Le gesta di Borghezio

  • I lettori del mio blog sono la vera forza e la vera linfa vitale de "Il Vaso di Pandora". Di seguito un commento elevato a rango di post…
    • Ciao Tisbe,

    leggo sempre con piacere i tuoi post e, prendendo spunto da quello di oggi, ti lascio un succinto profilo tratto da Wikipedia sul compagno di merende del mio conterraneo Calderoli (sigh!), lo faccio giusto per far capire di che pasta son fatti questi personaggi populisti che inneggiano continuamente all’intolleranza e all’odio, ma voglio sottolineare che tanti dei miei conterranei Bergamaschi non se li filano neanche di striscio.
    Veniamo al dunque:
    Mario Borghezio (Torino, 3 dicembre 1947) è un avvocato e uomo politico italiano.

    Laureato in giurisprudenza, esponente della Lega Nord, è stato consigliere comunale di Torino, deputato alla Camera dal 1992 al 2004, sottosegretario alla Giustizia nel 1994 durante il primo governo Berlusconi.

    È stato anche Presidente del cosiddetto Governo della Padania dal 1999 al 2004.

    Prima di militare nella Lega Nord ha avuto esperienze sia nel movimento monarchico che negli ambienti dell’estrema destra extraparlamentare. Ha affermato di avere militato da giovane nel movimento Giovane Europa (un movimento estremista rivale di Ordine Nuovo, il cui leader era Jean Thiriart e in cui militò in gioventù Renato Curcio). [1] Ha partecipato in tempi recenti ad alcuni convegni internazionali dell’estrema destra.

    Attualmente è deputato del Parlamento europeo, eletto nel 2004 per la lista della Lega Nord nella circoscrizione nord-ovest, ricevendo 35.000 preferenze.

    È tra i politici e i parlamentari italiani più discussi e contestati per le posizioni razziste e xenofobe (vedi sotto).

    Nel 1993 è stato condannato a pagare una multa di 750.000 lire perché responsabile di aver picchiato un bambino marocchino.

    Il 19 ottobre 2005 è stato condannato in via definitiva a due mesi e venti giorni di reclusione[3], commutati poi in una multa 3.040 euro, perché responsabile dell’incendio, aggravato da finalità di discriminazione, appiccato ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte a Torino nel 2000.

    Tra le sue "azioni" anche un’incursione su un treno fermo in stazione, durante la quale, con il sostegno di alcuni militanti leghisti, ha spruzzato disinfettante sulle poltrone dove erano sedute delle donne extracomunitarie.

    Durante un intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al Parlamento Europeo si è reso protagonista, insieme ad altri parlamentari della Lega Nord, di una vivace contestazione contro l’introduzione dell’euro, (urlando la frase "Italia, Italia vaffanculo") da lui considerata colpevole dello stato di crisi dell’economia italiana. Per questo motivo è stato fatto allontanare dall’aula.

    Un affettuoso saluto

    Stefano

8 commenti su “Le gesta di Borghezio

  1. maxpotter

    Mi pare che qualcuno, grazie al cielo, gli abbia tirato un calcio nel sedere dentro a qualche treno! Che schifo!Questa è la nostra classe politica, non rimane che vergognarsi!

  2. utente anonimo

    Sicuramente Borghezio è un personaggio discutibile, tuttavia parlare di Borghezio presume di parlare anche di MOLTI altri parlamentari che nella loro storia annoverano imprese altrettanto discutibili, anche e soprattutto di nature diverse.

    Intanto la civilissima ideologia comunista non ha potuto fare a meno di reintegrare assassini, terroritsti e gente senza scrupoli di fornte ai quali Borghezio sembra essere una barzelletta.

    Senza scomodare le grandi menti come Caruso e D’Elia mi vengono in mente costoro:

    ROBERTO ADAMOLI, Esponente BR lavora oggi nella comunità di don Mazzi

    Corrado «Federico» Alunni. Fondatore Br, 58 anni, le lascerà per dare vita alle Formazioni Comuniste Combattenti, in seguito nel 1978 viene arrestato. Nel 1980 tenta la fuga da San Vittore insieme a Vallanzasca, nel 2003 scrive un libro con altri autori («La rapina in banca, storia, teoria, pratica»), da anni è fuori di galera e lavora in una coop informatica.

    Vittorio «Alvaro» Antonini. Già responsabile della colonna romana Br, coinvolto sequestro Dozier, arrestato nel 1985, è in semilibertà dal 2000. Ogni giorno entra ed esce di prigione per lavorare all’esterno. Presiede l’associazione culturale Papillon-Rebibbia promotrice della protesta che nel 2004 si è allargata a tutte le carceri Ha avuto l’onore di essere convocato a Montecitorio dalla commissione-giustizia per discutere dei problemi delle galere. Smentì di esser stato perquisito in cella dopo l’omicidio D’Antona.

