Fango

Un tempo abitavo in campagna. Quando pioveva, camminare per i campi diventava un’operazione impraticabile: c’era fango dappertutto. Io odiavo il fango. L’esperienza del fango mi proiettava nella dimensione di precarietà dell’esistenza, ed anche nel mio ruolo di essere umano nel cosmo fisico. La possibilità di evitare il fango mi dava l’impressione di potenza, di dominio sugli eventi naturali. Non sporcarmi di fango per me equivaleva ad esaltare la mia condizione di uomo "moderno".
Ora che vivo in città e che i miei piedi calpestano solo asfalto e cemento, il fango mi manca. Mi manca quel contatto fisico con il mondo naturale. Mi manca l’esperienza del limite di essere umano.
Un limite che nel bene e nel male dà l’esatta dimensione della grandezza etica del mio essere umano.

17 commenti su “Fango

  1. Bessola

    Ho letto il tuo testo. E' molto bello quello che provi attualmente, così com'era logica la tua insofferenza quand'eri più giovane.
    Trovo molto intelligente che tu te ne sia resa conto e che abbia attribuito al fatto il giusto peso.
    Bessola-Gianluisa

  2. Tisbe

    Mi piace molto il tuo modo di descrivere le cose che provi, riesci davvero a trasmettere quello che hai dentro.
    Io vivo in città ma quando ero piccola, con i miei genitori, andavamo nella nostra campagna per il fine settimana. Da quando si è disgregata la mia famiglia, anche la campagna è andata perduta, e mi dispiace da morire. E' li, ferma, a rovinarsi sempre piu, segno tangibile di una disfatta.
    Molte volte preferirei scivolare nel fango, nella pioggia, nell'erba alta, per risentirmi leggera com'ero in quegli anni…
    un abbraccio, Sara

    Link permanente 3 punti 3 voti scritto da Profilo unblogindueunblogindue14 il 11 dic 07, 21:22:28

  3. Tisbe

    Il modo in cui hai descritto la sensazione è veramente bello… se vuoi da me ce ne è tanto di fango: campi interi.. ti ospito molto volentieri! ^_^ Così magari ti conosco 😉
    Lisa

    Link permanente 2 punti 2 voti scritto da Profilo lisa72lisa72164 il 11 dic 07, 21:51:28

  4. Tisbe

    @armando, certo che puoi commentare. La moderazione c'è perché alcuno post provocatori suscitano commenti offensivi… e la colpa è anche un po' mia 😉
    @Daniele, me ne compiaccio tanto 🙂
    @Bessola-Gianluisa, sono stata fortunata a poter cambiare le mie condizioni di vita: questo mi ha permesso di vedere il mondo da diverse angolature 😉

  5. WebLogin

    Io non ho vissuto in campagna anche se avendo la campagna conosco (conoscevo? Ora ho poco tempo per andare in campagna) la sensazione che descrivi. Cmq il tuo post mi ha fatto pensare ad alcuni spazi in cui giocavo quando ero bambino e che l'asfalto con il tempo si è "mangiato" 🙁

    Giuseppe

  6. utente anonimo

    Stesse sensazioini che sto provando io che sono stato costretto a cambiare vita da un paio di infarti e 5 by-pass.
    Purtroppo sono le sorprese che ci riserva la vita…

  7. utente anonimo

    Che dire, il fango ha due aspetti: quello romantico se vuoi da te descritto, e quello di Sarno con macerie e fango per una tragedia annunciata. O ancora lo Tzunami con baracche travolte e villaggi spazzati via. Mi spiace, per me il fango è sinonimo di disastri.

    Daniele il Rockpoeta.

  8. hneeta

    E' da ieri che ci penso. Hai smosso qualcosa dentro di me, quell'insoddisfazione che in questo periodo mi fa stare un pò così.
    Questa mattina così ho preso la macchina e sono andata in un luogo della mia infanzia, in mezzo alla natura. Ti ho portata con me.

    Un abbraccio.

    Cri

  9. KingPattume

    il fango ultimamente mi fa ricordare quell'odiosa pubblicità di una marca di merendine con bambina all'asilo che interrogata dalla madre dice.."ho fatto una torta..con il fango!" Argh! Odio il fango solo per quella pubblicità :°)

  10. utente anonimo

    Il fango… non c'era solo quello nel paese dei miei nonni, c'erano vicoli strettissimi con un acciottolato che si riempiva di pagliuzze e sterco di animali. L'odore delle stalle era fortissimo e i suoni non avevano mai niente di meccanico, erano ragli, grugniti, starnazzare di oche e di galline. Suoni e odori naturali.
    Adesso in quegli stessi vicoli ben asfaltati non ci sono più le porticine cadenti delle stalle tra muri scrostati. I muri sembrano nuovi, lisci e i portoncini di alluminio lucidato sono sempre chiusi. Unico odore può essere quello dei scooter che talvolta vi passano con gran fracasso.
    Saluti
    Tommaso

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