Il vento dell’intolleranza soffia sull’Irpinia

Eccoli, Sacco e Vanzetti morti perché italiani, morti perché stranieri in terra ostile. Quanti Sacco e Vanzetti ci sono oggi qui, in Italia. Certo, fortunatamente noi non abbiamo la pena di morte, ma abbiamo uno strumento potente di discriminazione dicotomica: da una parte i buoni, dall’altra i cattivi. Le semplificazioni riescono sempre bene dove regna l’ignoranza, e i buoni oggi sono gli italiani, anche quelli che ne fanno di tutti i colori; i cattivi, invece, OVVIAMENTE, sono gli stranieri. Il diverso è il male da combattere e schiacciare. Il diverso è SATANA in persona. Un post di Boris Ambrosone mi ha istigato a scrivere di questo nuovo terrificante e potente vento che soffia sull’Irpinia. Un vento destinato a diventare tempesta. E le tempeste, si sa, non sanno discriminare e spazzano via tutto: il bene e il male.

Ero sull’autobus (tutto potrei essere tranne una borghesuccia avellinese con la puzza sotto al naso che viaggia solo in auto) e ho assistito ad una scena inquietante. Alle mie spalle un ragazzo parlava, verosimilmente in magrebino, in modo concitato, quasi impaurito al telefonino. Io non ho visto la scena, perché ero di spalle, ma ho intuito il tutto dai dialoghi. Il ragazzo ad un certo punto ha passato il telefonino ad un signore il quale ha compreso che il ragazzo era sull’autobus sbagliato. Ha chiesto all’autista di fermarsi e con sommarie spiegazione il ragazzo è sceso con in tasca un biglietto da 80 centesimi.

Appena il ragazzo è stato lasciato a terra è cominciato il linciaggio verbale da parte dei passeggeri. Secondo loro era un abituè della truffa e voleva arrivare a Napoli senza biglietto, peccato che è stato mollato (dietro sua richiesta) praticamente in mezzo ad un raccordo. Hanno persino spergiurato di averlo visto altre volte fare la medesima azione. Anche io viaggio e non l’ho mai visto prima. Hanno detto che faceva finta di non conoscere la lingua italiana. Peccato che non abbia saputo dire nemmeno "Avellino", e peccato che per comprendere qualcosa ha dovuto far parlare il suo interlocutore telefonico con un italiano. Ma si sa, la ragione nulla può contro il pregiudizio.

Non ne ho potuto più e mi sono arrabbiata con gli altri passeggeri. Ho detto che anche noi siamo stati emigranti, e come minimo dovremmo mostrare un briciolo di tolleranza per chi si trova in stato di necessità e bisogno. Ma hanno detto la solita trita e ritrita tiritera. Noi eravamo buoni, noi rispettavamo la legge degli altri paesi… noi di qua, noi di là. Detto da gente che non è mai stata emigrante. Io sono figlia di emigranti, e posso dire, che non era esattamente così. Poi hanno tirato fuori la storia del crocefisso! Apriti cielo! I musulmani vengono a comandare a casa nostra e ci vogliono far togliere i crocefissi! Anche se fosse, e potrei per una volta essere d’accordo, ma davvero noi possiamo definirci cristiani? A me non pare. A cosa serve ostentare un crocefisso, quando nell’animo siamo degli egoisti che vogliono tenersi tutto per sé?

Poi hanno tirato fuori la storia delle violenze! Gli stranieri compiono gli omicidi, e quando io ho fatto notare che anche gli italiani ammazzano tra le quattro mura domestiche, mi è stato risposto: "ma lo fanno a casa loro". Che morale! Un italiano può uccidere finché calpesta suolo italiano. Insomma, secondo una morale spicciola, ognuno può uccidere nella propria terra di origine. I 60 milioni di italiani in patria possono uccidere, i rimanenti 60milioni sparsi per il mondo non possono, in quanto stranieri.

Sono preoccupata per questi pensieri così diffusi. Sono preoccupata. Avverto questo momento come preludio a qualcosa di terribile. Stiamo vivendo in un’atmosfera simile agli anni precedenti al fascismo e al nazismo, dove la gente sente il bisogno ossessivo di autoritarismo.

Sono preoccupata.