    Vittorio Assieri. Capo della “Walter Alasia” di Milano, lavora alla “Bottega creativa” della Caritas.

    Lauro Azzolini. Membro esecutivo delle Br nel processo Moro, 62 anni, tre ergastoli, l’uomo che sparò a Montanelli, è libero. Da semilibero ha iniziato a lavorare in una coop che si occupa di non-profit, settore disabili, per la Compagnia delle Opere.

    Barbara Balzerani. Svariati ergastoli, ai vertici delle prime Br-Pcc, autrice del libro «Compagna Luna» per Feltrinelli, ha lavorato con la coop Blow Up di Trastevere specializzata nell’informatica musicale. Arrestata nel 1985 ottiene i primi permessi agli inizi degli anni Novanta. Ora è libera, con la condizionale di 5 anni, anche se aveva accumulato 4 ergastoli e ha partecipato ai delitti più efferati: dalla scorta di Moro a Moro, al gen. Dozier.

    Silvia Baraldini. Condannata dalla giustizia americana a 43 anni di galera per associazione sovversiva, è uscita per motivi di salute ottenendo, il 27 dicembre 2002, una collaborazione con la giunta Veltroni. A caldeggiare il rinnovo del contratto di consulenza sul lavoro femminile, nel 2003, fu l’assessore Luigi Nieri di Rifondazione comunista. L’associazione delle vittime ha presentato denuncia in procura.

    Marco Barbone. L’assassino del giornalista Walter Tobagi si è pentito ed è tornato libero. Lavora in una tipografia a Milano.

    Cecco Bellosi. Ex componente della colonna Walter Alasia, in manette nel 1980, condannato a 12 anni, libero nel 1989. Presiede un centro di recupero di tossicodipendenti a Nesso e collabora con l’associazione Lila.

    Paola Besuschio. Il suo nome venne fatto dalle Br durante il sequestro Moro, era detenuta, ne volevano la liberazione in cambio del leader dc, Lavora in una cooperativa statistica.

    Maurice Bignami Ex comandante di Prima Linea fu arrestato a Torino nell’81, mentre cercava di assaltare un’oreficeria: imbracciava un mitra, ma non ebbe tempo di usarlo. Due ergastoli e una lunga serie di delitti alle spalle: l’agente Giuseppe Lo Russo, lo studente Emanuele Iurilli, il dirigente Fiat Carlo Ghigleno, il barista Carmine Civitate… In semilibertà dal1992 ha preso servizio presso la Caritas di Roma, insieme con la moglie Maria Teresa Conti, anche lei ex militante di «Prima linea».

    Vittorio Bolognese. Colonnello delle Br-Partito Guerriglia, è in semilibertà dal settembre 2000. Ha lavorato come operatore informatico alla coop romana Parsec dove ha trovato Pancelli, Piccinino e altri ex irriducibili.

    Franco Bonisoli. Brigatista del commando di via Fani, ergastolano, 13 anni di carcere, dissociato, è libero. Ha fatto il grafico in una Coop di Sesto San Giovanni, lavora in una società di servizi ambientali.

    Anna Laura Braghetti. Ex compagna di Prospero Gallinari, è coinvolta nell’omicidio del giudice Vittorio Bachelet, è la carceriera di Aldo Moro in via Montalcini, nota come «signora Altobelli»: condannata al carcere a vita. Ha scritto alcuni libri, dal 1994 lavora tutti i giorni all’organizzazione di volontariato vicina ai Ds, «Ora d’Aria» che si interessa alle problematiche dei detenuti. Nel 2002 ottiene la condizionale.

    Roberto Carcano. Esponente della Formazione Comunisti combattenti. lavora presso la “Comunità nuova” di don Gino Riboldi

    Paolo Cassetta. Esponente tra i più duri del partito armato, raffica di condanne alle spalle, è semilibero da un bel pezzo. Lavora stabilmente alla coop 32 dicembre, collegata al Centro Polivalente circoscrizionale intorno a cui gravitano vecchie conoscenze degli anni di piombo, come Bruno Seghetti e Cecilia Massara.

    Geraldina Colotti. Militante delle Ucc, ex insegnante di filosofia, ferita in un conflitto a fuoco nel gennaio del 1987, è in semilibertà e dal 1999 ha lavorato alla coop romana 32 dicembre, oggi è impiegata al quotidiano Il Manifesto.

