La chiave dorata

Giulia osservò la chiave dorata. La rigirò tra le mani più e più volte. Per un attimo le sembrò di rivederla tra le mani di sua madre. Per un attimo le sembrò di guardare il suo sorriso. La immaginò aprire il cassetto e riporvi dentro quel foglio oramai ingiallito.

Il tempo non era più il tempo, ammutolito da un’anima che chiedeva il suo conto. Il tempo non era fermo sui suoi passi infiniti, ma era sospeso… la lancetta dell’orologio camminava ancora, ma il cuore di Giulia era fermo. Quella chiave dorata aveva vinto il potere del tempo.

Raccolse le sue forze e con gesti celebrativi rigirò la chiave dorata nella serratura e raccolse quel foglio ingiallito, chiuso in un cassetto da troppo tempo.

«Mia cara figlia – diceva – spero che un giorno tu possa arrivare a questo foglio […] – tra il primo e l’ultimo rigo, Giulia ritrovò intatte tutte le lacrime che aveva versato in quegli anni, condensate, ammassate, salate come il dolore – Qualsiasi cosa io abbia fatto, comunque sia finita la mia vita, ricorda che ho combattuto per un’idea; ho combattuto per regalarti un mondo migliore. Qualsiasi cosa ti dicano di me, ricordati che ti ho amata sempre, come ho amato questo mondo e la vita stessa. Ricorda Giulia che io ho creduto profondamente in quello che ho fatto.

Ciao bambina mia, cammina per il mondo con ritrovata fierezza. La tua mamma».

11 commenti su “La chiave dorata

  1. Tisbe

    @ermahico, uno scambio equo…
    @Giuseppe, curiosone
    @Unpercento, Ed, grazie, a questo punto sono io a non saper che dire. Grazie a voi, grazie perché siete qua a leggermi e ad infondermi coraggio…
    @ Salvatore, sì, c'ho pensato. Credo che difficilmente certi cassetti possano essere richiusi 😉
    Buona giornata a tutti 🙂

  2. Tisbe

    @marysamba, se tu mi vizi così con i commenti, lo farò… prima o poi 😉
    @robertomazzuia, sì, un vero genitore dovrebbe poter dire questo… ai suoi figli!

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