37 commenti su “Il vento dell’intolleranza soffia sull’Irpinia

  1. utente anonimo

    Mah… una banale storia di luoghi comuni… da una parte come dall'altra… era solo un ragazzo che aveva sbagliato autobus, non c'era bisogno di scomodare crocifissi e ideologie…
    crefab

  2. utente anonimo

    Sì, ma neanche tu fai del bene agli stranieri se pensi di risolvere tutto buttandola in politica… a loro serve altro, servono informazioni, servono diritti nei luoghi in cui lavorano, non serve l'ideologia che pareggia l'atteggiamento di chi invece è prevenuto.
    crefab

  3. utente anonimo

    Puoi scrivere quel che ti pare, ci mancherebbe… dico solo che affronti il problema dal verso sbagliato. Davvero credi che le persone che tu hai incontrato su quell'autobus fossero razziste? Dai, non posso credere che tu sia così superficiale. Ciò non toglie che anche quelle persone guardino le cose da un punto di vista parziale, e cioè sbagliato. Se ci rifletti, commettete lo stesso errore: generalizzate il concetto di immigrato. Da una parte si pensa che siano tutti potenziali ladri o, peggio ancora, terroristi; dall'altro, che siano tout court persone da aiutare e da non guardare con sospetto. Non è così, Tisbe. Quando vado a Napoli, personalmente, guardo con sospetto tutti i napoletani (ben sapendo che soltanto da pochi di loro potrei aspettarmi spiacevoli sorprese), e non sono certo razzista per questo. Personalmente non ho mai preso nemmeno per ipotesi l'eventualità di poter sposare una persona he non abitasse nel mio paese, ma le mie motivazioni non erano dettate da nessuna forma di razzismo. Dipende l'idea che ciascuno di noi si fa della vita e delle cose che gli girano intorno. Se ci pensi per un attimo, quell'immigrato che tu hai visto sull'autobus, potenzialmente, poteva davvero essere uno che ha cercato di truffare l'Air. Ciò non significa che lo fosse (sicuramente non lo era), ma la lettura dei fatti di persone che guardano le cose solo in superficie porterebbe a ritenere anche l'opposto. Non per questo debbono essere scomodate le impegnative categorie del razzimo e dell'intolleranza.
    crefab

  4. Tisbe

    @crefab, se fosse stato italiano non avrebbero messo in discussione la sua buona fede, in questo ci vedo pregiudizio, intolleranza e razzismo
    io, cresciuta con Kunta Kinte
    io, che ho sempre pensato che il mio popolo fosse immune da razzismo
    per me era un fatto americano e sudafricano

  5. utente anonimo

    Ma dai! Il pregiudizio c'è, indubbiamente, ma il razzismo è altra cosa, per favore! Non giochiamo con le parole, perchè poi i giochi possono pure finir male, si rischia di alimentare una guerra ridicola. C'è razzismo se qualche genitore rifiuta di far sedere il proprio figlio accanto al filgio di un immigrato, per il solo fatto che esso è straniero, o di colore diverso o di religione diversa (sarebbe già altra cosa l'atteggiamento di chi opponesse un rifiuto per motivi igienici o per la tendenza alla violenza del bambino: questo accadrebbe, puoi giurarci, anche rispetto a un italiano!). Razzismo è non assumere un immigrato solo perchè è nero (qui succede il contrario, perchè gli immigrati vengono pagati meno e assicurati peggio!). Razzismo è rifiutare la dovuta accoglienza a chi è qui in cerca di lavoro, negando di affittare loro case o di vendere loro la merce da parte dei negozianti. Razzismo è usare violenza contro persone di un altro colore o di un'altra religione ritendendo che non sia un reato o una condotta moralmente deprecabile perchè tale violenza è stata diretta verso un "diverso" che non ha diritti. Tisbe, tu davvero ritieni che in Irpinia sia accaduto qualcosa del genere?
    crefab

  6. utente anonimo

    Si, vabbè: ora casomai facciamo passare un singolo caso (o due) per l'atteggiamento di un'intera provincia (che invece organizza accoglienze per i bambini ucraini e del Saharawi, che mette a disposizione strutture sociali, ecclesiastiche e private per rendere meno disagevole l'inserimento degli immigrati nella nostra società, ecc.)… E' come dire che siccome qualche straniero, qui in Irpinia, si è reso colpevole di qualche furto o di qualche violenza, gli immigrati sono tutti ladri e violenti… non ti accorgi che usi lo stesso metro di valutazione di chi affronta la questione con superficialità e pregiudizio?
    crefab

