Pausa (la grande narrativa)

Era impressionante sotto tutti gli aspetti: Castorp era entusiasta dell’incontro e nello stesso tempo provava come sintomi di paura, un’oppressione simile a quella che gli procurava il trovarsi imprigionato in breve spazio insieme col caso favorevole. Anche il fatto che Pribislav, dimenticato da un pezzo, gli si presentava lassù sotto l’aspetto di madame Chauchat e lo guardava con occhi ghirghisi era come un trovarsi imprigionato con qualcosa di inevitabile, di ineluttabile… ma tale da ispirare felicità e paura. Era una fonte di speranza, ma anche di inquietudine, persino di minaccia, e destava in lui quasi un bisogno di chiedre soccorso: nel suo cuore si agitavano moti indeterminati e istintivi… (tratto da La Montagna incantata di Thomas Mann)

3 commenti su “Pausa (la grande narrativa)

  1. Loreanne

    E' comprensibile una umana paura di fronte a sentimenti fortissimi. Ti fanno sentire bello, speciale (se ricambiati..), invincibile e allo stesso tempo così fragile……….
    Il mistero delle contraddizioni…..

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