Donne, aborto e lavoro nella società contemporanea

Il blogger filomeno mi ha posto un quesito. Rapidamente ho risposto di pancia. Ecco cosa ne è uscito. La domanda la trovate  QUA

La questione è complessa e delicata, inoltre è personale ed ogni donna dovrebbe scegliere in base alla proprie capacità/possibilità.
Vivere con dei figli è difficile soprattutto nell’ambiente di lavoro dove sei criminalizzata, in modo particolare se hai figli disabili. Non è vero che ti aiutano: tutti approfittano della situazione per metterti in difficoltà e farti richiamare dai superiori, o peggio, farti licenziare; le peggiori sono le altre donne che magari hanno figli già grandi, o che non sono ancora sposate…
Detto questo personalmente non abortirei ( ma mai dire mai) personalmente sono forte ed ho la scorza dura, cioè, ho una grande resistenza e sopportazione, e per questo, della cattiveria altrui, me ne infischio. Non è saggio, però, per una donna fare figli, se aspira ad un futuro roseo ed autonomo: i figli sono solo debolezze; punti in cui tutta la società ti può ferire per ottenere quello che vuole, in altre parole ottenere l’annullamento della personalità e della libertà del soggetto donna.

Oggi i figli non sono una risorsa ma un ostacolo o, meglio, ostaggi in mano alle istituzioni che ti ricattano continuamente per annullarti come individuo unico, originale ed irripetibile.

ERGO: l’aborto è una necessità sociale, la bioetica la lascio a chi vuol fare quel mestiere… io parlo di vita, quella vera… quella faticosa… quella che non ti fa sconti! Quella che non fa paparatzi

21 commenti su “Donne, aborto e lavoro nella società contemporanea

  1. filomenoviscido

    grazie tanto della risposta Tisbe
    🙂

    e grazie anche per non esserti sentita offesa 🙂

    capisco che per come è posta la domanda, con un taglio più da (fanta?)politica che di solidiarietà umana, potrà irritare molte donne.

    per costoro
    a mia discolpa posso solo dire che non vi è intento polemico, sono solo mie riflessioni di questi giorni e se può suonare irrispettosa .. è questione di spigolosità caratteriale e di incapacità di comprendere la problematica da parte di un pene-munito, e NON qualcosa di voluto.

    e poi potete insultarmi liberamente (però non esagerate ,please, già sono in forte imbarazzo)

  2. FrancaFranca

    A Filomeno ho risposto sul suo blog.
    Qui lascio solo una considerazione:
    Uno Stato laico dovrebbe fare leggi che nelle scelte personali permettano ai cittadini di scegliere secondo la propria coscienza e non imporle a priori.
    A tutti i contrari all'aborto chiedo: prima della legge si abortiva o no?
    In che condizioni?

  3. Tisbe

    @franca, quando ero bambina (prima della 194) una giovane donna sposata morì per essersi sottoposta ad un aborto clandestino da una mammana… economicamente non poteva permettersi il terzo figlio. Risultato: 2 orfani e la chiesa contenta per aver creato vite infelici pronte e essere schiavizzate per potersi permettere i successivi sacramenti (tutti super costosi)
    Io non ho dimenticato e non dimenticherò

  4. elenamaria

    Come donna, Tisbe, rispondo come donna. Il lavoro, sì, e tutte le difficoltà che ne derivano. La mancanza di strutture adeguate, di case, di asili-nido e compagnia bella. L'età, il numero di figli avuti, il contesto familiare. Ma anche la volontà di non soccombere alla natura, di non essere solo riproduttrici di specie, di essere soggetti e non individui. Di scegliere. Non voglio sentirmi manipolata dal discorso "i figli sono un problema, un ostacolo", perchè mi sentirei artefice e vittima sacrificale di questa teoria che non condivido. Voglio che mi sia concesso di decidere, e lotterò affinchè questo accada e affinchè alle donne venga riconosciuto il diritto alla vita, alla salute, all'integrità fisica, alla libertà di coscienza, a una maternità scelta liberamente.

