un movimento politico, che per certi ed erronei versi è stato etichettato come liberista selvaggio, io dico che il post di Tisbe è interessante.

    Chi crede, come me, nello strumento – che è umano e poi è divenuto nella storia anche sociale, giuridico – della libertà dell’individuo sa anche che non ha senso rifletterci su se non ci si pone perlomeno il problema delle condizioni di partenza.

    Non parlerei di livellamento comunista (evocativo di una pialla statale coatta) ma di eguali opportunità, almeno iniziali, di accesso all’esercizio di una determinata libertà.

    Non solo; oggi, più si acuisce la domanda (personale, collettiva, religiosa e filosofica) sul senso, sul perchè e quindi sull’unicità (per stare alle parole di Tisbe) della propria esistenza più l’ambito della libertà deve preconizzare ovvero comprendere, egualitariamente, anche l’etica e gli assetti fondamentali (quelli della vita e della morte).

    A queste libertà, a quelle di rifiutare l’accanimento sul proprio corpo, a quelle di accedere ad una sperimentazione salva-vita anche quando vi sia di mezzo un’opzione morale, vi deve poter accedere il ricco (che oggi potrebbe recarsi in viaggio in paesi esteri) e il meno abbiente.

    Radicalismo, liberalismo, socialismo, laicismo nel progetto politico della Rosa nel Pugno non erano termini da sommare ma sinonimi: la storia non solo quella politica, sempre di più, ci pone innanzi alle domande essenziali, alla scelte fondamentali sulla vita, sulla morte, sulle formazioni sociali che si scelgono compresa quella lavorativa, che ci accumunano (operai, imprenditori, dipendenti pubblici, donne ed uomini, mariti o mogli, conviventi ecc. ecc.), a cui però ciascuno deve poter dare la sua risposta personale…esercitare la propria libertà.

    E’ la storia, non lo comprendiamo, che ci sta imponendo la sintesi tra comunismo (se si vuole tra tutte le teorie che vogliono uno stato forte, interventista, riequilibratore, eticamente orientato…) e ciascun individuo, ciascuna unicità che si aggrega.

    Magari, la butto là, la soluzione è quella, aggiornata, prospettata dal Manifesto di Ventotene di Rossi, Colorni e Spinelli: il superamento dei ferrivecchi degli Stati Nazione e l’acquisizione progressiva di uno “stato democratico mondiale”.

    Complimenti Tisbe…

    Michele Rana

    http://socialradicale.ilcannocchiale.it

  58. Tisbe

    L'egoismassificazione portata dalle Brigate Consumiste Combattenti e sempre più accettata è l'orrore.
    Consumo non è consumismo.
    Ma la soluzione non è certo un altro tipo di 'livellamento', di qualunque segno, ma la teoria e la prassi di democrazia reale.

  59. Tisbe

    Il messaggio in sintesi del mio post vuole riflettere su un paradosso di fondo.
    Coloro che si sentono in salvo dal pericolo comunista che, secondo alcuni, tenderebbe a livellare verso il basso, in realtà sono le vittime di una selvaggia OMOLOGAZIONE borghese al consumismo.
    Sottolineo l'aspetto di una sostanziale mancanza di maturità e di criticità dell'individuo riguardo la società in cui vive e consuma. Sottolineo la paura scandalosa che l'essere umano prova nei confronti della Libertà autentica.

  60. Raqqash

    @Michele Rana, grazie per il bel commento. Sono davvero lieta che un radicale abbia compreso appieno il senso del mio post 😉
    @aellebi, esatto, non si può sostituire il livellamento comunista con quello consumista, come in realtà si sta facendo

  61. Raqqash

    x Raqqash
    Caro Raqqash
    molti nella storia recente hanno provato a rendere più neutro il discorso, ma dobbiamo constatare che senza una visione materialistica della storia, non riusciamo a fare un 'analisi più approfondita dei problemi che ci stanno di fronte e finiamo per dire che la questione sta nei pochi (pochi chi ? ) contro i molti (molti chi?). Ma questo è semplicismo. Io credo che dobbiamo partire da quello che già abbiamo, da una storia che è cominciata anche con i suoi tragici errori, ma che è cominciata e coincide con l'appropriazione della vita da parte dei soggetti (ricordi "Che cos'è l'iluminismo?" di Kant), appropriazione che ha bisogno del programma di ricerca di Marx.

