Ddl editoria, è allarme nella blogosfera

Gli antefatti sono questi: il 12 Ottobre il governo ha approvato e mandato all’esame del Parlamento il testo destinato a cambiare le regole del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. Si tratta di un disegno di legge complesso: 20 pagine, 35 articoli.

In particolare la blogosfera è terrorizzata dall’Articolo 6 del disegno di legge, nel quale c’è scritto che deve iscriversi al ROC (Registro Unico per gli Operatori della Comunicazione), chiunque compia "attività editoriale". L’Autorità non pretende soldi per l’iscrizione, ma alcuni tra i certificati necessari richiedono il pagamento del bollo. Attività editoriale – continua il disegno di legge – significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. Si evince che prodotto editoriale è tutto: è l’informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.
A dare l’allarme, attraverso le pagine del suo blog il solito Beppe Grillo, seguito a ruota da tutta la blogosfera.
Il blog Cattivamaestra lancia un banner ed una campagna di sensibilizzazione per bloccare il cammino del Ddl Levi. E’ possibile anche firmare una petizione di protesta.
Io sono scettica sui reali contenuti del Ddl, però credo che la libertà di espressione e di pensiero vada salvaguardata ad ogni costo, ed è meglio prevenire che curare. Facciamo in modo che i nostri blog non vengano imbavagliati.

31 commenti su “Ddl editoria, è allarme nella blogosfera

  1. Skeight

    Anche io ho scritto un post sulla faccenda stamattina, sul mio blog. La cosa migliore da fare sarebbe scrivere in massa ai deputati del centro-sinistra per far modificare questo ddl in parlamento
    Angelo Scotto

  2. Tisbe

    @pasquale, la differenza è che noi di sinistra siamo capaci di andare contro il nostro governo, voi di destra avete sempre coperto le malefatte e le leggi ad personam del vostro leader
    è non è poco

  3. lameduck

    Ne ho scritto anch'io. Dobbiamo rompere le scatole anche al centrodestra perchè l'altra volta la legge del 2001 (fatta da Amato) fu difesa e mantenuta da Berlusconi.
    No pasaran.

  4. WG

    Una vergogna…leggo che forse sono i domini .it a rischiare….proprio come il mio…

    E tutti ce l'avevano con Berlusconi…

  5. utente anonimo

    Il mio blogghino attività editoriale?
    Magari mi viene anche un contributo statale.
    In fondo qualche lettore in più di tanti quotidianini lo faccio…
    (se interessa, un bannerino l'ho apparecchiato anche io)
    Ciao e buona salute
    gianfalco

  6. utente anonimo

    Loro, noi non copriamo un bel niente.
    L'ho sempre detto ci vuole un ricambio generazionale.
    ciao

  7. Galdo

    penso che non cambi nulla per i blog..
    ovvio che quel furbone che è Beppe Grillo sfrutta questa cosa per sferrare un altro attacco (giustamente) e per ricompattare il suo movimento o quello che è. questa cosa non passerà mai, si tirerebbero la zappa sui piedi i nostri cari governanti. sono un'associazione a delinquere, non degli sprovveduti 🙂

  8. Marxetto

    Ho firmato la petizione, ne ho scritto da me e su un Forum che frequento e che modero, ho inserito il banner (il primo della mia "carriera" da blogger) e domani invierò una mail al "caro" Levi.Questa battaglia la sento mia più di qualunque altra.

    Ciao!

  9. WebLogin

    In una recente dichiarazione il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni aveva affermato che la responsabilità per i reati di diffamazione non sarebbe stata estesa ai blog o ai siti generici nella nuova legge sull’editoria, ma soltanto a quotidiani e periodici online. Questa dichiarazione è successiva alla presentazione del disegno di legge e allora c'è da chiedersi cosa è cambiato?

    Secondo Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio indicato come principale autore della riforma, non c'è nessun pericolo: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile". Fatto sta che non è in grado di dire con certezza se sarà applicata a Beppe Grillo.

    Secondo me c'è da preoccuparsi, il ddl è almeno un po' ambiguo.

    PS: Mannaggia, proprio ora che avevo deciso di non chiudere il blog propongono questa legge?! ;-D

    Ciao mitica, buona notte :-*

    Giuseppe

  10. hneeta

    come Buongiorno non c'è male 🙁

    Ritengo utile e necessario partecipare a questa campagna, in questo momento è anche possibile chiedere un emendamento, visto che il ddl ancora non ha concluso il suo iter. Stiamo in contatto.

    Ciao, Tisbe!

  11. utente anonimo

    piccola precisazione:
    noi non abbiamo mai fatto leggi per limitare la libertà di chiunque, mentre la sinistra non fa che leggi per fregare soldi. tutto qui.
    e non dovete stupirvi tanto. li avete votati voi.
    eurotecnica

  12. utente anonimo

    Cara Tisbe, penso che abbimao di che preoccuparci e alla svelta ci dovremmo mobilitare tutti. Altro che contributi, qui ci vogliono fare pagare marche da bollo, e a tutti. Ho letto il DDL e lascia spazio ad interpretazioni varie. Allora, come ho scritto nel mio post su segnalazione di SKEIGHT, se i Verdi hanno deciso di proporre emedamenti per tutelare i blog, credo di sentire una pericolosa puzza di bruciato. Le rassicurazioni perveute in serata dallo stesso Levi non mi hanno tranquillizzato affatto. I blog non hanno bisogno di nessun Garante/Censore che ne limiti in alcun modo la libertà di espressione. Mi pare una manovra sbagliata che in qualche modo andrebbe analizzata per bene da tutti noi. Grazie per le segnalazioni cara e a presto. *visionidiblimunda*

  13. utente anonimo

    Ho fatto anch'io un post al riguardo. Anche Repubblica ne parlava.

