Perché temo la vecchiaia

Se non sono stata capace di ispirare tenerezza e di farmi amare quando ero bambina, come potrò sperare di essere amata quando il mio aspetto diventerà rivoltante?
Se nessuno ha avuto voglia di abbracciarmi e di coccolarmi quando ero un tenero cucciolo d’uomo, perché qualcuno dovrebbe avere voglia di farlo quando sarò spigolosa ed ossuta vecchietta?
Temo la vecchiaia perché spazzerà via, per sempre, la mia ultima speranza di essere amata.
Risposta ai commentatori
Ringrazio tutti per i messagi di speranza che avete lasciato in questo post però vorrei essere smentita dai fatti e non solo dalle belle parole.
Se mi guardo intorno vedo le persone vecchie ed ossute rinchiuse in qualche casa di riposo, o soli in balia di furbacchioni, lestofanti e truffatori.
La società investe poco nell’infanzia nella quale ripone aspettative per il futuro, figuriamoci se è capace di investire nella vecchiaia che non offre alcuna speranza…
Non parliamo della famiglia. Ci sono casi dove l’anaffetività è lampante ed evidente anche dall’esterno, in altri casi, la maggioranza dei rapporti sono  di natura formale o di interesse.
C’è rispetto per gli anziani, ma si tratta di un rispetto vuoto e privo di vero affetto, e di vero calore umano.

22 commenti su “Perché temo la vecchiaia

  1. utente anonimo

    davvero pensi che esista bambino che non ispiri voglia di coccole, non è forse in chi non prova questa voglia il "problema"?
    laura

  2. WebLogin

    Carissima amica, sarai sempre la mia mitica :-* Sei una bella persona e ti auguro con tutto il cuore di essere felice.

    Ciao mitica, un caro abbraccio rosso

    Giuseppe

  3. Tisbe

    @laura, hai ragione, ma l'effetto rimane lo stesso, a prescindre dalle "colpe"
    @Giuseppe, grazie per i continui complimenti 🙂

  4. Lisa72

    Come per il "fango" ti faccio un offerta di "coccole": uno dei miei mostriciattoli è un polipo/francobollo che non vedrebbe l'ora di poter "torturare" liberamente d'affetto qualcuno per un tempo indefinito ^_^
    Un caro abbraccio, Lisa

  5. hneeta

    mi suggerì una donna
    che la storia
    di una donna è una storia di resistenza,
    alla fatica,
    al dolore
    e alla sua consolazione.

    un abbraccio

  6. utente anonimo

    non ti devi preoccupare della vecchiaia! mio padre ha vissuto la sua relazione d'amore più bella della sua vita dai 75 ai 99 anni, con la sua terza e ultima compagna (dopo 2 matrimoni meno felici)! :-)))
    e poi, la cosa più importante: per fare si, che qualcuno ti possa amare, prima di tutto di devi amare tu stessa! se non ti ami tu, come puoi pretendere, che qualcun' altro ti possa amare? Quindi amati con tutto il cuore, perché sei unica e meravigliosa, e vedrai che chi ti circonda, non potrà fare a meno di amarti!! :-)))
    poi se scoprirai anche quanto segue, sarai felice sempre, indipendentemente se c'è qualcuno a canto a te: la felicità sta dentro di noi… non la possiamo cercare al di fuori di noi… e quando riusciamo a scoprire e vivere questo, automaticamente attiriamo la compagni e l'amore di chi e altre tanto capace di sentire e vivere questa verità, per affrontare un rapporto d'amore equilibrato e pieno di felicità. te lo dice una donna di 51 anni, che ha trovato 5 anni fa' la sua relazione d'amore più felice della sua vita 🙂
    auguri e tanta felicità!
    Chris

  7. utente anonimo

    ps: tutti abbiamo subiti traumi durante l'infanzia… chi più, chi meno… ma quando siamo adulti, dobbiamo prendere la vita nelle nostre mani e "lavorare" per la nostra felicità…
    quindi… buon lavoro 🙂

  8. utente anonimo

    Non metti in conto l'imprevisto!
    abbi fiducia! qualcosa accade sempre di bello nella vita e, quando non te l'aspetti più, può arrivare quello che hai sempre desiderato!