    Pensatoio

  62. ermahico

    Con tutta la simpatia che posso avere per i comunisti (quelli veri, non quelli all'acqua di rose che sembrano essere la maggioranza, e sono solo dei piccoli Blair ma senza neanche la parlantina), a che pro basarmi ancora sulle analisi di Marx, visto che ora la società è profondamente cambiata? E' bene conoscerle, e sfruttarne le cose ancora valide (la corsa ossessiva al denaro fa male ora come lo faceva 100 anni fa) ma bisogna saper andare oltre.
    Le classi descritte da Marx non esistono. Il capitalismo vive ora una fase di amplificazione e potenziamento che Marx non poteva prevedere. Lo Swift, il sistema bancario internazionale, permette cose che avrebbero fatto impallidire il padre del comunismo, e che dovrebbero fare impallidire anche noi.
    Potremmo parlare di economia e delinquenza per pagine e pagine, per come sono ora ancor più strettamente legate, ma volutamente semplifico o il messaggio non arriva. Chi si legge due pagine di commento?
    E a che pro? A che pro fare il gioco dei grandi gruppi economici, e passare le giornate a discutere di centro-destra-sinistra-sotto-sopra, o delle analisi di Kant-Hegel-Alberoni-Apicella, quando bastano due settimane in rete a cercare notizie per rendersi conto che i poveri sono sempre più poveri, i ricchi sono sempre più ricchi, e il menefreghismo dilagante agevola il tutto.
    E' semplificare richiamare all'onestà e al senso civico? Allora andiamo avanti così a riempire pagine di nulla mentre la terra va a rotoli e noi ci stiamo beatamente spaparanzati sopra a consumare Coke e a mangiare McDonalds (e ancora, volutamente semplifico. Simboli, sono simboli e aiutano).
    Il richiamo all'onestà non serve a nulla? Vero, ma è così perché ci viene più ciecamente comodo fare quel che ci pare, non perché l'onestà non serva.
    E' solo un'opinione ovviamente, non La Verità 😉 Un sassolino lanciato nel mare.

  63. utente anonimo

    Ieri, un mio amico con cui sono uscito , mi ha chiesto per chi votavo, ho risposto sx, senza centro, solo sinistra.
    "ma sei Comunista?"
    Ovvio che sì ,ho risposto.
    A quel punto con fare da professorino, con una punta di sarcasmo, mentre buttava la cannetta appena spenta mi dice:
    "e quali sarebbero i tuoi principi? io sono destra estrema"
    NB: da vestiti, e stile di vita tutto mi sembrava tranne che un dx
    La mia risposta di fronte a tale sfoggio di qualunquismo, incoerrenza e superbia è stata:
    " il mio principio è ammazzare tutti i fascisti, ma proprio tutti-tutti, torturandoli prima di ammazzarli."
    Ha cambiato argomento in 50 ms e la faccia da professorino è sparita.

    Mai perdere tempo a spiegare agli stolti il perchè delle cose, imporglierle e basta è sempre la migliore soluzione.
    il problema Aplicatio come dice saggiamente Tisbe.

  64. utente anonimo

    D'accordo con Raqqash. Dovremmo passare oltre a queste discriminazioni, a queste ideologie antiquate che non ci appartengono più. Basta, diventano sempre più pretesti per vanterie e superbie, come se si avesse la certezza matematica che uno schieramento ha ragione al 100% e l'altro torto al 100%. Sono cazzate. Invece di perderci in discussioni filosofico-sociali dovremmo riprenderci la politica che fa schifo ogni giorno di più da tutte le parti. Ma non possiamo, non noi singolarmente almeno, dovremo aspettare che il malcontento maceri e lieviti nella penombra fino a sfociare in una nuova rivoluzione sociale, l'unico modo vero per cambiare radicalmente le cose.

  65. utente anonimo

    Io non ho paura del livellamento comunista.

    Anzi: lo aspetto da una vita.

    Io ho paura della MENZOGNA COMUNISTA.

    Il livellamento è solo una predica di comodo per vincere la guerra delle parole

    (uguaglianza sociale, giustizia per tutti).

    Ma ormai è una guerra persa: anche il popolino, l'amato e ora così odiato dai comunisti perché vota a destra, ha capito l'inganno.

    I fatti (la passione di Travaglio dal visino pretesco) dicono ben altro.

  66. Tisbe

    Come al solito a (s)parlare di comunismo ci si mette la gente che non ha mai studiato Marx, Engels, Lenin, ed ha la sua spiegazione confezionata al supermarket delle opinioni… Tutto per una parola: "livellamento", che non spiega nulla del comunismo e delle implicazioni universali che invece gli sono sottese.Comunque questa discussione un effetto l'ha ottenuto! Guardate quanti ancora hanno paura dello spettro rosso, bene, bene, fate bene!Fate bene ad aver paura voi e i vostri padroni!In ogni caso quando sentite parlare di comunismo, vi prego di informarvi e studiare, non si può altrimenti discutere sullo stesso piano; il livello della discussione rischia di emulare il calciomercato….

  67. Anonimo

    Finalmente ualcuno lo dice, il pericolo in Italia non sono i comunisti ( Che si sono fatti il …. per far crescere questo paese, ma tutti coloro che nei comunisti vedono lo spauracchio della perdita di fantomatici diritti.Il comunista è una persona come tutti e che crede nella giustizia sociale e nell'uguaglianza degli uomoni, il livellamento ( verso il basso ) lo ha portato berlusconi ed i suoi adepti, perchè neanche quando c'era Togliatti si deificava la figura di un uomo

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