  7. Tisbe

    @crefab, tu puoi pensare e dire quello che vuoi, ma l'intolleranza verso lo straniero è diffusissima, mi dispiace solo che te ne accorgerai quando sarà troppo tardi. Quello che tu definisci atteggiamento di un'intera provincia è solo il comportamento di POCHISSIMI coraggiosi

  8. Tisbe

    Aggiungo una cosa: i genitori fabnno storie se il figlio capita vicino ad uno straniero, soprattutto se è di COLORE. Sono tollerati i biondi con gli occhi azzurri.
    Ma tu vuoi essere cieco. Io parlo di una realtà che vivo.
    Parlo di storie vere e di comportamenti veri.
    Come quello dei genitori che hanno proibito alla loro figlia di frequentare la mia perché figlia di divorziata.
    Vuoi che ti faccia la lista di tutte le cose vergognose che riescono a fare e a pensari i bravi RAGAZZI AVELLINESI?
    Non ti conviene!

  9. WebLogin

    Secondo me è qualcosa che accomuna tutta l'Italia. Anche il modo in cui vengono date le notizie dai giornali e dalle televisioni spesso lo dimostrano: ricordate la strage di Erba? Per me il vento dell'intolleranza soffia sull'Italia.

    Giuseppe

  10. utente anonimo

    E cosa c'entra il razzismo con i figli di divorziati? Ma non ti accorgi che tu hai a che fare solo con persone stupide? E' la loro stupidità che li spinge a comportanti così beceri, non il razzismo… Il razzismo c'è stato in Sudafrica, e ha fatto i morti, c'è stato negli stati meridionali degli Usa, e ha fatto morti (per stare agli esempi più vicini a noi nel tempo)… questo è, per me, razzismo: di stupidi ne trovi in quantità industriali, ma restano semplicemente degli stupidi!
    crefab

  11. Tisbe

    @crescè, ti ho fatto un esempio! Cazzarola! Ti sto dicendo che molti genitori si vanno a lamentare se il figlio capita vicino a qualcuno di colore anche se è ADOTTATO, ma in che lingua nmi devo esprimere per farti CAPIRE?
    Ti sto dicendo che non affittano le case agli stranieri, come te lo devo dire?
    Ti sto dicendo che è un fenomeno diffuso e tu continui ad essere sordo!

  12. utente anonimo

    Ma diffuso dove? ma credi che io viva in un altro mondo? ma dove credi che lavorino, se non dentro le case, ad accudire persone anziane o malate, centinaia e centinaia di immigrati dall'est? quale razzista affiderebbe un genitore o un caro ammalato a una persona che disprezza? Allora è razzista anche chi non compra auto straniere per principio, o chi non beve coca cola perchè è americano… mi pare che sia tu a non voler capire quel che sto dicendo: non conta un fico secco hce una, due o centro persone assumano atteggiamenti intolleranti, se questi atteggiamenti vengono apertamente (e concretamente) condannati e superati dal resto della popolazione. Non conta nulla il loro fastidio per gli immigrati, se contemporaneamente le istituzioni continuano a varare leggi e provvedimenti a favore degli immigrati che intendono lavorare e che hanno bisogno di case e tutele. E' davvero così difficile vedere l'enormità che passa tra la realtà che descrivi tu e la realtà quotidiana che ciascuno può vedere?
    crefab

  13. Raqqash

    A me in questi casi mi viene sempre da augurare a loro di trovarsi nella stessa situazione. Questi episodi che descrivi li vedo anche io, mi basta andare dal dottore, faccio la fila, arriva uno straniero, e quasi sempre qualcosa succede. E le idiozie che vengono dette sono le stesse che riporti tu.
    Alla faccia del cristianesimo. Gesù ha detto ama il prossimo tuo come te stesso. Non ha detto ama il prossimo tuo, ma che sia del tuo colore e della tua nazione e parlante la tua stessa lingua.
    O mi sbaglio?

  14. utente anonimo

    Fai bene a essre preoccupata, cara Tisbe!
    Il vento xenofobo che colpisce tutti gli stranieri (e tra loro sopratutto i Rom) sta facendo ruotare velocemente indietro le lancette del tempo, a pregiudizi, attegiamenti, meschinrie che si sperava fossero dimenticati e sepolti…

    Dici degli italiani all'estero…fai bene, ma di tutti quelli che hanno letto "La Casta" di Gian Antonio Stella, quanti ne hanno letto "L'Orda"? Gli farebbe bene leggerlo! Per rinfrescarsi la memoria.