    Link permanente 4 punti 4 voti scritto da Profilo ViolaineViolaine670 il 14 dic 07, 20:02:54

  9. utente anonimo

    Hai un modo di scrivere che è spiazzante e toccante allo stesso tempo…
    Sbatti in faccia al lettore i tuoi pensieri, ma con un velo di malinconia e dolcezza che li rende unici…
    Comunque invecchiare è anche maturare, e la maturazione dovrebbe renderci migliori…

    Link permanente 4 punti 4 voti scritto da Profilo unblogindueunblogindue18 il 14 dic 07, 22:26:03

  10. utente anonimo

    Non ho avuto paura di invecchiare perchè non ho avuto il tempo per farlo, però capisco cosa provi anche se alla fine non è vero che la vecchiaia e ributtante… sai penso che nel corso della vita (come durante un lungo viaggio) si subiscono delle trasformazioni, si raccolgono delle cose perchè non hai l'anima di lasciarle li. Quando si è bambini non si è consci di quanto ci spetta, da giovani si ha il mondo in mano e si esige quel che ci spetta, quando si invecchia ci si allontana lentamente senza essere visti. Direi che c'è un solo consiglio da dare se da piccoli ci è necessario essere amati da vecchi ci è necessario amare.
    Donare è il segreto e non pretendere niente in cambio. Investendo in questo modo ti sembrerà strano ma crei attorno a te un mondo di relazioni e di calore che neanche immagini.
    Certo è dura se una volta passavi per la strada e si giravano a guardati con ammirazione, poi pian piano nessuno ti vede più… però sinceramente ho capito che non era quello l'importante mi guardavano come si guarda una torta alla panna, oggi se qualcuno mi parla o io parlo con qualcuno di qualsiasi argomento mi accorgo che l'attenzione difficilmente si sposta su altro. Allora penso ma guarda se dovevo arrivare a questa età per dire "finalmente mi vedono".

    Link permanente 9 punti 9 voti scritto da Profilo rossaurarossaura0 il 15 dic 07, 00:35:58

  11. utente anonimo

    …quando il tuo aspetto "diventerà" rivoltante?
    Tu guardi troppa pubblicità baby.
    La tua anima è inquinata.
    La tua mente schiava di idola contemporanee, quelle dell'immagine costruita a tavolino o al pc, quella dell'apparire non essere, quelle del consumismo dove si cambia e getta via dopo un breve (incompleto) uso tutto, pazienza se serve ancora: è già uscito il nuovo modello, che "è molto più figo" o "più fashion" o "più trendy".

    Come può non ispirar tenerezza un bambino.
    Come può non ispirar tenerezza un vecchio.

    Nell'egoismo imperante, costruito sul vuoto dei valori, sull'incomunicabilità delle interiorità, costrette a dividersi come tante solitudini, può sembrar normale trovar raccapricciante un vecchio.
    Peggio che mai una vecchia.

    Forse è per questo che si "rifanno", per assecondar leggi domanda riproponendo l'offerta, seppur con lo sconto…
    Incapacità di accettare gli altri e di rispettare la vita…

    Vogliamo che tutto sia usabile per il mondo adulto.
    Il bambino deve crescer precocemente ed infatti, vien precocemente iniziato alla pre-adolescenza bombardandolo di sesso e di violenza:
    pare che piaccia di più, all'adulto, il bambino precocizzato. Bambino/a ma sessualmente "usabile". Bambino/a ma violentemente assoggettabile.
    Si dice che "è normale, ormai è così, non ci si può far nulla".
    Sbagliato arrendersi.

    Al vecchio, alla vecchia, spesso tocca sorte non migliore: quando non la obblighiamo al ritocco, ad esser iperattiva, a vestirsi come fosse teenager, a gesticolare, parlare, pensare come teenager (ma spesso è vittima solo di se stessa), beh, si butta via.
    Si mette da parte.
    Si scarta.
    Si isola.
    Disturba.
    Fa schifo.
    Ripugna.
    "che schifo, alla sua età, andare al mare in costume come fosse una sedicenne" sento dire…

    Pare che solo le sedicenni o giù di lì possan indossar costumi…
    Che coprano, i vecchi, le loro vergognose rughe, le indegne pieghe della pelle, i segni del tempo.

    L'uomo non vuole ricordarsi che esiste il tempo.
    La morte.
    La sofferenza altrui, la malattia.
    Si isola, si ignora, si nasconde, si condanna.