    Maria Teresa Conti. Ex militante di «Prima linea», fa parte delle “squadre armate proletarie”. Fra le sue gesta, il sequestro e il ferimento dell’ostetrica Domenica Nigra, gambizzata con accuse inventate. Come il marito ex terrorista Maurice Bignami, lavora presso la Caritas di Roma.

    Anna Cotone. Ex bierre del feroce Partito Guerriglia, coinvolta nel sequestro dell’ex assessore dc Ciro Cirillo, arrestata nel 1982, in semilibertà da anni, lavora dal 2002 nella segreteria politica dell’europarlamentare di Rifondazione comunista, Luisa Morgantini.

    Renato Curcio. Fondatore e ideologo delle Br, gira l’Italia facendo conferenze in scuole, università, consigli comunali, presenta i suoi libri ai festival dei partiti. In tv, sulla berlusconiana Canale 5, è arrivato a dire che le vittime degli anni 70 sono i suoi compagni di lotta morti sul campo. Da dieci anni è a capo della coop editoriale «Sensibili alle foglie» che si occupa di studi sulla lotta armata, carcere e droga, tema quest’ultimo cavalcato da don Gallo, il parroco antagonista di Genova, che ha presentato il libro edito da Curcio insieme a Dario Fo. Condannato a 30 anni, ne ha scontati 24, è semilibero dal 1993.

    Roberto Del Bello. Ex brigatista della colonna veneta, condannato a 4 anni e 7 mesi per banda armata, oggi lavora al Viminale come segretario particolare di Francesco Bonato, sottosegretario agli Interni per Rifondazione comunista.

    Sergio D’Elia. Dirigente di Prima linea, sconta 12 anni di carcere. Liberato e ottenuta la riabilitazione, entra nel partito radicale. Nel 2006 viene eletto alla Camera nella lista della Rosa nel Pugno e diventa segretario d’aula di Montecitorio. Fra polemiche e proteste.

    Alessandra De Luca. Anche lei brigatista nel processo Moro, è in semilibertà da tempo. È stata candidata col partito di Bertinotti alle regionali del Lazio, ma non ce l’ha fatta.

    Adriana Faranda. Fa parte della direzione strategica delle Br, aderisce presto alla «dissociazione» guadagnando la libertà. Viene rilasciata nel 1990 e affidata all’opera di don Calabria dove lavora al computer. Scrive libri, ha fatto la fotografa. Finisce al Costanzo Show, e sono polemiche infinite.

    Enzo Fontana. Militante del GAP, oggi scrittore di successo e studioso di Dante Alighieri, ha lavorato alla “Bottega Creativa” della Caritas.

    Diego Fornasieri. Insieme ad altri ex detenuti è attivo nel non-profit attraverso la cooperativa sociale di prodotti biologici «Arete». Guerrigliero di Prima linea, incassa una condanna a 30 anni nel 1983, dopo 3 anni di latitanza, ora è libero.

    Alberto Franceschini. Fondatore con Curcio delle Brigate rosse, nel 1983 si dissocia. Oggi lavora a Roma con la Braghetti all’associazione per detenuti «Ora d’Aria». Condannato a più di 50 anni di galera, esce dal penitenziario dopo soli 17 anni di reclusione. Scrive libri, partecipa a conferenze.

    Prospero Gallinari. Membro del commando che sparò alla scorta di Moro in via Fani, responsabile della «prigione del popolo», è libero da tantissimi anni per problemi di cuore.

    Claudia Gioia. Primula rossa delle Unità Comuniste Combattenti subisce una sentenza a 28 anni di prigione per il delitto del generale Giorgieri e per il ferimento dell’economista Da Empoli. È in libertà condizionale dal gennaio 2005. Nel 1991 finisce intercettata mentre parla, in cella, col br Melorio di un tentativo di ricostituzione delle Ucc.

    Eugenio Pio Ghignoni. Brigatista coinvolto e condannato nel processo Moro, è il responsabile della Direzione Affari Generali dell’Università Roma Tre, cura la sicurezza…

    Maurizio Jannelli. Già capocolonna romano delle Br, ergastolo per vari crimini (tra cui la strage di via Fani) ha lavorato alla Rai come autore a partire dal 1999. Per il Tg3 ha seguito «Il mestiere di vivere», «Diario Italiano», «Residence Bastogi», fa parte dello staff della trasmissione sportiva «Sfide». Ha scritto «Princesa», libro su un transessuale suicida. Dal 2003 è in condizionale.

    Paolo Klun. Esponente di Prima linea, ha fondato a Bologna il giornale di strada ” Piazza Grande”, che dà voce agli emarginati e ai senza fissa dimora.

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