    Credo che i rischi siano concreti, quindi agire in via preventiva in questo caso può essere salutare per la vita dei blog.

    Daniele il Rockpoeta

  14. HAVEADREAM

    Al di la di come andrà ad evolversi la vicenda, da oggi mi sento un pò "carbonaro".
    Tant'è che mi sono dato già un nome di battaglia: SILVIO.
    (..non fraintendete, grazie, pena una pernacchia via-web)

  15. Tisbe

    @gaetano, se internet fosse gratuito, come in altri luoghi anche più poveri dell'Italia, sarebbe anche giusto far sparire la pubblicità dai blog, ma a queste condizioni credo che scagliarsi contro i colleghi che usano AdSense sia una inutile carognata. Siamo in un sistema mercificato e in una maniera o in un'altra dobbiam pur sopravvivere. In fondo chi mette la pubblicità si espone alle critiche apertamente e manifesta il proprio compromesso che è sempre meno grave e meno pesante di chi i PROPRI compromessi "con il sistema" li nasconde sapientemente 😉

  16. utente anonimo

    e perchè, splinder ti fa pagare la piattaforma? in caso affermativo, cambia gestore…
    in ogni caso, le ipotesi sono due: o i blog sono una impresa, una fonte di guadagno (come quelli che contengono pubblicità), ed allora si applichino tutte le regole di legge; oppure sono semplici passatempo, – mi ritrovo qui, io – ed allora niente censure. comunque, i miei complimenti sinceri: nemmeno un capitalista democristiano cattolico apostolico romano come me avrebbe mai pensato che si ptoesse utilizzar eun blog per sopravvivere.
    gaetano

  17. Tisbe

    @gaetano, ma tu l'abbonamento ad un gestore lo paghi sì o no? Oppure hai internet aggrattis?
    Io no, ed ho una figlia da mantenere, e non mi perdonerei di togliere qualcosa a lei per dare uno sfizio (un blog) a me.
    Evita di giudicare gli altri… per favore… perché nessuno giudica te
    Come disse qualcuno che, per appartenenza culturale, dovresti conoscere molto bene: chi è senza peccato scagli la prima pietra.
    Inoltre io non mi devo giustificare con te per le mie scelte di vita, né tantomeno con il governo!

  18. utente anonimo

    A me pare che questa sia una informazione disinformata…

    Il ddl non pone rischi per i blogger, essi non rientrano nell'ambito soggettivo del disegno, né i weblog rientrano in quello oggettivo. I blogger non fanno attività editoriale, forse solo qualcuno, ma in generale no.
    Qualche sito web (aziendale o non) può anche darsi si occupi di attività editoriale senza autorizzazione formale (registrazione in tribunale) e qui bisognerà approfondire meglio. Ma i weblog no, non centrano nulla. Chi ha un blog ed espone, con esso, i propri pensieri non fa alcuna "attività editoriale", né lucrativa né non. E il weblog non è certo un "prodotto editoriale".

    Qualcosa l'ho spiegato nel mio ultimo post
    http://www.lucalodi.it/2007/10/21/ddl-editoria-e-gia-sono-polemiche-dal-web-ma-i-blogger-non-sono-coinvolti/

    Ecco perché mia pare sia proprio una informazione sbagliata dire che il ddl, se convertito, metterebbe il bavaglio ai blogger. Bastano un'interpretazione letterale ed un sistematica per comprendere come ciò non sia vero.

    Buon inizio di settimana.
    Loud

  19. WebLogin

    @Loud, non è così. Questa legge secondo una recente dichiarazione del Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni doveva chiarire proprio la definizione di "prodotto editoriale" in modo da evitare casi come quello del Tribunale di Aosta del 26/05/2006 che aveva già equiparato un blogger al direttore responsabile di una testata registrata, ma invece hanno peggiorato la legge esistente. Poi adesso il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha detto:

    "L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato, scrive Gentiloni, aggiungendo che la correzione è necessaria perché la norma in questione non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive."

    Cmq ho apprezzato questo ultimo intervento del Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni e spero che questa brutta figura serva da esempio e che ora facciano una legge che chiarisca bene cosa si intende per "prodotto editoriale".

    Ciao

    Giuseppe

  20. utente anonimo

    non mi hai risposto nel merito, preferendo fare la vittimista. tutti i gusti son gusti.
    gaetano amato

  21. Tisbe

    Che cosa ti devo rispondere Gaetano? Cosa? Se pago il blog? Sì, perché ho un pro.
    Soddisfatto adesso?
    Ma sono in democrazia o in un regime. Posso fare le scelte che credo più adatte a me e alla mia famiglia o devo dar conto a te?

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