    A presto

    Francesco

  15. utente anonimo

    C'è intolleranza, c'è ignoranza, c'è in alcuni casi paura reale visto che non tutti gli stranieri sono stinchi di santo (non che gli italiani siano angioletti, ma la microcriminalità è più frequentemente realizzata da extracomunitari) e c'è anche chi è razzista.

    Credo che nel caso che hai riportato, ignoranza e pregiudizio siano state le cause di questo attacco. Se vuoi possiamo definirlo un "razzizmo moderato" se mi passi l'espressione ardita. Certo sono i semi di qualcosa che può degenerare su questo non c'è dubbio.

    Se spostiamo il tutto su un piano più generale allora ti dico che abbiamo intolleranza ma abbiamo anche dall'altra parte a volte soggetti che sono intolleranti a loro volta.

    Credo che l'integrazione possa realizzarsi solo quando le mele marce da ambo le parti saranno isolate. Lavoro arduo ma va fatto. Allora sì che avremo una integrazione reale.

  16. Tisbe

    @crescè, ma tu leggi quando leggi? Cosa ho scritto? Che gli avellinesi tollerano i caratteri europei: la pelle chiara e gli occhi azzurri, perché sono stati condizionati dalle favolette da bambini. L'odio razzistico è riservato ai musulmani! SOPRATTUTTO.
    Probabilmente, tu, da bravo ragazzo avellinesi ti guardi bene dal mescolarti con "certa" gente.
    Inoltre, nell'accezione contemporanea per "razzista si intende, non solo colui che odia una razza specifica, ma chiunque opera discriminazioni di vario genere. Ricorda che i linguisti che intendevano chiudere in un recinto fisso e definito il significato delle parole hanno fallito miseramente e sono stati sbugiardati dai fatti. L'unico che ha capito tutto dei meccanismi della LINGUA è Chomsky. E lui, non ha mai rinchiuso le parole in un recinto immobile di significato.

  17. Tisbe

    @rockpoeta, io sono rimasta impressionata dalla rabbia e dalla cattiveria che si evinceva dalle parole e dalla gestualità e soprattutto dalla condivisione di ciò che si diceva! Nell'autobus c'erano anche 2 straniere sedute nei sedili anteriori, quando sono scesa mi hanno sorriso perché sono stata l'UNICA a prendere le pubbliche difese degli stranieri
    @MisterCima, ha detto proprio così: ma quelli lo fanno (uccidono) a casa loro.
    @Luposordo2, sììììììì, indubbiamente il quarto potere ha le sue belle responsabilità. Amplifica le notizie sul crocefisso e poi dedica uno stralcio a fondo pagine alle buone azioni degli stranieri
    @Raqqash, ecco, forse alcuni italiani sono sordi e ciechi 😉
    @Francesco, grazie per averci ricordato "L'Orda"
    @Crescenzo, hai visto che anche Raqqash ascolta certi discorsi? Come mai a te non capitano?

  18. macca

    Buongiorno.
    Le persone di buona fede e intelligenti ci sono: avrai preso l'autobus sbagliato…
    (Cerco di sdrammatizzare, ma è un'inquietudine che sale anche in me. Dovresti conoscere il Nord-Est).
    Daniele

  19. macca

    Anche io amo molto quel film.
    Ed anch'io, a rivederlo (i bei film si devono rivedere), soffro.
    (Poi, sai, i miei sono dei delirii…:-)
    Daniele

  20. robertomazzuia

    non sono affatto un buonista e mi astengo dall'enunciare le pene che riserverei a chi violenta, trascina a terra la vecchina di turno per la borsetta, ecc.
    mi aspetto che chi viene in Italia ne rispetti le regole, come ho fatto io all'estero. ma, sì, bisogna essere preoccupati. quelli che hai visto non sono semplici stupidi come ha detto qualcuno. sono figli del lavaggio del cervello mediatico, della costante "emergenza sicurezza". e, sì, sono preoccupato anch'io…

  21. utente anonimo

    sacco e vanzetti, film di grande levatura che tra l'altro sarà proiettato proprio domani qui a trento nell'ambito di un cineforum.