    Ma mica son tutti così.

    Perchè qualcuno dovrebbe coccolarti?
    Perchè esistono esseri umani non corrotti dall'oscurità della dissacrazione dell'interiorità, della spiritualità, della luce.
    Perchè esistono umani che sanno amare.
    Sanno vedere, nel tuo aspetto, nulla di ripugnante, ma solo il tempo, teneramente.
    Il tempo che, inutile illuderci, passa per tutti.

    Il resto è menzogna, deformazione, illusione.
    A volte, disumanità.

    Ma se le parole son tue e tu per prima vedi rivoltante il tuo aspetto di vecchia, allora hai molto da imparare, ancora, baby.

    Oppure sei già diventata cieca, oggetto di altri.
    E senti paura di non servir più a nessuno, gli sguardi altrove…
    Ma quello non era amore, era altro.

    Chi non sa aver tenerezza per una vecchietta, non troverà sincera tenerezza per un cucciolo d'uomo perchè, in realtà, non ama l'uomo, non ama se stesso, anche se si illude, presuntuosamente, di farlo.

    Non è diverso amare un bambino, una vecchietta rispetto all'amore o alla tenerezza per un vecchio.
    E' solo che cuccioli e vecchi son più deboli e vanno amati con più riguardo, attenzione, tenerezza.

    Amati. E ama.
    Il tempo ci attraverserà tutti, infine.
    Ma avrai dato un senso migliore alla tua esistenza.
    Ed a quella di altri.
    Non lasciare che la morte ti colga arida, non temere la morte che ci ruberà tutto.
    Tranne l'anima.
    Tranne l'amore.
    Tranne la speranza.
    Resta con loro baby.
    Resta con chi non cede ai modelli ipocriti, ai falsi valori, al nulla.

    Tempesta

  12. AzzikKlaudia

    bellissime queste parole, anche se molto tristi. Le tue paure saranno smentite dai fatti, cara Tis, perchè avere un aspetto maturo, essere ossuti e vecchietti, non preclude l'amare e l'essere amato =)

  13. utente anonimo

    Non é la bellezza,né la giovinezza che si ama,ma l´ ESSERE,l´anima che c´é dentro,il modo di porsi agli altri e di accettare gli altri,si ama una parola,una frase,un sorriso o una lacrima e non importa la fisicitá.
    Dai per ricevere e chi semina vento raccoglierá tempesta, chi semina sorrisi raccoglierá il sole.
    Dai il tuo cuore e allunga la mano, né troverai cento che vorranno stringerla,vendi il tuo corpo e troverai la solitudine.
    Ecco ho espresso un mio pensiero,forse non sarete d´accordo,ma non cambieró idea,ho preso anche delle fregature,ma nella maggioranza dei casi ho trovato molti amici,rispettando,ascoltando ed essendoci nel momento del bisogno.
    Ciao e Buone Feste

  14. Tisbe

    Ringrazio tutti per i messagi di speranza che avete lasciato in questo post però vorrei essere smentita dai fatti e non solo dale belle parole.
    Se mi guardo intorno vedo le persone vecchie ed ossute rinchiuse in qualche casa di riposo, o soli in balia di furbacchioni, lestofanti e truffatori.
    La società investe poco nell'infanzia nella quale ripone aspettative per il futuro, figuriamoci se è capace di ivestire nella vecchiaia che non offre alcuna speranza…
    Non parliamo della famiglia. Ci sono casi dove l'anaffetività è lampante ed evidente anche dall'esterno, in altri casi la maggioranza dei rapporti sono solo FORMALI.
    Rispetto per gli anziani ma vuoto e privo di vero affetto e di vero calore umano.

  15. utente anonimo

    Hai perfettamente ragione, Tisbe, nel tuo scetticismo arrabbiato, nella tua critica lucida, nella tua diffidenza malinconica di chi, troppe volte deve vedere che sì, a parole, son tutti bravi, ma poi nei fatti…

    Benvenuta nel mondo baby.

    Un mondo abitato da tanti esseri umani sulla cui prerogativa umana, anzi, di umanità, escludendo i requisiti anatomico-biologici, si potrebbe recriminare tantissimo.

    Purtroppo!

