Mi sono innamorata di questa vignetta del geniale Mauro Biani

In questa vignetta di Mauro c’è condensata tutta la cultura che tanta gente vuole difendere.

Oggi è morta un’altra donna di 38 anni. Dove? Tra le quattro mura domestiche… ovvio…

20 commenti su “Mi sono innamorata di questa vignetta del geniale Mauro Biani

  1. Galdo

    e non sono ferito.. cara Tisbe..
    sarebbe troppo facile…..

    comunque.. levo il cappello..
    li state uccidendo.. in un modo preciso.. pulito.. senza finire in tribunale

    il vostro è un metodo pulito

    per gli ometti del cazzo ovvio..

  2. Tisbe

    @Galdo, rispetto le tue ferite, ma sappi che ognuno porta le proprie
    Rimane la capacità di provare pietà per chi ci ha fatto del male, ma vendetta mai… mai

  3. utente anonimo

    Una vignetta geniale in tutta la sua drammaticità. E sai una cosa? Capisco anche quelle donne che non hanno voluto uomini alla manifestazione; come se avvertendo che il maggior pericolo si cela proprio lì dove ci si dovrebbe sentire più sicure, tra le braccia di chi si ama e si pensa ami a sua volta o abbia amato, le donne si fossero dette: stateci alla larga, perché di voi non ci possiamo più fidare. Ecco..l'ho letta così la reazione "oltranzista" di alcuni gruppi femministi. Un allontanamento che trova le sue origini nel dolore e non in un partito preso o per un atto razionale.Quando ti senti tradita da chi ami, te ne allontani…e purtroppo i fatti di cronaca parlano proprio di questo. Non me la sento di criticare le consorelle che hanno reagito con rabbia. Cos'altro si può provare? Il giorno dopo la manifestazione un'altra donna di 38 anni, con due figli adolescenti strangolata dal marito….pazzesco!

  4. utente anonimo

    bene , è tutto più chiaro!
    è l'uomo il colpelvole di tutto!
    però ha ragione ! le donne sono tutte puttane.
    come, ha torto? e perchè ha torto?
    è una generalizzazione?
    e questa vignetta non lo è?
    eurotecnica

  5. deborahD

    Ciao cara Tisbe, ma se invece di una competizione tra uomo e donna si instaurasse una sorta di COMPLEMENTARIETA'?Si tratta solo di accettarsi nelle debolezze e non solo mettere in piazza i punti di forza…..Deb

  6. utente anonimo

    Beh… forse non è il caso di essere "tragici"… la stragrande maggioranza degli uomini non sono così e la stragrande maggioranza delle donne non sono così… Certo, se poi le eccezioni si "accoppiano"…
    Paolo

  7. utente anonimo

    vedere quella vignetta mi ha fatto pensare a quanto alcune volte noi cosiddetti uomini…siamo in effetti sosi tanto animali…ma dire scosì potrebbe essere offensivo per loro.Non ci sono giustificazioni ne scuse per cio che succede ma sicuramente situazioni di malessere

  8. utente anonimo

    secondo me la vignetta è bella anche se politicamente scorretta.
    Ma ad una manifestazione ci sta il politicamente scorretto , io poi lo adoro (oddio , quando è contro di me … il sapore è agrodolce)

    il problema è che quella vignetta e soprattutto altre scelte nella manifestazione stanno suscitando una certa irritazione in componenti maschili che invece sono quelle da convincere.

    Nel senso che : un maschilista difficile che lo convinci ; uno di "Maschile Plurale" non hai bisogno di convincerlo ( loro sono più femministi di molte femministe donne) ; altri invece sono per l'uguaglianza ed attaccherebbero chi compie soprusi sessisti ma non sono avezzi ai toni dei "movimenti di liberazione" e quindi non vogliono essere additati (giustamente) come oppressori ed anzi si sentono offesi ad essere chiamati in causa ….

    beh molti di loro , penso, si saranno buttati su "Maschi selvatici" in questi giorni e si rischia di far più danni che bene alla causa della liberazione della donna.

    Essendoci incrociati su oknotizie su questi temi, non vorrei che confondessi la mia azione di polemizzatore su aspetti della manifestazione che non condivido (come per la vignetta di Biani : si provoca ed esagera volutamente)
    con la mia reale posizione sul tema della liberazione della donna,

    quindi ti lascio il link dove ho scritto in maniera organica:

    http://fainotizia.radioradicale.it/2007/11/27/le-donne-non-sono-minorate

    leggilo, mi spiacerebbe che mi confondessi con la masnada maschilista

    un abbraccio

    filomeno , maschio rispettoso e discente all'occorenza

    (scusa la prolissità del commento)

  9. WebLogin

    Molto efficace la vignetta. Molto bravo Mauro Biani.

    Per chi critica questa vignetta forse non conosce le vignette. Ovvio che raffigura solo un tipo di uomo: io non sono così, non tutti siamo così, ma purtroppo la Cronaca racconta, sempre più spesso, che quel tipo di uomo esiste e che molte donne subiscono violenza e che altre muoiono.