    Sul clima teso, come darti tornto? d'altro canto però la mia troppo giovane età non mi permette paragoni con altre "epoche".

    ne approfitto anche per segnalarti che siamo tornati, su http://www.controcopertina.it
    se aggiorni il link ci fai un grosso favore. noi dobbiamo ancora sistemare i nostri, ma naturalmente resterai tra i nostri preferred.

    a rileggerci

  22. utente anonimo

    Ok,tisbe… visto cheio non mi mischio con "certa gente" (a cosa ti riferisci? parla chiaro), la prossima volta che incontro un lavoratore straniero su un cantiere, anzichè spiegargli che può avere i rimborsi per le cure mediche o assicurarmi che gli venga pagato regolarmente lo stipendio, gli parlerò di Chomsky…
    crefab

  23. Tisbe

    @crescè, per certa gente intendo gli avellinesi che dicono certe cose 😉
    mamma mia che fatica farsi capire, aveva tanto ragione Pirandello

  24. utente anonimo

    Ci andrei cauto nel ridurre tutto al repertorio dei luoghi comuni da affrontare con una scrollata di spalle.
    Qualcuno (mi scuso ma dovrei rileggere tutto) ha fatto riferimento al nostro nordest.
    Ecco: qui i luoghi comuni son diventati programmi socio-politici, e in base ad essi viene eletto chi garantisce maggiore separazione tra "noi" e "loro".
    E il consenso è tutto giocato su questo, alimentando rancori e rivalse innanzitutto verso "l'altro", ma anche verso l'altro quartiere, il paese confinante, e via odiando.
    ciao
    gianfalco

  25. hneeta

    Sono anch'io molto preoccupata, perchè mi sembra che i "commenti" che hai citato vengano da teste non pensanti, sono giudizi non espressi da menti che ragionano, ma da menti obnubilate. Penso che il vento mediatico e non solo dell'intolleranza contro lo straniero sia stato soffiato ad arte. Poi perchè e come attecchisca così facilmente mi pone di fronte a scenari ancora più inquietanti, alla mancanza di una coscienza "su misura", ad una chiusura, egoismo e indifferenza che affliggono questi tempi bui e la conseguenza è che la gente sente il bisogno di autoritarismo, come tu dici.
    Ieri sera mi è capitato di guardare l'inizio della trasmissione Chi l'ha visto e Federica Sciarelli, che pure stimo , presentando un caso di violenza sessuale ha posto l'accento sul fatto che la ragazza l'avesse subito da quattro romeni, e l'ha ripetuto tante volte, così tante che mi ha lasciato perplessa e con il dubbio che fosse voluto il rimarcarlo, non puro dovere di cronaca.

    Spero di sbagliarmi.

    La gente poi dimentica, non ha memoria storica, quando eravamo emigranti facevano notizia solo i diecimila malavitosi e non il milione di lavoratori, per cui abbiamo addosso l'etichetta italiani=mafiosi.

    Cri

  26. Tisbe

    @Hirpus, certo io non me la sento di voltarmi dall'altra parte come fecero i cattolici quando i fascisti emanarono le lòeggi razziali.
    Guai a toccare gli avellinesi, vero?
    @Cri, in ogni angolo si respira intolleranza verso i "diversi" in generale, solo i ciechi non riescono a vederlo
    @gianfalco, sottoscrivo anche le virgole di ciò che hai scritto

  27. ermahico

    e non hai visto quello che trasmette TeleNordEst 🙂
    altro che padania, qua siamo alla secessione nord-ovest contro nord-est!
    cosiglio la visone (e la lettura dei msg sms in sovraimpressione) di "Pronto chi parla" TeleNordEst ovviamente.
    che vomito….. sembra una gazzara a chi odia di più il moro, il terrone o più semplicemente chi abita in provincia.

  28. borisambrosone

    la moderna accezione di razzismo fa riferimento, non solo alla razza, come etnie, alla base di discriminazione e tolleranza, ma anche ad attributi psicosomatici, diversità sessuali, culturali e quindi di atteggiamento. Si quello che tu non reputi razzismo, è invece razzismo. a tutti gli effetti.

  29. Tisbe

    @Boris, bravissimo, è proprio come dici. E' questo il nuovo significato di "razzismo" unanimemente riconosciuto, basta consultare un vocabolario di ultima generazione 😉

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