    Ma quando non è stato così, Tisbe…

    eppure, anche se il dolore impietoso di corpi senza vita, della sofferenza per indifferenza, anche se è ancora l’egoismo a farla da padrone nella maggior parte dei casi, le cose sono migliorate: molti uomini hanno aumentato la loro percezione sensibile, molti individui, nonostante i tanti fallimenti, restano a perseguire quel risveglio dell’anima e dell’amore dei quali uomini speciali, illuminati hanno dato messaggio, testimonianza.

    Hanno tenuto in vita la speranza o fatta nascere nel cuore di molti.

    La speranza che il cammino dell’uomo vedrà infine, pur limitati dal tempo o impediti dalla morte, un risultato d’amore costruito con una volontà che va oltre il tempo stesso. Ed infine anche al morte.

    Non sopravvivono gli individui, ma sopravvivono i testimoni che alcuni di loro si passano con le proprie parole, la propria esistenza, con amore.

    Passandosi il testimone amorevole che sfida la dura lotta contro la bestialità dell’istinto malvagio (egoismo, indifferenza..), contro la rassegnazione, contro il male che ci abita.

    Se ogni individuo vive il dramma della dualità e l’incertezza del libero arbitrio, è doveroso che ci si adopri per tirar fuori il meglio di se stessi.

    Così è per l’umanità, che ha la responsabilità di usare la ragione per tirar fuori il meglio di sè, relegando alla peggior parte una parte sempre più piccola.

    E’ dura.

    Ma non è motivo per rinunciare, per non combattere: le buone cause meritano d’esser combattute anche se la sconfitta è certa.

    E non sarà, infine, una sconfitta per la speranza, per il bene, anche se non saremo noi i testimoni di quel tempo in cui l’uomo evolverà con un balzo più grande di ogni altro suo stadio di crescita, potendo domani rinunciare alla violenza ed all’insano egoismo come ha, ieri, abbandonato la clava, la selce, la grotta..

    Non saremo noi, per indiscutibili limiti temporali a cui siamo assoggettati nella nostra breve esperienza di vita.

    Eppure lo siamo già, pregustando parte di quella vittoria se in noi c’è la speranza, anche se questa costa sacrificio.

    Non è diverso da ciò che chiamiamo “solidarietà generazionale”, nè da quell’atteggiamento del genitore che si adopra nell’educare e nel fornire al figlio gli strumenti per camminare con le proprie gambe, tener speranza.

    Non è mai un lavoro inutile, ma necessario, giusto affinchè l’oscurità non abbia la soddisfazione di renderci schiavi.

    Sta alla nostra testimonianza, al testimone che passiamo a chi ci ascolta nella staffetta dell’umanità più bella da tirar fuori, il compito di alimentare la speranza, di cambiare, già nel piccolo delle nostre esistenze, il mondo.

    E’ in noi che opera il cambiamento per poter essere trasmesso in modo persuasivo, diffusivo di sè.

    Si potrebbe cominciare, laddove non c’è capacità di farlo già, col rendersi conto che ogni individuo è, in quanto uomo, bambino-adulto-vecchio e che non ha senso una ripartizione settaria (e discriminante) in entità separate o non comunicanti, cioè solo bambino, solo adulto, solo vecchio.

    La diversificazione delle strategie o delle misure di cui occuparsi dell’uomo giustifica un tale dettaglio: le necessità, i meccanismi possono differire un po’ ed è utile, in una certa misura, occuparsi specificatamente di queste tre realtà come fa un medico specializzato nella cura dei singoli organi.

    Ma non questo può esser motivo sufficiente per dimenticar che ogni organo, infine, fa parte di un “tutto, così come lo sono le età bambino-adulto-vecchio.

    E che quindi, aldilà delle strategie specifiche e mirate, c’è la completezza della visione, deve esserci, altrimenti si crea un danno.

    Inuntile occuparsi del cuore se poi si danneggia il fegato, nè si può curar lo stomaco dimenticandosi dei reni, nè qualsiasi altra cosa, trascurando la psiche, nè occuparsi della macchina, ignorando che esiste un’anima, le cui necessità vanno sfamate perchè altrimenti, il tutto, non guarirà, si ammalerà invece.

    Così è dannoso dimenticare l’interezza dell’individuo: in ogni sua fase, bambino o vecchio che sia, è un tutto che merita il riconoscimento di uomo, individuo.

    Meritevole quindi di dignità, attenzione, tenerezza, amore, dall’inizio alla fine del suo percorso.