    Giuseppe

  10. HAVEADREAM

    Secondo me Giuseppe (Weblogin) dice bene quando afferma che "non siamo tutti così".
    Infatti il problema non E' cosa siamo, ma cosa diventiamo dentro le mura domestiche.

    La vicenda di Gravina è esemplare: la matta (ovvio) era la mamma che per proteggere i propri bimbi era fuggita, …..poi l'assassino si è rivelato il genitore al quale il Tribunale aveva restituito i due bimbi.

    —-'Ste donne e il loro intuito!!!
    Sempre isteriche con gli uomini !!!
    Sempre così protettive!!—–

    …che povertà d'intenti noi uomini…

    Ciao
    Salvatore

  11. WebLogin

    Sì, il problema è anche che cosa possiamo ("non siamo tutti così") diventare dentro le mura domestiche, ma in parte è un discorso che coinvolge anche la donna. Parliamo di "cultura" e a questa "cultura" contribuisce anche la donna come madre: la maggior parte delle madri già giudicano il figlio maschio in modo diverso dalla figlia femmina. Madri che poi la Cronaca a volte le vuole complici con il loro silenzio e altre volte anche assasine. Quindi da una parte c'è tutto il rischio di una "società chiusa" come la famiglia, ma dall'altra c'è la nostra società che non concede alle donne le stesse possibilità.

    Per me è una "cultura" che bisogna cambiare, ma insieme.

    Giuseppe

  12. Jinzo

    Ma è vero che alla Prestigiacomo hanno urlato contro "fuori i fascisti da questo corteo"?
    Della serie: i fascisti c'hanno torto pure quando ci danno ragione.
    Che poi sono fascisti tutti quelli che non sono comunisti, no?

  13. utente anonimo

    Ciao Tisbe,
    leggo sempre con piacere i tuoi post e, prendendo spunto da quello di oggi, ti lascio un succinto profilo tratto da Wikipedia sul compagno di merende del mio conterraneo Calderoli (sigh!), lo faccio giusto per far capire di che pasta son fatti questi personaggi populisti che inneggiano continuamente all'intolleranza e all'odio, ma voglio sottolineare che tanti dei miei conterranei Bergamaschi non se li filano neanche di striscio.
    Veniamo al dunque:
    Mario Borghezio (Torino, 3 dicembre 1947) è un avvocato e uomo politico italiano.

    Laureato in giurisprudenza, esponente della Lega Nord, è stato consigliere comunale di Torino, deputato alla Camera dal 1992 al 2004, sottosegretario alla Giustizia nel 1994 durante il primo governo Berlusconi.

    È stato anche Presidente del cosiddetto Governo della Padania dal 1999 al 2004.

    Prima di militare nella Lega Nord ha avuto esperienze sia nel movimento monarchico che negli ambienti dell'estrema destra extraparlamentare. Ha affermato di avere militato da giovane nel movimento Giovane Europa (un movimento estremista rivale di Ordine Nuovo, il cui leader era Jean Thiriart e in cui militò in gioventù Renato Curcio). [1] Ha partecipato in tempi recenti ad alcuni convegni internazionali dell'estrema destra.

    Attualmente è deputato del Parlamento europeo, eletto nel 2004 per la lista della Lega Nord nella circoscrizione nord-ovest, ricevendo 35.000 preferenze.

    È tra i politici e i parlamentari italiani più discussi e contestati per le posizioni razziste e xenofobe (vedi sotto).

    Nel 1993 è stato condannato a pagare una multa di 750.000 lire perché responsabile di aver picchiato un bambino marocchino.

    Il 19 ottobre 2005 è stato condannato in via definitiva a due mesi e venti giorni di reclusione[3], commutati poi in una multa 3.040 euro, perché responsabile dell'incendio, aggravato da finalità di discriminazione, appiccato ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte a Torino nel 2000.

    Tra le sue "azioni" anche un'incursione su un treno fermo in stazione, durante la quale, con il sostegno di alcuni militanti leghisti, ha spruzzato disinfettante sulle poltrone dove erano sedute delle donne extracomunitarie.

    Durante un intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al Parlamento Europeo si è reso protagonista, insieme ad altri parlamentari della Lega Nord, di una vivace contestazione contro l'introduzione dell'euro, (urlando la frase "Italia, Italia vaffanculo") da lui considerata colpevole dello stato di crisi dell'economia italiana. Per questo motivo è stato fatto allontanare dall'aula.

    Un affettuoso saluto

    Stefano

  14. robertomazzuia

    c'è chi le violenze le ha viste e ne conosce. e qualche volta si vergogna di essere uomo. che poi fra i miei vicini sia lei a picchiare lui poco importa.
    rimane che la donna, per l'uomo, è quella che descrivono nei bar, quando passa. quelle parole già sono frutto di una cultura, sbagliata, che in casa può diventare quello che vediamo…

  15. AzzikKlaudia

    …per non parlare di un terribile tipo di violenza che non viene quasi mai nominato: la violenza psicologica, che spesso è la peggiore!!! non ci sono lividi da mostrare per rendersi credibili, è tutto nella propria testa… anche quella è davvero pericolosa, non dimentichiamo!

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