  5. utente anonimo

    dal tuo discorso , sembra che per te i figli siano delle appendici inutili.
    e che tutti ce l'abbiano con te.
    eurotecnica

  6. utente anonimo

    Oramai siamo permeati dalla "cultura dell'aborto" purtroppo… All'uomo è sempre piaciuto giocare a "fare Dio".Peccato che i fautori di questo modello di pensiero sono gli stessi che poi "piagnucolano" sui mali del mondo, sui giovani bulli, sulle famiglie che si sfasciano, ecc…
    Paolo

  7. Tisbe

    Paolo & eurotecnica, avete detto tutto voi… ogni commento è superfluo… c'è chi accetta le proprie debolezze umane e invece c'è chi si sente in diritto di parlare in nome di dio…

  8. filomenoviscido

    fermo restando che, in democrazia, ognuno può pensare e dire quello che vuole….

    probabilmente ,in una tematica che è soprattutto femminile,

    quando si rivolge ad una donna, per il maschio sarebbe d'obbligo
    (se non per sensibilità quantomeno per buonsenso)

    un approccio più soft più da suggerimento sommesso e da abbraccio affettuoso che da giudice intransigente ed iracondo.

    ciao

    p.s.
    naturalmente qui più che democrazia e la scelta di Tisbe a far cernita legittimamente cernita(e la padrona di casa mi pare essere anche troppo tollerante)

  9. filomenoviscido

    tisbe,
    come vedi sul mio blog, questa è una tematica che suscita toni accessi e spesso equivoci(molte donne che mi leggevano la prima volta paiono avermi scambiato per un seguace di Ratz!!) .. se pensi che il mio precendente commento possa creare polemiche indesiderate, cancellalo pure

    ciao 🙂

  10. utente anonimo

    "c'è chi accetta le proprie debolezze umane e invece c'è chi si sente in diritto di parlare in nome di dio."

    ti do perfettamente ragione.
    ma sono io a accettare le debolezze umane, e tu credi di essere dio.

    "Il problema è che gli esseri umani sono maledettamente sadici ed egoisti e non disposti a vivere in una società comunista"

    questa denigrazione globale dell'umanità non l'ho mica scritta io…

  11. Tisbe

    #11,
    "Il problema è che gli esseri umani sono maledettamente sadici ed egoisti e non disposti a vivere in una società comunista"

    se questo non è riconoscere i limiti dell'umanità…
    allora ci sono seri e gravi problemi di comprensione

  12. utente anonimo

    riconoscere i limiti delll'umanità non è dire (ad esempio) :"mio figlio è un cretino e un bastardo perchè non è un genio della matematica e anche un campione della maratona…"
    è dire :" mio figlio non è bravo in matematica,e però è bravo a correre, e gli voglio bene."
    questo lo capisci?
    se tu avessi un figlio , lo odieresti se non rispettasse le tue aspettative?
    eurotecnica

  13. Tisbe

    Il tuo esempio è fuori luogo non sono io il padre dell'umanità e francamente non ci tengo ad esserlo: ognuno si tenga i suoi errori soprattutto se ci tiene a sentirsi dio… a me non interessa… se tu ti senti dio in grado di essere comprensivo con l'umanità… caxxi tuoi… sei tu che ti poni al di sopra e al di fuori dell'umanità con la tua pseudo comprensione divina

  14. utente anonimo

    questa poi!
    io ho parlato da padre (da padre reale, non immaginario!)
    e tu ti metti in testa di essere il padre dell'umanità?
    eurotecnica

  15. utente anonimo

    incartato?
    sei tu che dici che l'umanità fa schifo perchè non si adatta alle tue idee.
    io dico che soltanto che l'umanità è questa.
    non si distrugge qualcosa per migliorarla…
    eurotecnica

  16. Tisbe

    distruggerla? e perché?
    ho solo parlato di migliorarla
    dio vuole dstruggerla per sottoporla al giudizio universale, mica io 😉

  17. giuba47

    Avevo vent'anni quando una donna di un quartiere popolare mi chiese dei soldi per abortire. Aveva già quattro figli e non sapeva come mantenerli… Io esitai, non sapevo se facevo bene o male, in più i soldi me li dovevo far prestare io… Risultato: era andata ad abortire da quelle donne con i ferri da calza ed ha rischiato di morire… Ha rischiato, non è morta ma io ce l'ho ancora sulla coscienza. Come è facile per noi parlare di cere cose in modo teorico ed intelletuale, discuisire, tanto poi chi lo fa va ad abortire a pagamento nelle cliniche private, le altre muoiono, ma questo non importa a nessuno. Una volta erano le donne meridionali, adesso sarebbero le extracomunitarie… carne da macello. Giulia

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