Carlo Parlanti prigioniero nella land of freedom

Appello Urgente

Dal blog di Cri apprendo una storia che ignoravo. E’ la storia di Carlo Parlanti che potrete leggere in questo articolo. C’è in atto un’azione di sensibilizzazione a cui tutti possiamo partecipare. Per firmare la petizione a favore di Carlo Parlanti cliccate QUI.

14 commenti su “Carlo Parlanti prigioniero nella land of freedom

  1. utente anonimo

    Chit del blog omonimo se ne occupa attivamente ed io avevo fatto un post e aggiornamenti su questo caso.

    chi volesse aiutarlo vada sul suo blog e lo contatti per mail.

    Daniele il Rockpoeta.

  2. utente anonimo

    guarda guarda…
    è stato incastrato da una donna isterica…
    non capisco cosa centri the land of freedom, dato che di tribunali inefficenti ne abbiamo anche qua…
    eurotecnica

  3. macca

    Ho provato a raggiungere anche il call center, ma pare intasato.
    Spero proprio che sia perchè tanta, tanta gente si sta dando da fare!
    Domani, voti?
    🙂
    Daniele

  4. hneeta

    Se non interviene lo Stato italiano e subito,non so più cosa sperare, è veramente inconcepibile il fatto che lascino che gli americani stiano violando ogni tipo di accordo.Neppure il Consolato italiano riesce ad avere notizie sulle reali condizioni di salute di Carlo.(fonte secondoprotocollo.org) Chit (http://www.chitblog.net/) sta facendo un ottimo lavoro, di coordinamento e di raccordo tra secondoprotcollo e i blog, sono tanti i cittadini che sono stati vicini a Katia Anedda in vari modi, l'unico grande assente è lo Stato nelle persone di Mastella, D'Alema e Prodi.

    A te un saluto caro.

    Cri

  5. Chit

    Ma allora è proprio vero che il bannerino del blog di chit non se lo fila nessuno 🙁 …

    Comunque martedì 16 di sarà un'azione comune di sensibilizzazione della sotira su Carlo nella blogosfera. Più blog saremo più "speranze" avremo.
    Se ti interessa contattami, per ora GRAZIE comunque di non far spegnere i riflettori 😉

  6. MattBeck

    Penso che il problema principale per la vicenda di Carlo risieda in uno dei punti chiave del diritto internazionale.

    Essendo un cittadino italiano accusato di un crimine commesso all'estero ed essendo per questo processato, rientra nella giurisdizione statunitense.

    Gli USA hanno dunque il diritto (riconosciuto internazionalmente; Walser ha scritto molto su questo) di giudicare e condannare in base alle loro leggi coloro che sono accusati di aver commesso un crimine sul loro territorio.
    Al pari dell'Italia, del resto.

    Lo stato italiano dunque ha dei limiti di intervento e pressione dettati dal rispetto di queste norme.

    E lo stesso vale per gli USA.

    Lo stato italiano credo possa intervenire contribuendo al pagamento dell'avvocato, per la presentazione di nuove prove.
    Del resto Carlo sta male e questo potrebbe favorire il rimpatrio perché sconti il resto della pena qui; ma esistono procedure e tempi ai quali tutti devono attenersi (politici, magistrati, funzionari di entrambe le sponde).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *