Il Buono e il Cattivo

I recenti fatti di cronaca e la reazione che hanno prodotto nel paese mi spinge a fare delle riflessioni amare su quanto sta accadendo e sull’immaturità e l’omologazione delle coscienze.

Muore una donna a Roma violentata e assassinata da un Rom, l’assassino viene preso e consegnato alla giustizia, ma non paghi di ciò i cittadini si armano con torce e odio e vanno a stanare altre persone, colpevoli di essere Rom, bruciano loro le case e le braccano come prede. Muore un giovane tifoso laziale per mano di un poliziotto accusato di omicidio colposo, ma questo non basta. La giustizia è insufficiente, ciò che si insegue è la vendetta. Roma viene messa a ferro e fuoco. Il nemico è stato trovato, che abiti in baracche o che indossi la divisa, non è rilevante, quello che conta è che sia "diverso", quello che conta è che possa essere classificato come "nemico".

In un solo caso non sono partite le ronde punitive, a Perugia, dove una giovane inglese è stata assassinata, forse perchè i presunti assassini sono troppo simili a noi, non adatti a vestire i panni del "cattivo" e del "nemico" di turno. Tranne sperare fino alla fine che l’omicida possa avere la pelle di colore nero. Così tutto sarebbe più facile…

Sono stufa di questa assurda dicotomia buoni da una parte e cattivi dall’altra. Come se l’umanità fosse qualcosa di semplice, come se le persone fossero semplici, e invece no! Le persone sono universi complessi, nei quali alberga bene e male, amore e odio. Eppure noi sentiamo il bisogno viscerale di classificare, quasi come se la nostra mente non fosse in grado di reggere la complessità vitale che si dipana di fronte a noi. Forse la colpa è dei western americani che ci hanno propinato da piccoli. Da una parte i bianchi buoni e gentili portatori della civiltà e dall’altra gli indiani, cattivi e selvaggi. Io sono sempre stata dalla parte degli indiani, dalla parte di quel male tanto male e tanto pericoloso da essere confinato nelle riserve… e dall’altra parte… la civiltà: quella che separa i buoni dai cattivi.

Tirate le vostre pietre con odio e vendetta. Tiratele, ora contro un Rom, ora contro una divisa, ora contro un uomo di colore nero… tiratele e mirate bene perché quel nemico che volete trovare a tutti i costi si nasconde nelle pieghe delle vostre anime.

41 commenti su “Il Buono e il Cattivo

  1. Mylight

    hai straragione!!!!! sono sconvolta come te dai recenti ed inauditi fatti di violenza contro qualsiasi cosa… e ho idea che la colpa non sia solo di chi agisce, ma anche di chi comunica…se i giornalisti non avessero fatto cosi tanta polemica attorno al ragazzo morto in autogrill, se fosse stato uno qualunque e non un tifoso chi lo avrebbe vendicato??? mettere al mondo un figlio oggi, in un mondo cosi teledipendente, sembra un atto di egoismo.

  2. utente anonimo

    Vedo che esibisci il banner della manifestazione del 24 novembre prossimo…cominciamo a cambiare le cose con una manifestazione maestosa…che il No delle donne sia contro la violenza in generale…non vittime, ma protagoniste del cambiamento!

  3. utente anonimo

    Quel genio di Erasmo da Rotterdam in "Elogio alla pazzia" ha centrato in pieno l'essenza del male dell'umanità "Tutto ciò che è altro da me è follia."
    Per rivendicare la propria identità occorre considerare "l'altro" come diverso e quindi come nemico, vederlo, cioè, come pericolo e quindi da combattere.
    Quando la paura e la piccineria dell'uomo spezzerà i suoi vincoli forse il mondo potrà crescere.

  4. SimoneFiocco

    La verità è che la coscienza è morta da tempo e la riflessione con essa: non si trova niente di meglio che cercare mostri da punire oggi giorno e poi si domandano perchè si avverta un forte disagio e cresca il consumo di droghe.

  5. KingPattume

    @Mylight: vabene che la tv è spazzatura..ma da qui a dire quasi che le violenze di domenica hanno come corresponsabili i giornalisti..ce ne vuole..
    Per il resto è incredibile come basti individuare qualcuno da odiare per creare sentimenti di "solidarietà"..

  6. Luposordo2

    10 e lode su tutto, Tisbe!
    Purtroppo nella storia, abbiamo sempre cercato il cattivo come nostro nemico. Oggi sono i Rom, una volta i cartaginesi e domani chissà…

  7. Tisbe

    @Mylight, in effetti l'estinzione della nostra specie sarebbe qualcosa di utile per la vita. Sembra assurdo ma è così 😉
    @theobserver, sì, è da un po' che esibisco il banner
    @lonewolf, assolutamente d'accordo con te e con Erasmo…
    @Galdo, 🙂
    @moltitudini, il cattolicesimo pensava di no. ha cacciato il manicheismo dalla porta, ed esso vi è rientrato dalla finestra. ma ti par giusto arrendersi 😉
    @Daniele, non ho ancora trovato il distributore… l'hanno nascosto i potenti?
    @SimoneFiocco, il mostro che cerchiamo di uccidere è interiore, lo proiettiamo all'esterno e pensiamo erroneamente di essercene liberati
    @ KingPattume, solidarietà? 😀
    @ Luposordo2, grazie anche se è una magra consolazione

  8. moltitudini

    No, io non mi arrendo, per carità.
    Ma in realtà è manicheo anche il tuo modo di legger questa storia, perchè trasponi tutto sul piano morale.

    Mentre tanto i fatti di ieri quanto quelli relativi ai rom, rappresentano problemi da interpretare, e tentare di risolvere, anche con altri strumenti.

  9. HAVEADREAM

    Speriamo stavolta di avere risposte precise.
    Preferisco, oltre a contenere la sdegno, non dire altro, fino a che non sia chiara la dinamica dei fatti.

  10. hneeta

    Lo condivido, l'ho vissuto leggendoti e seguendoti in questo percorso e qui ritrovo la coerenza delle tue idee sui fatti di questi giorni, coerenza e profondità di pensiero.

    "quel nemico che volete trovare a tutti i costi si nasconde nelle pieghe delle vostre anime", già. Proprio così.

    Un abbarccio.

    cris

  11. Tisbe

    @moltitudini, ti sembrerà un cosa assurda ma io trovo che la radice dell'Etica sia biologica e non culturale. Un giorno farò un post a riguardo
    @HAVEADREAM, hai ragione, ci sono pochi elementi per dare un giudizio rimane lo sgomento
    @ cris, la mia è una posizione impopolare, ma hai ragione su un fatto: sono molto coerente e le mie riflessioni, anche se di pancia, non sono mai superficiali 😉 Grazie 🙂

  12. violetrouet

    d'accordo con le "pieghe del anima".
    penso ben difficile cercarre spiegazione esterne si non si lavora sulla auto consapevolleza.
    Un clasico: spesso odiamo in altri la parte più ingestibile de noi stessi….sopratutto le proprie debollezze… la rabbia destrutiva, penso sia sopratutto questo…

    sul concetto "della radice biologica" più che assurda lo trovo inquietante!!
    a quando questo post????
    grazie…

  13. AzzikKlaudia

    Molto belle e molto vere le tue parole. Io ho analizzato nell'ultimo post la violenza vista da un altro punto di vista: quello più vicino a me. Spero che tu lo legga! tanti baci e a presto!
    🙂

  14. robertomazzuia

    anime manovrate, tra l'altro. ieri mi sono attardato con un egiziano da 5 anni in Italia. potendo, lo assumerei ieri. ma essendo già in Italia non si può. e lavorerà sempre, ex saldatore su piattaforme petrolifere, a 4-5 euro l'ora in nero…
    a meno che non finisca prima pestato a morte da qualche coglione imbonito…

  15. FrancaFranca

    Io credo che ai "presunti" tifosi di domenica servisse un pretesto per poter fare quello che hanno fatto.
    La cosa tragica è che questo pretesto gli è stato fornito, prima con la solita stronzata del colpo sparato in aria (deviato da un UFO?), poi con la non sospensione delle partite e l'aver dato loro la possibilità di poter paragonare la differenza che passa tra la morte di un poliziotto e quella di "uno di loro".
    Il ritardo di 10 minuti sull'inizio delle partite è stata una cosa ridicola, ma visti gli interessi economici in gioco…
    THE SHOW MUST GO ON
    Su cosa e chi ci sia dietro queste frange di ultras sarebbe ora di fare un discorso molto serio.
    Un altro discorso molto serio da fare sarebbe capire perchè in certi settori quando si sbaglia non si paga mai

  16. WebLogin

    Tis, sono d'accordo con te (che novità, eh? ;-)) Sempre più spesso si preferisce risolvere i problemi cercando un nemico da combattere: rom, albanesi, mussulmani, poliziotti, ecc. ecc.

    Penso ad esempio a domenica scorsa quando ho iniziato a commentare la morte di Gabriele Sandri. Non ho mai difeso il poliziotto e neanche accusato Gabriele Sandri, ma aspettavo ad esprimere giudizi perchè si sapeva ancora poco e quel poco era anche incerto. Mentre mi sembrava giusto, visto quello che stava accadendo, fare anche qualche riflessione sulla "cultura" del calcio nel nostro Paese. Sul fatto che in Italia per vedere una partita di calcio occorre una rete, dei cani e tanti poliziotti: io quando vedo le partite delle squadre di calcio inglesi provo una tale invidia e mi vergogno invece dell'immagine che diamo.

    Credo che anche questa riflessione era ed è giusto farla ed invece sono stato quasi accusato di volere difendere il poliziotto che aveva sparato a Gabriele Sandri e più in generale di volere difendere i poliziotti. Perchè per alcuni la discussione aveva preso proprio questa piega: i poliziotti sono tutti cattivi, sono nostri nemici.

    Io non critico tutti i tifosi (sono anche io un tifoso) ma il fatto che per colpa di alcuni di loro occorre una rete, dei cani e tanti poliziotti per vedere una partita di calcio. Io non critico il poliziotto in quanto tale (Pier Paolo Pasolini diceva "Il poliziotto è figlio del popolo") ma quelli che abusano del loro potere.

    Non ha senso generalizzare, è sbagliato. Invece bisogna criticare e cercare di cambiare un sistema che consente a certi poliziotti o a certi tifosi di essere violenti. Questa non è una critica rivolta solo alla politica o all'informazione, ma ad un sistema al quale tutti noi facciamo parte, mentre sempre più spesso si preferisce risolvere i problemi cercando un nemico da combattere 🙁

    Ciao mitica, un caro abbraccio rosso

    Giuseppe

  17. moltitudini

    @tisbe
    etica con radici biologiche….suggestivo.

    Attendo.

    Ciò che volevo dire è che non ha senso, quale che sia la posizione che si assume, parlare dei fatti drammatici di domenica (o di Tor di Quinto) attraverso l'invettiva, si finisce con l'appiattirsi un po'.

    Non si tratta nemmeno di dare "giudizi", ma di valutare, capire, analizzare.

    (inciso: il questore nella strana conferenza stampa di domenica, ha parlato di due spari in aria. Ieri Amato ha parlato di sparo ad altezza d'uomo.
    Aldilà che non ha senso indire una conferenza stampa nella quale le domande son vietate, mi "domando": il questore non aveva elementi per parlare di spari in aria o meno? Allora era corretto tacere. Lo sapeva, ed ha voltuamente mentito? (perchè era già evidente, tanto è vero che la barzelletta è durata poco e si è confermato ciò che tutti già facilmente ipotizzavano), beh, andrebbe rimosso.
    Ma qui sia il cdx che il csx hanno promosso tutti i responsabili protagonisti del g8, per cui..)

    E la "cultura del calcio", con tutto ciò, non c'entra davvero niente.

    In Inghilterra hanno semplicemente, visto che vien spesso citata, trasferito "fuori" ciò che avveniva dentro gli stadi.

  18. WebLogin

    @Moltitudini,

    "E la "cultura del calcio", con tutto ciò, non c'entra davvero niente."

    Mah, fatto sta che per molti è morto un tifoso laziale ucciso da un poliziotto. Dicono che non c'entra il calcio perchè la rissa è avvenuta in un autogrill lontano dallo stadio, ma poi si incaxxano perchè avrebbero voluto lo stop di tutte le partite di campionato e affermano che il Governo abbia adottato per i casi di Filippo Raciti e Gabriele Sandri due pesi e due misure. Poi c'è qualcuno che dice "Gabriele era appena stato diffidato ma che alla trasferta della Lazio non ci voleva rinunciare".

    Gabriele Sandri è morto perchè un poliziotto ha sparato quando non doveva, ma la "cultura del calcio" per me c'entra prima e soprattutto dopo: dalla politica ai giornalisti e non solo i "tifosi".

    Quanto al modello inglese, fatto sta che un genitore in Inghilterra può portare il figlio a vedere la partita senza una rete che li separi dal campo, senza tutti quei cani e poliziotti che sono necessari per le nostre partite: girone d'andata della stagione 2006-07 confermano che nell'opera di contrasto alla violenza negli stadi sono scesi in campo oltre 110.000 elementi della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, con un incremento complessivo del 4 per cento delle forze dell'ordine impiegate rispetto ai campionati dell'anno precedente, con un aumento del 42 per cento degli agenti feriti.

    Giuseppe

  19. Tisbe

    @Moltitudini, il calcio non c'entra niente? Starai scherzando, vero? Questi si prendono a randellate per una squadra di calcio (che non mi pare possa considerarsi una priorità di vita), ci scappa il morto e il calcio non c'entra niente?
    Come dire che il G8 non c'entra con la morte di Giuliani… bohh, a me pare che si stia scadendo nel "non-senso".
    Il calcio per me c'entra accome, anzi… l'anticalcio perché ho una fottuta nostalgia del calcio vero: quello dell'Inter di Mazzola, quello dei calciatori signori, quello del potersi ancora andare a vedere la partita senza rischiare di andare a fare la guerra del 15/18

  20. utente anonimo

    analisi psicologica giusta che però tralascia di denunciare da dove parte questa omologazione a cui fai riferimento,ossia dall'ideologia razziale e fascista che si annida all'interno dell'animo ma che poi sale fino alla testa per tradursi in azioni criminali ,organizzate e strumentalizzate da soggetti con una chiara matrice politica che tende a creare disordini a scopi di destabilizzazione sociale e politica
    Link permanente 3 punti 3 voti scritto da cheg33 il 13 nov 07, 11:49:56

  21. utente anonimo

    ecco una riflessione davvero profonda e sensata.
    bel post, dieci e lode.
    Link permanente 4 punti 4 voti scritto da Pierinux85 il 13 nov 07, 23:56:55

  22. moltitudini

    @Tisbe e Giuseppe
    Tecnicamente e sostanzialmente il calcio non c'entra perchè un diverbio in un autogrill -od altrove -può aver luogo per mille motivi.
    Per altro, questi stavan tutti ripartendo, era tutto finito.

    Dopodichè, è evidente che se per ore, tra omertà e menzogne, i TG parlano di "tifoso pregiudicato morto DURANTE GUERRIGLIA TRA ULTRAS ALL'AUTOGRILL…pare che la polizia sia intervenuta per placare gli scontri..pare che sia un partito un colpo non si sa bene da parte di chi" è ovvio – può sembrare giusto o no, ma "aldilà del bene o del male", non è questo il punto – che nella logica ultrà avvenga quel che è avvenuto.

    Perchè un fatto del genere, gestito mediaticamente in quel modo, non può che venir suscitare pulsioni di "reazione": la "polizia" ha fatto fuori uno dei nostri..per Raciti fermano il campionato per noi no…" etc.

    @giuseppe
    ma ti preme che la "violenza" venga espulsa dallo stadio e poi che ci frega di dove va a finire, o forse il problema è un pochettino più complesso?

    Perchè se il punto è aver solo gli stadi più sicuri..ok: è come se scopassi per terra e lascio l'immondizia sotto un tappetino, posso ben dire di aver il pavimento pulito.

    Giusto?
    I tifosi inglesi si menano regolarmente quanto prima, solo in luoghi diversi.

    Ma lo stadio è un bel teatrino mercificato, spendible, tutti seduti che guardano e consumano..e questo ci soddisfa.
    Ancora..sul "calcio malato": ma il calcio e tutto ciò che vi ruota attorno, è qualcosa di a sè, che sta nell'iperuranio, o è qualcosa che sta dentro la società in cui viviamo?
    Il calcio è "malato" …e la società è sana? O il calcio della società fa parte e ne riproduce le contraddizioni?

    Insomma Tisbe..come tutto il mainstream mediatico giudicante e moralista…te la prendi coi "tifosi" per colpa dei quali non si può andare allo stadio che pare il 15-18…

    "L'inter di Mazzola"..mi pare di leggere "libero".;)

    Francamente, mi attendevo da te una lettura un po' più critica.

    E quando qualcuno muore perchè si prende una testata dal vicino di casa col quale litiga…è colpa…di che?Del mondo dei "condomini"?

    E le masse che si organizzano contro i rom?
    E la morte di Branzino…o di Aldrovandi?
    E la violenza contro la donna?

    Sotto questo punto di vista, semmai, il problema non è il "calcio", il campanile o qualsiasi altro pretesto il punto.
    (la fine delle grandi ideologie, di fattori di legame comunitario e di coesione in una società liquida e disgregata, ha a che fare o no col fatto che il legame ultrà è spesso l'unico modo col quale tanti giovani sentano una appartenenza ed una identità? Chiaro che fa più comodo che l'appartenenza vissuta sia quella e non, che ne so, quella ad una classe sociale..)

    Semmai occorre concentrarsi della violenza presente e legittimata nella società, sull'ìncanalamento nelle curve di forme di disagio e di violenza che va bene che stiano lì così son ben controllate e non si trasformano in altro (sempre meglio che giovani sfigati si menino tra loro in virtù del'identità di paese piuttosto che non organizzarsi per andare ogni sabato ad autoridursi la spesa al supermercato)e si possono anche sperimentare niove forme di repressione: oggi do l'aggravante di terrorismo ad un gruppo di tifosi, domani a un pacifista che fa del trainstopping.

    Rimandandoti al "dettaglio" che citavo nel mio precedente commento (per qualche ora qualcuno ha parlato anche di calcinaccio che avrebbe deviato il colpo…), una persona "di sinistra", dovrebbe anche ragionare sull'elemento seguente: il crescente delirio securitario, la sempre maggior richiesta di ordine e sicurezza, di mano pesante,eccetera, quanto influisce sull'azione di un singolo agente (uno esperto ed affidabile, non un ragazzino)che in un contesto come quello, si sente in dovere di fare il pistolero?
    (ricordo che formalmente la polizia le armi le potrebbe usare in eventualità davero eccezionali).

    Tutte considerazioni, Tisbe, aldilà del bene o del male.

  23. Tisbe

    @E le masse che si organizzano contro i rom?
    E la morte di Branzino…o di Aldrovandi?
    E la violenza contro la donna?

    perché non li ho citati?
    devo dedurne che la guerra è necessaria… non piangiamo più per i giovani che vengono spediti al fronte perché tanto, il fronte… se lo costruiscono da soli… in mancanza…
    Se questa ti pare una considerazione spicciola… beh, punti di vista

  24. moltitudini

    …Tisbe, non possiam guardare le cose come se fossero comportamenti stagni.

    Ai tempi di Riva e Rivera, forse c'era meno casino allo stadio, ok.

    Sai bene che la "violenza" era altrove:nelle piazze, nei posti di lavoro, nelle bombe in stazione, eccetera…eccetera.

    Mi spiego?

  25. Tisbe

    la degenerazione è proprio in questo: se non ci sono motivi utili per lottare, la violenza trova comunque un suo percorso… vale a dire che l'uomo non sa vivere in pace
    spero di essermi spiegata bene 😉

  26. WebLogin

    @Moltitudini,

    ripeto, per molti è morto un tifoso laziale ucciso da un poliziotto e non "semplicemente" un ragazzo.
    Gabriele Sandri è morto perchè un poliziotto ha sparato quando non doveva, ma la "cultura del calcio" per me c'entra prima e soprattutto dopo: dalla politica ai giornalisti e non solo i "tifosi".
    Non voglio fare il copiaincolla del mio precedente commento ma cmq lo confermo. Aggiungo solo che le distruzioni sono avvenute per opera di "tifosi". Le persone normali (per me quei tifosi non sono persone normali) non hanno distrutto tutto perchè spinti da pulsioni di "reazione" e quindi esiste un problema calcio.

    "I tifosi inglesi si menano regolarmente quanto prima, solo in luoghi diversi."

    Sinceramente a me non risulta, anzi risulta che hanno distrutto tutto quando sono venuti in Italia: ricordi il caso Pescante-Blair?

    Poi secondo te la violenza che era altrove ai tempi di "Riva e Rivera" è la stessa???

    Giuseppe

  27. utente anonimo

    "Io sono sempre stata dalla parte degli indiani"

    Finirà che ci cacceranno in una riserva,
    forse forse sarà meglio così.

    Fumeremo i nostri calumet da sopra le montagne
    e li osserveremo mentre si scannano,
    uno dopo l'altro.

    Quando busseranno alla nostra riserva gli unici superstiti,
    forse forse spiegheremo loro che il colore di tutto il sangue versato,
    e da sempre lo stesso colore della nostra vergogna.

    restistiamo Tisbe.

  28. moltitudini

    @giuseppe
    Sull'inghilterra permettimi di dirti che sei poco informato.
    Gli appuntamenti tra le firm, prima o dopo i match, o durante la settimana, sono fenomeno costante.
    In ogni caso…ottima prestazione della polizia, coi tifosi inglesi a Roma.

    Dicevo.

    La violenza ai tempi di Riva e Rivera di cui parlavo è evidentemente la violenza "politica".

    Non si scatenavano le guerriglie urbane a latere delle partite, ma in compenso si andava in corteo con la p38, o l'hazet nella migliore delle ipotesi.

    Morti e feriti, vittime dell'una o dell'altra parte politica, o dello stato, erano 10 volte (per difetto) quelli che causa adesso la "violenza da stadio".

    L'irruzione (tecnicamente e penalmente una rapina) nei supermercati per la spesa proletaria era la norma.
    L'illegalità di massa nell'autoriduzione di bollette e tariffe nelle aree metropolitane era la norma.

    Eh beh…no, la "violenza" non era la stessa, a quei tempi, era molta di più, è chiaro.

    Infatti io dico che non si può prender ciò che ruota attorno al calcio, idealizzare, e separarlo dal resto e dire "uh, come era bello ai tempi di Mazzola", dimenticandosi di come era il resto della società di allora, perchè il calcio non sta in un altro pianeta.

    E' frutto delle contraddizioni sociali che viviamo, tutto ciò che succede.

    Io mica nego che esista il fenomeno della violenza ultrà.

    Infatti affermo che era ovvio che accadesse quel che è accaduto.
    Intanto perchè ciò che è avvenuto è enorme.

    In secondo luogo perchè la vicenda è stata gestita mediaicamente volutamente in modo omertoso e provocatorio.

    Dico solo che l'elemento calcio è contingente, non strutturale, il "calcio malato" è sintomo, non causa, è il "brufolo" sul corpo di un organismo malato ( la società).
    Puoi pulire il brufolo con un intervento sintomatico, ma andrebbe curata l'intossicazione che lo provoca.
    E dico che con gli anatemi moralistico/repressivi non si va da nessuna parte, se non si affrontano e comprendono gli elementi sociali che generano tutto questo.

    @tisbe
    il commento 28, sarà che è tardi, non lo ho capito.

    Non ho detto comunque che la guerra è necessaria, o meglio, non so se intendevi questo ma la logica della guerra è certo utile al "potere" per esercitare controllo sociale e repressione.
    p.s. però ti inviterei ad un maggior relativismo.
    Io allo stadio non mi picchio: non riesco proprio ad infervorarmi perchè uno è napoletano , che lo sia geograficamente o calcisticamente.
    Però è spicciolo, giudicante ed un po' assolutistico, pensare che una squadra non sia "una priorità di vita".
    (come quando molti dicono "non si può morire così". Perchè, c'è un modo giustificato di morire di morrte traumatica? Così no..ed in un altro modo si?)
    Il punto sta nel fatto che purtroppo una priorità lo è per molti, e quell'elemento occorre indagare, e comrpendere che è funzionale che quella sia la priorità.

  29. moltitudini

    @Tisbe
    Mi pare strano che tu non evidenzi poi un dato che può apparir banale, casuale..ma che non è.
    Stiamo parlando sempre e comunque di violenza fatta da maschi.

  30. WebLogin

    @Moltitudini,

    ripeto, a me non risulta che in "Inghilterra hanno semplicemente, visto che vien spesso citata, trasferito "fuori" ciò che avveniva dentro gli stadi".

    Non mi risulta che in Inghilterra esiste un problema "violenza fuori dagli stadi" tale da essere citato. Eppoi, gli amici di Gabriele Sandri dov'è che litigavano? E domenica si è mobilitata tutta la polizia per quello che gli ultras stavano facendo soprattutto fuori dagli stadi. Per non parlare di tutti gli episodi di violenza che si verificano quasi ogni domenica tra i tifosi che si spostano per andare a vedere la propria squadra. La violenza causata dal calcio a noi è dentro e fuori gli stadi e l'Inghilterra per me sta sempre meglio. Ecco perchè ti ho citato anche il caso Pescante-Blair: gli hooligans si sono comportati da hooligans in Italia.

    La violenza "che era altrove ai tempi di Riva e Rivera" non è la stessa, ma non semplicemente per quantità! Non voglio lodare la violenza "che era altrove ai tempi di Riva e Rivera", sia ben chiaro, ma quella non era la violenza di persone …annoiate? viziate? Persone che ritengono normale lanciare un petardo o un motorino per contestare la propria squadra o l'arbitro. Vabbè, la lista delle assurdità compiute da queste "persone" è molto lunga…

    So che il problema è complesso ma è proprio il modo in cui viviamo il calcio in Italia che ci ha fatto rivivere un'altra domenica di ordinaria follia. Un calcio dove girano troppi soldi e sono gli stessi presidenti, allenatori, giocatori, giornalisti e politici a gettare benzina sul fuoco. Un calcio di cui si parla tutta la settimana, compreso negli autogrill, e per il quale la mente del tifoso (non solo quella del tifoso teppista) riesce a immaginare i più elaborati complotti che poi minimamente si sogna di applicare alla politica o a persone come Berlusconi che magari è il presidente proprio della sua squadra del cuore.

    Per me la "cultura del calcio" c'entra prima e soprattutto dopo: dalla politica ai giornalisti e non solo i "tifosi".

    Giuseppe

  31. utente anonimo

    Riguardo ai prontissimi disordini degli Ultras, che in qualche modo si vogliono unire nel mucchio con quelli che fanno i raid contro i rumeni, con i quali hanno in comune solo la demenza e una cultura miserabile e raffazzonata con qualche slogan forcaiolo tipo giustizia-fai-da-te, ritengo che sia un modo massimalistico tanto l'atteggiamento persecutorio di entrambe le categorie (che sia contro rumeni o poliziotti è lo stesso) che quello di tirar fuori la filippica dei buoni sentimenti dove, mentre si dice che i buoni e cattivi non devono essere categorizzati, stigmatizzati, al contempo si fanno mucchi.
    In realtà della complessità dei casi diversi allora cosa resta? Il discorsino del blog, con rispetto parlando, puzza un po' di buonismo veltroniano. Le dinamiche son diverse, le origini diverse, il caso rumeni o ultras o antipoliziotto son casi ben distinti e fare mucchio, appunto, riproduce un massimalismo dualistico, seplificato in cui, possiamo sentirci semplici e comodi con la presunzione di aver individuato cause, problemi (e quindi soluzioni)…

    Per esempio… l'acronimo ACAB dice qualcosa? Beh, nel caso Ultras e antipoliziotti sì, nel caso Rumeni invece non c'entra nulla: perchè?
    E perchè dementi ultras, con identificazione geometrica politica avversa, è pronta a far sodalizio contro la polizia? Fascisti e comunisti insieme…. meriterebbe una risposta questo. Oddio, qualcuno si offenderà, sentendosi puro comunista o integerrimo fascista e non vorrà sentirsi identificare con i gruppi ultras, regni incontrastati dell'ignoranza, cui la politica è un concetto quasi astratto…

    E che c'entrano gli indiani?
    I neri?
    Indiani e neri, quando hanno potuto, hanno han fatto le stesse cose che han fatto i "bianchi", sia tra di loro (tortura, eccidi, schiavitù, conquista ecc) che ad altri. Perchè è l'uomo è sa essere una bestia con i propri simili (e non solo), non il colore della pelle.
    Dire che una razza è più buona di altre puzza di razzismo come dire che una è peggiore di un'altra.
    Buona sera a tutti.

    Tempesta.

  32. Tisbe

    l discorsino del blog è tale perché questo consente di fare lo strumento blog… altrimenti i blogger avrebbero fatto altro, del tipo scrivere trattati di sociologia 😉

  33. utente anonimo

    Mi scuso per l’indelicatezza, non era mia intenzione criticare lo strumento blog, nè tanto il blogger come persona.

    Piuttosto che per lo strumento, la mia polemica voleva essere per il contenuto. Che, senza pretesa alcuna di volerlo saggio psicosociologico complesso, non suggerisce però nemmeno un tentantivo di produrre un’analisi minimalistica, quanto piuttosto un modo di inquadrare il problema secondo dinamiche veltroniane.

    In realtà ciò è inevitabile se si intende il blog non luogo di dissertazioni pedanti o di spessore, ma di incontro di commenti di persone normalissime che si scambiano commenti e opinioni.

    Il problema non è del blog, semmai di un Veltroni (e del Veltroni-pensiero) che si esprime per banalità, slogan, concetti raffazzonati che uniscono l’impossibile nel tentativo di esser buoni per tutti o quasi. Probabilmente la mia critica è ingiusta perchè l’associazione della miseria culturale di un Veltroni-pensiero, incrocio tra cerchiobottismo, pseudobuonismo con sussulti di risolutezza preconfezionati al momento secondo l’esigenza del presunto comune sentire, sempre da inseguire…

    Qui non intuisco però l’intento del leccaculismo (nei confronti dell’opinione comune) come usa un Veltroni, sempre attento al consenso che ne deriva.. qui sento un sincero tentativo di introdurre una semplificazione deformante delle questioni, tentando di relegarle a questioni singolari, senza alcun retroterra culturale (sia pure pessima o lacunosa cultura), senza alcun legame con un passato.

    Acab… prosegue due filoni che hanno un passato: quello della contrapposizione della sovversione politica o criminale, quello della battaglia tra l’ordine costituito, la legalità e altro (mafia e simili o movimenti ideologici, politici, insurrezionalisti…).

    Sulla mafia presumo non si debba ricordar nulla: sopravvive anche perchè sussiste, oltre una connivenza anche in sfere più alte del potere, perchè c’è un sodale appoggio culturale alla base (in cui il criminale o mafioso è perfino simpatico e migliore, ammirevole).

    Ma l’insorgere di movimenti di maggior spessore di rivolta alle istituzioni, poi sfociato nella clandestina forza rivoluzionaria brigatista (nera o rossa), parte già dallo scontro esplicito non già contro le forze dell’ordine, manifestazione umana dell’ordine dello Stato, cui già nel ’68 si tira sassi con gusto e vanto, ma intellettuale. Lo scontro come mezzo di confronto. Scontro fisico. Violento. Pasolini, mi pare, pur non potendo certo esser definito disciplinato uomo di destra, si rese conto del paradosso anomalo: i poliziotti, nello scontro presunto di classe, rappresentavano povera gente e spesso chi gli tirava sassi o peggio, erano “intellettuali” universitari e simili, figli di papà molto annoiati. Uno scontro che rovescia, nella realtà, quello che si dichiara.

    Non dico che il ’68 è qui, oggi, negli Ultras, ci mancherebbe: questi sono dementi di mestiere e passione che si identificherebbero con qualunque cosa comporti lo scontro fisico (lo dimostra l’insana alleanza tra ultras destra con quelli di sinistra contro le forze dell’ordine), fosse anche una partita di ping pong o rimpiattino. Però tentano di assumere una legittimità anche contando su quel retroterra in cui lo scontro era legittimato politicamente, tempo fa. L’errore parte da lì (e dall’idea che in un Paese democratico occorra comunque un tentativo violento di manifestazione).

    Per quanto riguarda i casi diversi, in qualche modo uniti strumentalmente ma anche in modo arduo da comprendere (rumeni con ultras… che c’azzeccano? Poliziotto che spara con Romeno che stupra? Vogliam contare la percentuale di Romeni in carcere per aver idea più precisa del paragone insensato?).

    E poi va precisato che non sempre è possibile dividere tra nero e bianco, buoni e cattivi così facilmente, come giustamente il post suggerisce. Il poliziotto che spara cattivo (d’accordo, se le indagini e l’inchiesta ne accerterà la volontarietà) e la vittima dj laziale povero candido ingenuo.

    Non si capisce allora perchè un bravo ragazzo con la coscienza a posto debba scappare insieme ai suoi amici, dopo una rissa per la quale è stato richiesto un intervento della polizia; non si capisce perchè aveva dei sassi in tasca, perfetti strumenti di offesa da lancio; non si capisce perchè il povero ingenuo agnellino fosse già stato presente ad altri episodi di violenza ultras, per i quali fu diffidato dall’entrare negli stadi per un paio di mesi…

    La verità è semplice e facile. Ma la strada per raggiungerla è spesso complicata da nebbia e sentieri tortuosi. Si richiede almeno un po’ di tempo di riflessione e l’acquisizione di maggiori informazioni, prima di trarre conclusioni ed usare episodi (affatto episodici però) come strumentale argomento per introdurre l’idea che, in fondo, davvero siam tutti cattivi. Che poi è un po’ come dire che, se lo siam tutti, non lo siamo poi davvero così tanto… un modo per deresponsabilizzarci e deresponsabilizzare.

    Mi scuso per la lunghezza dell’intervento.

    Tempesta

  34. utente anonimo

    Di nuovo le mie scuse, ma il post aveva un linguaggio mediatico veltroniano doc, la confusione era legittima. Probabilmente a tua insaputa assolutamente veltroniano. Molto conformista insomma.
    Conforme al momento.
    Buona serata.
    Tempesta

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