La destra italiana spiegata da un uomo di destra

Come giustamente ha osservato il mio amico Carmelo, nessun uomo di sinistra sarebbe mai stato capace di dare un quadro così preciso e disastroso della destra italiana. Grazie Malvino 😉

Posso anche dirlo: se Atene piange, Sparta non ride… ma chi ci rimette sono i cittadini.

5 commenti su “La destra italiana spiegata da un uomo di destra

  1. utente anonimo

    La confusione regna quasi sovrana.
    Trasversalmente.
    Tentando di attirar prima l'elettore incerto, poi quello deluso, poi quello rincoglionito, poi lusingando quello perduto nel caos, si faticano a capire le collocazioni geometriche, appropriandosi ora una parte, ora l'altra, di temi e argomenti propri dell'avversario, sfruttando le sue lacune o i suoi fallimenti.
    E' il caos. Oppure un buco nero, anzi rosso, anzi no, bianco…
    E' il centro, il grande centro, che tutto risucchia, anche il passato, anche i colori, anche gli slogan, anche le idee, minacciando (o promettendo se si vuole) di sputarci dall'altra parte in una dimensione nuova in cui, effettivamente, al momento non si sa bene:
    – cosa caxxo eravamo.
    – cosa caxxo siamo.
    – cosa caxxo saremo.
    – dove caxxo andiamo.
    – con chi caxxo andiamo.
    – per chi o per quanto caxxo ci andiamo.

    Propongo una subitanea retromarcia con l'uso di motore iperstellare e freno gravitazionale per sottrarsi al risucchio del buco del centro, almeno fintanto che non si risolvano un poco i dilemmi sopra esposti o non si veda almeno dimostrazione che sbucar dall'altra parte garantisca l'esistenza della vita e della luce in modo umanamente accettabile.
    Per star male o peggio, si può star benissimo dove si è, non essendoci garanzia alcuna a sfatare il detto "al peggio non c'è mai fine!"

    Tempesta

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