    Da quando è un feto ..che non vogliamo riconoscere come nostro simile e uccidiamo… forse è brutto come consideriamo il vecchio, “rivoltante”? Che fottuto modello abbiamo dell’uomo? Sempre quello adulto! Ma è come riconoscer dignità ad un solo nostro arto o organo: che senso ha una simile mostruosità?

    Il bambino, l’adulto, il vecchio, il nero, il giallo, il maschio, la femmina… è sempre l’individuo, il nostro simile.

    Una parte di noi.

    Il povero lasciato crepare nell’indifferenza è terribile concezione dell’umanità al pari della follia di curar un paio di bicipiti lasciando morire in cancrena o amputando tutto il resto.

    Quando muore per nostra indifferenza-responsabilità una parte dell’umanità o la lasciamo soffrire, sia per discriminazione sessuale, di ceto sociale o d’età, beh, siamo inconsapevoli spesso di uccidere una parte di noi stessi, l’umanità di cui facciamo parte, attentando alla speranza, al bene, servendo il padrone del male, che in quanto tale, non può certo amarci nè desiderare il nostro bene.

    Il tuo post è già un contributo nel combattere contro l’indifferenza, la tua “delusione” nel guardarti intorno, una sfida da raccogliere per raccogliere le forze e combattere per ciò in cui crediamo.

    Raccogli il testimone, continua la staffetta.

    Dell’amore.

    Della speranza.

    E non soffermarti per troppo tempo su cosa fanno gli altri, per non distoglierti da quel che puoi fare tu.

    Grazie del bel post, splendida occasione per riprender fiato e ridar forza ai miei progetti, alla mia speranza, perchè nel parlarti con il cuore e sinceramente, avrai capito, ho parlato anche a me stesso.

    Ciao.

    Un sorriso.

    Tempesta

  16. utente anonimo

    Oggi per la prima volta ho visto il tuo blog e in particolare questa tua osservazione sulla vecchiaia… Leggendo il tutto mi hai dato una forte impressione di dolcezza e mi hai fatto anche tanta tenerezza per le parole che hai scritto E poi chi dice che nessuno vuole abbracciarti o coccolarti… Sei così dolce…

    Link permanente 3 punti 3 voti scritto da Profilo Gio512Gio5120 il 16 dic 07, 14:20:31

  17. utente anonimo

    Non credo che tu abbia motivo di temere la solitudine della vecchiaia che provano in tanti esseri umani; sarò utopica, ma chi riesce a seminare almeno un seme d'affetto sincero, ne vedrà prima o poi, crescere la pianta..E' chi non è riuscito a dare un briciolo d'amore, d'affetto sincero che, secondo me, è condannato a restare solo.Un abbraccio forte e cancella questi pensieri.
    draculia

  18. ellery75

    Hai ragione Tisbe, la vecchiaia fa paura. E' come essere colpevoli senza sapere nè perchè nè di cosa. E come le colpe peggiori non si può far altro che cercare di nasconderle. Ma non c'è un tempo preciso per la vecchiaia: quando inizierà dipenderà anche un po' da noi.

  19. utente anonimo

    Ciao Tisbe,
    Non me la sento di smentirti, almeno non in senso lato, la tua radiografia delle nostra società attuale, la trovo abbastanza verosimile come la scannarizzi tu, sembra che l'uomo sia sempre più succube e schiavo di se stesso, delle sue passioni, vizi, ingordigie, lussurie, perversioni, materialismi, eccessi, e quindi alla fine tutti questi eccessi portano inevitabilmente agli effetti collaterali da te suindicati. Tuttavia io non mi sento in grado di giudicare, di improvvisarmi profeta, penso anche che il tutto possa essere la naturale evoluzione dell'uomo e quindi della sua società, per intenderci meglio, che dovremmo fare? diventare tutti monaci buddisti, preti, e poi son sicuro, sorgerebbero automaticamente altri problemi, del tipo: poi chi lavora? chi fà l'amore per procreare? chi consuma? (per far sì che sì costruisca e produca?).
    Cara Tisbe come ti ho prospettato, io penso che si debba per giocoforza prenderla abbastanza con filosofia, perchè nulla può sostituire l'altro! mà semmai complementarlo!
    Ciao! Ti auguro Un Buon Natale! e un Fortunato Anno Nuovo 2008

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