Leoni per agnelli, disillusione e decadenza dell’Occidente

In questo film il regista Robert Redford si pone l’obiettivo di risvegliare la sopita od inesistente coscienza critica collettiva.
Leoni per agnelli si snoda nell’arco di qualche ora su tre scenari che s’intrecciano, sciogliendosi gradualmente e risolvendosi alla fine. I personaggi chiave sono, un senatore di Washington (Tom Cruise), una giornalista (Meryl Streep), un anziano professore universitario (Robert Redford) e tre giovani studenti. Il leitmotiv del film è la guerra, o meglio, il ruolo degli Usa di gendarmi del mondo. Il regista si pone tante domande e mette tanta carne a cuocere, più di quanto si possa sostenere in un film. La forza è tutta nei dialoghi che sono autentiche pugnalate all’indifferenza collettiva. Si passa della falsità e dall’egoismo dei politici pronti a sacrificare migliaia di vite umane per la corsa al potere e al successo personale, alla sudditanza dei giornalisti nei confronti degli incassi e delle leggi di mercato, alla sconfitta del sistema educativo americano che incita alla competizione lasciando dietro di sé una scia di vinti che finiranno o nel braccio della morte o ad immolarsi in qualche stato "nemico".
Redford ossessiona lo spettatore facendo ripetere tantissime volte al senatore, parole come "nemico" e "male", ma il regista si spinge oltre, e sceglie, come leoni da immolare, un ispanico e un nero, e in questa sua scelta è racchiuso tutto il senso di ingiustizia sociale che vige da sempre, ed ancora, nel paese che, paradossalmente, vorrebbe esportare democrazia e diritti civili.
Se dovessi cercare in sintesi il messaggio del film di Redford direi che è un’apologia dell’altruismo. Quando lo stesso Redford, nei panni del professore fa un esempio calzante sui limiti dell’egoismo sfrenato che ha invaso le coscienze occidentali, quando cerca di smontare l’abitudine a vivere per se stessi ricercando ricchezze e consensi, egli dice: cosa te ne fai di una mercedes se non c’è carburante e le strade sono piene di buche? Come si può essere felici se il resto del mondo soffre?
Ecco, Redford pone un quesito interessante e risulta chiaro che l’egoismo, il pensare alla propria minuscola vita senza interessarsi del sociale e degli altri, è un percorso che porta irrimediabilmente all’infelicità. L’altruismo, l’interessarsi agli altri ed il tentativo di cambiare le cose senza trincerarsi dietro al "tanto non serve a niente" sono l’unica strada, che potrebbe condurre ad assaporare i doni della vita per sé e per gli altri.
Anche se il film chiude drammaticamente lasciando presagire una decadenza degli Usa simile a quella degli ultimi anni di vita dell’Impero Romano, le atmosfere non sono angoscianti, e rimane sospesa nell’aria la possibilità che il domani possa cambiare in meglio.
Un bel film che consiglio a tutti di vedere.

18 commenti su “Leoni per agnelli, disillusione e decadenza dell’Occidente

  1. FrancaFranca

    "Come si può essere felici se il resto del mondo soffre?"
    Questo è un quesito interessante, ma ne pongo un altro: perchè in tanti ci riescono benissimo?

  2. Tisbe

    @Franca, non lo so, e "francamente" non sono certa che siano felici davvero, secondo me sono anestetizzati, troppo presi dal vortice delle cose che non contano nulla… e non sono capaci, né di soffrire, né di gioire 😉

  3. utente anonimo

    Andrò presto a vederlo, mi ritrovo in tutto ciò che Redford vuole trasmettere, sono curioso di capire dove trova l'ottimismo ( nelle coscienze collettive risvegliate? ) per superare la decadenza dell'impero americano perchè sulla fine non ci sono dubbi

    Link permanente 3 punti 3 voti scritto da Profilo primlugprimlug221 il 06 gen 08, 11:46:23

  4. utente anonimo

    a me non è piaciuto molto. consiglio no man' s land.
    ciao e buona festa della befana 😉

    Link permanente 1 punto 1 voto scritto da Profilo cab64cab6450 il 06 gen 08, 12:14:27

  5. utente anonimo

    Film molto bello. Non concordo in pieno con la tua analisi. Il film è un ammissione da parte degli americani degli errori commessi durante le guerre in Afganistan e Iraq, ma nel senatore io vedo una reale intenzione di cambiare la situazione e nn semplice arrivismo. E' poi evidente la denuncia del sistema informativo, che rinuncia al criticismo a favore del profitto. Vi è poi un'incitazione nei confronti dei giovani ad essere partecipi alla vita pubblica e sociale del proprio paese, ma in nessun momento si dice che i due furono obbligati a fare i soldati. Anzi più e più volte viene ribadita la libertà della loro scelta, in quanto avrebbero potuto fare qualsiasi cosa. Il finale è una chicca…. cosa vogliamo fare della nostra vita?

    1 punto 1 voto scritto da Profilo ClementsClements0 il 06 gen 08, 15:48:29

  6. utente anonimo

    un granidssimo film in cui tre ottimi attori denunciano apertamente il governo americano senza mezzi termini
    Adrien

  7. Tisbe

    @Clements, una libertà illusoria perché più e più volte viene sottolineato che i due giovani (ispanico e nero) erano oberati di debiti contratti per studiare e si sono arruolati soprattutto per saldare il debito 😉

  8. WebLogin

    "Come si può essere felici se il resto del mondo soffre?" …eh, bella domanda!

    Bel cast + trama interessante + bella recensione + consigliato dalla mitica Tisbe = lo vado a vedere 😉

    Ciao carissima, un caro abbraccio

    Giuseppe

  9. utente anonimo

    Mi è piaciuto molto, ma ho paura che, per come è costruita la narrazione e per i dialoghi troppo prolungati ed estesi, sia riservato ad un pubblico composto da chi non ha bisogno di riflettere, perchè l'ha già fatto..

    Fiante

  10. HAVEADREAM

    Mi riallaccio alla domanda:
    "Come si può essere felici se il resto del mondo soffre?"

    Posta così, è una domanda dalle tante risposte, con tante attenuanti generiche.

    Forse, probabilmente, per dare un senso ed un seguito al quesito dovremmo rispondere alla domanda più immediata, più diretta
    "Cosa te ne fai di una mercedes se non c'è carburante e le strade sono piene di buche?"

    In pratica (e d'attualità), parlare di fame nel mondo e di povertà ha un senso a migliaia di chilometri di distanza, quando sotto casa nostra l'immondizia ormai gira indisturbata e bussa alla porta dei Napoletani?

  11. Tisbe

    @HAVEADREAM, beh, il dramma di Napoli è generato proprio dall'egoismo, da coloro che vogliono a tutti i costi avere una mercedes dove ci sono problemi sociali gravissimi

  12. Iprovinciali

    l'ho visto domenica scorsa. Claustrofobico, angosciante, irritante… niente è più angosciante della coscienza che si smuove dal torpore.
    Lo consiglio, soprattutto per come viene smitizzato Tom Cruise. Meryl Strepp magistrale. Recita solo la sua faccia. E a vederla ti domandi: ma quante espressioni può contenere una faccia?!
    bello e profondissimo nel suo tormento.

  13. Tisbe

    @iprovinciale, che piacere trovare un tuo commento dopo tanto tempo 😉
    partendo da sensazioni opposte alla fine abbiamo detto le stesse cose

  14. utente anonimo

    Questo commento lo trovi in altri bolg……. uguale uguale: sei tu che sei brava a frare copia-incolla o ti hanno clonato?

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